Vai al contenuto

Energie della terra e passione

Autostima

5216

Tutto ciò che sperimentiamo dentro e fuori di noi è espressione di energie che possono essere usate in vari modi.

Ad esempio, l’energia della Terra, intesa come grembo nel quale viviamo, nell’essere umano è direttamente connessa con l’energia di un punto energetico denominato primo chakra (il termine chakra deriva dal sanscrito, l’antica lingua indiana, e vuol dire “ruota”).
L’energia che anima l’essere umano si convoglia in diversi chakra sparsi in tutto il corpo, in essi ruota e poi si ridistribuisce nel corpo seguendo un suo percorso di riequilibrio naturale.
Il primo chakra è il punto connesso direttamente con l’energia sessuale, della passione e della terra; tra quelli fondamentali è il punto energetico più vicino al suolo e si trova in prossimità dei genitali, sia femminili che maschili.

Questa connessione diretta tra energia sessuale e energia del fuoco e della Terra spesso viene affievolita poiché abbiamo perso la capacità di ascolto e di entrare in contatto con la natura che è al di fuori di noi. Ad esempio, il contatto dei nostri piedi con la terra è quasi sempre mediato da scarpe, scarponi, calze di fibre sintetiche che isolano il nostro corpo dall’ambiente esterno, cosicché, piuttosto che crearci confini sani ci costruiamo delle corazze che concorrono a desensibilizzarci.
Allo stesso tempo, la terra viene ricoperta da strati artificiali con asfalti, isolanti, pavimentazioni, plastiche varie… Anche se la sua energia è sufficientemente forte, per molte persone la percezione di camminare ed abitare su un pianeta vivo è sempre meno diretta.

Come psicoterapeuta, mi trovo ad interagire con persone che chiedono esse stesse di poter rimanere scalzi oppure con altre che si imbarazzano, si sentono a disagio alla mia richiesta di stare scalzi per facilitare questo contatto con la terra che di per sé rafforza  sensazioni, percezioni e consapevolezze personali!

E’ molto piacevole risvegliare in modo naturale l’energia sessuale del primo chakra, perché spaventarsi del piacere?

Se immaginate questo punto energetico come una porta aperta dalla quale far fluire sensazioni che arrivano sia da dentro che da fuori di noi, è possibile iniziare questo percorso di risveglio partendo dal piacere naturale, al di là dell’interazione con altri esseri umani, e dalla riconnessione con l’energia della terra che è come il fuoco che ribolle, scalda, brucia, trasforma…

La mia esperienza terapeutica mi porta ad affermare che in molte persone questa porta rimane quasi sempre chiusa (…una sorta di cintura di castità autocostruita!).
E quando, ad esempio in una casa, una porta rimane inaccessibile per molto tempo si crea un blocco che, in caso di inondazioni verrà “stappato” troppo violentemente, e che, anche in condizioni normali, impedisce ad una parte della casa un ricambio d’aria indispensabile.

Nel nostro contesto culturale, gli adolescenti spesso iniziano la loro vita sessuale senza accompagnare la scoperta di questo mondo piacevole con la consapevolezza che la fase di vita precedente alla sessualità si chiude definitivamente.

Nelle culture matriarcali, i passaggi nelle varie fasi di sviluppo dell’essere umano erano, e sono tuttora, sanciti da veri e propri Riti di Passaggio.

Una delle esperienze che si vivono nel passaggio evolutivo dall’infanzia all’adolescenza, in entrambi i sessi, si chiama Touch of Passion (Tocco della Passione), che rende consapevole ed armonioso il nuovo modo di interagire di un adolescente con il mondo esterno, attraverso corpo ed energia della passione, mente e coscienza.
Questi elementi che esprimono la totalità dell’essere umano, a loro volta sono intimamente connessi con l’energia del cuore, ossia dell’amore (partendo dalla scoperta del piacere nel “dare piacere”), che si espande al di là dei sentimenti di attrazione uomo-donna.

Il risveglio dell’energia della passione innesca una condizione vibratoria. L’energia viene direzionata gradualmente sul chakra del cuore (punto energetico situato al centro del petto), così da connettere direttamente l’energia genitale e sessuale con il cuore, piuttosto che con la mente, cosa che noi facciamo abitualmente.

Una volta raggiunto questo obiettivo, le parti negate del corpo  della persona vengono rienergizzate e riportate in sintonia con lo scorrere della vita, guarendo, così, anche eventuali esperienze sessuali vissute soggettivamente come traumatiche.

Descrivo questa esperienza anche nel mio ebook SessualMente come modalità alternativa per “prendere confidenza” con l’energia sessuale, aggirando difese e condizionamenti proposti dalla mente che per suo compito controlla, elabora, offre paragoni con le esperienze passate o predizioni future, ma non “rompe le scatole” quando si vive momenti di assoluto tempo presente come nella condizione orgasmica.

Ristabilire un nostro libero fluire energetico porta inevitabilmente ad una maggiore apertura nel ricevere dall’esterno, a cominciare dalla Terra che ha sempre tanto da trasmetterci!

A Cura di Maria Rosa Greco,
Autrice di “SessualMente”

Libro bruno

Vuoi pubblicare il tuo libro?

Scopri BRUNO EDITORE, la prima casa editrice al mondo per pubblicare un libro e diventare Bestseller Amazon.

Pubblica il tuo libro ›

Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

12 commenti

  1. Il termine chakra ha rappresentato, nell’antica letteratura indiana, il punto più stretto ed intimo di passaggio dal cosmo al microscosmo, con implicazioni non solo per la sfera fisica e fisiologica, ma anche, secondo taluni indirizzi di pensiero, per quella sovrannaturale e metafisica.
    Tale cultura dei punti di contatto, per la verità, si è poi estesa con la diffusione stessa della cultura indodeuropea, o ariana, da cui anche quella europea è poi derivata, ma non solo.
    In antichi testi cinesi, e quindi non appartenente alla letteratura indiana antica (il sanscrito è, per la verità, una pluralità di lingue, in parte di daletti, rionducicibili sopratutto all’indiano antico) ad esempio si trovano diffuse descrizioni di detti punti, ed anche le scuole dell’agopressione e del’agopuntura in parte sono da tale concezione ispirate.
    In senso stretto, occorre quindi ricordare che i chakra propriamente detti sono solo ed esclusivamente quelli indicati come tali, ma……
    Secondo diverse scuole di pensiero, anche punti non considerati tradizionalmente tali, possono svolgere analoghe funzioni, e sono comunque individuabili, tramite il sistema di meridiani e paralleli che percorrono il nostro corpo.
    Ogni punto è dominato da un diverso elemento, aria, terra, fuoco, acqua, e presiede alla regolazione di diverse funzioni, oltre ad essere dominato (certo, per chi ci crede…) da diversi segni zodiacali.
    Non a caso, la medicina cinese, in gran parte improntata dai due fondamentali principi di yin e di yang, o meglio taluni ndirizzi della cosiddetta medicina cinese, ritengono che ognuno di questi punti sia dominato da diversi segni zodacali, ma non quelli del nostro oroscopo, a base mensile, bensì quelli tipici dell’astrologia cinese, su base annua.

    Essendo, peraltro, ogni punto dominato da diversi elementi e segni, ne conseguirebbe la stretta interrelazione con gli elementi fondamentali, tra cui la terra.
    Ma un modo facile per raggiungere dette energie non è necessariamente quello di mettere a contatto i nostri arti inferiori con la medesima, essendo sufficiente il toccare e rimanere a contatto con degli alberi, anche solo appoggiandovi le mani.
    Questo (ovviamente, sempre secondo la teoria e prassi di talune scuole di pensiero) consentirebbe di smaltire le energie negative che circolano in noi, scaricandole nel terreno e la pianta, al tempo stesso, affondando le proprie radici nella terra, immetterebbe nel nostro essere quelle positive, attinte direttamente alla fonte.

    Sui principi della materia e le relative componenti, si sono poi espressi, con modalità decisamente alternative, altri indirizzi di pensiero, riconducibili sopratutto alla cosiddetta medicina omeopatica.
    In un certo senso, il punto di partenza è uguale, o quanto meno analogo, basato sull’osservazione della stretta interrelazione tra elementi che ci circondano e reazioni organiche.
    A differenza, però, di quanto sostenuto da altre culture e teorie, l’omeopatia ritiene che una moltepicità di elementi, a base sopratutto minerale, abbia, in quanto tale, sopratutto un effetto tossico, e conseguentemente negativo, sull’organismo umano.
    Il rimedio consisterebbe nell’abituare l’organismo, tramite assunzione dei medesimi elementi in dosi infinitesimali, a produrre le necessarie difese, con un processo di sostanziale autoimmunizzazione.
    Del resto, lo stesso principio è utilizzato anche dalla medicina tradizionale, quando ad esempio si tratta di vaccini.
    Anche la medicina omeopatica, o almeno alcuni dei suoi essenziali principi, erano comunque conosciuti sin dall’antichità, e basti pensare a quell’imperatore romano, se non ricordo male Caligola, che assumendo piccolissime dosi quotidiane di veleno di serpente, ne divenne poi sostanzialmente immune.

    Ma gli elementi naturali, sopratutto a base minerale, non vengono concepiti solo in ottica di azione e reazione, ma sono ricondotti ad una più generale reinterpretazione delle patologie e delle rispettive dinamiche.
    La medicina tradizionale, ad esempio, tende ad interpretare patologie come l’artrite gottosa, certe formazioni di calcoli, sopratutto al fegato o alla colecisti, ed altre malattie, riconducibili al metabolismo organico, come nettamente separate e differenziate tra loro.
    Diversamente, già antiche medicine, come l’ayurvedica e la cinese, sottolineavano come queste, ed altre, fossero espressione dell’unica situazione generale dell’organismo, e quindi sintomi si diversi, ma di un’unica fondamentale patologia.
    A differenza, quindi, della medicina tradizionale, sia queste antiche scuole mediche, sia l’omeopatia, consigliano spesso unici rimedi, nei confronti della totalità di siffattte patologie.
    Di qui prescrizioni assolutamente diverse.

    Nella medicina tradizionale, ad esempio, per forme di artrite gottosa le prescrizioni sono sopratutto riconducibili all’allopurinolo, per la cura continuativa, principio attivo che però va sospeso in caso di attacco e sostituito, durante gli stati di attacco acuto, sopratutto da cortisonici.
    Per la cura dei calcoli, sappiamo invece che si cercano, spesso inutilmente, di sciogliere, e spesso, non riuscendoci, non rimane, nei casi quanto meno più gravi, implicanti coliche, che l’operazione chirugica, tipicamente l’asportazione della colecisti.
    Tutto questo viene superato, considerando invece le diverse patologie come espressione di un’unica sindrome.
    Si è infatti ritenuto che sia la formazione di certe tipologie di calcoli, sia forme infiammatorie, come l’artrite gottosa, sono espressione anche dell’intossicazione dell’organismo da parte di certe sostanze, comunque presenti nei vari ambienti, anche se in quantità minima.
    Ecco, quindi, la prescizione, ad esempio, di preparati omepatici che, in misura infinitesimale, contengono le stesse sostanze, così da condurre il soggetto ad una sostanziale desensibilizzazione nei confronti delle medesime, ed anche patologie come le più frequenti calcolosi possono essere agevolmente attenuate.

    E proprio una patologia, come la più comunemente nota gotta, denota in effetti l’impatto delle sostanze sul nostro organimo.
    Patologia tipica del metabolismo, sovente determinata da fattori ereditari, è la più tipica espressione degli effetti di certe sostanze.
    Praticamente, il soggetto che ne è affetto, non riesce in misura sufficiente a smaltire i derivati dal metaboliso corporeo, riconducibile sopratutto alla trasformazione di cibi come carni rosse, asparagi e funghi.
    Ne consegue un eccessivo deposito di purine, e la successiva formazione di acidi urici.
    Successivamente, questi si trasformano in sali, gli urati, che si depositano nelle ossa e nelle articolazioni, producendo i ben noti stati infiammatori.

    Quanto precede, anhe per sottolineare la rilevanza dell’impatto di certe sostanze sul nostro organismo, e le conseguenti scuole di pensiero, sopratutto medico, che si sono sviluppate sull’argomento.

  2. Un articolo bello, intrigante e pieno di fascino.
    Concordo pienamente con quello che dici, il rapporto con la natura e con la terra per alcuni di noi è molto profondo, penso che ognuno di noi abbia dentro di se qualcosa che lo spinga a cercare questo tipo di rapporto e di energia.

    Personalmente sento questo tipo di legame con la mia terra, la Sardegna, un luogo a volte aspro e duro, a volte gentile e delicato.
    Nonostante io sia nato in una città lontana dal luogo al quale sono legato, sento la necessità di ritornare spesso in Gallura, località famosa per la costa smeralda.

    In quei luoghi, Granitici, sono presenti moltissime testimonianze arcaiche del popolo sardo, “Le Tombe dei Giganti” luoghi affascinanti e pieni di quella energia Madre che lega tutti noi alla Terra.

    Quando ritorno in quei luoghi mi sento in pace con me stesso e con tutto cio’ che mi circonda, dimentico tutti i problemi e vivo il presente.
    Al mio ritorno a casa sento come se il tempo si fosse fermato.

    Molte persone si siedono all’ingresso di questi monumenti granitici per riequilibrarsi, ho visto addirittura turisti stranieri venire appositamente a cercare questi luoghi per sentire il legame e l’energia spirigionata dalla terra.

    Ci sono molte cose che non si possono spiegare scientificamente, credo però che quello che ci dice il cuore e cio’ che sente la nostra anima attarverso i legami con la nostra Madre Terra non abbiano bisogno di spiegazioni.

    Accettiamole e “sfruttiamole” (nel senso buono del termine) a nostro vantaggio e a vantaggio della natura.

    Grazie Maria Rosa.
    Claudio

  3. Molto bello questo articolo. Alla base mi sembra che ci sia un invito a trarre il massimo godimento da ogni cosa, a provare qualunque sorta di piacere usando i propri cinque sensi, cavalcando il vento e spogliandosi delle inibizioni. L’unica regola da adottare è e deve essere: se ti piace, è giusto.

  4. Ciao Maria Rosa,

    che bell’articolo, davvero complimenti…nonostante
    non sia un amante estremo di chakra ed energie
    sottili ho molto apprezzato 😉

    Complimenti!
    Genna

  5. Ciao a tutti e grazie per i vostri commenti!
    Voglio dire in particolare a Claudio che una delle esperienze che ha ispirato questo mio articolo è stata un contatto con una delle tombe dei giganti della Gallura, a pochi km da Palau.
    Inoltre, a Marina voglio dire che, insieme alla regola “se ti piace, è giusto”, aggiungo quella di non nuocere a niente e nessuno (compresi noi stessi) ed il rispetto per tutti gli esseri viventi. Queste non sono affatto delle limitazioni, ma permettono di vivere profondamente la passione entrando in sintonia con tutto ciò in cui siamo immersi. Ed è quello che, tra le altre cose, si impara ad ottenere in maniera naturale utilizzando le tecniche che insegno nel mio ebook SessualMente.

  6. Maria Rosa, immaginavo conoscessi le tombe dei giganti, Palau in particolare è una località a me molto cara.

    Credo di aver capito a quale tomba dei giganti ti riferisci.
    Complimenti ancora
    ciao Claudio

I commenti sono chiusi.