Come regolare il “termometro” dell’autostima

Chiaramente, l’argomento è vasto e richiede cura ed attenzione ma, se è vero che si comincia dal piccolo per arrivare al grande, qui impareremo a coltivare qualcosa di veramente molto importante: il nostro io.
Cari lettori, supponiate che io rivolga, a ciascuno di voi, una semplice domanda : « Parlami di te.» Restare indecisi di fronte a questa richiesta è perfettamente normale. Praticamente nessuno risponde in modo spontaneo. Qualcuno rimarrà interdetto, altri potranno chiedere : «Che significa?», oppure « A cosa ti riferisci?» Gran parte delle persone non sono preparate a descriversi in modo spontaneo, né a richiamare in modo schematico, la propria storia personale.
È molto frequente che, a questa domanda, la persona resti sorpresa, esiti e non sappia da dove cominciare. Che cosa raccontereste per prima cosa? Di quello che vi piace o non vi piace? Della vostra professione? Descrivereste il vostro aspetto fisico, le caratteristiche della vostra personalità o un problema che vi affligge?È probabile che parlereste della vostra famiglia, della casa oppure di ciò in cui credete. Cercando di definire la propria identità, molte persone rivelano la tendenza a includere, come parte integrante del proprio “io”, fattori esterni ad esso, come la reputazione, la famiglia o la proprietà.
Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro termometro. Proprio come la colonnina di mercurio si alza e si abbassa, dobbiamo imparare a diminuire l’influenza dei concetti esterni, quelli che agiscono sul nostro amor proprio, a favore di una maggiore consapevolezza.
Frasi condizionanti come : « Dire di no è da maleducati!», « Bisogna essere sempre buoni e disponibili.», « La testardaggine è negativa!» devono essere circoscritte e limitate. In base alle convinzioni e alle valutazioni che formuliamo , e al modo in cui accettiamo quelle che secondo noi ci rappresentano, ci sentiremo più o meno bene con noi stessi. Alla luce di questa affermazione, non possiamo non sottolineare l’importanza di applicare un filtro alla base del nostro ipotetico termometro. Questo filtro è costituito dal coltivare i nostri talenti, di qualunque natura siano, dal più evidente, al più piccolo e apparentemente senza utilità alcuna.
Ci sono persone che trasformano le proprie imperfezioni in talenti che crescono nelle avversità. Più che prigionieri di un destino, ne sono i protagonisti. Si tratta di uomini e donne che tramutano i propri svantaggi in una specie di centro vitale, attorno al quale riorganizzano i propri valori e le proprie aspettative, ottenendo così una vita gratificante e creativa. Questo è ciò che dobbiamo fare tutti noi per tenere il nostro termometro dell’autostima, ad una temperatura ottimale!
A cura di Vitiana Paola Montana









