Perchè andare alla scoperta di sè con il respiro della meditazione

La mente ha una potenza non valorizzata a sufficienza e la forza del meditare permette al praticante di disegnare per sé una mappa con molti dettagli di ciò che egli è e di come fa le cose quotidiane. Meditare è come sedersi in silenzio e a occhi chiusi disegnando interiormente lo spazio che libera progressivamente all’abbandono degli affanni inutili, della corsa infruttuosa, delle preoccupazioni spicciole e dei pensieri invadenti e negativi.

Meditare è anche un volersi bene perché la storia, gli avvenimenti, le immagini, gli errori, i progetti, gli incontri e altro ancora saranno più validamente rielaborati e sistemati con ordine nei cassetti dei ricordi mentali. Meditare è un investimento per se stessi con il quale indagare dentro e fuori da sé accettandosi umani e con qualche limite. La meditazione è un cammino costante verso la “perfezione interiore” che ha bisogno di coordinate precise per intraprendere il cammino in modo efficace.

Ciascuno ha la sua strada da percorrere, itinerari da sperimentare nei quali immergersi per risanarsi e non perdersi mentre è sollecitato dagli obblighi sociali pressanti. C’è un territorio mentale che ci vede esploratori unici e responsabili e dove tutti gli altri sono comparse, voci e immagini virtuali, mentre soltanto uno è il portatore della chiave capace di aprire dall’interno il tesoro psichico.

C’è il bisogno di trovare mappe e punti di riferimento per riavere pace e un senso di serenità smarrito. Meditare è un investimento per il proprio benessere integrale, per preservare la salute psico-fisica e strumento efficace d’indagine della propria intimità. Meditando si acquista il biglietto per entrare in un altro stato dell’essere se stessi. Meditare è coinvolgere se stessi nella ricerca personale dell’unità d’intenti assieme all’autonomia di azione e decisione di cui si è dotati nella propria quotidianità e aiuta ad analizzare con consapevolezza il tempo trascorso. Meditare per essere dentro di sé, per uscire da se stessi e guardarsi come si è con una visione più ampia dell’universo che ci attraversa.

A cura di Terenzio Davino

 

 

Pubblicato il: 25 Novembre 2013