creare oggetti di design

Come realizzare più prototipi di un oggetto di design

Venerdì, Dicembre 31st, 2010

Come descrivo nella mia guida “Creare oggetti di design” è importante, nella fase di prototipizzazione, riprodurre lo stesso modello in più esemplari. Lo scopo può essere quello di  realizzare più varianti dello stesso modello in modo da potere scegliere il modello più riuscito come prodotto finale.

Ma più modelli potrebbero anche servire per realizzare una piccola pre-serie allo scopo di condurre un’indagine di gradimento verso negozi e distributori prima di buttarsi nella produzione.

Dopo avere realizzato un modellino, meglio se in un materiale duro come gesso, Das o qualsiasi altro materiale che possa essere lavorato, fornitevi del seguente materiale: plastilina, gesso alabastro, Kerolin, Silicone HF, distaccante spry nelle quantità adatte alla dimensione dell’oggetto che volete realizzare. Scegliete poi un posto pulito sgombro da oggetti.

Supponiamo che abbiate realizzato il vostro primo modello in Das; per fare delle copie identiche all’originale dovrete creare uno stampo formato da due mezzi stampi in silicone e due mezzi stampi in gesso che li contengano.

Il gesso di contenimento è necessario perché le due metà in silicone, una volta chiuse, non si deformino per la colata del materiale in cui vorrete realizzare il vostro modello: il Kerolin nel nostro caso, creando così copie non perfettamente uguali e diverse dall’originale.

  • Prima di tutto levigate e finite il vostro oggetto in Das. Finitelo bene fino ad usare una carta vetrata di grana 1000 e infine verniciatelo con vernice alla nitro. Scartavetratelo nuovamente e riverniciate una seconda volta. Fatelo fino a che non scompaiono tutte le rugosità. Prendiamo ad esempio il cavallino della Foto 1.
  • Ora ricopritene la metà esatta con la plastilina. A seconda del punto dove avete deciso di fare la colata di Kerolin (nel nostro caso sulla testa) dovrete creare degli sfiati per l’aria nei punti più sottili delle zampe in modo che non si creino delle bolle d’aria nei punti più bassi e sottili del vostro cavallino che quindi il Kerolin non riuscirebbe a riempire; fatelo con tondini di ferro da 1 millimetro non presenti nella Foto 2. Poi fate l’impronta per la colata, sulla testa nel nostro caso con un tubo da 15 mm.
  • Create un recinto attorno al modellino inserito nella plastilina utilizzando un foglio di plastica flessibile da circa mezzo millimetro che farà da contenitore alla colata di silicone e spruzzate il distaccante su tutte le superfici. Poi create un secondo recinto più esterno intorno alla plastilina. Piantate nella plastilina due spine cilindriche a 180° di diametro di 8mm e lunghe almeno 3 cm. Colate il silicone dopo averlo mescolato con il catalizzatore.  Lasciate asciugare 18/24 ore e appena quindi togliete la lastra di plastica. Vi apparirà come nella Foto 3.
  • Tagliate con un taglierino i bordi del silicone per evitare che vi siano sottosquadri che impediscano l’estrazione del silicone dallo stampo in  gesso. Spruzzate il distaccante e colate il gesso alabastro.
  • Appena asciugato il gesso, dopo circa un’ora, capovolgete lo stampo di 180°, asportate la plastilina perfettamente, pulite con un panno pulito e inserite la lastra flessibile intorno alla forma di silicone appena realizzata. Vi apparirà come nella Foto 4.

Dopo avere spruzzato il distaccante sulla superficie interna, colate il silicone nel recinto più interno e lasciate asciugare 18/24 ore. Appena il silicone si sarà asciugato asportate la lastra che lo contiene e fate una seconda colata di gesso dopo avere riempito con plastilina le fessure che si fossero formate tra la lastra interna e il gesso (vedi freccia). Questo impedirà al gesso di infiltrarsi all’interno del primo stampo in gesso.

  • Quando è asciutto il gesso togliete la lastra esterna. I tre forellini all’interno dei cerchietti rossi, che vedete nella Foto 5, sono gli sfiati per l’aria delle zampe e della coda da un lato. Dall’altro alto ce ne saranno solo altri due per le due zampe.
  • Aprite le due metà in gesso ed estraete le due metà in silicone. Togliete il modellino del cavallo iniziale, lavate il silicone con acqua tiepida e sapone da piatti in piccola quantità, asciugate e inserite nuovamente ciascuna metà in silicone nella corrispondente metà di gesso (Foto 6). Chiudete lo stampo fissandolo con elastici un po’ spessi. Usate fette di camera d’aria di pneumatico.
  • Mescolate il Kerolin con l’acqua (3 parti di polvere e 1 di acqua se volete riempire bene uno stampo come questo) stando attenti che quando create la miscela è la polvere a dovere essere versata a poco a poco nell’acqua e non il contrario come per il gesso alabastro. Questo fa si che escano le bolle dall’impasto.

Ora mescolate in un solo verso fino a quando l’impasto è omogeneo e lasciate riposare un minuto. Dopo vi rimangono 5 minuti per versare l’impasto Kerolin. Mentre colate scuotete e inclinate lo stampo leggermente in varie direzioni in modo da facilitarne il riempimento e la fuoriuscita delle ultime bollicine d’aria. (Seguite comunque le istruzioni sulla confezione).

Dopo 20 minuti il vostro oggetto sarà indurito ma voi potrete estrarlo meglio se dopo altri 20 minuti. Per vedere a che punto è il Kerolin versate la quantità rimanente su un piano a formare una piccola lastra. Ogni 10 minuti provate a spezzare il campione e vi renderete conto così a che punto è l’indurimento.

  • Estraete contemporaneamente le due metà di silicone dallo stampo in gesso e deformandone una liberate dal silicone il modellino finale (Foto 7). Poi togliete la seconda metà in silicone deformandola (Foto 8). Tagliate l’eccesso di gesso (la materozza) sulla testa con un seghetto.

Ora è pronto per essere levigato, perfezionato e colorato.

Buon lavoro!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come brevettare la vostra idea

Giovedì, Settembre 9th, 2010

Francesco FilippiCome indico nella mia guida “Creare Oggetti di Design” uno dei punti più critici e più importanti di un’impresa, quando si intende produrre un’idea nuova, è il brevetto.

Non sottovalutate mai l’importanza di avere un buon brevetto alle spalle soprattutto se volete impostare il vostro business su un oggetto solo, almeno per iniziare. Questo vale ancora di più se decidete di produrre il vostro oggetto personalmente anziché farlo produrre ad un’altra azienda.

Avere un buon brevetto però non significa avere sempre il coltello dalla parte del manico e le spalle coperte: le insidie che vi si possono presentare davanti durante il cammino sono varie e dal “multiforme aspetto”.

SCRITTURA DEL BREVETTO
Il primo punto da considerare è quanto bene è scritto il vostro brevetto. Non sottovalutatelo mai! Il brevetto del secolo, che fa acqua da tutte le parti, può essere scopiazzato fino ad esaurirne tutti gli aspetti di originalità e innovatività. Rivolgetevi sempre a un professionista per non incorrere in questo errore.

AZIONI LEGALI
Forse voi penserete che se qualcuno vi dovesse copiare un brevetto potete sempre rivolgervi ad un legale. Verissimo, ma la strada può anche essere molto in salita e presto vi domandereste se ne valga la pena. Se avete appena iniziato la vostra attività, il timore di perdere una causa con una grande azienda può dissuadervi per il rischio di dovervi pagare anche le spese legali che per voi potrebbero essere ingenti rispetto al vostro patrimonio iniziale.

TEMPO
Inoltre il tempo che potreste aspettare prima che vi venga riconosciuto che avete ragione potrebbe anche essere troppo lungo, mentre l’azienda che vi ha copiato l’idea produce liberamente il vostro oggetto per tutto questo tempo facendo business. Quando a voi finalmente viene riconosciuta la paternità del brevetto, questo risulta già sul mercato da anni con un altro marchio e voi siete già stanchi. La vostra energia viene dirottata verso una causa legale anziché verso la realizzazione del sogno della vostra vita mentre a voi non resta che aspettare.

ORIGINALITÀ DEL BREVETTO
A questo punto dovete considerare l’originalità del vostro brevetto. Forse avete fatto la scoperta del secolo ma forse avete solo migliorato un brevetto già esistente. Se avete scoperto la penna a sfera, per fare un esempio famoso, allora ritornare proprietario della vostra idea, anche dopo alcuni anni di una causa legale, è assolutamente irrilevante; ma se avete un brevetto modesto, questo può esaurirsi come prodotto come novità ancora prima che sia finita la causa.

RICERCA DI ANTERIORITÀ
Anche se lo affronto per ultimo, non trascurate mai di effettuare una ricerca di anteriorità prima di tutto per verificare se la vostra idea esiste già. Fatelo con un professionista che di solito è lo stesso ufficio brevetti.

RIASSUMENDO E RIORDINANDO LE IDEE
Riassumendo, prima di aprire un’attività su una vostra idea, se volete essere protetti:

Fate una ricerca di anteriorità sui brevetti esistenti;

Accertatevi che la vostra idea valga tutto l’investimento che avete deciso di compiere. Fate una ricerca di mercato prima di iniziare;

Affidatevi ad un professionista per la scrittura del brevetto;

Fate sottoscrivere una scrittura privata a tutte le aziende che concorreranno a produrre particolari del vostro prodotto;

Producete in maniera scrupolosa la vostra idea ma abbastanza in fretta da essere sul mercato il prima possibile. Quelli che vi vorranno copiare sono velocissimi e senza scrupoli.

Promuovete, promuovete e ancora promuovete senza sosta il vostro prodotto su tutti i mercati possibili. Questo lavoro fa fatto prima, durante e dopo che il vostro oggetto sarà sul mercato in modo che quando sarà pronto, il mercato lo conosca già e quindi lo acquisti.

Non arrendetevi alle prime difficoltà.

Buon lavoro!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come scegliere i soci per creare una società

Lunedì, Giugno 28th, 2010

Francesco FilippiCome già accennato nella mia guida Creare Oggetti di Design, una delle chiavi fondamentali per il successo, quando si decide di mettersi in proprio, è quella di scegliere se agire in “solitaria” o mettersi in società con qualcuno.

Agire in “solitaria” avrà sia aspetti negativi che positivi ma si deciderà sempre da soli e la responsabilità sarà sempre propria.  Se invece si avranno uno o più soci, molte saranno le decisioni che si dovranno condividere e dalla bontà di queste dipenderanno sia il raggiungimento degli obiettivi che la durata della società.

Nella creazione di una società, spesso si trascura l’aspetto comportamentale delle persone coinvolte, sicuri che l’energia sviluppata in seguito all’innovatività del progetto trainerà tutti verso l’obiettivo comune.

Considerare “trainante” un progetto innovativo ha un grande valore quando una società è già attiva da tempo e se quasi tutte le sfere di attività interne all’organizzazione sono state messe a punto nel corso degli anni, come quella economica, produttiva, commerciale, di marketing, di progettazione, e soprattutto di relazioni interne tra dipendenti e dirigenti.

Una società appena creata inizia da zero e spesso gli aspetti di relazione tra le persone o soci coinvolti possono fare la differenza.

Esclusi gli aspetti professionali - per i quali solo il tempo può confermare o non il successo di un’attività - è possibile rendersi conto se le persone saranno adatte a lavorare insieme già dai primi mesi, sia nel caso in cui si verifica la preparazione di un nuovo socio sia nel caso di un’azienda con un nuovo assunto.

Ma come fare a capirlo? Quali sono le caratteristiche fondamentali di un individuo che vuole creare qualcosa di nuovo con qualcun altro ma diciamo anche, in generale, che vuole affrontare un lavoro?

Per maggiore chiarezza, suddividerò queste caratteristiche in quattro macro categorie, consapevole della trasversalità di alcune di queste con le altre.

Definisco quindi:

Capacità personali:
- Visione di lungo periodo
- Propensione al cambiamento
- Flessibilità di comportamento verso situazioni nuove
- Capacità di problem solving.

Capacità emotive:
- Resistenza allo stress e sua veloce integrazione
- Comprensione e rispetto delle esigenze altrui.

Capacità di relazione:
- Rispetto della gerarchia o, quanto meno all’inizio di una nuova attività, dell’anzianità del socio con più esperienza
- Capacità di interazione e integrazione con gli altri
- Propensione all’ascolto
- Condivisione delle scelte.

Capacità comportamentali:
- Prendersi la responsabilità delle proprie azioni
- Comportarsi in modo etico
- Dire la verità.

Come affermo spesso, è necessario che, ancor prima di creare un business, vengano definiti in modo univoco quelli che sono i comportamenti comuni che vedano il rispetto dell’altro e la sua diversità al primo posto. La formazione degli individui a molti dei valori elencati sopra sarebbe fondamentale e di grande importanza sociale, ancor prima di qualsiasi titolo o addirittura di sapere leggere e scrivere.

Grazie se vorrete fare commenti a questo post!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come produrre la vostra idea

Venerdì, Giugno 4th, 2010

Francesco FilippiCome descritto nella mia guida Creare Oggetti di Design, uno dei momenti più importanti all’inizio della vostra attività per produrre il vostro oggetto di design sarà decidere se:

1) produrvelo da soli creando una vera e propria azienda produttrice;
2) produrvelo da soli dando la committenza delle lavorazioni a terzi ma controllando voi stessi la produzione;
3) farlo produrre direttamente ad un’azienda del settore, vendendole il brevetto o dandole la concessione dello stesso nel caso ne abbiate uno. Se la vostra idea fosse difficilmente brevettabile o se non aveste i soldi per farlo, potreste proporla ad un’azienda munendovi preventivamente di un accordo scritto prima di comunicare l’idea stessa e i dettagli che la riguardano.

Vediamo i tre punti in dettaglio:

1) Produrre il vostro oggetto da soli. Il primo punto significherebbe creare un’azienda produttrice. In questo caso dovreste creare un vero e proprio stabilimento, acquistare attrezzature, macchinari, assumere personale, adempiere a tutte le responsabilità che sono necessarie per creare un azienda produttrice vera e propria e così via.

Questa opzione fa al caso vostro solo se siete predisposti mentalmente ed emotivamente a farlo; se volete creare una famiglia di persone che si legheranno a voi, se per voi ha grande importanza anche creare il contesto che realizzerà il vostro oggetto e il come. Fate questo solo se sentite che fa parte della missione della vostra vita, se sentite che c’è una forza interiore che vi trascina in quella direzione.

Moltissime sono le aziende che sono state create in questo modo nate tutte da grandi uomini ma soprattutto da grandi sogni con chiarezza iniziale di obiettivi assoluta!

2) Produrre il vostro oggetto da soli dando la committenza delle lavorazioni a terzi. Il secondo punto è sicuramente più semplice e immediato. In questo caso dovrete decidere quali lavorazioni saranno necessarie al vostro oggetto e selezionare di conseguenza le aziende che saranno in grado di farle.

Il punto più critico di questa scelta sarà quella di verificare che tutto venga realizzato secondo le vostre esigenze e se potete fidarvi dell’azienda alla quale state commissionando le lavorazioni in relazione a costi, qualità delle lavorazioni e puntualità nella consegna.

3) Fare produrre il vostro oggetto ad un’azienda del settore. Il terzo punto sembrerebbe quello più facile: date in concessione la vostra idea a un’azienda del settore che già si occupa di questi prodotti e alla fine dell’anno incassate le royalties. Purtroppo non è così semplice.

Anche in questo caso la scelta dell’azienda non deve essere casuale; questa deve essere selezionata tra quelle che non solo sono in grado di produrre il vostro oggetto, ma che hanno un’attinenza con il settore del vostro oggetto, che sono in grado di produrre la quantità che è necessario produrre, per il giusto mercato che loro devono avere come riferimento per i loro prodotti, al giusto costo e con un’adeguata strategia di marketing.

Se la vostra idea è molto buona, molte potrebbero essere le aziende che, come squali, potrebbero farvi credere di essere in grado di produrre il vostro oggetto pur non essendo in grado di farlo, solo per sfruttare un facile business.

Sempre se la vostra idea fosse molto buona, ma forse troppo avveniristica e complessa da produrre, potrebbe succedere una cosa molto strana: vi acquistano il brevetto e lo mettono in un cassetto per produrlo chissà quando, forse mai. E’ questo il caso di un’azienda che vuole togliere di mezzo il vostro possibile prodotto per problemi di concorrenza con altri suo progetti. Il brevetto così è destinato a morire e voi non incassereste nulla.

Per cautelarvi da questo rischio il contratto che dovrete proporre prevedrà il tempo massimo di produzione e di immissione sul mercato, il prezzo di acquisto iniziale del brevetto, delle royalties fisse annuali (normalmente il 3% e/o secondo una scaletta che prevede percentuali inferiori per range di quantità crescenti), e un importo annuale concordato, per tutta la durata della concessione, anche nel caso il vostro brevetto non venisse prodotto.

Dalla reazione dell’azienda a questo tipo di contratto, ma soprattutto dall’ultima clausola, capirete subito se sono interessati a produrre la vostra idea, se hanno le potenzialità commerciali per farlo, in definitiva se sono seri e non si stanno improvvisando. Per questo tipo di contratti sarebbe meglio che vi faceste seguire da un professionista almeno inizialmente.

Buon lavoro a tutti!

A  cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come creare nuovi oggetti gestendo l’attenzione libera

Martedì, Maggio 11th, 2010

Come indico nella mia guida “Creare oggetti di design” per riuscire a creare un oggetto, ma in genere per creare qualsiasi cosa nella vita, è necessario disporre di una certa quantità di attenzione libera.

Molti si chiederanno cosa c’entri l’attenzione con la creatività. Per capire di cosa parlo provate per un attimo a paragonare la vostra attenzione alla RAM di un computer. Più RAM possiede il vostro computer più programmi siete in grado di aprire contemporaneamente.

Se cercaste di aprire un ennesimo programma oltre questo limite, il sistema vi avvertirebbe che la RAM disponibile è terminata o quanto meno tutti i programmi risulterebbero molto rallentati.

Quindi più attenzione libera avete più cose potete gestire contemporaneamente.

Provate adesso a paragonare i programmi aperti nel vostro computer ai pensieri che “abitano” la vostra mente come se questa fosse un condominio dove un grande flusso di persone entra ed esce e delle quali spesso non siete neanche consapevoli né della loro esistenza né della loro attività.

Più pensieri avete, di qualsiasi tipo, più la vostra mente sarà occupata a gestirli esattamente come i programmi attivi di un computer.

Fatta cento tutta l’attenzione in vostro possesso, quella libera è quella che vi rimane non ancora impegnata in pensieri; ed è con questa che voi create.

Tutto richiede attenzione: svegliarsi la mattina, alzarsi, mangiare, decidere di andare a lavorare, impegnarsi nel lavoro, dormire, avere amici, un partner, dire una bugia, essere integri o no.

Le persone che esauriscono la loro attenzione a causa di problemi o pensieri negativi, che quindi assorbono energia, vanno velocemente verso la depressione. E più si deprimono più consumano l’attenzione libera rimasta dirigendosi velocemente verso la malattia.

Per creare qualcosa a un certo livello non solo è necessario avere una sufficiente quantità di attenzione libera ma è indispensabile che la sua qualità sia eccellente.

Una volta certi di disporre di attenzione libera è necessario verificare se riuscirete a dirigerla dove volete; inutile averla se poi non riuscite a controllarla. Un po’ come la pubblicità di quel pneumatico il cui slogan è: ”La potenza è nulla senza controllo”.

Un primo piccolo, ma efficace, esercizio che vi aiuterà a verificare a che punto siete con la gestione della vostra attenzione è il seguente: fissate un qualsiasi oggetto per un paio di minuti. Dopo che l’avete fatto pensate se durante l’esercizio non avete fatto null’altro che osservare l’oggetto che avete scelto senza altri pensieri del tipo: “Non ci riuscirò mai”, “Ma che esercizio stupido”, “E’ proprio difficile” ecc.

Fatelo più volte e alla fine cercate di capire se in voi è cambiato qualcosa dalla prima volta che avete fatto l’esercizio.

Diciamo che la vostra capacità di gestire l’attenzione è di buona qualità se durante l’esercizio non avete pensato a null’altro che all’oggetto che avete scelto

Quindi la vostra creatività è in qualche modo funzione della quantità di attenzione libera che avete a disposizione ma anche della vostra capacità di dirigerla sul tema che volete sviluppare sia esso un oggetto di design che su un qualsiasi altro tema della vostra vita.

Iniziate a liberare l’attenzione fissa e scoprirete che presto la vostra mente volerà in dimensioni che prima non pensavate neanche che esistessero. Del “come” parleremo in seguito.

Buon lavoro a tutti!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come diventare consapevoli per mettersi in proprio (parte seconda)

Martedì, Aprile 13th, 2010

Francesco Filippi Nell’articolo scorso (parte prima) ho parlato dell’importanza di essere consapevoli, responsabili ed etici allo stesso tempo, perché un business creato per sé apporti un beneficio anche alla società, condizione necessaria perché il business sia florido e duraturo anche per sè stessi.

Di consapevolezza, responsabilità ed etica non si parla spesso; se ne parla solo in momenti di gravità particolare, additando gli altri come causa di ciò che non funziona, sollevando solennemente in quei momenti la questione morale. Sta accadendo in questi mesi in politica che rimane lo specchio impietoso di ciò che noi siamo purtroppo.

C’è molto rumore a riguardo ma nessun segnale di voler modificare veramente il proprio comportamento lasciando così che tutto rimanga inesorabilmente immutato. Se da un lato siamo giustificati, perché è veramente difficile cambiare e comunque non sapremmo come farlo, dall’altro siamo in presenza di un allarme pericoloso: “Non sappiamo in che direzione procedere e quindi qualsiasi evento è in grado di trascinarci in qualsiasi direzione”.

Utilizziamo consapevolezza, responsabilità ed etica, in modo inconsapevole, con l’unico scopo di convivere con gli altri, anche nel business.

Il senso di queste tre parole risiede invece, secondo me, nell’attenzione disinteressata che noi dovremmo avere per gli individui, per l’habitat e per il Mondo in generale, anche per gli altri attori del business se posso azzardare un’ipotesi neanche così pazzesca.

Proviamo a farci qualche domanda per iniziare:

Cosa significa essere consapevole?
Significa sapere che siamo responsabili di tutte le azioni che compiamo e che queste hanno una conseguenza nel mondo. Significa dare più valore alle emozioni e ai sentimenti piuttosto che alle cose materiali. Significa cogliere l’attimo e non rimandare sapendo che ciò che non compiamo oggi forse domani non potremo più farlo.

Cosa significa essere etici?
Significa la ricerca di uno o più criteri che ci consentano di gestire adeguatamente la nostra libertà nel rispetto degli altri.

Cosa significa responsabili?
Significa sapere di dovere rendere conto di azioni in cui si ha un ruolo determinante. È un impegno e obbligo che derivano dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti sapendo che esistono delle conseguenze dovute ai propri comportamenti.

E le prossime domande potrebbero essere:
Come si fa a diventare consapevoli, responsabili ed etici? Perché diventarlo? Da chi imparare?
Ma questo lo vedremo nel prossimo articolo.

Buon lavoro a tutti!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design