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Problemi aziendali: come risolverli? (parte quarta)

Aziende

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Come vi ho anticipato nelle precedenti parti di questo corso, una delle principali cause della carenza di liquidità aziendale, è dovuta a situazioni di difficoltà, periodi di rallentamento economico, o vere e proprie recessioni.

Un’azienda che vanti dei crediti nei confronti di un’altra, potrà in queste situazioni trovare decisamente delle difficoltà ulteriori, nell’incassarli, proprio a fronte delle difficoltà che, a sua volta, incontra l’impresa cliente, soprattutto a causa di un rallentamento o, peggio, di una contrazione nel fatturato, che può condurre all’insolvenza ed al fallimento dell’impresa cliente.

Ma ecco che, anche in questi casi, sussiste un’opportuna soluzione.
I crediti commerciali, infatti, si possono assicurare presso banche o società assicurative specializzate in questo ramo.

Ancora una volta, però, è bene sottolineare che non esiste un automatismo tra richiesta e delibera positiva.
La banca o l’assicurazione considera, a tutti gli effetti, questa polizza come una linea di credito, accordata all’impresa che l’abbia richiesta e, conseguentemente, sarà disponibile ad accordarla in misura tanto maggiore, quanto maggiore si presenterà la solidità economico-finanziaria della richiedente, oltre che dell’impresa cliente.

E’ quindi preferibile, non mi stancherò mai di ripeterlo, chiedere questa eventuale forma assicurativa quando l’impresa si trovi in una buona condizione economica, piuttosto che aspettare momenti di crisi.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:
un report gratuito, dall’area free del sito Bruno Editore:
https://www.autostima.net/download/omaggi/valoreazienda.zip

mentre alcune videoclip, anche queste gratuite, le trovate sul sito
www.clubautoritv.com

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

6 commenti

  1. Ciao Gian Piero , naturalmente hai ragione a dire di chiedere una assicurazione sul credito . Direi che è sacrosanto .E’ anche vero che le piccole imprese a volte hanno difficoltà a spendere circa l’1% del fatturato (grossomodo il tasso che viene applicato poco più poco meno a seconda anche del giro d’affari) per assicurare buona parte del credito .

    Perchè ti dico questo? perchè proprio mercoledì scorso ero da un cliente che mi ha chiesto di presenziare ad un colloquio con l’assicuratore proprio per questa problematica.
    Altra problematica da prendere in considerazione è che le assicurazioni danno il fido per ogni cliente e quindi a volte non a tutti danno il fido necessario e soprattutto alle start up , quindi se una azienda fa impianti a nuove imprese non sarà mai assicurata.

    E’ chiaro che va valutato il tutto e sicuramente a volte a seconda del mercato di riferimento conviene spendere anzichè avere tutto insoluto.

    Tutto questo discorso per dire che sono d’accordo con te ma per le microimprese non è così semplice , forse Servirebbero forme più accessibili.

    ciao Patrizio

  2. Ti ringrazio, innanzi tutto, del tuo intervento, Patrizio.

    In effetti, come ho cercato d’indicare nell’articolo, l’assicurazione del credito viene spesso accordata alla stessa stregua di una linea di credito e, più o meno, valgono le stesse considerazioni, che si possono fare a tale riguardo.

    Per la verità, qualcosa si sta muovendo in ambito consortile, nel senso che alla tradizionale funzione di garanzia, di supporto a pratiche bancarie, dei consorzi, si sta ipotizzando di affiancare anche forme analoghe, a quanto indicato nell’articolo.
    Più esattamente, si stanno, al momento, studiando ipotesi a favore anche della piccola-media impresa, per prevedere magari in prospettiva una forma assicurativa diretta, e, più a breve termine, un’eventuale garanzia a supporto, in questo caso, non di una pratica di finanziamento, ma di una polizza di copertura del rischio di credito.
    Lo schema, quindi, è grosso modo questo:
    il consorzio presta la propria garanzia a favore della compagnia assicurativa e, nel caso di insolvenza del debitore, provvede a tenere indenne, pro quota, la compagnia.
    Anzi, mi risulterebbe che tale schema è già stato, in alcuni casi, già applicato, anche se non su larga scala.
    Se, quindi, il tuo problema riguarda una piccola impresa, si può provare a vedere, nella zona di riferimento, qualcosa del genere.

    Per quanto invece riguarda le start up, certo non le banche o le compagnie assicurative italiane sono quelle da contattare.
    Non so nell’attuale periodo, ma in passato (periodo pre-crisi…) compagnie e (se non ricordo male forse anche banche straniere) si sono invece mosse nella direzone del credito, anche in caso di start up.
    Bisognerebbe, in tale direzione, analizzare la zona di riferimento dell’impresa, per vedere se non ci sia qualche filiale o rappresentanza di tali realtà estere.

    Non si sa mai e, quindi, non escluderei tale ipotesi a priori.

    Ancora un saluto ed un augurio, per la tua attività e per i tuoi clienti.
    Gian Piero

  3. Gian Piero in quali casi consigli di assicurare il credito ?

    P.s Se le aziende per cui assicuro il credito devono essere necessariamente solide ( in caso contrario non verrebbe accettata la proposta di assicurazione del credito ) perchè dovrei assicurare il credito ?

    in attesa di tua risposta ti saluto cordialmente.

  4. Direi che la cosa migliore, caro Gerardo, sarebbe quella di seguire con attenzione la situazione economico-finanziaria del cliente.
    Certo, non sempre questo è possibile.

    Anche per questo motivo si sono predisposti strumenti alternativi, come il factoring, che sostanzialmente è una forma di finanziamento, consistente nel’anticipare i crediti vantati verso l’impresa cliente.
    Può eventualmente essere stipulato con la formula prosoluto, invece che prosolvendo, ed in questo caso, l’impresa finanziata, cioè la cliente della società di factoring, non deve restituire il finanziamento, nel caso di insolvenza della società cliente.

    Tre, però, sono i problemi che principalmente riguardano il factoring, e che talora non lo consentono.
    Innanzi tutto, la società di factoring considera, per concedere tale linea di credito, non solo le condizioni economico-fiananziarie dell’impresa cliente, di cui si cedono i crediti, ma anche quelli dell’impresa creditrice, che richiede tale tipologia di linea di credito.
    Può quindi succedere che magari l’impresa debitrice sia in un’ottimale situazione economico-finanziaria, ma che non lo sia l’imprea creditrice, e questo già potrebbe implicare una risposta negativa.
    Inoltre, il factoring di solito funziona solo per grossi importi, e non è detto che un’impresa abbia necessariamente grossi crediti verso singole imprese clienti.
    A differenza dell’anticipo fatture, che viene acordato da una banca, il factoring preferisce concentrare l’anticipo su pochi clienti, che “fanno” grossi fatturati.
    Ma. a sua volta, questa linea di credito è spesso ancora più difficile da ottenere.
    Quindi, tornando al factoring, può appunto succedere che non ci siano, su singoli clienti, importi di crediti sufficienti ad ottenere una delibera di factoring, mentre una banca, considerando un’ipotesi di anticipo fatture, potrebbe sopratutto di questi tempi concederla con ancora maggiori difficoltà.
    Terzo problema del factoring, è quello dovuto alla circostanza che, QUASI SEMPRE, viene richiesto un ulteriore requisito legale, cioè l’accettazione, da parte del cliente ceduto, dei crediti oggetto di cessione.
    Ma non è detto che l’impresa cliente sia disponibile a far questo a favore della propria cliente fornitrice.
    Direi che in tutti questi casi, o almeno in questi, se sopratutto si ha fondato motivo di ritenere che la propria impresa cliente possa presentare rischi d’insolvenza o , peggio, di fallimento, sarebbe opportuno quanto meno non scartare a priori un’ipotesi assicurativa del credito.
    La compagnia assicurativa, dovendo accordare una copertura del credito, non considera, infatti, la situazione economico-finanziaria dell’impresa, con cui stipula la polizza, ma solo quella della impresa cliente, il cui credito provvede ad assicurare.

    Un saluto e mille auguri per progetti ed attività.
    Gian Piero

  5. Per gerardo
    ecco la risposta alla tua seconda domanda.

    Le imprese assicuratici, almeno sino a qualche tempo fa (periodo pre-crisi) concedevano l’assicurazione, non solo nei confronti di imprese debitrici in ottime condizioni economico-finanziarie, ma anche verso quelle aziende che..”qualche problemino” lo presentavano, per intenderci coprivano il rischio di credito vantato verso imprese che, a loro volta, non avrebbero facilmente ottenuto credito dale banche.

    Questo, per sottolineare che la politica di copertura del credito delle compagnie assicurative non è stata, tradizionalmente, uguale a quella delle banche, ma “più larga”.

    Gian Piero

  6. Sempre per Gerardo:
    scusa, dimenticavo:
    è peraltro ovvio che quella che può essere la solidità di oggi, di un’impresa, può trasformarsi nella non solidità di domani.
    Assicurare oggi, quindi, un credito verso un’impresa considerata solida, può metterci al riparo da una modifica della situazione economico-finanziaria di quest’ultima
    (Lehman borthers docet..).

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