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Come fare per rimettersi in gioco?

Apprendimento

1975

197L’Editore ci invita a pubblicare i nostri pensieri sul blog del sito in merito al campo nel quale ci riteniamo “esperti”. Non l’ho mai fatto ma rispondo volentieri.

Comincio dal principio.Il mio ebook è “Laurearsi a tutte le età” e già dal titolo si capisce di cosa si parla. La mia esperienza è quella di una lavoratrice-mamma-moglie che ad un certo punto decide di “provare” a vedere se riesce ancora a studiare con profitto e ad esporsi ad un interrogatorio di un professore che magari è più giovane di me!

Lavoro da un commercialista che gestisce gruppi di imprese, in settori diversi, faccio consulenza fiscale, chiudo i loro bilanci e le loro dichiarazioni in modo “consolidato”. Oltre la Legge Finanziaria, lotto con una marea di circolari e normativa. Quindi sono in aggiornamento continuo, ma…. non è come essere studenti.

Quando mi è venuta l’idea di laurearmi, a 37anni, ho deciso di provare per un anno. Poi, mi sono detta, se non va, pazienza. Non pensavo di riuscire ma morivo dalla voglia di tentare.

Tornare ad essere studente è stata la cosa più bella. Immergermi in quell’atmosfera ed essere una matricola in mezzo a molti ragazzi, ma anche a persone più mature, mi dava la sensazione di avere ancora molte frecce al mio arco. Ho scelto un’Università pubblica statale, Genova, perche è  comoda, seria e  a buon prezzo. Diffido un po’ di quelle organizzazioni che ti “aiutano” a studiare: ad un amico hanno chiesto quanto un anno di mutuo per dargli assistenza, dicendo che “l’ultimo dei suoi problemi sono gli esami”….

A quell’epoca ero un po’ schiacciata dalla quotidianità. Non so se vi capita, soprattutto con i figli piccoli, di non avere più un nome, siete solo la mamma o il papà di … Oltre a questo la mia famiglia affronta quotidianamente un grosso problema di salute che affligge mio figlio.

Per me l’università è stata l’ossigeno, la forza di immergermi in qualcosa di nuovo che mi assorbisse. I miei fans più accaniti sono stati mio marito e mio figlio, che volevano essere avvisati subito di come era andato l’esame, che erano in prima linea alle mie lauree e che hanno fatto a gara per farmi regali su regali.

Con queste premesse ho cominciato a studiare, ma andando avanti mi sono accorta che mi piaceva sul serio. Molti esami li ho preparati non  con lo spirito da studente, ma con un vero interesse immergendomici dentro.  Dire che sono contenta di questa esperienza è poco, ne sono entusiasta. Ho talmente rotto le scatole ad amici ed amiche che ne ho convinto alcune a riprendere i libri in mano e ne sono contente!!

Va bhè per oggi non vi annoio oltre. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

A Cura di Raffaella Fenoglio,
Autrice di “Laurearsi a Tutte le Età”

Libro bruno

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

12 commenti

  1. Complimenti per l’articolo. Esso dovrebbe essere letto da tutte quelle persone che oggi si sentono demotivate nel loro lavoro e non hanno gli stimoli giusti per rinnovarsi e rimettersi in gioco. Molte volte volte ho conosciuto persone schiacciate dalla routine. Si alzano la mattina, vanno al lavoro ma non hanno la carica per affrontare la loro giornata in modo diverso. Rimettersi in gioco a volte significa anche migliorare la propria preparazione professionale, colmare aree di incompetenza. A volte significa anche avere il coraggio di cambiare lavoro, iniziare una nuova avventura in un ruolo diverso o in un’azienda diversa. Complimenti ancora!

  2. La ringrazio dei complimenti.
    Sono pienamente d’accordo sul fatto che passiamo troppo tempo sul luogo di lavoro, nello spostamento casa-ufficio, a parlare o sognare un’altra occupazione per poi ….non impegnarsi seriamente a migliorarlo! anche solo accettando un’altro ruolo nella stessa azienda.
    Buttarsi in un corso di studi attinente alla propria occupazione è gratificante per se stessi ma anche l’azienda.
    Sarei curiosa di sapere, in un’azienda privata, a chi sarebbe asseganto un incarico di un certo livello dovendo scegliere tra un giovane neolaureato e un dipendente con anzianità decennale, fresco di laurea.
    Buona giornata.

  3. Mi ha colpito molto la determinazione, l’entusiasmo e soprattutto la costanza in questa “avventura” che poi si è rivelata molto positiva ed assolutamente appagante.
    Complimenti sia per la grinta che per il successo dell’ebook.

  4. Personalmente, penso che uno dei fattori più importanti, per la riuscita negli studi, come in altri ambiti, sia un sincero interesse per quello cui ci dedichiamo.
    Se si tratta di materie di studio, certo un conto è doversi applicare a qualcosa di noioso, che non c’interessa, ben altro conto, invece, l’interessarsi di quelle che sono le proprie passioni.

    Oltre a ciò, un po’ di metodo e di organizzazione del lavoro, unitamente ad una chiara prospettazione dei propri obiettivi, ed il compito non dovrebbe essere così difficile.

  5. Gian Piero, ha colpito nel segno!
    La cosa più incredibile è, infatti, che partita come una meta lontanissima (mi ero data un periodo di prova di 12 mesi) ho avanzato dritta verso la meta, senza grosse difficoltà (ho ormai rimosso l’incubo “Statistica” !!!).
    Tutti erano un po’ sconvolti che, studiando solo qualche ora all’alba, fossi regolare con gli esami..
    Concordo pienamente che metodo-organizzazione-interesse sono il mix migliore, ci metterei anche che, nel mio caso, bisgogna perdere il timore reverenziale che ci incutono certe istituzioni.
    Grazie dei bei commenti di Alberto e Giovanni.
    Saluti

  6. Ciao,
    mi trovi pienamente d’accordo. Cerco continuamente di mettermi in gioco, anche se spesso la razionalità vince e mi fermo. Ma penso che sia un passo assolutamente necessario per una crescita personale ed anche economica.

    Non è sempre facile farlo ed è proprio lì che stà il bello della sfida!

  7. bravissima complimenti, intendo anche acquistare il tuo e-book dove spero di trovare consigli utili, io ho un certo numero di anni più di te, ormai superati i 50, pur senza una preparazione universitaria, sono sempre stata molto attiva e mi sono buttata in molte attività, con buona riuscita, ma il fine a quei tempi era solo economico per uscire dalla subordinazione professionale ed economica di un lavoro dipendente… poi mi sono sposata ed è cambiato tutto, senza rendermene conto mi sono troppo sacrificata nel rapporto e in un lavoro che detesto ma che fino ad oggi mi ha reso economicamente. (e in questo sono certo più fortunata di altre persone).Con il passare degli anni (15), mi sono sempre più sentita prigioniera e senza più sbocchi davanti a me, mi sentivo paralizzata in un buio tunnel senza uscita, cosa che mi ha fatto molto soffrire inoltre sentivo l’esigenza fortissima di trovare un lavoro per il futuro che mi corrispondesse , che fosse ecologico con i miei valori interiori…nell’ultimo anno ho fatto ricerche e ho lasciato che dentro di me emergesse qualcosa … ora stò per frequentare un corso per Coach professionale e fra pochi giorni intendo iscrivermi presso l’università locale.
    beh ora che ti ho annoiato raccontando la storia dei miei ultimi 25 anni ti ringrazio per aver scritto il libro che spero sia di stimolo e aiuto a molte persone che vogliono rimettersi in movimento.
    un saluto e buon proseguimento .Giulia

  8. Condivido pienamente con Giulia,pure io mi sono ritrovata prigioniera in quello che facevo.Ho lasciato un lavoro che amavo ma che mi rendeva poco..e poi sono ritornata a fare quello che amavo..ma il mio corpo si era già ammalato…ora devo riinventarmi,ho aperto un negozio online..il mio grande amore era il negozio..solo che ora è virtuale.barbara

  9. Ciao Raffaella,
    aprezzo la tua tenacia e la tua determinazione che unite alla passione per la conoscenza ti hanno spinto a raggiungere un obiettivo che nel tempo sarà strumento di continuo arricchimento per te e per chi ti è vicino !!!!
    Lo è stato e lo è tuttora anche per me e ti assicuro che “leggendo” il tuo entusiasmo provo di nuovo emozione e gioia !!!!
    Correva l’anno 2001 quando iniziai la mia avventura che vissi esame dopo esame senza un fine professionale ma con la “fame” e l’interesse per conoscere e quindi conoscermi.
    Ciò fu mosso da una forte curiosità verso temi a carattere sociologico e psicologico che mi indussero a leggere la sociologia e la psicologia per un anno intero, tanto che mi venne naturale in seguito (l’anno successivo) , decidere di confrontarmi con chi mi poteva ulteriormente arricchire , ovvero i professori e quindi l’Università .
    Mi laureai in Sociologia nel 2006 all’età di 47 anni.
    Oltre ad istruirmi l’università, ha contribuito ad insegnarmi a vivere ogni mia situazione nel presente con una meta chiara (laurearmi!!!) ma godendo l’attimo (il contenuto dei libri !!!).
    Senza dubbio ciò che mi rimane fra le altre cose , è il consolidamento della mia autostima con la chiara percezione che quando l’obiettivo mi “appartiene” lo devo raggiungere ed il relativo sacrificio è impercettibile dinnanzi alla passione ed all’interesse per ciò che perseguo.
    Posso garantirti che questa passione è rimasta e perdurerà per sempre in quanto ora ,mi sorge spontaneo approfondire attraverso i testi ogni argomento che decido di affrontare …..insomma ero e resto uno studente perenne .
    Adesso , dopo una serie di percorsi formativi inerenti al coaching , frequento un corso per Coach e parallelamente studio gli argomenti attinenti (PNL , comunicazione , leadership) , con il preciso intento di svolgere la professione di Trainer , mosso dalla voglia di mettere a disposizione il mio entusiasmo e la mia , seppur ancora molto limitata , conoscenza.
    Mi permetto di suggerirti , di non contare sulle gratificazioni del datore di lavoro , se mai arrivassero è un valore aggiunto al valore vero che è la tua persona “fortificata” dalla preparazione.
    I riconoscimenti esterni molto spesso sono poco durevoli se mai ci sono, e, altrettanto spesso , purtroppo , sono finti . Oggi il mondo del businness cerca solo il rapido profitto per sè ,a prescindere dagli strumenti adottati per raggiungerlo (la preparazione e la conoscenza)…….molto meglio evitare aspettative, la gratificazione cercala in te ed in quello che fai !!!!!
    Con la tua “impresa” mi hai fatto rivivere la mia esperienza universitaria aggiungendo gioia e rafforzando il mio credo verso la conoscenza e la formazione continua , e per questo , voglio ringraziarti.
    Ancora complimenti ed un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro.
    Alberto

  10. Ciao Raffaella,
    è meraviglioso rendersi conto che altri prima di me hanno affrontato questo tipo di esperienza. Sai, é poco più di un mese che ho deciso di dare una svolta alla mia vita, ho mollato il mio lavoro e ho deciso di dare spazio alla voglia di conoscenza e di sapere ch mi porto dentro da troppo tempo.
    Ho terminato i miei studi nel lontano 1988 e, quando tutti i miei compagni avevano già deciso quale facoltà frequentare, io ero lì a dirmi che non ne sarei mai stata capace…quindi ho lasciato passare tutto questo tempo.
    Adesso alle soglie dei 40 anni, dopo aver letteralmente regalato (dal punto di vista lavorativo) la mia grinta e la mia innata voglia di fare ad una serie di personaggi incontrati sul mio percorso di vita, decido di fare il grande passo. Mi iscrivo all’università. Decido di riprendere il controllo della mia vita e, se il mio futuro dovrà essere quello di occuparmi di leggi, economia aziendale e perché no, anche di diritto del lavoro, lo faccio solo ed esclusivamente per appagare la mia voglia di crescere.
    Ti saluto con grande stima.
    Daniela

  11. Grazie Fabio, mettersi in gioco a volte è fare un piccolo passo, non bisogna per forza cambiare vita-lavoro-indirizzo.
    In un libro ho letto che per inizare si può cambiare uno schema mentale minimo, tipo un’abitudine consolidata.
    Non so… cambiare il bar in cui fai colazione, comprare un altro quotidiano, alzarti o andare a letto ad un’ora diversa, prenderti due ore e andare a vedere un film un po’ fuori di testa.. ecc…
    Questo disorienta il nostro cervello e lo rende più ricettivo..
    Io ogni tanto lo faccio. Ciao.

    Giulia e Barbara, apprezzo i vostri complimenti in modo particolare perchè arrivano dall’universo femminile. Noi siamo geneticamente portate a soffrire e ad “adattarci” alle situazioni, ma quando diciamo “punto a capo” vuol dire che non ne possimo piu’ e iniziamo un altro percorso.
    Non è quasi mai possibile buttare tutto all’aria e ricominciare, ma già incamminarci per qualcosa di diverso ci dà speranza in un cambiamento. Sono contenta che Giulia si lanci negli studi universitari…spero ti coinvolgeranno come hanno fatto con me.
    Posso chiederti un favore? Mi tieni informata di come va? Quale facolà scegli ecc….?

    Carissimo Alberto, che bello leggere il tuo post!!! Io nel 2006 ho finito la triennale e mi sono iscritta alla specialistica…un anno magico.
    Condivido e mi rivedo in tutto quello che hai scritto… nel piacere di imparare cose nuove e nella “fame” di affrontare nuove materie.
    Hai perfettamente ragione quandomi dici di non contare sulla gratificazione esterna.
    Ho avuto riconoscimenti da chi non mi aspettavo, invece chi avebbe dovuto ha fatto finta di nulla…
    In bocca al lupo per il tuo progetto di Trainer.

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