istinto

Come vivere una sessualità più felice e appagante

Lunedì, Luglio 4th, 2011

100 Domande e Risposte sul SessoCari amici, finalmente il mio nuovo ebook è disponibile!
Sono molto felice ed emozionata perché, pur avendo scritto già ben cinque libri di sessuologia, è la prima volta che mi cimento con un ebook, e dunque è un’avventura nuova.

Cosa mi preme dirvi di questo lavoro? Un concetto cui tengo molto è quello espresso nella premessa del libro, che vi riassumo: una buona informazione sulla sessualità può essere fondamentale per vivere un eros più sicuro e più felice.

Tutti abbiamo infatti piccoli o grandi dubbi, piccole o grandi esitazioni, che provengono anche dal fatto che pochi di noi hanno ricevuto delle giuste e rasserenanti informazioni durante l’età dello sviluppo, e dal fatto che viviamo in una società che ci condiziona parecchio nell’ambito della sessualità, spesso influenzandoci con stereotipi negativi e ansiogeni.

Non sempre siamo coscienti di tali zone d’ombra. Ma quando le ombre sono fugate dalla luce di spiegazioni chiare e complete, ci sentiamo più sicuri e pronti a vivere, sperimentare, esprimere noi stessi nella sessualità.

Dunque quando qualcuno mi chiede «A che serve parlarne? Fare l’amore non è un istinto?» rispondo che certo, l’amore si fa per istinto, ma l’informazione può essere determinante per farlo bene, in modo non solo sicuro, ma anche piacevole e appagante.

Esiste, in effetti, una quantità enorme di informazioni sulla sessualità. Spesso però tali nozioni sono di dubbia provenienza e possono essere errate, fuorvianti, incomplete. Alcune notizie sono “di parte”: per esempio chi vende farmaci potrebbe in qualche caso essere tentato dal presentare solo i vantaggi delle pillole che commercializza, tacendone i rischi. Altre informazioni sono scritte in modo incomprensibile o frammentario. E poi ci sono domande un po’ imbarazzanti, alle quali è difficile trovare risposte chiare.

Invece, credo sia importante raccogliere un bel po’ di notizie, nozioni, concetti, spunti, riflessioni e unirle in un testo coerente, completo, facile. In questo ebook di domande-risposte, per
esempio, una formula che può sembrare leggera e divertente (e che certo è meno pesante di un trattato), ho cercato di condensare un discorso esauriente, che tocchi tutti i punti più importanti.

E se avete già scaricato e letto l’ebook, o almeno l’estratto gratuito, aspetto i vostri commenti!

A cura di Emma Chiaia
Autore di: 100 Domande e Risposte sul Sesso

Come evitare le trappole del cervello

Mercoledì, Marzo 2nd, 2011

Il nostro cervello è una macchina meravigliosa, dalle infinite e non replicabili capacità (gli studiosi di intelligenza artificiale sanno quanto sia difficile replicare anche solo il movimento fisico necessario per “camminare” su due gambe!).

Tra le sue molteplici funzioni c’è anche quella del risparmio energetico e della ricerca delle scorciatoie, necessarie per funzionare meglio e con tempi sempre più ridotti. Ma molto spesso sono proprio le cosiddette “funzioni automatiche” a creare danni, a farci prendere decisioni sbagliate, ad influenzarci in modo nefasto quando dobbiamo convincerci o meno della bontà di un’idea.

Molti si appellano al concetto di “decisione istintiva”, ma più correttamente dovremmo invece immaginare una sorta di pilota automatico che, sulla base di vari parametri, inclusi quelli istintuali ma non solo quelli, prende il controllo del velivolo (cervello/persona) e lo porta ad “atterrare” (decidere) nel luogo percepito come più adatto alla situazione.

A chi non è mai capitato di trovarsi sulla strada dell’ufficio (magari quella percorsa tutte la mattine) perché essendo distratti da altri pensieri abbiamo lasciato che il pilota automatico decidesse senza controllo (andando dunque sulla strada più “battuta”)?

Questa è solo una delle situazioni meno deleterie; i danni di una decisione basata su reazioni automatiche erronee possono essere ben altri: si pensi alle errate decisioni di pancia che molti investitori prendono e che gli causano perdite per migliaia di euro!

A questo punto sorge spontanea la domanda: come possiamo evitare che il cervello, con i suoi automatismi, ci metta in condizione di “decidere” in modo inefficace?

Non è questa la sede per una disamina precisa e puntuale ma posso già darvi una risposta molto pragmatica, basata sulle recenti scoperte sul cervello della neonata, e già in via di affermazione, scienza denominata “neuroeconomia”.

Poiché il cervello automatico compie scelte senza la consapevolezza cosciente e in modo rapido, uno dei primi metodi per contrastare la sua velocità è quello di mettere un agente “rallentante”: il linguaggio consapevole.

Per tornare all’esempio della guida, invece di iniziare a guidare senza aver programmato tutto il percorso giusto, potreste provare a “dirvi”, dialogando dentro di voi, l’elenco delle tappe del percorso (i nomi delle vie, i punti di riferimento ecc.) passando solo dopo alla visualizzazione del percorso. Questo semplice stratagemma ridurrà di molto i rischi che il pilota automatico scelga al vostro posto: anzi sarà come aver riprogrammato il pilota automatico stesso!

Ovviamente la stessa cosa ed anzi con maggiori effetti potrà essere applicata a decisioni più pregnanti: attivare il dialogo interiore, porsi domande cui dare riposte compiute obbligherà le vostre funzioni cognitive più “evolute” ad entrare in campo, riducendo i rischi che dominino le “sensazioni di pancia”!

Buona… Decisione!

A cura di Stefano Santori
Autore di Neuroeconomia in Azione

Come fare per trovare la persona giusta

Lunedì, Marzo 8th, 2010

Stefania CarnevaliRaramente mi capita di guardare la televisione durante le ore pomeridiane, ma alcuni giorni fa, casualmente in casa, mi sono soffermata davanti a un ben noto programma dove i partecipanti, corteggiandosi l’un l’altro davanti a un pubblico alquanto concitato che fa pronostici e vaticina il decollo o il collasso di una storia che ancora deve nascere, cambiano idea sul reciproco interesse amoroso a ogni applauso o fischio del suddetto.

Non è sicuramente mia intenzione esprimere alcun giudizio sulla trasmissione in questione nè commentare sul fatto se si tratta o meno di una ingegnosa costruzione per ottenere l’audience, ma questo sprazzo televisivo mi ha fatto riflettere su alcune cose.

Avendo gestito per diversi anni un’agenzia matrimoniale non mi sono certamente stupita della ricerca di un partner attraverso una trasmissione televisiva, forse queste persone sono meno timide o più esibizioniste dei miei clienti, che si sentivano protetti dall’anonimato.

Il fatto è che, non solo in televisione e non solo nel “settore sentimenti”… mi sembra che ci si stia allontanando troppo dalla Natura, dall’istinto.

Ma perché oggi l’amore è così “ragionato”?
Perché c’è questa necessità di sondare, scandagliare, vivisezionare?

E’ vero che non siamo più uomini e donne (no, no… nessun riferimento) primitivi/e e quindi non ci si cerca più esclusivamente per garantire la continuità della specie ma la scelta pondera anche gusti, passioni, livello culturale ed economico.

Ma non è che questo eccessivo “valutare”, “soppesare” “misurare”  ci porta lontano da quello che ardentemente cerchiamo?

Più che la propria metà mi pare che si stia cercando un puzzle dove manca sempre il pezzetto che completa il quadro. Si vuole la perfezione.

Frasi come “non è la storia giusta”, “non è l’uomo della mia vita”, “non è la donna che cercavo”, vengono ripetute in continuazione, e sempre a sottolineare qualcosa che non c’è, “qualcosa che manca”, non si pone più attenzione a quello che si ha e si vive così nella perenne insoddisfazione, nella continua illusione.

E’ giusto iniziare la grande storia d’amore quando e solo quando si sono conosciuti virtù e difetti dell’altro? Quando si sono fatte tutte le domande e avute tutte le risposte?
Dopo questi quesiti mi sono chiesta se esisteva una soluzione.

La ricetta è la più semplice che ci sia, ossia ritornare alla propria Natura. Scegliere il partner con il cervello non è sufficiente.

Provate a ri-scoprire l’uso dei vostri sensi.

Nel mio ebook Piacersi per Piacere c’è un intero capitolo dedicato ad esercizi e test per riscoprire e potenziare i cinque sensi. Lasciatevi guidare dai sensi per capire se una cosa, una situazione o una persona può andare bene per voi oppure no.

Gusto, olfatto, tatto, udito e vista… imparate a fidarvi del loro linguaggio.
Se una persona “a naso” non vi piace, non serve sapere che ha tre lauree e fa snowboard.

Le parole possono essere artificiali
, si puo’ trattare e ritrattare, spesso confondono ma l’istinto, se riconosciuto e ascoltato non sbaglia mai.

A cura di Stefania Carnevali
Autore di Piacersi per Piacere