Come superare la paura…

Ogni stato modificato di coscienza, compreso il rilassamento dinamico, inizia con una destabilizzazione dei confini ordinari della persona per poter aprire “le porte della percezione”…direbbe Huxley…o quelle dell’inconscio….direbbe Erickson 😉 Infatti il rilassamento, come lo intendo nel mio ebook è qualcosa di diverso dal “rilassamento fisico”.
Spesso alcune semplici informazioni possono prevenire queste paure immotivate:
1 – Il peggio che può capitare durante il rilassamento è quello di addormentarsi e risvegliarsi come dopo un normale sonno. Lo scopo del rilassamento non è quello di addormentarsi ed uno dei primi livelli da raggiungere è quello di evitare di addormentarsi.
2 – Evita di aspettarti qualcosa durante lo stato. Molte persone si aspettano di avere risultati magici immediati proprio durante lo stato…per questo motivo tentano di monitorare il loro stato costantemente…sarebbe un po’ come cercare di esplorare i propri sogni mentre si sogna..(ok non è una cosa impossibile, ma non lo fai tutte le notti;-))
3 – Se si viene “svegliati improvvisamente” non succede nulla. Al limite, se ci si sente un po’ rintronati è possibile ripetere la fine del rilassamento oppure lasciarsi andare ad un breve sonnellino.
4 – Il “Rilassamento Dinamico” è uno stato naturale della mente, lo scivolare in uno stato modificato di coscienza è qualcosa che facciamo in modo naturale circa ogni 90” per una durata di circa 10” ogni giorno.
Il concetto “non è infilare qualche cosa nella mente altrui” ma stimolare quello che è già aturalmente presente.
Inoculare prima di indurre o di indursi un qualsiasi stato modificato di coscienza è di fondamentale importanza (basta pensare al pre-talk dell’ipnosi). Nei prossimi post ti parlerò di altre cose che rischiano
di minare l’approfondimento dello stato per avviarsi verso di un viaggio meraviglioso dentro se stessi.
A Cura di Gennaro Romagnoli
Autore di “Rilassamento Dinamico”




In effetti, basterebbe che anche quando siamo svegli entriamo spotaneamente in uno stato alterato di coscienza.
In modo inconsapevole il nostro cervello ci manda in ipnosi durante l’intero arco della giornata, ad esempio, per non parlare poi di quelle situazioni, inerenti ai distrbi circadiani e, quindi, al ritmo sonno-veglia.
Chi soffre di distrubi da jet-lag, cioè distrubi del sonno indotti dalla differenza di fuso orario, relativi a viaggi aerei transoceanici, spesso cambia il giorno per la notte.
Questo significa che il cervello non si è adattato al diverso ciclo di luce e di oscurità, che ovviamente è diverso nelle varie aree del nostro pianeta, e quindi probabilmente per un po’ continua a marciare in base al precedente ritmo.
MA tutto questo non significa perdita di controllo.
I timori di perdere il controllo, di sè piuttosto che della situazione esterna, riconducono anche ad una letteratura che parla di ipnosi indotta da condizionamenti sulla volontà umana.
Certo, questo a priori non si può escludere, ma anche l’ipnosi più profonda non è detto che possa determinarli.
NEppure con il ricorso a farmaci come il Pentothal.
In teoria, da vari studi, sembrerebbe che molto dipenda dalla soggettività dell’individuo in reazione a siffatti “trattamenti”, sia che si tratti di semplice ipnosi, sia che sitratti di farmaci.
Taluni soggetti, sottopossti a trattamento con Pentothal, possono senz’altro dire la verità.
Altri, invece, come risulta da studi medici, possono anche non dire nulla, o addirittura mentire.
Si tratta, quindi, di livelli difensivi della volontà umana, che a priori non è detto possano essere abbattuti.
Del resto, anche il poligrafo, più comunemente denominato macchina della verità, può essere ingannato, tramite la capacità umana di controllare determinate reazioni fisiologiche, che verrebbero alterate deliberatamente , in presenza di domande che implicherebbero una risposta menzognera.
Tutti esempi che dimostrano come la volontà umana, lungi dal perdere il controllo, possa continuare ad esplicarsi anche in particolari situazioni, cui invece le credenze popolari riconducono il venir meno, o la consistente diminuzione, della capacità di volere.