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L’importanza del Business plan – Serve anche per le attività sul web?

Aziende

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119“Ci si può “lanciare nel vuoto “ ma si rischia una caduta rovinosa. Gli imprenditori di successo sono, di norma, coloro che si sono presi il tempo per valutare tutti gli aspetti del loro business e hanno messo a punto  precisi piani  per il loro futuro.”
Linda Pinson e Yerry Jinnett  – Dal libro:”Il Business Plan”

Ogni idea imprenditoriale, prima di diventare un’ iniziativa concreta, dovrebbe essere valutata nei minimi particolari. Uno degli strumenti principali per capire se l’idea sta in piedi è il Business Plan.

La domanda che mi è stata fatta nel settembre 2008 da un giovane Laureato toscano che vuole aprirsi una attività è stata:
“Mi sono reso conto del mercato di riferimento, dei punti di forza e debolezza, e che l’attività può guadagnare. Quindi il Business plan cosa mi potrebbe dare in più di quanto non ho già visto?”

In effetti Lui aveva già fatto tanto ed anche bene, e, anche se era ad un buon punto, aveva tralasciato la pianificazione dei flussi finanziari, in sostanza il vedere di quanti soldi avrà bisogno per i prossimi 3 anni, e di conseguenza di quanti finanziamenti avrebbe dovuto andare a chiedere in banca e soprattutto vedere se fosse poi stato in grado di pagarli.

Quello che mi voglio raccomandare è che, quando si intraprende una nuova avventura imprenditoriale soprattutto offline, il Business plan dovrebbe sempre essere fatto.

E’ opportuno inoltre  cercare  di non sottovalutare gli imprevisti per esempio fluttuazioni  delle scorte, rinvii dei pagamenti da parte dei clienti, e ordinazioni troppo gonfie per merci che rimangono in magazzino, e occorre fare  attenzione all’IVA .

L’IVA (imposta sul valore aggiunto)??? ma non è una partita di giro?

Si certamente, infatti all’inizio si investe tanto e solitamente non si vende moltissimo.
Questo ci porta ad avere crediti verso lo stato  e per un periodo più o meno breve l’IVA pagata ai fornitori  non l’hai ancora riscossa con le vendite effettuate, tradotto significa che dovresti provvedere con degli adeguati finanziamenti.

Ma queste problematiche  si hanno per le attività online?

Spesso le attività offline per partire hanno bisogno di consistenti investimenti a differenza di alcune attività online.

Infatti un’altra obiezione che mi sono trovato è stata che, “per chi fa business col web non ha i tempi tecnici per valutazioni con business plan poiché il mondo internet è velocissimo e a volte per fare un piano d’impresa ci vogliono settimane e settimane”.

E Tu cosa ne pensi?

A Cura di Patrizio Gatti,
Consulente di direzione aziendale

Autore di “Amministrare l’Azienda”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

15 commenti

  1. Ciao Patrizio. E’ vero, me la sono posta anch’io questa domanda: se qualcuno vuole diventare un internet marketer e aprirsi una ditta individuale di commercio elettronico (se vuole dichiarare Italia…) deve fare un business plan? Ci sono gli strumenti per farlo? O non è possibile?

  2. Caro Patrizio, anche il tuo articolo è di indubbua attualità, e dovrebbe essere attentamente letto da tante imrese, che..hanno una prorammazione molto approssimativa, o non ce l’hanno neppure.
    Un vecchio detto così recita: “l’uomo non sa andare, se non sa dove andare”, e..aggiungo io, è più facile che finisca fuori strada….in tal caso.

    La programmazione, per la verità, è utile in tutti, o quasi, i campi, ma direi che nell’impresa è un’esigenza fondamentale.

    Certo, saper creare un businnes plan non è cosa semplice, anzi.
    Si devono considerare diversi aspetti, tra i quali:
    -previsione del fatturato e, in generale, dei flussi fnanziari in entrata ed in uscita,
    – analisi del capitale e del passivo circolante, conseguenti ai piani previsti;
    – range di oscillazione, relativi alla stima dei dati futuri;
    -previsione di scenari alernativi e conseguente applcazione di business plan alternativi.
    Direi che un piccolo, ma i mportante segreto, è proprio questo:
    troppe imprese commettono uno dei due seguenti errori.
    O si affidano ad una gestione puramente empirica dell’esistente, sperando che le cose vadano sempre per il meglio, senza quindi neppur adottare un business plan, oppure prevedono un unico business plan rigido, senza prevedere eventuali alternative, utili o necessarie , af ronte di imprevisti rispetto alle ipotesi previste inizialmente.
    Questo è sbagliato ed ancora mi ricordo di una validissma indicazione del prof. Guatri.

    In un numero di ormai parecchi anni fa della pubblicazione periodica ” la valutazione delle aziende”, già era evidenziato come l’analisi prospetica dei futuri cash flow di un’impresa non corrispondesse poi con in dati a cocnsuntivo, da cui conseguiva la necessità, quanto meno, di prevedere un certo range di oscilazione nei risultati indicati a budget.
    Non dimentichiamoci, inoltre, che oggi il business plan è praticamente sempre richiesto, dalle banche, per istruire una pratica di finanziamento all’impresa.

    Ancora un saluto e mille auguri.

  3. Dimenticavo:
    il businness plan è indispenabile offline, ma lo è anche on line, se si vogliono raggiungere certi risultati.

    Consideriamo, ad esempio, che taluni operatori solo o prevalentemente on line, a fronte di obiettivi commerciali davero consistenti, prevedono comunque ingenti investimetni nel markeing..a pagamento( cosiddetto payperclick).
    Anche sotto questo punto di vista, direi che quindi è indispensabile almeno prospettare un piano dei flussi finanziari attivi e passivi.

    Poi, certo, altro discorso è quello di chi fa…..qualche esperimento di marketing online, più che altro per divertimento…ma allora il discorso è diverso e…non parlerei di attività imprenditoriale in senso stretto…

  4. Ottimo Patrizio,
    Seguirò i tuoi consigli…preparando un business plan attento e dettagliato per proporre un’idea che da tempo è ” parcheggiata nel mio cassetto”.
    Infatti è proprio il tempo per dedicarmi ad un buon business plan quello che mi manca per far decollare questa idea.

    Grazie dello spunto e per le competenze che hai reso disponibili in questo articolo.

  5. Ciao Patrizio

    ottimo articolo, ricco di spunti e di verità. Hai ragione quando parli del mondo offline.

    Per quanto riguarda il capitolo online, sono dello stesso parere di Gian Piero: se l’attività è una piccola prova per guadagnare qualche soldo per arrivare meglio a fine mese, non c’è bisogno di nessun business plan.

    Ma se parliamo di una attività vera e propria con investimenti di capitali e di forti risorse umane e lavorative, allora il discorso è diverso: bisogna prendersi il dovuto tempo per stilare un perfetto business plan che ci dia una visione capillare dell’ attività e di tutto ciò che è legato ad essa.

    Complimenti

    Barbara

  6. Il business plan come il marketing plan sono strumenti di planning sicuramente molto utili sia per il business on line sia offline.
    Sono convinto assertore di questa opportunità da anni, avendo peraltro anche elaborato un software che consente di redigere in modo guidato il Web Marketing Plan.
    Complimenti per l’articolo a Patrizio Gatti!

  7. Ciao Patrizio e piacere di conoscerti!
    Una nuova attività è un passo molto importante e come ogni nuovo inizio si arriva al dunque molto lanciati e soprattutto con tante speranze. Non pianificare al meglio il tutto può significare un pesante contraccolpo e per questo il tuo articolo risulta essere assai importante. Il business plan è in effetti troppo spesso tralasciato per l’eccessiva sicurezza raggiunta al termine di tutte le considerazioni. Grazie per il tuo articolo!

  8. Ciao , è un piacere avere i Vs. commenti ai quali rispondo volentieri:
    cominciamo da
    ** Roberto – il business plan non è obbligatorio tranne in certe pratiche di finanza agevolata ,od è richiesto dai finanziatori quando si richiede un finanziamento , ma è consigliato per vedere dove si andrà a sbattere.Una azienda può nascere ed andare avanti più o meno bene anche senza business plan . Quindi sia che l’impresa sia in Italia o con sede all’estero questo non è determinante .
    Gli strumenti per fare un business plan ci possono essere o si costruiscono per lo meno per i calcolo economico finanziario per qualsiasi attività . Quello che và testato è il mercato di riferimento punti di forza e debolezza sui quali costruire poi il business e di conseguenza i numeri.
    ====================

    **Ciao Giampiero , il tuo discorso tecnicamente non fa una grinza .
    Per quanto riguarda il fatto che il business plan è richiesto dalle banche anche questo è verissimo (anche se non in tutti i casi , naturalmente questo dipende da quanto si chiede) . C’è da dire almeno io lo penso che per alcuni funzionari questo importa poco è solo una prassi , contano molto di più altri fattori a discapito dei progetti futuri.
    =====================

    ****Ciao Barbara , mi fa molto piacere il tuo commento , Anche tu come Gianpiero hai centrato l’argomento , l’unica cosa volevo dirti che ci sono attività online che anche senza business plan e senza grossi investimenti stanno facendo grossi fatturati .
    Comunque hai ragione ,penso anch’io che sopra certi numeri occorre anche online una certa pianificazione , del resto si tratta sempre di impresa.

    ciao Patrizio

  9. *** Ciao Roland ,grazie di esserti interessato all’argomento –

    sono contento se ti ho risvegliato la “tua idea parcheggiata nel tuo cassetto “
    Attenzione alla mancanza di tempo non fare mica come me che per fare la dieta aspetto sempre il lunedì ed intanto i chili di troppo aumentano.

    Se ti posso essere utile anche solo per una chiacchierata su Skype fammi un fischio
    ====================

    **** Ciao Antonio
    i complimenti da te che tratti questi argomenti fanno chiaramente piacere.
    Sono anch’io un convinto assertore che in azienda qualsiasi essa sia occorre pianificare e controllare il pianificato.
    Ti ringrazio

    ===================
    ****Ciao Massimiliano
    il piacere di conoscerti è tutto mio .

    Io è te abbiamo due ruoli diversi tu fai sognare con le tue Vacanze a me invece tocca fare il “rompiscatole della situazione “ mettendo davanti alla realtà futuri imprenditori .
    Sicuramente è più divertente il tuo ruolo . vero……ah ah ah ….
    Grazie del tuo commento

    In effetti il business plan viene spesso tralasciato poiché a volte è visto come uno spreco di soldi e tempo , in realtà se ben fatto probabilmente si risparmieranno in futuro sia soldi che tempo.

    Grazie a tutti voi Patrizio

  10. Il business plan e il marketing plan sono fondamentali in un impresa…qualsiasi impresa. Da moltissimi punti di vista, anche di motivazione personale.

    Inoltre ritengo che debbano essere rifatti ogni tre anni sulla base dei risultati del triennio precedente in modo da analizzare attentamente quello che è uscito dalle previsioni ed anche perché, a maggior ragione nel web, il mercato cambia di continuo ed anche le tecnologie quindi può capitare che nasca un nuovo strumento di promozione più adatto a noi per esempio (pensiamo solo all’avvento di my space e facebook).

    Se poi l’impresa è con dei dipendenti è importantissima l’organizzazione e l’ottimizzazione di procedure per le cose più semplici e meccaniche per conservare le energie per le cose più importanti ovvero il cuore del business dell’azienda.

    Me ne sto accorgendo moltissimo sul mio posto di lavoro generico (di supporto all’attività professionale che sto avviando e di cui sto facendo appunto il business plan) dove la disorganizzazione regna sovrana creando moltissime dispersioni di energia e frustrazioni.

    quello che sconvolge è che l’azienda dove lavoro è un leader del mercato del suo settore…

  11. Ciao Gertrud , inanzitutto grazie per aver commentato un mio articolo-
    In effetti come dici tu è importante l’organizzazione e l’ottimizzazione delle procedure per arrivare poi ad una organizzazione snella che porta all’eliminazione degli sprechi di tempo e soldi
    Ciao un saluto
    Patrizio

  12. Giampiero guarda nella mia attività professionale l’esperienza è all’ordine del giorno soprattutto con clienti italiani, mi sono imbattuta e re-imbattuta più volte. E di fatti sto ripassando l’inglese per poter lavorare con l’estero. Ma non credere che tra i miei colleghi ci sia un atteggiamento diverso. Sentire discorsi come: ci vuole fortuna, ci vogliono le conoscenze, per non parlare poi dell’atteggiamento da “dipendente” anche quando sono liberi professionisti.

    Patrizio il problema maggiore è che nel nostro paese, che non è affatto liberale, qualsiasi attività imprenditoriale è considerata un retaggio da ricchi. Insomma tutti pensano che per fare impresa ci vogliano, e bastino, i soldi. Questi e basta. Invece ci vogliono idee e un’attenta pianificazione, principalmente. Proprio perchè i soldi vanno ottimizzati ma soprattutto devono rappresentare un investimento con un ROI altissimo.
    Invece io vedo, mio padre compreso, spendere e spandere senza alcuna programmazione e consapevolezza e non ti dico che rabbia mi fa questa cosa. Mi da fastidio lo spreco. considerando che il mio capitale io me lo sto mettendo via come una formichina, vedere gente che ha e che butta via i soldi mi fa incavolare non poco.

    Io sto avviando la mia attività con lavoro duro e pochissimi soldi…circa 5000 euro per il nuovo computer e le licenze dei programmi, solo questo mi basta. Il resto del capitale sono le mie competenze e come le applico alle problematiche del mio cliente.

  13. Cara gertrud, non posso che farti i miei più vivi complimenti, sopratutto per la tua filosofia, da vera imprenditrice.

    Purtroppo, in tante imprese si pensa, con assoluta superficialità, che la “cuccagna” non finisca mai….

    Ancora un saluto, quindi, e mille auguri per i progetti, che stai realizzando.

  14. Come ti capisco Gertrud , approvo il tuo pensiero .io ho basato la mia attività e il mio credo professionale con la lotta allo spreco e alla pianificazione.

    Questa è una mentalità rivolta al miglioramento continuo , è chiaro in alcuni casi che quando ci sono i soldi disponibili purtroppo si fa prima a comprare che a pensare come ottimizzare e capire dove sono gli sprechi.

    Per quanto riguarda la tua partenza dell’attività con pochi capitali anche qui ti capisco bene perchè ho fatto anch’io come te.

    ciao grazie per le osservazioni

    Patrizio

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