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Mercati, operatori & opzioni

Salve cari lettori. In questo post voglio farvi una panoramica del mercato finanziario e dei suoi operatori, fino ad arrivare alle opzioni finanziarie viste in tutto il loro splendore.
Possiamo definire il mercato finanziario il luogo dove è posta in essere la compravendita di strumenti finanziari. La ragion d’essere del mercato finanziario è ovviamente la moneta ed il suo valore, il cui andamento dipende dal mercato internazionale delle valute (forex). Parallelamente al mercato finanziario si muove anche la borsa merci, dove sono quotati i commodity futures, ossia dei derivati molto simili a polizze di deposito che assicurano  la disposizione su uno stock di merce.

Il forex e la borsa merci non sono oggetto della nostra operatività, piuttosto ce ne serviamo per elaborare delle analisi macroeconomiche ed intermarket molto utili a fini previsionali. La nostra attenzione si pone sulla borsa valori, il cui centro è lo scambio di partecipazioni ed obbligazioni. Le partecipazioni sono le comuni azioni, dove gli acquirenti diventano soci e finanziatori interni, mentre le obbligazioni sono delle emissioni  di debiti da parte delle società, infatti un obbligazionista diviene finanziatore esterno e creditore della società stessa.

Un ulteriore importante ramificazione del mercato finanziario sono i mercati dei derivati. Nei mercati derivati si scambiano strumenti finanziari derivati da determinati sottostanti scambiati nel mercato secondario. I derivati più importanti sono i futures e le opzioni.
Ora che abbiamo definito grosso modo quelli che sono i principali strumenti finanziari, passiamo in rassegna i diversi operatori. Il prima tipologia è costituita dai risparmiatori, quest’ultimi sono spesso acquirenti delle obbligazioni, in quanto amano investire i soldi al sicuro (infatti sono definiti anche cassettisti) e con un rendimento accettabile nel lungo periodo.

Poi ci sono gli investitori, essi sono spesso azionisti, i quali sono consapevoli di accollarsi i rischi di impresa, ma che sul medio o lungo periodo possono beneficiare al contempo di probabili rendimenti più consistenti rispetto agli obbligazionisti a seguito dell’apprezzamento delle azioni e della cessione di eventuali dividendi. Infine come terza categoria ci sono gli speculatori, ossia degli operatori che investono nel mercato nel breve termine attraverso strumenti derivati che sfruttano la leva finanziaria. A questo punto siamo di fronte alla figura del trader vero e proprio,  e cioè la posizione più rischiosa e allo stesso tempo potenzialmente più remunerativa che esiste nel mercato.
Ora personalmente, sin dal mio approccio con il mercato finanziario capì che ero molto attratto dai guadagni consistenti e protratti nel breve periodo. Così mi trovai di fronte ad un bivio, e cioè se era meglio specializzarmi nei future o nelle opzioni. La mia scelta è ovvia, ed i miei maestri mi ci fecero arrivare con ragionamenti concreti e pratici.

Infatti io in quanto giovane e particolarmente poco solido a livello patrimoniale, mi resi conto che i future non facevano per me. Infatti essi se tenuti sino alla scadenza precludono l’obbligo di esercizio del lotto, e non solo, essendo strumenti di contrattazione a margine la potenziale perdita può protrarsi molto oltre il capitale investito.
Così ho approfondito lo studio sulle opzioni e  capii presto che le opzioni erano davvero una rivoluzione, perché inglobano tutti i vantaggi dei future scartandone tutti i pericoli connessi. Infatti le opzioni nonostante abbiano un bel effetto leva paragonabile a quello dei future, non precludono l’obbligo di esercizio, ed il capitale di rischio si ferma a quello investito ed usato per aprire la posizione. Come già detto all’inizio della mia carriera non avevo molti soldi, così mi specializzai nelle opzioni, ma fu la scelta migliore della mia vita, perché ancora oggi, che a livello finanziario sto molto bene, continuo ad operare con le opzioni, perché i future non mi hanno soddisfatto e sono molto meno flessibili in termini strategici rispetto alle opzioni.

Le opzioni possono avere come sottostante azioni, indici, valute, merci o tassi. Restrinsi ancor più il campo di analisi specializzandomi nelle opzioni su azioni (stock option). Infatti le opzioni su azioni sono in assoluto le migliori in quanto forniscono spunti fortemente concreti di analisi.

Ora chiudo rinfrescandovi il concetto di opzioni e sintetizzando il più possibile. Le opzioni possono essere o europee o americane. Io sono un operatore in opzioni americane, questa tipologia di opzioni si differenziano da quelle europee per il fatto che possono essere esercitate anche prima della scadenza. Come si può comprendere le opzioni americane sono perciò molto più flessibili rispetto a quelle europee, così non ho dubbi su quale tipologia usare. Le opzioni possono essere di tipo Call o Put.

Un’opzione Call costituisce il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare entro una certa scadenza 100 azioni ad un prezzo prefissato detto strike price, e pagando un corrispettivo premio. Badate bene che ho detto il diritto, ma non l’obbligo, infatti il compratore di un’opzione giunta alla scadenza, potrà scegliere se esercitare o rinunciare al suo diritto.
Un’opzione Put invece costituisce il diritto, ma non l’obbligo, di vendere entro una certa scadenza 100 azioni ad uno strike price prefissato e pagando un corrispettivo premio.
Il compratore di un’opzione Call ha aspettative rialziste, mentre il compratore di un’opzione Put ha aspettative ribassiste.
Con un opzione Call o Put che sia, si ha a disposizione un contratto che controlla 100 azioni, perciò ogni variazione del sottostante deve essere moltiplicata per 100.

Infatti ammettiamo di possedere un’opzione con strike 70$, e dopo averla acquistata, e nello stesso giorno, il sottostante varia da 70$ a 75$. Se avremmo posseduto una sola azione avremmo guadagnato solo 5$, ma con un’opzione la variazione deve essere moltiplicata per 100 volte, così in questo caso avremmo guadagnato, senza tener conto di particolari calcoli matematico-finanziari, circa 500$!
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A Cura di Giovanni Romano,
Autore di “Il Professionista delle Opzioni”

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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