Posts Tagged ‘decisioni’

iPad in regalo? Guarda il video di Piernicola e Bruno Editore

Sabato, Aprile 17th, 2010

Piernicola De Maria Questo è il mio primo post sul blog di Bruno Editore, ma invece di parlare del mio ebook uscito a Gennaio, Introduzione al MythoSelf, voglio parlare di un’occasione che Giacomo Bruno mi ha concesso presentare a tutti i lettori del blog.

E l’occasione è… quella di avere il nuovo Apple iPad in esclusiva e prima ancora che arrivi in Italia!

Il 3 Aprile, infatti, sono riuscito a procurarmene uno e ho deciso di darlo in regalo alla persona che scriverà la migliore storia di cambiamento e trasformazione personale.

Una delle idee sulle quali insisto sempre è quella delle decisioni. Infatti molto spesso sono le piccolissime decisioni che influenzano la nostra vita in modo determinante.

Quindi ho pensato… perchè non chiedere a tutti gli appassionati di sviluppo e miglioramento personale quali sono le decisioni che hanno influenzato in meglio la loro vita?

Ne è nato il contest chiamato “Vinci un iPad con la tua Storia“.
Clicca sul link per trovare maggiori informazioni!

La storia più bella verrà premiata con l’iPad che vedi nel video qui sotto, in cui spiego come caricare e leggere un ebook di Bruno Editore:

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Vi aspetto!

A cura di Piernicola De Maria
Autore di Introduzione al MythoSelf

Come accrescere la leadership tramite la competenza

Venerdì, Febbraio 5th, 2010

Scrivo questo post per affrontare un concetto chiave, a mio avviso, nella gestione del ruolo direttivo: la competenza.

Wikipedia cita: “In generale il termine competenza indica la capacità degli individui di combinare, in modo autonomo, tacitamente o esplicitamente e in un contesto particolare, i diversi elementi delle conoscenze e delle abilità che possiedono. D’altra parte una definizione precisa del concetto di competenza è assai ardua da stabilire, in quanto questa nozione presenta molte sfaccettature, ed il termine racchiude diversi significati, secondo il contesto e la cultura in cui viene utilizzata.”

Oggi, nel mercato globale, il successo di alcune aziende è basato principalmente sulle competenze delle persone e questa caratteristica rappresenta la conseguenza pratica del principio secondo il quale sono le risorse umane che determinano il successo di una organizzazione. Credo che su questa affermazione ci sia una condivisione generale.

Orbene, ho avuto modo di verificare che sul lavoro, esistono due modelli di competenze:

  1. Le competenze necessarie per eseguire al meglio un determinato lavoro. In questo modello rientrano le caratteristiche della persona correlate alla sua conoscenza e capacità.
  2. Le competenze che separano le persone eccellenti dalle persone che rientrano nella media. In questo secondo modello le competenze sono correlate a delle prestazioni elevate che scaturiscono da motivazione, atteggiamenti e valori personali.

Per meglio spiegare i due modelli vorrei paragonarli entrambi a un iceberg. Mentre le competenze del primo modello possono essere paragonate alla parte dell’iceberg che emerge dall’acqua, e quindi sono visibili, misurabili e sviluppabili tramite la formazione, quelle del secondo modello rappresentano la parte sommersa non visibile e quindi più difficile da misurare.

Le competenze di una persona sono quindi la combinazione delle sue risorse individuali e del contesto in cui essa opera. In altre parole, a mio avviso, sono il saper agire e il saper fare in una data situazione. È in queste situazioni, nel momento che la persona competente è in grado di fare, di mettere in atto azioni pertinenti alla situazione che la sua leadership può incrementare. Ovviamente, non è solo la competenza che fa di una persona un leader.

Detto ciò, vorrei soffermarmi a considerare la competenza come elemento professionale di un ruolo direttivo. Chi non si è trovato almeno una volta di fronte a un manager che non aveva la competenza per sostenere una situazione critica? Che fine ha fatto la sua leadership in questo contesto? E’ aumentata o diminuita?

La persona che ha un ruolo direttivo e di leadership deve avere la competenza, le conoscenze e le capacità che identificano le sue risorse personali:

  • conoscenze di base per comprendere un contesto, un problema;
  • conoscenze specifiche dell’ambiente professionale in cui lavora;
  • conoscenze necessarie per descrivere “come si deve fare”;
  • conoscenze per “saper fare”;
  • capacità relazionali di cooperare con gli altri;
  • caratteristiche personali quali: motivazione, spirito di iniziativa, forza, determinazione……

E’ grazie a tutti questi elementi che una persona è in grado di esprimere comportamenti competenti e di conseguenza accrescere la sua leadership.

Grazie per il commento che vorrai lasciarmi!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente”“Il Team Vincente”

Come evitare la mediocrità manageriale

Giovedì, Gennaio 14th, 2010

Molto spesso i manager ottengono risultati mediocri per i seguenti motivi:

1. Incapacità di stabilire le priorità. Riunioni continue e interminabili, il cellulare che squilla in continuazione, una mole di lavoro cartaceo da evadere, sono queste le principali cause che fanno perdere tempo a un manager che non ha la capacità di stabilire le sue priorità. In alcuni casi, la situazione stressante in cui egli si trova si deteriora rapidamente.

2. La tendenza a sorvolare. Molti manager non prestano la giusta attenzione ai dettagli del loro lavoro. Generalmente, di fronte a queste persone, le spiegazioni che ho sentito sono state: “un bravo manager deve volare alto” “un bravo manager deve delegare” ” un bravo manager non deve mai scendere nei dettagli, ma tenere sempre presente l’obiettivo”. Spesso queste persone, con il loro comportamento, hanno danneggiato molti collaboratori e in alcuni casi anche le aziende in cui lavoravano.

3. Mancanza di coraggio nel prendere decisioni tempestive. Un giovane manager, dopo alcuni mesi di lavoro, capisce che la ragione per cui i costi di produzione sono alti è da attribuirsi ad un contratto sbagliato con la società interinale che fornisce la manodopera. Il responsabile di questa società è indisponibile a rinegoziare il contratto e soltanto un intervento da parte del Direttore di stabilimento può cambiare la situazione, rendendo l’azienda più competitiva. Ma il Direttore, un manager prossimo alla pensione, non vuole prendere posizione su questo argomento. Il giovane manager, che è stato assunto dalla Direzione Generale nella speranza che con la sua personalità e determinazione potesse cambiare le cose, si dimostra incapace di assumersi la responsabilità di un’iniziativa. Viene messo in disparte.

4. Incapacità di riconoscere il bisogno di aiuto. Alcuni insuccessi possono essere attribuiti a questa incapacità di chiedere un parere ai propri collaboratori, anche se persone di competenza ed esperienza. I manager che rientrano in questo modello ritengono che potrebbe essere un’implicita ammissione di debolezza, mentre devono dimostrarsi di essere sempre all’altezza della situazione.

5. Incapacità di riconoscere i propri punti di debolezza. Un manager aveva svolto un ottimo lavoro nel migliorare il settore vendite. Successivamente fu incaricato di migliorare il settore marketing e anche in questo caso ottenne buoni risultati. In base a questi successi fu nominato Direttore di uno dei stabilimenti più importanti del gruppo. Ed è qui che fallì. Il suo insuccesso fu dovuto alla sua incapacità di riconoscere che non aveva una sufficiente conoscenza delle problematiche e delle attività connesse alla gestione di uno stabilimento di produzione. Nel tentativo di dimostrarsi all’altezza dei successi precedenti prendeva decisioni sbagliate. Dopo alcuni mesi fu rimosso dall’incarico.

Esaminando i motivi esposti, nel loro complesso, essi possono risultare contradditori. Infatti, un manager per evitare la mediocrità nel suo lavoro si deve occupare dei dettagli in alcune situazioni, mentre in altre deve mantenersi a livello di strategia.

Deve delegare molto in un dato momento e poco in un altro; essere tollerante un giorno ed esigente in un altro; deve prendere decisioni tempestive in determinate situazioni, mentre in altre deve ponderare bene la situazione prima di decidere. In altre parole, è con uno stile apparentemente “incoerente” che un manager può evitare la mediocrità e raggiungere risultati importanti.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

THE SIGN: le Decisioni che Segnano e Disegnano la Tua Vita

Lunedì, Dicembre 29th, 2008

GIACOMO BRUNOCiao ragazzi, come molti di voi hanno già letto nell’articolo “Il mio ultimo ebook” il mio prossimo ebook The Sign potrebbe essere anche l’ultimo della mia carriera come Autore.

Il mio impegno come presidente della Bruno Editore e come direttore dell’Osservatorio Ebook non mi consente di dedicarmi a tempo pieno ai miei testi, anche se devo ammettere che i vostri commenti in quell’articolo mi hanno colpito molto e mi faranno riflettere sulla mia scelta.

THE SIGN

THE SIGN

Il gioco con cui vi ho presentato The Sign ha avuto un grande successo: ben 71 commenti per indovinare il titolo e capirne il significato. Alla fine si sono aggiudicati una copia omaggio Gianluigi Ballarani e Fausto Petrone.

Ma qual era l’ambiguità fonetica? “The Sign” si pronuncia esattamente come la parola “design“, e questa ambiguità non è casuale.

Siamo partiti dai cerchi nel grano e vi ho detto: immaginate The Secret amplificato di dieci volte. Immaginate di aggiungere lo strumento più potente in assoluto. Immaginate di condensare 2.000 libri e 18 anni di esperienza nello studio della mente umana.

The Sign lascerà il segno nella tua vita, così come i cerchi lasciano un segno profondo nei campi di grano. E ti parlerà di come le tue Decisioni disegnano (design) e lasciano il segno (sign) nella tua vita.

In molte situazioni ci troviamo a dover prendere decisioni difficili, a fare scelte che potrebbero cambiare la nostra esistenza. Ma come fare per decidere in maniera veloce ed efficace? Dov’è il segno che ci indirizza verso una precisa scelta?

Certamente non è all’esterno di noi stessi. Certamente non è nell’ambiente che frequentiamo. Il best-seller La Nuova Legge di Attrazione ci ha già detto che se vogliamo realizzare i nostri sogni dobbiamo disegnarli vividamente nella nostra testa, dobbiamo scriverli e trovare una strategia concreta da mettere in atto.

Tutto parte da dentro, dalla nostra mente. E il segno che cerchiamo, la direzione che vogliamo seguire, è già in noi: si chiama “sistema di valori”.

Conoscere i tuoi valori, infatti, significa conoscere te stesso. I grandi leader decidono in maniera molto veloce e difficilmente cambiano idea, perché hanno una direzione ben chiara per poter affrontare le decisioni in maniera rapida e veloce.

Avere chiari i tuoi valori significa sapere dove stai andando e poter decidere più facilmente tra varie possibilità, specie in situazioni difficili. Questo è ciò che segna il tuo successo.

Scarica GRATIS il primo capitolo di “The Sign”!

A cura di Giacomo Bruno
Autore di The Sign