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Crisi di liquidità e Scoperto di conto corrente!!! Procedere con cautela

Verso la fine del 2006 vengo presentato a 2 titolari di una piccola attività, marito e moglie.

Il problema era che le banche non gli davano più fido di quanto già concesso, anzi queste stavano richiedendo il rientro. In poche parole la piccola impresa era in grave crisi di liquidità.

La mia consulenza continuativa si è protratta ,come da preventivo, per circa 1 anno.
I risultati sono stati molto buoni, poiché dopo anni di perdita che hanno portato la piccola azienda ad una pesante situazione finanziaria, nel 2007 l’azienda è andata in utile e nel 2008 ha continuato ad essere in utile ed in miglioramento.

Le ricette sono state la diminuzione delle scorte, maggiore attenzione agli acquisti, previsioni finanziarie e controllo con budget per i costi e il tutto col mantenimento dei ricavi previsti.
Il tutto naturalmente è stato seguito nei minimi dettagli e proporzionato alle dimensioni aziendali.

Terminato il mio periodo di consulenza previsto, il titolare, persona estremamente corretta, che comunque non poteva sempre pagare nei tempi giusti, mi dice che non sopporta l’idea di avere un debito nei miei confronti e in ogni caso mi conferma che periodicamente mi avrebbe chiamato per verificare se tutto stava funzionando come da programmi.

Io ero d’accordo con lui poiché avere dei crediti vecchi da riscuotere mi metteva a disagio.
Avrei potuto anche prenderla come un pretesto da parte del cliente per svincolarsi della mia consulenza ma gli ho voluto credere, non avendo motivo di dubitare dei risultati positivi.

Periodicamente sono stato chiamato a controllare ciò che veniva fatto e per mia soddisfazione ciò che avevamo pianificato stava avvenendo. Le banche che fino a poco tempo prima gli avevano chiuso le porte, cominciavano a riaprirle anche se a piccoli passi.

Nel 2008 continuo sistematicamente ad andare dall’ex cliente, ormai amico a dare sporadicamente dei miei pareri e a visionare i bilanci periodici che gli stampa il suo commercialista .

Nel novembre  2008 il Titolare mi chiama e mi dice:
“Lo sai che la Banca alla quale mi sono rivolto per una richiesta di aumento fido mi ha proposto di fare un finanziamento per il totale rimborsabile in 3 anni?”

A quel punto io dico:
“Per forza sei stato per troppo tempo sopra 80% di utilizzo del fido accordato e loro ti vogliono dare un finanziamento più adeguato”.

Andiamo in banca, ed in effetti scopo della Banca era chiudere lo scoperto di conto continuando col rapporto dandogli un finanziamento più adeguato, poichè il cliente anche se, sempre nei fidi accordati, è sempre stato vicino all’utilizzo del tetto massimo e non riesce a scendere.

A quel punto nel colloquio con il Direttore una volta appreso le intenzioni dell’Istituto Bancario noi abbiamo presentato la ns. controproposta……

Morale del racconto:

Già in altri miei racconti il finale è stato grossomodo questo ,ma simile realtà è più che mai attuale:

  • E’ sempre più difficile ottenere scoperti di conto
  • Occorre fare attenzione a non stare troppo tempo al massimo di utilizzo del fido senza muoversi poiché ormai questa forma di finanziamento è sempre meno gradita agli Istituti di Credito.
  • Lo scoperto di conto dovrebbe servire quasi esclusivamente a far fronte a temporanee necessità di cassa. Se stai sempre utilizzando il fido di conto corrente significa con molta probabilità che difficilmente riesci a rientrare dello scoperto quindi presumibilmente non è la forma di finanziamento più adatta . Nel caso in esame, la banca ha proposto un finanziamento rimborsabile poiché cominciavano a vedersi gli utili infatti gli anni precedenti sarebbe stato improponibile . Alla fine poi questa operazione è anche un buon consiglio e da un punto di vista economico al cliente conviene perché sicuramente i tassi sono migliori dei finanziamenti a breve termine.

Per le imprese lo scoperto di conto è importante per avere un polmone finanziario, il consiglio è però di farlo nelle proporzioni giuste e pianificare bene le entrate e le uscite.

Se hai provato cosa vuol dire stare scoperto di conto probabilmente so bene quale potrebbe essere le tua obiezioni, le conosco sia come cliente bancario sia come consulente di aziende.

E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo parere

A Cura di Patrizio Gatti
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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