Come cambia la vita creando oggetti di design



Come avrete notato nel mio libro Creare oggetti di design dedico ampi spazi a quella che viene chiamata crescita personale. Potrebbe sembrare strano che un libro che parli di design, progettazione e economia abbia al suo interno ben due capitoli dedicati a tale tema, tema che continuamente viene richiamato all’attenzione in tutto il testo come fosse la trama di base che tiene insieme tutti i contenuti.

La motivazione di questo, per quello che mi riguarda, risiede nel fatto che molti anni fa mentre mettevo in piedi la mia società, ho incontrato lo straordinario mondo della crescita personale che mi ha risvegliato da un profondo letargo.

Quand’ero un ragazzo credevo che il mondo fosse studiare, lavorare, mangiare, dormire, avere una ragazza, andare al cinema, avere figli, sognare, soffrire, gioire. O quanto meno questo era il modello trasmesso dalla società, questo era quello che vedevo in televisione, al cinema o forse era quello che volevo vedere. Ma attorno a me c’era sempre un rumore di fondo che mi teneva sveglio.

Mettermi in proprio mi ha cambiato la vita e se da un lato mi ha reso libero, dall’altro mi ha obbligato ad essere responsabile anche per le persone che gravitavano intorno a me.

Di colpo diventi responsabile dei prodotti che metti sul mercato e di come questi influenzeranno i comportamenti della società. Diciamo che non è stato proprio così per la mia forbice, era pur sempre una forbice; ma quando produci una forbice come la mia devi essere sicuro che nessuno si farà male e questo impegno e quello che comporta è enorme credetemi, specialmente se questa forbice assomiglia a un giocattolo e rischia di essere comperata da qualche mamma per il suo bambino.
Potevo incorrere in quello che viene chiamato “errore di progettazione concettuale”, un po’ come travestire una bomba a mano da Topolino e poi venderla!

Per intenderci, pensate per un attimo alle persone che decidono quali programmi televisivi guarderanno i nostri bambini, a quelle che, perché elette da noi, decidono quali leggi noi stessi seguiremo, a quelle che producono alimenti che noi mangeremo, a quelle che dovranno effettuare i controlli perché siano alimenti sani, a quelle che producono automobili. L’elenco sarebbe lunghissimo ed esiste sempre il rischio che l’interesse di chi gestisce un’azienda o un organo istituzionale, non coincida con l’interesse della comunità. Pensate alla grande crisi che stiamo attraversando, pensate a quello che hanno combinato le banche in tutto il mondo.

Di colpo ti rendi conto che quello che fai e soprattutto come lo fai ha un’influenza che va al di là di ciò che tu stesso puoi immaginare. Sapere che è importante come fai una cosa prima ancora di che cosa è il segreto per avere successo e per essere in pace con se stessi.

Conoscere la crescita personale è stato come avere scoperto che esisteva il fuoco dopo avere mangiato tutta la vita carne cruda. E dire che il fuoco non è qualcosa che passa inosservato: emana luce e riscalda, ma se non sai che esiste continuerai a mangiare carne cruda. Così è per la crescita personale. Tutti ne vedono gli effetti nelle persone che sono in pace con se stesse ma pochi ne conoscono la provenienza.

Se esistesse più cultura su questo tema esisterebbero un maggiore numero di persone in grado di modificare la società e cambiare il mondo verso obiettivi condivisi da tutti.

A Cura di Francesco Filippi,
Autore di “Creare Oggetti di Design”





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commenti

7 Commenti

  • Ciao…sono assolutamente d’accrodo con le rilfessioni finali dell’articolo in merito alla crescita personale.
    Un articolo molto piacevole da leggere in cui ho ritrovato molte delle riflessioni che io stesso mi sono ritrovato a fare…

    Pier.

  • Ciao Francesco,
    e benvenuto nel club 😉

    dal mio punto di vista come costruiamo il nostro ambiente
    esteriore non solo rispecchia quello interiore ma può
    anche arricchirlo.

    Esistono tantissime ricerche sull’effetto degli “artefatti”
    sulla mente…da quelli più pratici di ergonomia ed
    usabilità…a quelli che correlano le prestazioni cognitive
    con l’ambiente che ci circonda.

    In altre parole…sono d’accordo con quello che scrivi 😉

    Genna

  • Anch’io condivido pienamente le riflessioni dell’articolo sul tema della crescita personale.
    Sul design, peraltro, molto opportuna l’osservazione della responsabilità sociale, che certo vale in generale per le imprese, ma che assume un particolare rilievo, anche giuridico, nel settore della progettazione e del design.
    Design, infatti, non significa solo estetica ed immagine del prodotto, ma usabilità del medesimo secondo precisi criteri ergonomici.

    Visto che peraltro si parla di design, colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di quest’ultimo per l’Italia, a livello anche internazionale.
    Noi italiani, tra le varie caratteristiche che ci distinguono, siamo famosi per la cretività, ed il desing ha assunto un particolare rilievo, anche per l’immagine dell’italia nel mondo, proprio per l’importanza raggiunta da tale settore nella nnostra economia.

    In Italia sono sorte alcune delle principali scuole intenazionali di desing, come l’Istituo internazionale di design, con studenti provenienti da molti paesi.
    Del resto, consideriamo che gran parte del marketing di oggi si basa spesso più sul design di determinati oggetti, più che sulla trasformazione della loro “sostanza”.

    Consideriamo due diversi costruttori di televisori, Loewe e Bang & Olufsen, per ricordare i più rinomati.
    Ebbene, sono considerati due prodotti di considerevole livello qualitativo, ma i prodotti Bang & Oulfsen costano sicuramente più cari.
    La ragione non sta nel livello o nel contenuto tecnico/tecnologico, ma nel design.
    Sotto il profilo dei contenuti, tecnici e tecnologici, i due prodotti sono sostanzialmente identici, quello che cambia è il design, con cui La Bang & Olufsen ha contraddistino e posizionato i propri modelli sul mercato.

    Ma pensiamo anche ad un’autovettura.
    Ormai, l’advertisng, la pubblicità su questo prodotto, parlo di quella televisiva, si concentra sostanzialmente sull’immagine, ed anche una nuova edizione di un modello di vettura già presente sul mercato è spesso riconducibile più ad un restyling, che altro.
    Infatti, troviamo spesso vetture “rifatte”, che non cambiano in nulla rispetto ai precedenti contenuti tecnici, se non per qualche aggiornamento indotto dall’evoluzione tecnica e tecnologica, ma sopratutto puntano ad una riconfigurazione estetica.

    Si potrebbe peraltro pensare che vi siano settori poco idonei all’applicazione del design, ma spesso la realtà suoera la fantasia.
    Consideriamo il settore dei sistemi antifurto.
    Si potrebbe pensare che si tratta di prodotti eslusivamente tecnici, fatti di centraline, chiavi elettroniche, sensori, combinatori telefonici e quant’altro.

    Eppure….
    Un’industria in provincia di Asti, la Pess, ha fatto del desing un valore aggiunto, in chiave quindi anche di marketing, dei propri prodotti.
    In pratica, ha pensato di “rivisitare” i tradizionali sensori volumetrici, ad infrarosso piuttosto che a microonde, dando a questi un nuovo design, così da renderli più gradevoli nell’ambiente in cui saranno collocati.
    Forse, anche grazie a tale politica, l’azienda ha resistito meglio di altre ai colpi della crisi economica.

    Pensiamo, inoltre, che talune aziende fanno del design il loro prodotto essenziale.
    Bertone e Pininfarina sono imprese note non per ideare particolari motori o altre componeti automobilistiche, ma per il restyling particolare che sanno donare a vetture già presenti sul mercato in altre versioni.
    Per non parlere di ciò che spinge spesso un acquirente ad acquistare una vettura, piuttosto che un’altra.
    Spesso, non si tratta delle caratteristiche tecniche, ma del desing del prodotto.
    Molti scelgono, ad esempio, tra Porsche, Bmw, Mercedes, Ferrari, Lamborgini, Maserati, non andando a verificare, ad esempio, se la vettura monta freni Brembo o di altra marca, ed altre analoghe specifiche tecniche, ma per il design del prodotto.
    Chi ama la linea classica, ed al tempo stesso sportiveggiante di una Bmw, difficilmente poi sceglie Ferrari, e viceversa.

    Termino il mio intervento ricordando un aneddoto personale, che dimostra come peraltro la figura del desigener sia molto apprezzata a livello professionale.
    Già molti anni fa, ebbi occasione di conoscere un designer che lavorava per la Fiat, peraltro anche docente presso una scuola di design.
    Ebbene, quella persona ricevette poi diverse proposte di lavoro, anche dalla Germania e dal Giappone.

  • Stimolante, piacevole da leggere il post di Filippi ,che non conosco personalmente, ma di cui è facile dedurne l’intelligenza. E’ per questo che ho consigliato a mio figlio, industrial designer, di leggere il suo e book. Non so, purtroppo, se lo farà perchè mio figlio ha conosciuto l’altro mutevole aspetto del design, quello degli studi prestigiosi che pagano stipendi di fame ai giovani collaboratori, quello delle piccole/medie aziende che fanno solo contratti a tempo determinato, quello di clienti che, per carpire il tuo progetto iniziale, arrivano a falsificare i bonifici sul tuo conto. Forse mio figlio non ha ancora scoperto il fuoco ed ha solo mangiato carne cruda; gli auguro, come padre, di trovare anche lui, presto, il modo di cuocersi la carne.

  • Voglio ringraziare tutti voi per i commenti positivi che mi avete riservato e per il caldo benvenuto nel “club”!

    So che non è stato un caso avere pubblicato questa guida scoprendo questa piattaforma un piacevolissimo modo per dialogare e per confrontare le proprie idee con quelle degli altri.

    Sicuramente la guida su “Creare oggetti di design” è un trampolino che mi permetterà di scrivere anche di altro in seguito.

    Come credo anche per molti di voi la vita si può dividere in due parti: di giorno Jekill e di notte Mr. Hyde. Nel mio caso di giorno mi occupo di progetti di design e diciamo, di notte, mi occupo di progetti che riguardano il raggiungimento della consapevolezza da parte dell’individuo…progetto veramente arduo confesso.

    Come affronto nel mio libro la vita è fatta di salti di conoscenza e di consapevolezza e non è detto che a tutti i costi bisognerà fare lo stesso lavoro per sempre.

    Io stesso negli anni pur essendo rimasto più o meno nello stesso campo ho ampliato il senso di quel campo. Ho sicuramente modificato l’espressione di come il mio lavoro veniva svolto aggiungendovi qualcosa. E da qui sono arrivato alla crescita personale.

    Il mio impegno verso la comunità, per quello che io sento, è quello di trasmettere alle persone un modo di trovare il fuoco di se stessi.

    Certamente quello che indico è il mio modo ma l’energia è sempre contagiosa e le persone che provano a cercare il fuoco scoprono di potere fare molto di più di quello che credono.

    Mi fa piacere risponderti Pier Paolo che hai un figlio che si occupa di design. Anch’io sono passato per i pagamenti da fame e per i ricatti. Non ho mai fatto l’impiegato in questo campo essendomi messo subito in proprio, ma so cosa vuol dire l’umiliazione di essere pagati poco solo perché hai poco potere contrattuale anche se la tua idea è eccellente.

    A questo problema c’è una sola risposta, oltre ad essere bravi nel proprio lavoro: evolvere la propria coscienza. Le persone più evolute si comportano allo stesso modo sia con gli umili che con i forti , rispettandoli e pagando loro il prezzo dovuto.

    Quello che sei emana dalla tua persona come raggi di “luce” o di “buio” e le persone più scaltre se ne accorgono sempre e quando è il buio che prevale ne approfittano. Loro non lo sanno che lo fanno, perché anche loro sono schiavi del loro stesso “buio”.

    Ringrazio tutti e a presto!

  • Bell’articolo! Compimenti!

  • “Quand’ero un ragazzo credevo che il mondo fosse studiare, lavorare, mangiare, dormire, avere una ragazza, andare al cinema, avere figli, sognare, soffrire, gioire…”

    Una volta cresciuto invece ho capito che il mondo era… studiare, lavorare, mangiare, dormire, avere una ragazza, andare al cinema, avere figli, sognare, soffrire, gioire.

    😉

    Saluti a tutti

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