cervello

Come evitare le trappole del cervello

Mercoledì, Marzo 2nd, 2011

Il nostro cervello è una macchina meravigliosa, dalle infinite e non replicabili capacità (gli studiosi di intelligenza artificiale sanno quanto sia difficile replicare anche solo il movimento fisico necessario per “camminare” su due gambe!).

Tra le sue molteplici funzioni c’è anche quella del risparmio energetico e della ricerca delle scorciatoie, necessarie per funzionare meglio e con tempi sempre più ridotti. Ma molto spesso sono proprio le cosiddette “funzioni automatiche” a creare danni, a farci prendere decisioni sbagliate, ad influenzarci in modo nefasto quando dobbiamo convincerci o meno della bontà di un’idea.

Molti si appellano al concetto di “decisione istintiva”, ma più correttamente dovremmo invece immaginare una sorta di pilota automatico che, sulla base di vari parametri, inclusi quelli istintuali ma non solo quelli, prende il controllo del velivolo (cervello/persona) e lo porta ad “atterrare” (decidere) nel luogo percepito come più adatto alla situazione.

A chi non è mai capitato di trovarsi sulla strada dell’ufficio (magari quella percorsa tutte la mattine) perché essendo distratti da altri pensieri abbiamo lasciato che il pilota automatico decidesse senza controllo (andando dunque sulla strada più “battuta”)?

Questa è solo una delle situazioni meno deleterie; i danni di una decisione basata su reazioni automatiche erronee possono essere ben altri: si pensi alle errate decisioni di pancia che molti investitori prendono e che gli causano perdite per migliaia di euro!

A questo punto sorge spontanea la domanda: come possiamo evitare che il cervello, con i suoi automatismi, ci metta in condizione di “decidere” in modo inefficace?

Non è questa la sede per una disamina precisa e puntuale ma posso già darvi una risposta molto pragmatica, basata sulle recenti scoperte sul cervello della neonata, e già in via di affermazione, scienza denominata “neuroeconomia”.

Poiché il cervello automatico compie scelte senza la consapevolezza cosciente e in modo rapido, uno dei primi metodi per contrastare la sua velocità è quello di mettere un agente “rallentante”: il linguaggio consapevole.

Per tornare all’esempio della guida, invece di iniziare a guidare senza aver programmato tutto il percorso giusto, potreste provare a “dirvi”, dialogando dentro di voi, l’elenco delle tappe del percorso (i nomi delle vie, i punti di riferimento ecc.) passando solo dopo alla visualizzazione del percorso. Questo semplice stratagemma ridurrà di molto i rischi che il pilota automatico scelga al vostro posto: anzi sarà come aver riprogrammato il pilota automatico stesso!

Ovviamente la stessa cosa ed anzi con maggiori effetti potrà essere applicata a decisioni più pregnanti: attivare il dialogo interiore, porsi domande cui dare riposte compiute obbligherà le vostre funzioni cognitive più “evolute” ad entrare in campo, riducendo i rischi che dominino le “sensazioni di pancia”!

Buona… Decisione!

A cura di Stefano Santori
Autore di Neuroeconomia in Azione

Come migliorare la vita e cavalcare l’onda del destino scelto

Domenica, Settembre 12th, 2010

Anita KalsekDavvero si può scegliere il proprio Destino? Si, decisamente si! Non lo si può controllare, questo no, e nemmeno dominare o ingannare. Come posso permettermi di affermarlo con una simile determinazione? Perché sono stata apparentemente destinata alla sofferenza. L’ho vissuta per tutta l’infanzia fino ai 20 anni.

Il mio nome è Anita, mi potrei presentare come ex obesa, ex fumatrice, ex aggressiva, ex violenta, ex vendicativa, persona violentata dagli umani, che credeva di essere violentata dalla Vita. In realtà era solamente un allenamento per vivere al meglio il meglio di me attraverso la scelte, per poi sostenere gli altri che avrebbero voluto ottenere di più facendo di meno e vivendo intensamente.

La Legge dell’Equilibrio è sempre giusta, questo l’avrei scoperto vivendo i seguenti 20 anni. Praticando ogni tecnica, strategia, suggerimento e biografia di chi prima di me è stato messo al tappeto dalle circostanze dalla vita, per poi rialzarsi rinvigorito. Dai vari ex elencati ora sono madre felice di 2 ragazze splendide, amica di persone meravigliose, Ricercatrice, Naturopata, Scrittrice, Conferenziera, Wellness Coach Crociere e ospite due volte alla settimana in radio.

Tutte queste sono espressioni diverse dello stesso intento: trasmettere agli altri differenti strumenti per creare BenEssere e BelVivere, a seconda delle scelte dettate dai loro desideri, ispirazioni e dalla loro missione di Vita. Attraverso i racconti della mia storia, di come sono passata dall’Era del piombo all’Era del platino, nell’e-book “Ottenere di più” porgo alcune informazioni, tecniche e modalità per allinearsi nel conoscersi, accogliersi, amarsi e rispettarsi, per poter così scegliere i componenti del Destino. Ricordando sempre che l’ultimo tocco, come un collante per unire nel disegno universale, lo dona la Vita con la sua perfezione e la sua creatività ;-)

Nell’e- book troverai semplici tecniche, forse persino scontate, tuttavia Ti invito a ricordare il principio di Pareto: 20% di semplicità, 80 % d’eccellenza. Potrai leggere storie motivanti di come l’Alchimia sia possibile in ogni circostanza. Ti inviterò a porre l’attenzione al mondo invisibile tuttavia molto potente.

Una delle storie:
“Una sera stavo cenando al ristorante con un mio amico, un luminare chirurgo, famoso per la sua audacia nell’operare i soggetti da tutti dichiarati inoperabili. Nulla del funzionamento del cervello sfuggiva al mio amico. Anche se lui per primo mi ha confermato che la maggior parte della conoscenza della funzionalità del cervello sfugge alla scienza.  Durante la cena mi ha telefonato un’amica dandomi una notizia fantastica che attendevo da tempo, nell’ascoltare l’amica ho esclamato: “Grazie Dio!” Il chirurgo mi ha guardata divertito, chiedendomi: “Dio? Credi in Lui? Tu sai sempre rispondere a qualsiasi domanda, prova a rispondermi a questa; dove si trova Dio!?”.

Per un istante l’ho guardato sorpresa e poi gli ho replicato: “La prossima volta che opereri invitami ad assisterti, perché io vorrò che tu mi faccia vedere dove e con quale strumento si vede il pensiero nel cervello!” . Abbiamo riso di cuore, convenendo che le cose più importanti per la nostra vita sono invisibili; il respiro, l’amore, l’amicizia, per citarne alcuni.”

Il primo passo per fermare l’energia – spirale – vortice distruttivo è la pratica della gratitudine. Lo sanno tutti questo. Vero, ma quanti la praticano regolarmente? Tu si? Se ogni scrittura sacra, cultura, religione, tribù – persino i cannibali la raccomandano ci sarà un perché.

Non basta fermare o svuotare qualcosa, è importante riempire il vuoto che si è creato dopo (ricordi che la Legge dell’equilibrio è la Madre Legge di tutte le altre? E che l’Universo tende riempire… anche Tu se per questo; se svuotassi un cassetto della Tua scrivania, per quanto tempo rimarrebbe vuoto?) altrimenti si corre il rischio che venga colmato con delle circostanze/avvenimenti poco graditi.

Ecco perché è importante comprendere cosa ci appassiona e motiva davvero e attraverso i modi che più ti divertono (nell’e – book ne troverai elencati molti) per attivare il sistema reticolare cerebrale. Sistema che ti permetterà di allinearti con la vibrazione e visione di ciò che vuoi ottenere, vivere e trasmettere nella vita.
Un abbraccio e che tu voglia scegliere e cocreare un splendido scenario esistenziale.

A cura di Anita Kalsek
Autrice di Ottenere di Più

Come utilizzare al meglio il fattore Q

Lunedì, Febbraio 15th, 2010

Nella nostra ultima chiacchierata sul blog ho cercato di far capire che ciascuno di noi non è il modello creato dal cervello in virtù delle proprie attitudini genetiche e del personale programma culturale. Il modello è solo una piattaforma di partenza. Noi siamo molto di più! Di conseguenza, dovremmo capire che abbiamo la capacità di interrompere il programma automatico messo in atto dal cervello. Nel mio nuovo ebook “Dalla pnl alla Quantistica”, grazie alla nuova visione di noi stessi e del mondo fornitaci dalla fisica quantistica, descrivo i modi e i mezzi per spegnere alcuni geni del nostro patrimonio genetico e accenderne altri, per disattivare certi circuiti neurali e attivarne altri, in una parola per cambiare ciò che di noi non ci piace!

Se davvero vogliamo cambiare la nostra realtà, dobbiamo prepararci al fattore Q, ovvero il salto quantico! Che cos’è? Molteplici possibilità di realtà coesistono nello stesso momento, dalle più improbabili alle più possibili. Ebbene, quello che in meccanica quantistica è definito salto quantico è il salto che un elettrone compie da un orbitale all’altro, rilasciando un quantitativo di energia, un quantum appunto. Dal punto di vista della psicologia quantistica, significa cambiare stato emozionale non in funzione di ciò che accade, ma di ciò che vogliamo che accada, indipendentemente dalla casualità degli eventi. Significa avere piena consapevolezza di ciò che si prova sul piano emozionale. In ambito di realtà olistica vuol dire anche compiere un salto da una realtà a un’altra, cosa che peraltro avviene in occasione di eventi improvvisi che cambiano la nostra vita. Non posso nell’ambito ristretto del blog dilungarmi e spiegare in modo particolareggiato i modi grazie ai quali è possibile utilizzare al meglio il fattore Q. Per fortuna c’è l’ebook che è in grado di rispondere a tutte le vostre domande.

Come allievo dei più importarti formatori del mondo – da Bandler a Robbins, da Martina e Re a Ramtha – e come formatore, sono partito dalle tecniche della pnl per arrivare alle strategie proposte dalla psicologia quantistica, tracciando le linee basilari di una nuova scienza dell’uomo che può ben definirsi come “Fisica del Cambiamento”. Leggetelo, poi, se volete, ne discuteremo insieme.

A cura di Alberto Lori

Autore di “Dalla PNL alla Quantistica”

Il fattore Q – il risveglio della coscienza (prima parte)

Mercoledì, Febbraio 10th, 2010

Vi siete mai chiesti se è l’ambiente che controlla i vostri pensieri o se sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente? Pensateci bene perché se la vostra vita è routinaria, vi alzate dal letto sempre alla stessa ora, vi lavate i denti sempre allo stesso modo, mangiate a colazione sempre le stesse cose, fate sempre lo stesso tratto di strada per andare al lavoro e via dicendo, non c’è dubbio che avete lasciato la guida della vostra vita ai vostri programmi inconsci, a un automatismo invariabile.

E ancora: chiedetevi perché a determinati stimoli dell’ambiente (un automobilista vi fa le corna dal finestrino della sua auto che vi supera sulla destra, un tizio cerca di occupare il vostro posto mentre siete in fila davanti alla cassa del cinema, un compito impegnativo, ecc.) rispondete sempre con lo stesso comportamento ovviamente riferito a quel particolare stimolo.

Chiedetevi anche perché commettete sempre gli stessi sbagli, perché coltivate sempre le stesse relazioni che riconoscete sbagliate, perché vi cacciate sempre nei guai. La risposta è sempre la medesima: state rispondendo al modello di realtà che avete mappato nel cervello. Il cervello stesso è una fedele registrazione del vostro passato, quel passato che continua a condizionarvi senza permettervi di crearvi un vero futuro.

Il vostro modello di realtà rappresenta l’esatta impronta digitale impressa nelle reti neurali del vostro cervello dalle attitudini genetiche ereditate dai vostri genitori e dal programma culturale derivante dalle persone incontrate nel corso dell’esistenza, dei luoghi frequentati, le cose compiute, gli eventi capitati, i tempi in cui tutto ciò è avvenuto. Nello stretto ambito del vostro ambiente voi vivete in piena sicurezza, vi sentite protetti perché siete come mammiferi che hanno a cuore solo la propria sopravvivenza.

È chiaro che in una tale situazione non c’è progresso né crescita, anzi, al contrario, c’è rischio di un’involuzione. Ogni nostro comportamento, legandosi a un’emozione ereditata da un’esperienza del passato, diventa un condizionamento del nostro cervello emotivo, del sistema limbico che è la centrale chimica del cervello. Ogni emozione si lega a una sostanza chimica, a un neurotrasmettitore.

Se ogni giorno vi arrabbiate, ogni giorno vi sentite frustrati, ogni giorno vi sentite stressati, depressi, c’è un organo del sistema limbico, l’ipotalamo, che secerne una specifica sostanza per ciascun’emozione che poi l’ipofisi, altro organo del mesencefalo, provvede, attraverso il flusso sanguigno, a far giungere ai recettori delle cellule del corpo. Se la pioggia di questi particolari ormoni è continua, succederà che, quando la cellula si dividerà, formando una cellula figlia, questa avrà un maggior numero di recettori sensibili a quelle sostanze chimiche e meno recettori per le vitamine, i minerali, le sostanze nutritive. Non solo: nel nostro cervello le reti neurali si attivano nel compiere una determinata azione, ma anche immaginandola.

Ecco, quindi, che noi siamo capaci di stressarci solo pensando a qualcosa che potrebbe avvenire e, il nostro cervello emotivo, sollecitato in tal senso, crea adrenalina e cortisolo, i due ormoni dello stress, i quali, a loro volta, rischiano di avvelenare il nostro corpo creando la malattia. Forse è necessario cominciare a pensare che noi non siamo il nostro modello di realtà, siamo qualcosa di più. Siamo in grado di spegnere alcuni geni del nostro patrimonio genetico e di accenderne altri, di spegnere certi circuiti neurali e di accenderne altri, in una parola possiamo cambiare.

Come? C’è qualcosa che ci differenzia dagli animali, dai nostri compagni di viaggio sul cammino evolutivo. Noi soli siamo in grado di osservare, i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre azioni e di esserne consapevoli.

Chi è che osserva: il cervello? Impossibile, il cervello è soltanto un organo del corpo umano. La mente? Nemmeno, la mente è ciò che fa il cervello, è il cervello in azione. E allora?

Il nostro osservatore è la coscienza, quell’aspetto immateriale di noi stessi che usa il corpo e il cervello e quando quella forza vitale manipola quei tessuti noi produciamo diversi livelli di mente. La coscienza è per definizione consapevolezza, la consapevolezza di qualcosa, di noi stessi, di noi stessi nell’ambiente. Soltanto quando siamo consapevoli possiamo effettuare dei cambiamenti nella nostra architettura neurale e nella nostra chimica interna.

A cura di Alberto Lori

Autore di “Dalla PNL alla Quantistica” e “Riequilibra le Tue Emozioni”