Come valutare la giusta imputazione dei costi indiretti al prodotto

Patrizio GattiAll’inizio di giugno 2012 mentre  stavo tenendo un corso di formazione  aziendale, sono entrato  nel tema  della suddivisione dei costi indiretti . Quest’ultimi  sono spese che  non si attribuiscono direttamente al prodotto  e che possono essere distribuiti  fra i vari oggetti  con  coefficienti  di partizione quantificati con vari metodi.

L’azienda  in questione da anni  adotta un sistema a full costing  attribuendo cioè  i costi indiretti  ad ogni manufatto.  L’ imputazione  viene eseguita  in  base all’incidenza dei ricavi in percentuale sul totale del fatturato .
Mi spiego meglio : se i ricavi totali aziendali sono  100 e  le vendite totali del Prodotto A  sono 40 , l’impresa  attribuisce a costo del prodotto il 40% del totale degli oneri fissi .

Ho chiesto ai partecipanti di farmi vedere qualche risultato. Dai loro conteggi appariva che Il Prodotto A , con il più alto margine lordo (ricavi vendita -costi diretti ),  era  stranamente anche quello che presentava in percentuale  un utile netto (ricavi vendita-costi diretti-costi indiretti ) inferiore agli altri prodotti  .

Ma come ???  Questo perché il  Prodotto A  è  il materiale  più venduto  con  una percentuale  di vendita sul totale dei ricavi  del  40% e di conseguenza anche gli oneri  indiretti sono  imputati per la solita percentuale al  materiale venduto, penalizzando  troppo  la redditività  del manufatto. Gli  articoli  con un  margine lordo  più basso, incidono  in modo inferiore sui ricavi  e i costi indiretti ribaltati sono pochi .

Alla mia domanda nella quale ho chiesto al personale se  secondo loro poteva essere  vero che per generare  il prodotto  A  l’azienda sopportava  tutti quegli oneri,   la Responsabile Amministrativa ha risposto che il  materiale in questione è gravato da pochi costi  fissi . La Responsabile inoltre si è resa conto che  il sistema di riparto delle spese sino ad ora utilizzato è poco congruo .

Sulla base di questo ragionamento abbiamo valutato altri sistemi di ripartizione  dei costi indiretti  come per esempio l’incidenza delle materie prime , che permettevano  di avere una migliore proporzione  sui costi e una loro più equa suddivisione  sui vari prodotti. Con  questa riformulazione  è stato possibile  constatare che il prodotto A  rimaneva il più venduto e  anche il più redditizio . 

Come mai questa differenza?  Nei sistemi a full costing, se non vengono monitorate e valutate  periodicamente le modalità  di imputazione delle spese comuni ai prodotti,  c’è il rischio di vedere settori che sono penalizzati dal troppo aggravio  di costi
Il mio suggerimento perciò è quello di valutare per un solito prodotto  più basi di ripartizione (manodopera diretta, costi del personale,costi delle materie),scegliere quella più adatta, e periodicamente controllare se la base di attribuzione è sempre valida . 
E tu hai mai fatto questo tipo di valutazione?

A cura di Patrizio Gatti

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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