oggetti di design

Come brevettare la vostra idea

Giovedì, Settembre 9th, 2010

Francesco FilippiCome indico nella mia guida “Creare Oggetti di Design” uno dei punti più critici e più importanti di un’impresa, quando si intende produrre un’idea nuova, è il brevetto.

Non sottovalutate mai l’importanza di avere un buon brevetto alle spalle soprattutto se volete impostare il vostro business su un oggetto solo, almeno per iniziare. Questo vale ancora di più se decidete di produrre il vostro oggetto personalmente anziché farlo produrre ad un’altra azienda.

Avere un buon brevetto però non significa avere sempre il coltello dalla parte del manico e le spalle coperte: le insidie che vi si possono presentare davanti durante il cammino sono varie e dal “multiforme aspetto”.

SCRITTURA DEL BREVETTO
Il primo punto da considerare è quanto bene è scritto il vostro brevetto. Non sottovalutatelo mai! Il brevetto del secolo, che fa acqua da tutte le parti, può essere scopiazzato fino ad esaurirne tutti gli aspetti di originalità e innovatività. Rivolgetevi sempre a un professionista per non incorrere in questo errore.

AZIONI LEGALI
Forse voi penserete che se qualcuno vi dovesse copiare un brevetto potete sempre rivolgervi ad un legale. Verissimo, ma la strada può anche essere molto in salita e presto vi domandereste se ne valga la pena. Se avete appena iniziato la vostra attività, il timore di perdere una causa con una grande azienda può dissuadervi per il rischio di dovervi pagare anche le spese legali che per voi potrebbero essere ingenti rispetto al vostro patrimonio iniziale.

TEMPO
Inoltre il tempo che potreste aspettare prima che vi venga riconosciuto che avete ragione potrebbe anche essere troppo lungo, mentre l’azienda che vi ha copiato l’idea produce liberamente il vostro oggetto per tutto questo tempo facendo business. Quando a voi finalmente viene riconosciuta la paternità del brevetto, questo risulta già sul mercato da anni con un altro marchio e voi siete già stanchi. La vostra energia viene dirottata verso una causa legale anziché verso la realizzazione del sogno della vostra vita mentre a voi non resta che aspettare.

ORIGINALITÀ DEL BREVETTO
A questo punto dovete considerare l’originalità del vostro brevetto. Forse avete fatto la scoperta del secolo ma forse avete solo migliorato un brevetto già esistente. Se avete scoperto la penna a sfera, per fare un esempio famoso, allora ritornare proprietario della vostra idea, anche dopo alcuni anni di una causa legale, è assolutamente irrilevante; ma se avete un brevetto modesto, questo può esaurirsi come prodotto come novità ancora prima che sia finita la causa.

RICERCA DI ANTERIORITÀ
Anche se lo affronto per ultimo, non trascurate mai di effettuare una ricerca di anteriorità prima di tutto per verificare se la vostra idea esiste già. Fatelo con un professionista che di solito è lo stesso ufficio brevetti.

RIASSUMENDO E RIORDINANDO LE IDEE
Riassumendo, prima di aprire un’attività su una vostra idea, se volete essere protetti:

Fate una ricerca di anteriorità sui brevetti esistenti;

Accertatevi che la vostra idea valga tutto l’investimento che avete deciso di compiere. Fate una ricerca di mercato prima di iniziare;

Affidatevi ad un professionista per la scrittura del brevetto;

Fate sottoscrivere una scrittura privata a tutte le aziende che concorreranno a produrre particolari del vostro prodotto;

Producete in maniera scrupolosa la vostra idea ma abbastanza in fretta da essere sul mercato il prima possibile. Quelli che vi vorranno copiare sono velocissimi e senza scrupoli.

Promuovete, promuovete e ancora promuovete senza sosta il vostro prodotto su tutti i mercati possibili. Questo lavoro fa fatto prima, durante e dopo che il vostro oggetto sarà sul mercato in modo che quando sarà pronto, il mercato lo conosca già e quindi lo acquisti.

Non arrendetevi alle prime difficoltà.

Buon lavoro!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come avere l’idea: conoscere il proprio obiettivo

Domenica, Ottobre 4th, 2009

Al giorno 1 del mio libro “CREARE OGGETTI DI DESIGN” dò il titolo “Come avere l’idea” suggerendo forse al lettore una modalità creativa per generare oggetti di design.
Subito dopo il titolo invece affronto il tema che riguarda le premesse necessarie affinché la mente stessa sia pronta a generare un’idea innovativa valida insieme al corredo di tutto ciò che le starà intorno. Ma perché questo? Non sarebbe bene prima avere un’idea originale e poi pensare a produrla?

Io del resto ho fatto così: avevo un brevetto per le mani della forbice rotonda per ambidestri CUTFISH e mi sono improvvisato a produrla senza preparazione, a volte improvvisando senza sapere se il grande sforzo che stavo per compiere avrebbe generato risultati almeno accettabili. Quando si ha un’idea già pronta per le mani si tende a fare le cose più in fretta. Non che non si possa fare anzi tante volte un’idea forte sbaraglia qualsiasi ostacolo ma dipende sempre dalla personalità di chi c’è dietro. Quando si fanno le cose in fretta si tende ad improvvisare non creare correttamente le basi per uno sviluppo futuro.

Al contrario se ci si prepara a creare un’impresa basata su qualcosa di ancora non esistente, il fatto stesso di costruire prima una struttura sia mentale che fisica, fa sì che aumenti la capacità di generare un numero maggiore di idee e che a quel punto qualsiasi idea potrebbe essere prodotta anche se non originale con la struttura creata. Un’idea originale assorbe l’energia di tutto ciò che le viene costruito intorno e ne è la padrona incontrastata.Produrre l’idea esattamente così come è stata pensata può portare a costi eccessivi e ad un eccessivo entusiasmo iniziale coprendo gli occhi a tutti con una enorme fetta di mortadella. Diversamente quando è prioritaria o quanto meno si trova allo stesso livello di importanza la corretta gestione della struttura economica e umana che dovranno gestirla tutto diventa più semplice. È quindi necessario rispondere alle quattro domande che elenco al paragrafo “OBIETTIVI BEN FORMATI” della mia guida: “CREARE OGGETTI DI DESIGN”:

  1. Conoscere il proprio obiettivo;
  2. Avere un piano/strategia per raggiungerlo;
  3. Osservare il risultato delle proprie azioni - cosa funziona/cosa non funziona;
  4. Essere flessibili con il proprio comportamento modificarlo fino al raggiungimento dell’obiettivo.

E vi assicuro che rispondere alla prima domanda non è mai così scontato. È forse la domanda più importante che darà in seguito un senso molto profondo a quello che state facendo e che farete nel futuro. Conoscere il proprio obiettivo è il motore che attirerà a voi altre persone e collaboratori. Sapere dove stai andando diventa un serbatoio infinito di energia al quale attingere risorse nei momenti di difficoltà. Conoscere il proprio obiettivo non è solo avere un’idea materiale della fattibilità economica di un’impresa, ma è soprattutto percepire una sensazione interiore che ci dice se stiamo facendo la cosa giusta per noi.

È una sensazione interiore molto profonda che risponde alla domanda: “Sto tradendo le aspettative di ciò che realmente vale per me, di ciò a cui veramente tengo?”
E questa domanda dovrebbero farsela tutti non solo quando si decide di mettersi in proprio ma anche quando si sceglie un percorso di studi, una professione, un amico o ancora di più un partner.
Se ci si facesse la domanda:”Conosco il mio obiettivo” o nel caso generale: “So dove voglio andare” si avrebbero meno delusioni e non si farebbe l’errore forse più grave che è: “tradire se stessi”.

“Il Mondo si sposta per chi sa dove vuole andare”.

Alla prossima puntata! Grazie!

A cura di Francesco Filippi
Autore di “Creare oggetti di design”

Come cambia la vita creando oggetti di design

Venerdì, Settembre 11th, 2009

Come avrete notato nel mio libro Creare oggetti di design dedico ampi spazi a quella che viene chiamata crescita personale. Potrebbe sembrare strano che un libro che parli di design, progettazione e economia abbia al suo interno ben due capitoli dedicati a tale tema, tema che continuamente viene richiamato all’attenzione in tutto il testo come fosse la trama di base che tiene insieme tutti i contenuti.

La motivazione di questo, per quello che mi riguarda, risiede nel fatto che molti anni fa mentre mettevo in piedi la mia società, ho incontrato lo straordinario mondo della crescita personale che mi ha risvegliato da un profondo letargo.

Quand’ero un ragazzo credevo che il mondo fosse studiare, lavorare, mangiare, dormire, avere una ragazza, andare al cinema, avere figli, sognare, soffrire, gioire. O quanto meno questo era il modello trasmesso dalla società, questo era quello che vedevo in televisione, al cinema o forse era quello che volevo vedere. Ma attorno a me c’era sempre un rumore di fondo che mi teneva sveglio.

Mettermi in proprio mi ha cambiato la vita e se da un lato mi ha reso libero, dall’altro mi ha obbligato ad essere responsabile anche per le persone che gravitavano intorno a me.

Di colpo diventi responsabile dei prodotti che metti sul mercato e di come questi influenzeranno i comportamenti della società. Diciamo che non è stato proprio così per la mia forbice, era pur sempre una forbice; ma quando produci una forbice come la mia devi essere sicuro che nessuno si farà male e questo impegno e quello che comporta è enorme credetemi, specialmente se questa forbice assomiglia a un giocattolo e rischia di essere comperata da qualche mamma per il suo bambino.
Potevo incorrere in quello che viene chiamato “errore di progettazione concettuale”, un po’ come travestire una bomba a mano da Topolino e poi venderla!

Per intenderci, pensate per un attimo alle persone che decidono quali programmi televisivi guarderanno i nostri bambini, a quelle che, perché elette da noi, decidono quali leggi noi stessi seguiremo, a quelle che producono alimenti che noi mangeremo, a quelle che dovranno effettuare i controlli perché siano alimenti sani, a quelle che producono automobili. L’elenco sarebbe lunghissimo ed esiste sempre il rischio che l’interesse di chi gestisce un’azienda o un organo istituzionale, non coincida con l’interesse della comunità. Pensate alla grande crisi che stiamo attraversando, pensate a quello che hanno combinato le banche in tutto il mondo.

Di colpo ti rendi conto che quello che fai e soprattutto come lo fai ha un’influenza che va al di là di ciò che tu stesso puoi immaginare. Sapere che è importante come fai una cosa prima ancora di che cosa è il segreto per avere successo e per essere in pace con se stessi.

Conoscere la crescita personale è stato come avere scoperto che esisteva il fuoco dopo avere mangiato tutta la vita carne cruda. E dire che il fuoco non è qualcosa che passa inosservato: emana luce e riscalda, ma se non sai che esiste continuerai a mangiare carne cruda. Così è per la crescita personale. Tutti ne vedono gli effetti nelle persone che sono in pace con se stesse ma pochi ne conoscono la provenienza.

Se esistesse più cultura su questo tema esisterebbero un maggiore numero di persone in grado di modificare la società e cambiare il mondo verso obiettivi condivisi da tutti.

A Cura di Francesco Filippi,
Autore di “Creare Oggetti di Design”