mental coach

Vincere con la Mente Come aumentare le performance sportive allenando la mente

Sabato, Dicembre 6th, 2008

Sono lieto di informarti che Giovedì 11 dicembre 2008 con inizio alle 21,00, presso lo splendido salone Sant’Agostino, situato all’interno della Biblioteca Comunale, a Pietrasanta in Versilia (Toscana), la Società USD Pietrasanta Marina 1911 ha organizzato, come ormai sua consuetudine da molti anni, un Convegno Sportivo di fine anno molto importante.

Quest’anno il tema è “Vincere con la mente – come aumentare le performance sportive allenando la mente” ed ho sia il piacere sia l’onore di essere stato invitato a raccontare le mie esperienze di fronte ad una platea molto importante, composta dalle massime autorità calcistiche e principalmente da addetti ai lavori.

Oltre ad importanti personalità Pietrasantine, saranno, infatti, presenti tutte le massime autorità calcistiche della Provincia di Lucca e della Toscana: dalla FIGC al Coni. Sino a molte società, giunte da ogni parte della regione ed anche da fuori. Al convegno parteciperanno, inoltre, tutte le squadre del Pietrasanta Marina, dalle giovanili alla prima squadra.

Ho accettato subito e di buon grado l’invito fattomi dai massimi Dirigenti del Pietrasanta Marina per due motivi:

- Il primo perché dimostra come, nonostante l’esperienza fatta come mental coach della prima squadra non sia stata del tutto positiva, il rapporto con la società sia rimasto ottimo ed improntato alla reciproca stima e fiducia;

- Il secondo perché mi permette di poter parlare di un argomento a me molto caro, come l’allenamento mentale nel calcio.

Sono dunque grato alla Società Pietrasanta Marina per l’invito e per l’opportunità che mi offre di raccontare a giocatori, allenatori, dirigenti, addetti ai lavori e famigliari, come sia possibile aumentare le performance sportive e, nella fattispecie quelle calcistiche, usando l’allenamento mentale in affiancamento al tradizionale allenamento.

La capacità della mente di “influenzare” le performance sportive di un giocatore è ormai un fatto assodato e, se alle tre tradizionali aree di allenamento di un calciatore - ovvero quella tecnica, tattica e fisica - si prendesse l’abitudine di affiancare anche quella mentale ed emotiva, le performance sportive subirebbero dei miglioramenti fantastici.

Come dice anche Christian Lattanzio, l’attuale mental trainer più famoso e conosciuto in Europa, “Queste quattro aree formano un sistema e, come tutti i sistemi, si basa sulla forza e sulla tenuta di tutte le sue componenti. Una debolezza in un’area del sistema determina la debolezza dell’intero sistema”.

In parole ancor più semplici, significa che se un calciatore viene preparato al meglio nelle prime tre aree ma è debole nella parte mentale, finisce per rendere debole tutto il sistema e, di fatto, e, di fatto, è un giocatore incompleto. Direi che lo vediamo tutte le domeniche anche sui campi di calcio della serie A.

A tale proposito, cito una ricerca del 2003/04 della British Psychology Society, la quale afferma che l’allenamento mentale proposto in maniera professionale ed integrato nel programma di allenamento globale, può migliorare le prestazioni sportive fino al 57%.

Secondo altre fonti americane, l’atteggiamento mentale può incidere sulla performance sportiva addirittura per il 90%.

Indipendentemente a quale percentuale statistica Vuoi credere, resta il fatto che anche il 57% è un numero straordinario, che deve farti pensare che oltre alla preparazione fisica del calciatore è importante anche quella mentalmente.

In Italia siamo ancora molto indietro con l’inserimento di una figura come il mental coach che possa allenare mentalmente il giocatore di calcio ed affiancare l’allenatore tradizionale, prestando le sue competenze normalmente come un qualsiasi allenatore dei portieri, un preparatore atletico o un nutrizionalista.

Nazioni come gli Stati Uniti, i paesi Scandinavi, la Cina e l’Australia (dove in molti sport questa figura e questa metodica di allenamento è già ben radicata) o come la stessa Inghilterra, dove nel calcio è avanti anni luce a noi, dimostrano a tutto il mondo sportivo come “allenare la mente” possa fare la differenza a vincere.

In chiusura, è paradossale notare come l’Inghilterra e la Premiership siano all’avanguardia nell’allenamento mentale. Ma soprattutto, è paradossale come il mental trainer più ricercato, attualmente responsabile di programmi di mental training presso squadre under 18 come Tottenham Hotspurs, West Bromwich Albion e West Ham United sia l’italianissimo Christian Lattanzio.

Ti aspetto giovedì 11 dicembre a Pietrasanta, in Toscana, per partecipare ad una grande serata in cui parlerò di calcio, delle potenzialità della nostra mente e, naturalmente, di “allenamento mentale”. L’ingresso è gratuito, porta tutte le persone che Vuoi e lasciami un Tuo commento al post.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore dell’ebook motivazionale “Penso Positivo”

Quando il sogno diventa un obiettivo e l’obiettivo permette di realizzare il sogno

Sabato, Ottobre 11th, 2008

Riprendo volentieri l’invito di Giacomo Bruno all’indomani di alcuni articoli giornalistici apparsi su La Nazione e Il Tirreno, che riportavano la notizia del mio ingaggio come motivatore e mental coach, del Pietrasanta Marina, squadra Toscana che gioca nel campionato di Eccellenza.

Tutto è cominciato da un semplice e banale sogno. Ho cominciato a sognare di diventare un Mental Coach Sportivo da quando ho preso a seguire con maggior attenzione le partite di calcio di Sebastian, il mio primogenito che ha ormai 20 anni e gioca nell’Atletico di Carrara.

Vedendo Sebastian ed i suoi compagni in campo, ho cominciato a “desiderare” di guidare la squadra in cui giocava. Volevo farlo in un modo diverso da quello solito degli allenatori, che si limitano ad allenare i muscoli ed il fiato, ad insegnare la tecnica e dare delle indicazioni di natura tattica.

Volevo farlo allenando “anche le loro menti”. Volevo farlo insegnando loro a credere in se stessi e volersi bene. Ad avere fiducia e pensare in positivo. Ad avere un comportamento etico dentro e fuori del campo.

Preso dall’entusiasmo ho cominciato a contattare le varie squadre di calcio di Carrara. Naturalmente, la prima è stata l’Atletico di Carrara, cui ho presentato un progetto di “mental coaching sportivo sperimentale”.

Ma aveva due difetti: 1. era gratuito, e come mi ricorda spesso il mio caro amico Roland Del Vecchio, le cose gratuite hanno poco valore; 2. era troppo innovativo per la mentalità provinciale di Carrara.

Tra telefonate ed email, ho contattato almeno altre quindici squadre locali (tra Massa e Carrara), ricevendo da tutte un secco: “Interessante progetto, ma purtroppo non abbiamo nessuna squadra giovane da affidarle”. In realtà, alcune risposte sono state talmente secche e demotivanti che evito persino di riportarle.

Per alcuni giorni sono rimasto con le pile scariche e non Ti nascondo che cominciavo a pensare di desistere, quando una mattina intorno alle 6 e mezza, mi si è accesa una lampadina. Mi sono detto a voce alta: “Scusa, Giancarlo, ma tu insegni agli altri a raggiungere un obiettivo in 5 passi, possibile che non sei capace di farlo anche per te”?

Questa frase mi ha letteralmente sbloccato ed ho cominciato a trasformare un semplice SOGNO in un vero e proprio OBIETTIVO da realizzare. Come ho fatto? Eccoti la mia strategia:

  1. Per prima cosa ho definito “Chi fossi e che cosa volevo”. Nel mio caso era abbastanza semplice. Ero già un buon mental coach, capace di aiutare e valorizzare le persone. Volevo diventare un Menta Coach Sportivo per guidare e valorizzare una squadra di calcio giovanile;
  1. Poi ho “cambiato il mio modo di pensare”. Anche in questo caso debbo ammettere che per me è stato abbastanza facile. Ad ogni modo, ho cominciato a ripetermi, tutti i giorni (dialogo interno), che entro la fine dell’anno io avrei guidato una squadra di calcio juniores;
  1. Ho quindi “definito nei minimi particolari il mio obiettivo”, mettendolo per iscritto e facendo quello che consiglio ai miei clienti. Ogni mattina lo riscrivevo di mio pugno in un diario. La descrizione esatta dell’obiettivo era: “Oggi, trovo un presidente di una squadra di calcio della Versilia, che mi affida il progetto sperimentale di gestire e guidare una formazione juniores a livello provinciale”.

Nota come la descrizione dell’obiettivo sia molto precisa, espressa in maniera positiva, usando la prima persona e il presente indicativo;

  1. A quel punto, dovevo solamente “stabilire le strategie ed i programmi” da mettere in atto per raggiungere il mio obiettivo. Ho cominciato a fare una lista delle cose che potevo fare per farmi conoscere maggiormente ed acquisire quella credibilità necessaria nell’ambiente calcistico giovanile:
    1. Creare un blog sui cui parlare del mental coaching in ambito sportivo;
    2. Cercare riviste e testate giornalistiche che trattavano il calcio a livello giovanile;
    3. Scrivere articoli;
    4. Creare una mailing list di addetti ai lavori (società calcistiche, direttori generali, presidenti, allenatori, ecc.);
    5. Organizzare delle serate a tema ad invito gratuito, dove parlare della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo;
    6. Ed altro ancora
  1. Infine, ho messo in pratica il quinto passo che raccomando nel mio programma di mental coaching:“agire”. Senza evitare di attendere gli eventi, ho cominciato ad agire e mettere in pratica il programma che avevo definito. Per esempio:
    1. Ho subito creato un blog, che ho chiamato Sportemente, su cui ho cominciato a scrivere articoli su articoli. Il primo l’ho scritto il 14 giugno ed era proprio un invito alle società calcistiche;
    2. Mi sono proposto alla rivista calcistica giovanile più conosciuta nella mia zona, chiamata A Tutto Campo, ed ho cominciato a tenere una mia rubrica settimanale sull’allenamento mentale nello sport;
    3. In meno di due mesi, ho creato una mailing list di circa 1000 addetti ai lavori ed ho cominciato ad inviare loro articoli su articoli;
    4. Ho organizzato, tra fine luglio ed i primi di settembre, tre serate a tema ad invito gratuito, dove parlavo della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo.

Risultati? Una delle mie email è finita ad un Signore chiamato Carlo Ciaponi, Vice Presidente del Pietrasanta Marina, che dopo aver letto qualcuno dei miei articoli e visitato il mio sito ha esclamato “Capperi, questo è in gamba, può esserci molto utile” (le Sue reali parole erano più colorite).

Nella seconda settimana di settembre ho ricevuto la telefonata di Nicola Bertoni, il Direttore Generale, che manifestava il Suo interessamento. Pensavo che mi proponesse una squadra giovanile, tipo allievi o juniores, invece, Nicola mi propone subito di affiancare direttamente l’allenatore della prima squadra per aiutarlo a vincere il campionato di Eccellenza e salire in serie D.

Il 17 settembre, presente anche il Direttore Generale, ho avuto il primo incontro ufficiale con l’allenatore Cristiano Ciardelli, che si è subito dimostrato una persona aperta mentalmente e disponibilissima. Il resto è cronaca come da articoli sui giornali. La settimana dopo ero in società e martedì 23 settembre ho avuto il primo incontro ufficiale con la squadra del Pietrasanta Marina.

Tutto facile? Nemmeno per sogno. Il difficile arriva adesso. In due settimane ho capito la pressione che esiste intorno ad una squadra di calcio. Pensavo esistesse solo a livello professionistico, ma credimi, è impressionante.

L’inizio è stato duro, anche perché mi sono dovuto guadagnare la fiducia di giocatori adulti e importanti. Vi sono, infatti, molti calciatori provenienti dalla serie D e abituati a vincere e giocare in squadre di prima classifica.

Giocatori abituati a seguire i loro dogmi calcistici, che si sono visti arrivare un tipo strano in giacca e cravatta che raccontava loro che “avere credenze e convinzioni potenzianti” poteva fare la differenza. Oppure, “che il loro cervello funzionava esclusivamente in base ad obiettivi” e dovevano imparare a nutrirlo bene. Ed ancora, che attraverso “l’allenamento mentale” li avrei potuti aiutare a potenziare le loro performance sportive.

Insomma, capisco bene che possano aver avuto un attimo di sbandamento e d’incredulità. La cosa positiva è che nel giro di due settimane la loro attenzione e partecipazione nelle sessioni di mental coaching è vistosamente aumentata. Segno che la diffidenza iniziale sta scomparendo.

Ma il vero motivo per cui ho deciso di accettare l’invito di Giacomo nel commentare le notizie giornalistiche è perché posso dimostrare alle amiche ed amici del blog, non soltanto a parole, bensì con esempi reali, come si possa prendere un semplice sogno, magari che abbiamo da una vita, farlo diventare un obiettivo e di conseguenza, raggiungere l’obiettivo per permetterci di realizzare il sogno.

Con molta onestà, non è ancora la realizzazione del mio sogno al centopercento (allenare una squadra giovanile di calcio), anche se posso affermare, senza ombra di smentite, che è comunque un grandissimo obiettivo. Il cui prestigio, se saprò meritarmelo, mi aprirà la strada verso il resto del sogno.

E Tu? Quali sogni hai nel cassetto che non hai mai trasformato in obiettivi? Lasciami un commento al post.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di “Penso Positivo”

Concentrati sempre sulla soluzione e mai sul problema

Lunedì, Settembre 29th, 2008

Settembre è un mese particolarmente positivo per me. Dopo la partecipazione come relatore e autore allo splendido Evento del Club degli Autori Italiani, organizzato in maniera magistrale dalla Bruno Editore a Roma, ieri ho dato il via ad una nuova avventura.

Un progetto sperimentale di mental coaching applicato allo sport, con un’intera squadra di calcio: il Pietrasanta Marina 1911, che gioca nel campionato di eccellenza toscano.

La Nazione

Siamo su La Nazione

Mi hanno affidato il compito di “allenare mentalmente e motivare” la prima squadra e dovrò affiancare il lavoro dell’allenatore e del suo staff tecnico.

Ne hanno parlato anche il quotidiano La Nazione e Il Tirreno!

Il Tirreno

Il Tirreno

Spesso, le persone, di fronte ad un incarico così impegnativo, cominciano a concentrarsi sul problema. Ne parlavo giust’appunto la scorsa settimana in casa, con i miei famigliari ed alcuni dei migliori amici che ho e tutti, indistintamente, si sono focalizzati solo su dei problemi, in particolar modo su questi tre:

  1. Molti di loro sono persone già mature, se non ti ascoltano e non ti seguono?
  2. Supponi che essendo diffidenti non si facciano aiutare da te e quindi, tu non possa migliorare le loro attuali performance, che succede?
  3. Se invece di vincere il campionato (obiettivo concordato con la società), la squadra arriva seconda, terza o quarta, la colpa di chi è?

Ed altri problemi che Ti risparmio. Ora, indipendentemente da tutto, sono una persona realista e so bene che mi aspetta un duro e faticoso lavoro, è solo che a me piace analizzare le cose in funzione delle opportunità che esse rappresentano e non dei problemi che potrebbero sorgere.

Concentrarsi sulle opportunità aiuta e stimola la mente a cercare eventuali soluzioni.

Se ogni volta che Ti capita qualcosa di nuovo, pensi e Ti concentri solo sul problema, non fai altro che ingigantirlo e posso garantirti che per la Legge di Attrazione finisci per attrarre, verso di Te, sempre più problemi. Oppure, ingrandisci lo stesso problema a dismisura.

L’esperienza mi ha insegnato ad agire in un modo particolare. Hai un problema da risolvere? Bene: concentra tutta la Tua energia sulla soluzione del problema. Hai un obiettivo da raggiungere? Bene: concentra tutta la Tua energia sull’obiettivo e le azioni da compiersi per raggiungerlo.

Evita di dirmi che non è possibile, lo faccio dal 1999: da quasi dieci anni. Da allora sono riuscito a risolvere ogni problema che mi si è presentato davanti, anche i più grandi, i più difficili. Qualcuno l’ho risolto da solo, qualcuno con l’aiuto di altre persone. E la cosa interessante è che concentrandomi sulla soluzione, spesso ne ho trovata più di una e dovevo solo scegliere la migliore.

La Mente Umana è un gran pozzo dove attingere idee, soluzioni, energie positive, opportunità, risorse nascoste, capacità, ecc. Devi solo imparare ad usarla e, naturalmente, ad usarla bene. Invece, noto in giro persone che fanno di tutto per evitare di usare il “patrimonio di mente” che possiedono.

Se impari a concentrarti sulla soluzione (e non sul problema), finirai per arrivare, presto o tardi, alla soluzione stessa.

Ricorda che quello su cui Ti concentri si espande, quindi: dove concentri la Tua massima attenzione fai scorrere energia e risorse che Ti aiutano a trovare la soluzione del problema o raggiungere un risultato.

Lo stesso discorso vale anche per gli obiettivi: più Ti concentri su di una cosa che Vuoi raggiungere e più aumentano le probabilità che Tu possa raggiungere l’obiettivo.

Il problema di molte persone è che si concentrano su quello che “Non vogliono” anziché su “Quello che vogliono”.

Per la Legge di Attrazione che ho citato prima, il paradosso è che ricevono proprio quello su cui si sono concentrati e che, chiaramente, non volevano.

Più dici a Te stesso che “non vuoi debiti” e più i debiti… arrivano. Più dici a Te stesso che “non vuoi restare solo per tutta la vita” e più… resterai solo. Più dici a Te stesso che “non vuoi più sentirti inferiore agli altri” e più… Ti sentirai inferiore.

Hai capito come funziona? Funziona proprio così. Mi affanno da una vita a dirlo a tutte le persone che fanno coaching con me: CONCENTRATI SU QUELLO CHE VUOI. Sia una soluzione ad un problema, sia un obiettivo da raggiungere.

A partire da oggi, focalizzati e concentra tutta la Tua attenzione su quello che Vuoi. Scommettiamo che presto comincerai a trovare soluzioni ai problemi e a raggiungere gli obiettivi che Ti poni?

Lasciami un commento al post, fammi sapere se Ti concentri sulla soluzione o sul problema. Se pensi alle cose che Ti succedono come a delle opportunità o come a dei problemi.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di Penso Positivo”