DeepSeek gratis: cos’è, come usarlo in italiano e perché tutti ne parlano

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DeepSeek è arrivato all’attenzione del pubblico globale come uno dei modelli di intelligenza artificiale più discussi degli ultimi anni. Sviluppato da una startup cinese, ha sorpreso la comunità tech per una ragione precisa: offre prestazioni paragonabili ai modelli più avanzati sul mercato, ma a un costo di sviluppo drasticamente inferiore e con accesso completamente gratuito. Per chi usa strumenti AI ogni giorno, questo cambia i termini del confronto.

In questa guida trovi tutto quello che serve per capire cos’è DeepSeek, come accedervi gratuitamente dall’Italia, quali funzioni mette a disposizione e in cosa si differenzia da ChatGPT e dagli altri assistenti AI. Trovi anche le informazioni aggiornate sulla questione privacy e sulle restrizioni imposte dal Garante italiano.

DeepSeek gratis è disponibile via browser senza costi. Il sito ufficiale è chat.deepseek.com. Per usarlo bastano un indirizzo email o un numero di telefono per la registrazione. L’app mobile è stata ritirata dagli store europei, ma il servizio web rimane accessibile in Italia. Il modello risponde in italiano, supporta l’allegato di file e dispone di una modalità di ragionamento avanzato chiamata DeepThink.

Cos’è DeepSeek e perché ha fatto notizia?

DeepSeek è un sistema di intelligenza artificiale generativa sviluppato dall’azienda cinese DeepSeek AI, fondata da Liang Wenfeng, già fondatore del fondo quantistico High-Flyer. La particolarità che ha attirato l’attenzione mondiale riguarda il costo di addestramento: mentre i modelli di punta di OpenAI e Google richiedono centinaia di milioni di dollari, DeepSeek R1 è stato addestrato su 2.048 GPU Nvidia H800 in 55 giorni con un costo stimato attorno ai 5,5 milioni di dollari.

Questo non significa che il modello sia inferiore. Su numerosi benchmark indipendenti, DeepSeek R1 ha raggiunto prestazioni comparabili a GPT-4o nei test di ragionamento matematico e nella generazione di codice. Il modello utilizza un’architettura chiamata Mixture of Experts (MoE): dispone di 671 miliardi di parametri totali, ma ne attiva solo 37 miliardi per ogni singola query. Il risultato è un sistema molto più efficiente in termini computazionali rispetto ai modelli densi tradizionali.

L’aspetto open source ha amplificato la portata della notizia. DeepSeek ha reso pubblici i pesi del modello su Hugging Face, consentendo a ricercatori e sviluppatori di scaricarlo, modificarlo e utilizzarlo in autonomia. Questa scelta ha generato un dibattito immediato sull’equilibrio tra trasparenza tecnica e potenziali rischi di sicurezza.

Per chi si occupa di AI applicata al lavoro, come spiegato in Agenti AI per il Business di Giacomo Bruno, la disponibilità di modelli open source di questa qualità riduce le barriere per costruire sistemi automatizzati senza dipendere da API proprietarie costose.

Come usare DeepSeek gratis in italiano: guida passo per passo

L’accesso a DeepSeek gratis avviene attraverso il sito ufficiale chat.deepseek.com. La procedura è semplice e non richiede conoscenze tecniche particolari.

Registrazione: clicca su “Sign Up” o “Get started” nella pagina principale. Puoi registrarti con un indirizzo email (riceverai un codice di verifica) oppure con un account Google. Non è richiesto un numero di telefono in tutti i casi, ma alcune regioni lo richiedono come verifica aggiuntiva.

Primo accesso: dopo la registrazione, arrivi direttamente alla finestra di chat. Il campo di testo in basso accetta prompt in italiano senza problemi. La qualità delle risposte in lingua italiana è buona, anche se su compiti molto tecnici o specialistici l’inglese tende a produrre output più precisi.

Funzioni disponibili nella versione gratuita:

Funzione DeepSeek (gratis) ChatGPT (versione free)
Chat testuale
Ragionamento avanzato (DeepThink/R1) Limitato
Ricerca web integrata Sì (funzione Search)
Allegato file Limitato
Generazione immagini No No (solo Plus)
Memoria conversazioni Limitata
Uso API gratuito No No

La funzione DeepThink corrisponde alla modalità di ragionamento esteso: il modello mostra il proprio processo di riflessione prima di fornire la risposta finale. È utile per problemi matematici, analisi logiche complesse e debugging di codice. Si attiva con un pulsante dedicato nella barra degli strumenti della chat.

La funzione Search consente al modello di effettuare ricerche su internet e citare le fonti, in modo simile a quanto fa Perplexity AI cos’è e come usarlo con le sue ricerche con citazioni.

DeepSeek vs ChatGPT: in cosa si differenziano davvero?

Il confronto più comune che si pone chi si avvicina a DeepSeek riguarda la differenza rispetto a ChatGPT. La risposta dipende dall’uso che se ne fa.

Dove DeepSeek è più forte: – Ragionamento matematico e logico formale – Generazione e analisi di codice – Costo zero (anche la modalità di ragionamento avanzato è gratuita, mentre ChatGPT la limita nel piano free) – Open source: il modello può essere scaricato e ospitato in autonomia

Dove ChatGPT mantiene un vantaggio: – Comprensione multimodale (immagini, audio, video con GPT-5) – Qualità delle conversazioni creative e di copywriting – Ecosistema di plugin e integrazioni – Supporto in italiano più raffinato su compiti sfumati

Dove i due sono sostanzialmente equivalenti: – Risposta a domande generali di conoscenza – Sintesi di testi – Scrittura di email e documenti

Su compiti tecnici e analitici, DeepSeek compete direttamente con i modelli closed-source di riferimento. Chi usa ChatGPT sbaglia: come riconoscere gli errori sa già che nessun modello è infallibile: questo vale anche per DeepSeek, che può produrre allucinazioni soprattutto su dati molto recenti o molto locali.

Sul fronte dei costi API per sviluppatori, la differenza è netta. DeepSeek V4 Flash costa circa 0,28 dollari per milione di token in output, contro i 30 dollari di GPT-5.5: un fattore superiore a 100x, che ha cambiato i calcoli di chi costruisce applicazioni AI ad alto volume.

Privacy e sicurezza: cosa sapere prima di usare DeepSeek in Italia

La questione privacy è il punto più delicato per chi usa DeepSeek dall’Italia o dall’Europa.

Il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha emesso un provvedimento di limitazione urgente al trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di DeepSeek. La motivazione principale riguarda il trasferimento e lo stoccaggio dei dati in Cina, un paese che non offre le garanzie di protezione equiparabili a quelle previste dal GDPR. L’app mobile è stata rimossa dagli store europei. Il sito web rimane accessibile, ma la situazione normativa è in evoluzione.

I rischi concreti da tenere presenti:

Cosa fare per ridurre l’esposizione: – Non inserire dati personali sensibili (nome completo, codice fiscale, dati sanitari, dati aziendali riservati) nelle chat – Non caricare documenti che contengono informazioni identificabili di terzi – Usare DeepSeek per compiti generici, ricerche, analisi di testi pubblici – Se hai necessità professionali con dati sensibili, valutare soluzioni on-premise basate sui pesi open source del modello

Cosa fa DeepSeek con i dati: la privacy policy dichiara esplicitamente che i dati vengono conservati su server in Cina. Questo è il punto centrale del conflitto con il GDPR, che all’articolo 32 richiede garanzie di sicurezza nel trattamento.

La situazione è simile, per certi versi, a quella di altri servizi digitali che raccolgono grandi quantità di dati: il valore del servizio gratuito ha un costo in termini di dati ceduti. La differenza rispetto a ChatGPT o Gemini, entrambi ospitati su infrastrutture negli USA (con accordi di adeguatezza parziali con l’UE), riguarda la giurisdizione applicata.

Quali modelli include DeepSeek e come scegliere quello giusto?

La famiglia DeepSeek comprende più modelli con caratteristiche diverse. Capire le differenze aiuta a scegliere quello adatto alle proprie esigenze.

DeepSeek V3 è il modello di base conversazionale, adatto alla maggior parte dei compiti quotidiani: scrittura, risposta a domande, analisi testi, traduzione. Usa l’architettura MoE con 671 miliardi di parametri attivati parzialmente.

DeepSeek R1 è il modello specializzato nel ragionamento. Usa il reinforcement learning per affinare la capacità di risolvere problemi in più passaggi. È quello che corrisponde alla funzione DeepThink nella chat web. Particolarmente efficace su: matematica, logica formale, codice, problem solving strutturato.

DeepSeek V4 è la versione più recente, con un contesto fino a 1 milione di token (utile per analisi di documenti molto lunghi) e un’architettura MoE da 1,6 trilioni di parametri totali. Non è ancora disponibile nella versione chat gratuita per tutti gli utenti.

Modelli distillati: uno dei vantaggi dell’open source è che DeepSeek R1 può essere compresso in versioni più piccole senza perdere troppa qualità. Esistono versioni da 7B, 14B e 32B parametri che possono girare su hardware consumer, aprendo scenari di utilizzo locale senza connessione internet.

Chi lavora con AI applicata al business e vuole capire come integrare questi strumenti nel proprio flusso di lavoro può trovare una prospettiva sistemica nel libro Numero1 con ChatGPT di Giacomo Bruno, che affronta il tema dell’AI come leva strategica, non solo come strumento tecnico.

DeepSeek in italiano: qualità della risposta e casi d’uso pratici

Una domanda frequente riguarda la qualità delle risposte in italiano. DeepSeek risponde correttamente nella lingua italiana, ma con alcune sfumature da tenere presenti.

Il modello gestisce bene l’italiano standard su compiti come: – Scrittura di testi (email, articoli, riassunti) – Traduzione da e verso l’italiano – Risposta a domande su argomenti generali – Analisi e rielaborazione di testi in italiano

Tende invece a produrre risultati meno raffinati rispetto a ChatGPT su: – Sfumature culturali specificamente italiane – Comprensione di dialetti o registri molto informali – Contesti normativi italiani (leggi, procedure burocratiche)

Per chi usa l’AI nella creazione di contenuti, nell’analisi di testi o nel supporto alla scrittura professionale, DeepSeek è uno strumento valido. Come avviene con Gemini di Google: cos’è, come funziona, la scelta migliore dipende dal tipo di compito: nessun modello eccelle in tutte le situazioni.

Un caso d’uso particolarmente interessante è l’utilizzo di DeepSeek per analizzare documenti e testi lunghi allegati. Il supporto al caricamento di file consente di analizzare PDF, fogli di calcolo o testi e di porre domande specifiche sul contenuto, funzione utile per professionisti che lavorano con grandi quantità di documenti.

Come scrivere un libro con il supporto di strumenti AI come DeepSeek?

Chi lavora con l’AI per produrre contenuti o documentazione professionale si trova spesso a chiedersi come questi strumenti possano supportare un progetto più ambizioso, come la scrittura di un libro. È una domanda legittima, e la risposta è articolata.

DeepSeek e strumenti analoghi possono aiutare in fasi specifiche del processo: generazione di bozze, riorganizzazione di materiale esistente, sintesi di ricerche, revisione grammaticale. Non sostituiscono però la costruzione di un argomento originale, l’esperienza diretta dell’autore e la strategia editoriale che trasforma un manoscritto in uno strumento di posizionamento professionale.

Bruno Editore lavora con imprenditori e professionisti esattamente su questo passaggio: trasformare un’expertise in un libro pubblicato, con una struttura pensata per il mercato e un lancio editoriale che produce visibilità reale. L’AI può essere un supporto nella fase di scrittura, ma il valore del libro come asset strategico dipende dalla qualità del contenuto e dalla capacità di raggiunger il lettore giusto.

Per chi vuole capire come funziona questo percorso, scopri il percorso autore bestseller di Bruno Editore e le opportunità che un libro può creare in termini di autorevolezza e acquisizione clienti.

In sintesi

  • DeepSeek è gratuito e accessibile via browser su chat.deepseek.com, senza costi per la versione base
  • Il modello usa un’architettura Mixture of Experts che attiva solo una parte dei parametri totali per ogni risposta, con efficienza computazionale elevata
  • La funzione DeepThink (R1) è la modalità di ragionamento avanzato, gratuita, adatta a matematica, codice e analisi logica
  • DeepSeek R1 è open source: i pesi del modello sono pubblici e possono essere scaricati per uso locale o modificato
  • Il confronto con ChatGPT vede DeepSeek avvantaggiato su compiti tecnici e nel costo API; ChatGPT su versatilità multimodale e qualità conversazionale creativa
  • Il Garante italiano ha limitato il trattamento dei dati degli utenti italiani: l’app mobile è stata rimossa dagli store, il sito web rimane accessibile
  • Non inserire dati personali sensibili nelle chat: i dati vengono conservati su server in Cina
  • DeepSeek risponde in italiano con buona qualità su testi generali, con alcune limitazioni su sfumature culturali e contesti normativi specifici

Domande frequenti

DeepSeek è davvero gratuito o ha costi nascosti?

DeepSeek è gratuito per l’uso via chat web su chat.deepseek.com, inclusa la modalità di ragionamento avanzato DeepThink. Non ci sono piani a pagamento per la chat base. L’API ha costi per chi sviluppa applicazioni, ma sono tra i più bassi del settore: circa 0,28 dollari per milione di token in output nella versione V4 Flash. Non ci sono costi nascosti per l’utente normale che accede via browser.

DeepSeek funziona in italiano?

Sì, DeepSeek risponde in italiano e capisce prompt scritti in italiano. La qualità è buona su testi generali, email, riassunti e traduzioni. Su compiti molto tecnici o con riferimenti culturali italiani specifici, può essere utile provare anche in inglese per confrontare i risultati. L’interfaccia web è principalmente in inglese, ma la chat funziona nella lingua del prompt inviato.

L’app DeepSeek si può scaricare in Italia?

No. L’app mobile di DeepSeek è stata rimossa dagli store europei, inclusi App Store e Google Play, a seguito del provvedimento del Garante della privacy italiano. Il sito web chat.deepseek.com rimane accessibile da browser su desktop e mobile in Italia.

DeepSeek è sicuro da usare?

Dipende dall’uso. Per compiti generici come scrittura, ricerca e analisi di testi pubblici il rischio è basso. Il problema riguarda i dati personali: la privacy policy dichiara che i dati vengono conservati in Cina, fuori dalle garanzie GDPR. Il consiglio è di non inserire dati sensibili personali o aziendali riservati nelle conversazioni.

Qual è la differenza tra DeepSeek V3 e DeepSeek R1?

DeepSeek V3 è il modello conversazionale generalista, adatto a testi, traduzioni, risposte a domande. DeepSeek R1 è il modello specializzato nel ragionamento: mostra il processo di riflessione passo per passo ed è più preciso su matematica, logica e codice. Nella chat web, R1 corrisponde alla funzione DeepThink che si attiva manualmente.

Come si usa la funzione DeepThink di DeepSeek?

DeepThink si attiva con un pulsante dedicato nella barra inferiore della chat, a sinistra del campo di testo. Una volta attivato, il modello elabora la risposta in modo più lento ma più ragionato, mostrando i passaggi intermedi. È consigliato per problemi complessi che richiedono più step logici, non per domande rapide dove rallenta senza aggiungere valore.

DeepSeek può sostituire ChatGPT?

Non completamente, ma dipende dall’uso. Per compiti tecnici come codice e matematica, DeepSeek R1 è competitivo con i modelli top di OpenAI. Per compiti creativi, conversazionali o multimodali (immagini, audio), ChatGPT offre più funzioni. Chi usa AI per scrittura professionale e lavoro quotidiano può affiancare i due strumenti invece di scegliere solo uno.

Conclusione

DeepSeek ha cambiato il modo in cui il settore guarda allo sviluppo dei modelli AI. La dimostrazione che sia possibile costruire un modello con prestazioni di fascia alta con risorse molto inferiori rispetto ai concorrenti ha avuto un impatto concreto: ha alimentato il dibattito sull’efficienza dell’addestramento e ha reso l’AI avanzata accessibile a un pubblico molto più ampio.

Per l’utente italiano, DeepSeek rappresenta un’alternativa gratuita e funzionale per un’ampia gamma di compiti, con una riserva importante sulla gestione dei dati personali. Usarlo con consapevolezza, evitando di inserire informazioni sensibili, è la scelta più equilibrata nella situazione normativa attuale.

Il panorama degli strumenti AI gratuiti si è ampliato notevolmente. Conoscere le differenze tra i vari modelli consente di scegliere lo strumento giusto per ogni compito, senza affidarsi a un unico sistema per tutto.

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Pubblicato il: 16 Giugno 2026

Dettagli Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 36 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.200 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 italiani. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook™, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it