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Emissioni obbligazionarie e rating d’impresa. (parte prima)

Nel mio ebook “Progetto Azienda”, mi occupo delle problematiche d’impresa sotto diversi profili.
Mi rivolgo a chi debba organizzare e gestire una realtà imprenditoriale con efficacia ed efficienza, come gli imprenditori ed il management, ma anche a chi nell’impresa veda una possibile occasione per realizzare un certo profitto finanziario, senza necessariamente assumere ruoli gestionali ed organizzativi, cioè all’investitore.

E l’argomento del presente articolo si rivolge, principalmente, proprio a quest’ultimo, ma senza tralasciare l’importanza che l’emissione obbligazionaria ha per l’impresa stessa.

L’emissione obbligazionaria costituisce, infatti, per imprese con determinate caratteristiche, previste dalla normativa in materia, in particolare il riferimento è alla società per azioni con un certo livello di consistenza patrimoniale, un’importante forma di finanziamento.

Le obbligazioni sono titoli, sottoscritti dagli investitori, che consentono a questi ultimi di percepire delle cedole, a scadenze programmate, e che rappresentano quindi un prestito fatto all’impresa.
Difficilmente, tuttavia, questi prestiti riescono ad essere piazzati sul mercato, in assenza del cosiddetto rating.

Di cosa si tratta?
Possiamo considerare il rating una sorta di voto che appositi istituti, le cosiddette agenzie di rating, assegnano ad una certa impresa, per indicarne la maggior o minor affidabilità finanziaria.

In teoria, quindi, esso dovrebbe essere sufficiente per indirizzare l’investitore nelle sue scelte, ma i recenti avvenimenti finanziari, in particolare quelli conseguenti alla cosiddetta crisi dei subprime, ed alla vicenda della Lehman Brothers, hanno fatto venir meno la sicurezza che quel voto sia poi così infallibile.
Vediamo perché.

Direi che i motivi sono principalmente due. Intanto, anche la recente crisi finanziaria ha evidenziato come persino società considerate molto solide, in base al rating, siano invece tutt’altro che scevre da rischi.
Alcune primarie banche d’investimento sono addirittura fallite.

La realtà delle analisi, su cui si fonda il rating, in effetti, è quella di considerare soprattutto il passato ed il presente di un’impresa, tramite un esame condotto soprattutto sui bilanci, e quindi può certamente succedere che società anche solide oggi, a fronte di decisioni azzardate o anche di particolare situazioni economiche, possano andare incontro a veloci cambiamenti della propria situazione economico-finanziaria e addirittura a condizioni di grave illiquidità, tali da portare al rischio fallimento.

In altri termini, il monitoraggio del rating spesso è decisamente tardivo, rispetto ai cambiamenti della situazione aziendale.
Come se questo non bastasse, si deve anche osservare che le agenzie di rating si basano peraltro, in gran parte, su valutazioni discrezionali, non facilmente controllabili, come quelle relative alla qualità del management aziendale o all’attendibilità dei piani di sviluppo aziendale.

C’è poi, secondo taluni, il rischio di un eccessivo condizionamento da parte della società cliente.
E’, infatti, la stessa società che emette il prestito obbligazionario a pagare l’agenzia di rating per farselo attribuire e di qui, ovviamente, un evidente potenziale conflitto d’interessi, che potrebbe indurre l’agenzia ad essere meno rigorosa, nelle proprie valutazioni, di quanto necessario.

Vedremo, la prossima volta, quali strumenti si possano considerare, in alternativa al rating, per stimare l’affidabilità di un’emissione obbligazionaria.

Intanto vi auguro buon lavoro, e vi comunico alcuni link, dai quali scaricare risorse gratuite:

  • il primo capitolo del mio ebook Progetto Azienda, dalla scheda-prodotto:
    Progetto azienda
  • due report sulla gestione ed organizzazione aziendale e su come affrontare alcune problematiche d’impresa:

https://www.autostima.net/autostima/free.php

  • mentre alcune video clip su vari temi, tra cui le problematiche d’impresa, anche queste completamente gratuite, si trovano sul sito
    https://www.clubautoritv.com/

A Cura di Gian Piero Turletti.
Autore di “Progetto Azienda”

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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