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Il timore del fallimento

Aziende

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Una delle dinamiche più frequenti che si riscontrano nei venditori, direttamente collegata con la mancanza di autostima è il cosiddetto timore del fallimento.

Il fallimento (inteso come il non raggiungimento degli obiettivi che ci si era prefissi) è sicuramente una pillola amara da deglutire, tuttavia ogni persona deve fallire, ad un certo punto della propria vita, per apprendere qualcosa di nuovo.

La cosa importante non è il fatto che l’individuo abbia fallito, bensì la maniera con la quale ha accettato e metabolizzato il fallimento stesso. Un individuo può permettere a se stesso di sentirsi distrutto dal fallimento, oppure usarlo per rinforzare le proprie abilità e determinazione a raggiungere mete ancora più elevate.

Chi teme il fallimento dovrebbe ricordare che le persone di maggior successo al mondo hanno spesso dovuto fallire molte volte, nel corso della loro vita.
Tuttavia, cosa ha fatto la differenza è stato la loro volontà di imparare dagli errori commessi e utilizzarli sotto forma di apprendimento, per raggiungere il successo.

Il timore del fallimento crea ansia, e ingigantisce l’eventuale problema.
Un venditore con il timore di fallire può diventare troppo competitivo o peggio, aggressivo, in quanto inizia a vedere ogni cliente come una potenziale trappola. Ciò sottrae emozioni positive ad un’attività che, di per sè (almeno per chi la ama) è gioiosa e divertente.

Inoltre il timore del fallimento rende nervoso ed ansioso il venditore stesso, e diventa un ostacolatore di prestazioni elevate, rendendo il professionista erratico ed animato da un basso livello di energia.
Per vincere questo comportamento fortemente autolimitante, il primo passo è accettare le proprie imperfezioni.

Nessuno è perfetto e ogni persona, amando se stessa e gli altri, dovrebbe tollerare le cadute di tono in una determinata occasione, per usarle come trampolino di lancio (modificando il proprio comportamento) nell’occasione successiva.

E in tutti i casi, ricordare sempre che il fallimento è solo un successo (spesso ancora più grande) rimandato.

A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

17 commenti

  1. Ciao Cesare,

    complimenti per l’articolo.

    In effetti, se ci sforzassimo un po a considerare il fallimento
    come un mancato raggiungimento di uno scopo e non come
    una tragedia personale,sicuramente riusciremmo a trarre
    dall’esperienza un insegnamento positivo.

    Personalmente considero ogni mio fallimento,come una lezione
    (pagata magari ad alto prezzo)che, comunque contiene al suo
    interno gli elementi positivi che mi spronano ad una maggiore perseveranza nel raggiungimento dei miei obiettivi.

    Ciao a tutti
    Piero

  2. Per Patrizio : Non può altro che farmi piacere che hai inserito il mio articolo nel tuo blog.

    Per Piero : Perservera sempre nel raggiungimento dei tuoi obiettivi e grazie per i complimenti.

  3. “To suffer one’s death and to be reborn is not easy.” Soffrire è facile, ma ‘rinascere’ è difficile! Il timore del fallimento…: spesso, come i ‘porci di Gadara’ (v. nei Vangeli, ma li cita anche il grande R. D. Laing – v. “La politica dell’esperienza”), siamo in ‘formazione’, ma non stiamo ‘in rotta’. E poi, ‘deragliamo’ anche per ‘difetto di comunicazione’ tra ‘macchinista’ e ‘cabina di controllo’… La PNL può, specie se fatta con Spirito!
    A margine un breve estratto dal mio ‘Gocce di pioggia a Jericoacoara’ (N. B. Galatea e Lorenzo sono la rappresentazione – a tinte sfumate, o con commistioni, tipo simbolo del Tao – del ‘Male’ e del ‘Bene’):
    «Galatea, richiama immagini piacevoli, ricordi che ti fanno sognare, vibrare, addolcire. Fa’ tintinnare, vibrare, il campanellino pavloliano. Cambiare la vita significa cambiare la vibrazione, volere una cosa significa mettersi sulla stessa vibrazione della cosa. Se due persone, o, in generale, due realtà, sono ‘innamorate’ l’una dell’altra, respirano la stessa stimmung, la stessa aria (e aura). Entrano così in comunicazione, in comunione. Il Tu e l’Io di due ‘comunicanti’ s’incontrano nel Mitwelt, nel mondo comune tra i due mondi, nell’intramondo. E lì suonano le campane… E soffia lo Spirito. La Dynamis sospira, ti fa respirare, riempie, ricuce, dopo aver ‘dato un taglio’. Ti fa rivivere… “To suffer one’s death and to be reborn is not easy.” Sì, ha ragione Fritz Perls, il ‘ghestaltico’: è difficile, non è uno scherzo, morire per poi rinascere… In ogni caso, dopo la tua de-cisione, riaffacciati al mondo. Io, tu, qui, adesso… Anche a partire, come Abramo, da un piccolo ‘clan’. “Dove due o tre sono riuniti c’è Dio.” Nelle Scritture c’è l’auspicio che tutti i credenti “s’incoraggino gli uni gli altri.” Vai nel ‘corpus paolino’, a Ebrei 3,13, ma anche nella Seconda Lettera a Timoteo. ‘Incoraggiare’ è un modo per dire ‘coaching’. Galatea, hai fatto dunque bene a ravvivare il tuo dono in te e offrirlo agli altri. Anche se a pagamento. Il maestro, anzi la maestra, è degna della sua mercede. Tu sei stata pronta a investire il tuo tempo, la tua energia, le tue emozioni, la tua passione, per creare la vita dei tuoi sogni. “Chi guarda dentro sogna, chi guarda fuori si risveglia” – parole di Jung. E per stare sulla stesso flusso: “L’uomo saggio non dà le giuste risposte, ma pone le giuste domande.” Sono passato a Claude Levi-Strauss. E per concludere in bellezza, con Isaia: “Quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze, si alzano in volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.” E scusami se è poco…»
    Lorenzo era nel suo pieno vigore logorroico (ma chi lo sentiva veniva immancabilmente trascinato dal ‘flusso’, e rimaneva a galla).
    «E poi, una volta appresa la tecnica, uccidi il maestro e passa al self-coaching (parlava come se non sapesse che Galatea fosse una coach, e di grido…). Predisponi una lista energetica ‘high vibration’: gente, oggetti, idee, fantasie, attività, location, eventi che ti entusiasmano e affascinano. Ti daranno energia al bisogno. Riallinea la tua fede (quella di Galatea era certamente ‘deragliata’). Prendi il mouse della tua vita e chiedi allo Spirito Santo che ti faccia da antivirus. Poi potrai andare su qualunque ‘sito’… Focalizza l’attenzione: l’intenzione concentrata dà forza alla fede, sposta le montagne… ma sii flessibile. Non spezzare la canna, né spegnere il lucignolo. Considera l’intuizione come realtà. Deframmenta la mente confusa. E poi, di’: “Dove mi trovo nel mio cammino spirituale? Ho un cammino spirituale?” Ricorda: “In Lui – Dio – viviamo, ci moviamo, e siamo.” Hai problemi a sentire la chiamata di Dio nella tua vita, hai blocchi sulla tua strada? Galatea, ricorda, Dio ha per te in mente qualcosa di più, di molto di più! Ti aiuterò a fare un tratto di strada con Dio, poi Lui, come a Emmaus, scomparirà e tu comparirai. Supererai i tuoi limiti – pensa alla preghiera di Iabez, nell’Antico Testamento –, raggiungerai obiettivi specifici, come insegna Yonggi Cho, un grande predicatore coreano. Potrai avere la bicicletta dei tuoi sogni, della marca e del colore e che tu vuoi…»

  4. Bello quest’articolo sul timore del fallimento, che spesso spinge a non agire e a non reagire. In realtà sarebbe troppo bello se tutto andasse subito secondo i nostri piani!

  5. Caro D’Ambrosio,
    poichè ti tocca leggerne di tutti i colori e “lunghezze”, sarò molto breve: da buon venditore doc, sai “vendere” molto bene i tuoi applicabilissimi argomenti. Sinceri complimenti per la chiarezza espositiva. Buon fine settimana! Giancarlo

  6. Per Giancarlo : Grazie per i complimenti
    Per Nicola : “L’uomo saggio non dà le giuste risposte, ma pone le giuste domande.” Perchè non pubblicizzi il mio ebook nel tuo blog ?

  7. Uno dei presupposti della PNL afferma che “Il fallimento non esiste, esiste solo il feedback” (esistono solo risultati).
    “Il fallimento è solo l’opportunità di ricominciare in una maniera più intelligente.” (Henry Ford)

  8. La vita mi ha insegnato a credere nel processo di ricerca attraverso approssimazioni successive.

    Anche secondo la mia lettura non esistono quindi fallimenti ma solo risultati. Sta a noi riuscire a discernere quelli che gradualmente ci accompagnano verso la nostra meta.

    Ma per vedere un fallimento come un risultato occorre avere una meta ben chiara, altrimenti si che rischieremo di vederlo solo come un mero fallimento.

    Complimenti per la chiarezza dei tuoi interventi.

  9. Ciao, credo che il tuo post e la citazione di Ford (Commento di Raffale) siano a dir poco illuminanti. Focalizzano pienamente la teoria del pensiero positivo applicabile non solo al business ma a qualsiasi aspetto di crescita nella vita di un individuo.

    Complimenti ancora.

  10. Ciao Cesare

    Og Mandino

    nel suo libro “Il più grande venditore del mondo”

    ci dona queste perle di saggezza:

    …”Sono nato per riuscire,non per fallire.

    Sono nato per il trionfo,non per chinare il capo sotto il peso della sconfitta.

    Sono nato per brindare alla vittoria,non per piagnucolare e lagnarmi.

    Cosa mi è successo?

    Perchè tutti i miei sogni sono svaniti nella grigia mediocrità,mentre tante persone comuni sono felici per aver raggiunto traguardi insperati?

    Nessuno è mai tanto ingannato da altri quanto da se stesso.

    Il codardo si convince di essere soltanto cauto,e il misero pensa sempre di praticare la frugalità.

    Nulla è così semplice come l’ingannare se stessi,poichè è sempre facile credere in quello che si vuol credere.

    Nessuno nella mia vita,mi ha ingannato tanto quanto io ho ingannato me stesso.

    Perchè ho sempre cercato di nascondere i miei scarsi risultati sotto una fitta coltre di parole,tali da abbellire il mio lavoro e scusare la mia mancanza di capacità?

    Peggio ancora,ho finito per credere alle mie scuse,così che vendo volentieri i miei giorni per una manciata di monetine mentre mi consolo pensando che le cose potrebbero sempre andare peggio.

    Mai più!

    E’ tempo che io studi la mia immagine riflessa allo specchio,finchè vi riconosca il mio nemico più pericoloso…me stesso.

    In quel momento magico,grazie a questo mio primo rotolo,finalmente il velo dell’autoinganno comincia a sollevarsi dai miei occhi.

    Ora so che ci sono tre categorie di persone al mondo.

    Ci sono coloro che imparano dalla propria esperienza-e sono i saggi.

    Ci sono coloro che imparano dall’esperienza altrui-e sono i fortunati.

    Ci sono poi coloro che non imparano nè dalla propria esperienza nè dall’esperienza altrui-e sono gli sciocchi.

    Io non sono uno sciocco.Perciò d’ora innanzi mi reggerò in piedi da solo.

    Getto via per sempre le mie terribili grucce,l’autocommiserazione e la poca stima di me stesso.

    Non devo mai più compatirmi,mai più sminuirmi.”….

    Saluti Sandro

  11. OK, ti ho pubblicizzato sul mio blog! (niente di che – il blog intendo – almeno dal punto di vista grafico e multimediale: per il momento – sono un ‘novizio’ un po’ agé, ma mi ‘porto’ bene, spero – privilegio i contenuti: per la grafica e il resto mi sto attrezzando – credo nei miracoli!).
    Il mio blog è: Dal caos la stella danzante
    https://stelladanzante-nike.blogspot.com/

  12. Sono perfettamente d’accordo con l’articolo.

    Spesso è più grande l’ostacolo, rappresentato dal timore di fallire,che l’ostacolo in sè.

    E, del resto, solo chi non tenta nulla, non fallisce.
    Ma, in questo caso, a ben vedere, più che non fallire, direi che si fallisce a priori.

  13. SONO IN UNA SITUAZIONE CRITICA A LIVELLO PROFESSIONALE MA LA LETTURA DEL TUO LIBRO MI HA APERTO LA MENTE ORA TRASFORMERO’ I MIEI INSUCCESSI IN SUCCESSI

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