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Come prepararsi per un colloquio di lavoro…

Giovedì, Settembre 24th, 2009

Questo articolo, tratto dal report che viene distribuito in omaggio a chi acquista il mio e-book “I segreti per parlare in pubblico”, vuole dare qualche piccolo consiglio a chi dovrà affrontare un colloquio di lavoro. Se infatti è vero che la crisi inizia a farsi sentire, è altresì vero che le aziende continuano a cercare nuovi collaboratori, puntando soprattutto sulla qualità. Ecco allora qualche consiglio su cosa fare i giorni precedenti all’appuntamento in azienda.

E’ bene sapere che quando si viene convocati per un colloquio, è perché c’è un datore di lavoro che non solo ha accettato la candidatura, ma ha bisogno di una figura come la nostra.
Solamente questo fatto ci deve far capire di come sia importante prepararsi al meglio per questo incontro e per questo “scambio di favori”:
IO ho bisogno di un lavoro, TU hai bisogno di un collaboratore.

Poniamo ora il caso che un amico ci inviti a cena a casa sua. La prima cosa che viene naturale pensare è: come dovrò presentarmi? Porto un dolce oppure una bottiglia di vino? Mi ricordo dove abita? In parole povere, quando riceviamo un invito da una persona che non fa parte della nostra ristretta cerchia di amici e conoscenti, non facciamo altro che pensare a cosa gradirà, facciamo del tutto per rispondere al meglio al suo invito, studiamo chi ci accoglierà!
Questo esempio serve per farci capire che quando dobbiamo andare ad affrontare un colloquio di lavoro, non dobbiamo assolutamente permetterci di arrivare all’appuntamento senza sapere che azienda ci accoglierà, che ambiente potrò trovare, che strategie di lavoro utilizza.

In parole povere dobbiamo prendere maggiori informazioni riguardo a tutto sulla nostra (forse) prossima azienda. Il primo passo deve essere quello di visitare attentamente il sito o le recensioni su internet per passare poi sui giornali o, meglio ancora , informarsi direttamente con chi ci lavora.
Pensateci un attimo, non è carino presentarsi ad un colloquio di lavoro senza sapere neanche di cosa mi andrò ad occupare!

Cosa molto importante è anche ripassare le materie principali con cui si ha conseguito un titolo, oppure prepararsi a spiegare le mansioni per cui si è specializzati.
Dobbiamo considerare i giorni precedenti ad un colloquio di lavoro come la preparazione di un campo di scacchi: chi riesce a preparare meglio il campo di gioco nelle prime mosse, ha in pugno la partita.


A Cura di
Massimo Pigliacampo,
Autore di “I Segreti per Parlare in Pubblico”

Come Scrivere un Curriculum Accattivante!

Martedì, Maggio 26th, 2009

Su come si scrive un curriculum efficace e i modi migliori per divulgarlo si è scritto tanto, si scrive tanto e si scriverà ancora di più in futuro.

Si scrive sempre di più perché le persone cambiano giorno dopo giorno, le idee per migliorare e accattivarsi la simpatia del selezionatore vengono in mente in momenti inaspettati.
Nel mio Book ho inserito le mie personali e considerazioni in merito, ho illustrato i paragrafi del Curriculum come lo intendo io.

Senza entrare nel merito dei contenuti, la mia idea è quella che un curriculum deve essere professionale, ma allo stesso “stuzzicante” per il selezionatore affinchè una vocina gli faccia dire:

Però!! Voglio conoscere personalmente questa persona”.

Far dire una frase del genere al selezionatore vuol dire ipotecare un buon risultato in sede di colloquio.
Ma come si può invogliare il futuro datore di lavoro a farci convocare per un colloquio?
Di modi ne ho sentito tanti, uno in particolare mi ha colpito.

Gira una leggenda dalle mie parti, come tutte le leggende metropolitane può essere vera come falsa.
Ma questa è talmente paradossale che potrebbe anche esserlo o quanto meno verosimile.
Tempo fa mi hanno raccontato di un ragazzo appassionato di motori che voleva a tutti i costi lavorare in una casa automobilistica, a me dissero trattarsi della FIAT.
La sua passione era talmente forte che il pensiero fisso lo consumava sia fisicamente sia mentalmente.
Ha inviato un curriculum, composto soltanto da una sola pagina con i seguenti dati:

  • Nome
  • Cognome
  • Indirizzo
  • Telefono
  • Segno Zodiacale

Niente di più niente di meno.

Sembrerebbe, dalla leggenda, che questo ragazzo sia stato convocato e che il selezionatore con segno zodiacale compatibile col suo lo abbia raccomandato per l’assunzione.
Ci si può credere o meno, io personalmente non ci credo, ma sono convinto (se fosse vera la storia) che il coraggio di aver inviato quel curriculum abbia premiato quella persona.

Oggi i modi per accattivarsi l’attenzione dei selezionatori o datori di lavoro devono per forza essere più incisivi.
A me ne è venuto in mente uno proprio in questi giorni.
Ho avuto il piacere di conoscere una persona non Italiana (ex URSS) che studia e parla l’Italiano e per curiosità ho letto il suo Curriculum.
La prima cosa che mi è saltata agli occhi è che ha indicato lo stato civile e lo stato di salute.

A me personalmente non è mai capitato di vedere indicato lo stato civile nei C.V. tanto meno lo stato di salute.
Mi è stato spiegato che lo stato civile lo indicano prevalentemente le Donne, in quanto può incidere sulla selezione, in sostanza una donna single ha più probabilità di essere assunta rispetto ad una sposata.

Lo stato di salute invece serve per far vedere al futuro datore di lavoro che il lavoratore gode di buona salute e che non si assenterà per malattia.
A me come a tutti voi verrà da pensare che anche se uno gode di ottima salute può assentarsi senza problemi, è sufficiente un certificato medico e il gioco è fatto.

Qui nasce la mia idea, come le altre mie idee indicate nel book può suonare strana e aspetto le vostre opinioni in merito.
Anziché indicare lo stato di salute, indicherei la percentuale di assenza per malattia nell’ultimo anno lavorativo.
Naturalmente lo indicherei solo perché ho una percentuale bassa, molto bassa.

Mi spiego meglio:
nel 2008 ho lavorato per 225 giorni, dal conteggio ho eliminato i giorni di ferie estivi e natalizi, e mi sono assentato per malattia solo 3 giorni e in tutto l’anno ho chiesto 5 gg di permesso.

3/225*100=1.33333%
Assenze per malattia 1,33% su 225 giorni lavorativi annui.
5/225*100=2.22222%
Assenze per permessi 2,22%. su 225 giorni lavorativi annui

I giorni di permesso li ho inseriti solo per confrontare i numeri, naturalmente in un curriculum non li inserirei mai.
Mentre inserirei la percentuale delle assenze per malattia in funzione dei giorni lavorati, specialmente se la % è bassa e non supera il 2%-3%, più o meno equivalgono a 6 gg lavorativi su 225 gg.

Credo che sia un indicatore più facile da comprendere in quanto rapportato ad un numero reale e oggettivo, a me può dire poco il fatto che uno stia bene e che goda di ottima salute.
Ma se mi indica quante volte si è assentato allora il discorso cambia.

La scelta di indicare questo dato è un fatto personale che deve essere valutato con attenzione, personalmente sono convinto che se un candidato dovesse decidere di scriverlo deve assumersene tutte le responsabilità del caso indicando opportunamente la liberatoria per la privacy.

Sono curioso di sapere cosa ne pensate, voi inserireste un dato simile nel vostro curriculum?

Ciao!!

A Cura di Claudio Casula,
Autore di “Trovare Lavoro in Azienda”

Insieme per il tuo lavoro

Martedì, Novembre 18th, 2008

Nell’articolo precedente vi ho lasciato con un interrogativo che ripropongo: vale la pena diffondere nel WEB il proprio curriculum e lettera di presentazione?
Dato che non c’è proprio nulla da perdere ma tutto da guadagnare direi proprio di si!

Anche nella ricerca del lavoro, la visibilità del proprio profilo può tramutarsi in un’opportunità, in ogni caso aumenta le possibilità di essere notato. Un consiglio che posso darvi è di preparare un curriculum ed una lettera di presentazione ben strutturati e tenerli a portata di mano per poterli recuperare quando dovete inserirli nei siti specializzato.

Se avete un blog o un vostro sito non esitate a pubblicarli, è molto importante farli trovare dai motori di ricerca.
Non siate scettici, credete nelle potenzialità del WEB perché qualsiasi cosa depositate in questo grande bacino, lascia una traccia indelebile del vostro passaggio, con i relativi vantaggi.

Se siete rimasti vittime del crudele mercato del lavoro, potete rivolgervi a dei professionisti che possono accompagnarvi nel processo di ricerca di un’occupazione. Un esempio pratico è quello dato dal team di moderatori, di cui faccio da poco parte, del forum “Lavoro si può della piattaforma XING e capitanato da Antonio Colamaria, Coordinatore Nazionale Divisione Lavoro di UNSIC.

Il nome dell’iniziativa è “insieme per il tuo lavoro” ed è nata per dimostrare che Lavoro si può! Un gioco di parole ma la serietà di questa opportunità è reale. Il team organizzatore non garantisce la certezza del lavoro (per ovvi motivi di fattori non direttamente controllabili dallo stesso) ma l’incredibile opportunità di crescita e formazione di se stessi non è sicuramente una cosa da poco.

Scopo del progetto, dice Myriam Callegarin, Career Coach e promotrice del progetto, è di INCORAGGIARE e fornire un AIUTO PRATICO a chi è in cerca di un lavoro o vuole voltare pagina lavorativa. In definitiva vuole attuarsi ciò che Giancarlo Fornei predica da tempo, se vuoi ottenere dei risultati, devi AGIRE!

Per ultimo sottolineo la gratuità dell’iniziativa e rimando alla pagina ufficiale dell’evento per chi volesse candidarsi o semplicemente approfondire la questione.

Ringrazio anticipatamente il blog www.giacomobruno.it e tutti coloro che vorranno dar voce a questa straordinaria iniziativa.

A Cura di Fabio Vezzoli,
Autore di “Il Lavoro che Fa per Te”

Cercare lavoro: l’importanza del web

Giovedì, Novembre 6th, 2008

Come è facile immaginare anche il mercato del lavoro ha un andamento ciclico. A momenti di stallo susseguono periodi di ripresa e questo andamento causa la necessità di adattarsi, soprattutto per chi è in cerca di un’occupazione o vuole cambiarla. Metodi non convenzionali si stanno sostituendo a quelli classici, nonostante bussare alla porta delle azienda rimanga il metodo che preferisco, bisogna prendere atto che non può essere paragonato alle potenzialità del web.

Oggi, se volete incrementare le possibilità di trovare un’occupazione, dovete stravolgere il processo di ricerca, cambiarne i canoni ed adottare strategie differenti da quelle utilizzate fino a ieri. Mi rivolgo ai giovani, ma soprattutto a chi non è nato nella nella “rivoluzione tecnologica”, a chi è ancorato a vecchi schemi mentali ma che ha intenzione di uscirne.

Alla parola disoccupazione associamo spesso gli under 30, senza pensare a coloro che giunti alla mezza età, restano vittime di scelte aziendali e si ritrovano disoccupati e con una famiglia da mantenere. Questo fenomeno è stato riconosciuto ufficialmente anche dalla Riforma Biagi e leggi collegate che ha reso obbligatorio il ricollocamento. Credete nelle nuove tecnologie, avvicinatevi anche solo per curiosità, e scoprirete un vasto mondo di opportunità.

La ricerca diretta, porta a porta per intenderci, ha il vantaggio del contatto umano, ma non consente  sicuramente di raggiungere un numero di aziende dell’ordine delle centinaia, cosa  che grazie ad internet è possibile. L’ e-recruitment sta trasformando il settore della ricerca e selezione del personale, anche le grandi aziende hanno iniziato l’opera di adeguamento rivolgendosi a società specializzate che attraverso i propri portali mettono a disposizione i curricula inseriti dai candidati stessi.

Si viene a creare in questo modo un “nodo telematico” nel quale passano e si incontrano migliaia di domende e offerte di lavoro. La domanda ora sorge spontanea: quanto è utile inserire il proprio curriculum e la propria lettera di presentazione in portali come ad esempio Monster? Nel prossimo articolo discuteremo proprio di questo.

A Cura di Fabio Vezzoli,
Autore de “Il Lavoro che Fa per Te”