miglioramento

Come usare il tuo potere

Venerdì, Agosto 12th, 2011

Obiettivi in 3 PassiSe hai un obiettivo che vuoi raggiungere devi usare il tuo potere. Potere significa: quello che conosci bene e quello che sai fare bene. Quello che conosci bene appartiene alle tue conoscenze, quello che sai fare bene appartiene alle tue competenze.

Le tue conoscenze e le tue competenze formano la tua area di potere. Quando agisci dentro questa area sei a tuo agio, sai come muoverti e cosa fare.
Di solito, però, l’obiettivo che vuoi raggiungere richiede che tu apprenda o migliori competenze e conoscenze. In altre parole: che esca dalla tua area di sicurezza per entrare nella tua area di miglioramento, ovvero quell’area dove si trovano tutte quelle conoscenze, abilità, competenze che possiedi in modo incompleto, o che non possiedi ancora. Quando entri in questa area esci dai confini della tua sicurezza, ti metti in gioco, apprendi cose nuove e nuovi modi di agire.

Quindi, sempre partendo dalla tua area di sicurezza, acquisisci o sviluppi una serie di conoscenze e competenze. Una volta che queste competenze e conoscenze le possiedi in modo stabile e le usi con efficacia, esse vengono a far parte della tua area di sicurezza, che in questo modo diventa più grande.

Ma ci sono sempre dei rischi che non sei disposto a correre, delle azioni che proprio non vuoi compiere perché sai che, da un punto di vista emotivo e/o materiale, avrebbero su di te degli effetti negativi. Insomma, c’è sempre un’area di pericolo.

Vediamo adesso come puoi identificare e mettere in pratica il tuo potere per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefisso.

Individua un obiettivo che vuoi raggiungere. Ora scrivi l’elenco delle conoscenze e competenze che possiedi in relazione all’obiettivo che hai individuato (Area di sicurezza), l’elenco delle conoscenze e competenze che vuoi acquisire o migliorare (Area di miglioramento) e infine l’elenco di quanto non sei assolutamente disposto a fare in quanto lo consideri per te troppo rischioso (Area di rischio).

Adesso concentrati sull’elenco relativo all’Area di miglioramento. Traduci ogni punto dell’elenco in un’azione da compiere.

Vediamo adesso come utilizzare gli altri due elenchi. I punti del primo elenco (Area di sicurezza) considerali come le fondamenta su cui basare il tuo miglioramento. I punti del terzo elenco (Area di rischio) rappresentano invece un decisivo criterio di selezione per le azioni da compiere e quelle da evitare.

Adesso che hai chiaro quali sono i tuoi punti di forza, dove e come migliorare e cosa non fare, non ti resta che passare all’azione, perché senza azione non c’è miglioramento.

A cura di Luca Baroni

Autore di Obiettivi in 3 passi

Come creare un team vincente tramite gli obiettivi

Giovedì, Marzo 24th, 2011

Ti suggerisco di munirti di penna e un foglio per gli appunti e scrivere tutto quello che riterrai utile per definire i tuoi obiettivi durante la lettura di questo articolo.

“Ogni obiettivo è come un sogno con le gambe: è destinato a condurvi da qualche parte!”
Loseph O’Connor e Andrea Lages

Sono molti gli studi sui team di successo che hanno evidenziato gli obiettivi come fattore determinante per la motivazione. Per avere buoni risultati è necessario avere obiettivi chiari. Una persona senza obiettivi è come una nave senza porto di destinazione. Dove andrà a finire?

“Quando non sapete quello che volete, finite spesso dove non vorreste essere.”
Bob Green

Naturalmente gli obiettivi devono essere definiti in funzione della competenza delle persone. Ad un neoassunto verranno dati obiettivi semplici mentre ad una persona competente e di esperienza verranno assegnati obiettivi più complessi, ma sicuramente in linea con le sue capacità.

Gli obiettivi sono la strada maestra che ci permette di arrivare al nostro scopo. Un team viene sempre costituito per raggiungere un obiettivo di miglioramento: può essere di prodotto, di servizio o di un processo. La definizione degli obiettivi per un team riveste una particolare importanza e richiede attenzione e impegno da parte della Direzione.

Sull’argomento sono stati scritti molti manuali e testi di personaggi molto noti. In particolare, un formatore americano (Kenneth Blanchard) ha riassunto in un acronimo la definizione di un obiettivo. Questo è SMART:

Specifici: occorre precisare quale deve essere il risultato atteso e in quale area deve operare.

Misurabili: oltre a specificare l’area dove deve agire, al collaboratore bisogna indicare il risultato numerico che deve raggiungere.

Attendibili: l’obiettivo deve essere ragionevole e raggiungibile. Deve richiedere determinazione e volontà ma non deve essere impossibile.

Rilevanti: per essere rilevante un obiettivo deve rientrare nel 20% delle attività di una persona.

Traducibili: l’obiettivo della persona deve poter essere scomposto in tanti obiettivi intermedi, per poter verificare i progressi dell’attività. In questo modo, la performance sarà più elevata.

Se gli obiettivi non hanno queste caratteristiche, difficilmente potranno essere raggiunti.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Il Team Vincente, L’Impresa Efficiente, Leader si Diventa

Come gestire le amicizie imparando dal poker (seconda parte)

Sabato, Agosto 7th, 2010

Come abbiamo visto nella Lezione 1 del precedente articolo, si può imparare dal poker a gestire le amicizie.

Lezione 2 – Accettare gli altri per quello che sono

I tavoli da poker sono punti di osservazione privilegiati dei nostri simili. Una delle componenti più importanti del gioco è il bluff, che consiste nel far credere all’avversario di avere carte migliori delle sue.

Per bluffare bene, bisogna trarre profitto dalla personalità di chi si siede davanti a noi, e imparare apremere il giusto tasto emotivo per portarlo ad agire come vorremmo. Nel corso delle partite – a eccezione del gioco on line – si raffina dunque la conoscenza dei nostri avversari, cogliendo e analizzando il tono della loro voce, il loro modo di vestirsi e di atteggiarsi.

Ne consegue che il poker obbliga a coltivare l’empatia, una dote che torna sempre utilissima quando bisogna relazionarsi, perché aiuta a capire, sentire e condividere i pensieri e le emozioni di chi ci sta accanto.

Lo scopo, a dire il vero, non è molto generoso, perché vuole farci entrare nella mente dell’altro per batterlo meglio.

Ma in realtà il tavolo da gioco è una vera e propria scuola di accettazione. Si prendono le persone per quello che sono e non per quello che vorremmo fossero…proprio come dovremmo fare con i nostri amici.

Lezione 3 – Fallire e riprovarci

La possibilità di una sconfitta è il pepe del poker, così come l’eventualità di una delusione è insita in ogni nuovo rapporto di amicizia che andiamo ad allacciare.

Se è vero che bisogna essere coraggiosi per riprendere la partita dopo una batosta che, tra l’altro, ci ha fatto perdere del denaro,  è altrettanto vero che bisogna aver voglia di correre l’ennesimo pericolo quando concediamo la nostra fiducia a un nuovo amico, dopo che il precedente ci ha magari tradito nelle nostre aspettative, lasciandoci in preda allo sconforto e all’amarezza.

Sia le sconfitte che le delusioni sono però quelle che aiutano a forgiare il carattere, perché insegnano a leccarsi le ferite andando avanti nonostante tutto.

Basta solo ricordarsi che nella vita ci sono quelli che si lamentano di essere stati sfortunati nelle amicizie, e chi invece cerca di migliorare e allargare quelle che ha. Troppo spesso, infatti, la sfortuna è invocata per evitare di mettersi in discussione.

Siete o non siete d’accordo?

A cura di Marina Roveda
Autore di Le regole dell’Amicizia

1440 minuti di risorse preziose, impara a viverli

Sabato, Marzo 7th, 2009

Ogni giorno, la vita, Ti dona ben 1440 minuti di risorse molto preziose: Tu come le vivi? Tu cosa ci fai?Nei miei seminari motivazionali mi capita spesso di parlare con persone che si lamentano di come sia brutta la loro vita, triste e spesso, anche infelice. Poi, mentre parli con loro, ti accorgi che in realtà non fanno assolutamente nulla per viverla intensamente e sprecano quei 1440 minuti di risorse preziose che la vita dona loro.

Forse non Ti è ben chiaro che il tempo passa e non torna mai indietro, anziché lamentarti tutto il giorno e sprecarlo nell’incolpare tizio o caio dei Tuoi mali o dei Tuoi insuccessi, non sarebbe meglio se Tu imparassi a vivere al massimo questi preziosi 1440 minuti?

1440 minuti, ovvero 24 ore. Questo è quello che Dio o l’Universo (se non sei credente) Ti regala ogni giorno. 1440 minuti di risorse preziose; 1440 minuti con cui puoi fare tantissime cose. Smetti di leggere e prova solo per un istante ad immaginare quante cose belle potresti fare se sapresti usare, fino in fondo, queste risorse preziose.

Purtroppo, il tempo perso è perso per sempre. Quindi, è adesso il momento migliore di fare tutte quelle cose che sono importanti per Te. Ogni giorno fai qualcosa di nuovo. Ogni giorno leggi qualcosa di diverso. Ogni giorno fai amicizia con una nuova persona. Ogni giorno buttati e cerca di fare qualcosa che Ti spaventa.

Smetti di aver paura e impara a fare, ogni giorno, qualcosa di nuovo e di interessante. Ogni giorno prendi coraggio e inizia qualcosa che vorresti fare, senza rimandarlo a domani. Usa il Tuo tempo in maniera saggia, usa quei 1440 minuti in maniera intelligente.

L’essere umano è la forma più intelligente su questo pianeta, eppure non lo dimostra. Sa solo sprecare quello che ha: tempo, risorse, amori, amicizie, opportunità, ecc. Smettila di rimandare a domani e comincia a fare le cose, oggi. Falle ora, in questi 1440 minuti che Ti sono stati dati.

Tutte le mattine, prima di alzarti dal letto, fai come me e poniti queste due domande: Che cosa posso fare di bello oggi? Che cosa posso fare con il tempo che mi è stato donato?

Ti lascio con una frase bellissima del grande scrittore Rudyard Kipling: “Dai valore a ogni istante della tua vita”.

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A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di “Penso Positivo” e “Donne in Crisi”