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Come ristrutturare la parola “fallimento”

Autostima

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La paura di fallire è una delle paure croniche dei nostri giorni. Se parli con le persone, tutte quelle che incontri, o quasi, hanno paura del fallimento. Dietro questa parola, “fallire”, si celano emozioni molto negative, che impediscono alla maggior parte delle persone di provare a fare qualcosa, ancor prima di farla.

E come se qualcosa le bloccasse e non ci provano, non tentano neppure, tanto, per loro, “è già stato scritto nel firmamento delle stelle, che falliranno”.

Ti comporti così anche Tu? Hai talmente paura di fallire che rinunci a fare le cose ancor prima di cominciare?

Se lo fai, pur rispettando il Tuo punto di vista, permettimi di farti notare che stai sbagliando.

Stai impedendo a te stessa o a te stesso, di poter tentare e magari, anche di riuscire in qualcosa. Stai impedendoti di ottenere un risultato, una vittoria, o anche soltanto di fare un tentativo. E un giorno non lontano, Ti guarderai indietro e vivrai di rimorsi, maledendo il giorno in cui non hai provato.

E’ vero, se ci proverai, potresti anche fallire. Anzi, le probabilità che fallirai potrebbero essere elevate. Ma se non ci proverai, fidati di me: avrai sicuramente fallito.

Allora, come ristrutturare questa parola “fallimento” e privarla dei significati negativi che la società gli ha dato?Come pensare, addirittura, al fallimento come a qualcosa di positivo?

Eccoti due banali consigli, che se applicati con costanza, cambieranno la Tua vita:

Come prima cosa, comincia a pensare che il fallimento non è poi così negativo, ma solo qualcosa di diverso, qualcosa che non Ti aspettavi di raggiungere. Come diceva Thomas Alva Edison:, “il fallimento è solo un risultato diverso”. Un risultato che certo non Ti aspettavi e che indubbiamente non è quello che volevi, ma è pur sempre un risultato.

Adesso, sai cosa non funziona, e puoi modificare le Tue azioni per arrivare al risultato che desideri.

In secondo luogo, è bene che Tu sappia che anche i grandi uomini o le grandi donne del passato e del giorno d’oggi, hanno avuto ed hanno ancora, paura di fallire.

Tutti hanno paura di fallire, ma quello che contraddistingue i grandi dai piccoli e ancor di più dai mediocri, è che i primi, pur avendo paura, agiscono. Mentre i secondi e i terzi, rimandano continuamente.

Questa parola magica, “Azione”, farà la vera differenza nella Tua vita. Quindi, smettila di aver paura di fallire e comincia ad agire di più e, paradossalmente, a darti l’opportunità di fallire un numero di volte maggiore.

Se lo farai, so già quello che Ti accadrà: fallimento dopo fallimento, troverai sempre di più la Tua strada, sino ad arrivare al Successo. Te lo dice uno che ha fallito molte volte nel corso della sua vita.

Dunque, smetti di aver paura di fallire e AGISCI. Ora, per favore, senza rimandare a domani.
Ristruttura la parola “fallimento” e dagli un significato diverso dagli aspetti negativi che le persone gli hanno associato: falla diventare un’opportunità!

Fallimento = Opportunità.

E Tu, quante volte hai fallito nella Tua vita?

Un abbraccio e lasciami un commento al post

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di Penso Positivo, Donne in Crisi e Cosa Vogliono le Donne?

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

23 commenti

  1. Ma la paura non potrebbe anche essere un sano sentimento?
    A volte fallire, in senso lato, non porta a conseguenze negative, a volte si.

    La paura, quindi, serve ad evitare queste ultime.
    Avevo un amico con una vita serena, e quanto meno benestante, economicamente parlando.
    Ha provato a reallizzare una sua attività ecomica in proprio, autonomamente, lasciando il lavoro da dipendente.

    Ora è fallito, mandando sul lastrico lui e la sua famiglia:
    morale della favolta: la paura di fallire non l’avrebbe salvaguardato da tutto ciò?

  2. ..questa cosa l’ho ben compresa e mai come adesso la sto sperimentando…..ma non è facile vincere la paura e quelle voci interiori che ti castrano sopratutto se sei stata plasmata con questa convinzione fin da piccola “inutile tentare ..fallirai sempre xké sei inetta..”….cerco di non fare lo stesso errore con i miei figli facendogli capire che vale sempre la pena tentare e che spesso se non sempre non si ha nulla da perdere, fare esperienza è la cosa importante… -.-

  3. Pur apprezzando il tentativo di dare un contributo, l’articolo è ben lontano dal dare una soluzione e sopratutto in grado di spiegare la causa del fallimento. I 2 tentativi “banali” sono e rimangono tali, perché invece di esser utili a superare il problema, insegnano a rassegnarsi, come dire, devi arrenderti all’evidenza. Niente di più falso e diseducante! Che poi tutte le situazioni abbiano in se anche un’opportunità – visione positiva del problema- questo è ampiamente scontato, ma è vero per tutti gli aspetti della vita.
    La causa dei fallimenti è la pulsione di morte inconscia. Percui, se non si guarisce la pulsione di morte della gente, non c’è modo di guarire dai fallimenti. Il fallimento è una risposta emozionale dei nostri pensieri limitanti, detti anche leggi personali.
    La paura è una definizione generica per definire quelle emozioni che non sappiamo definire diversamente – verbalizzare. La rabbia è generata dalle paure, le paure dalla coscienza dei limiti e i limiti dai traumi che abbiamo collezzionato durante la nostra vita, sopratutto, durante i nostri primi anni.

  4. Caro Gianni,
    non è la paura di fallire che ci serve, ma la capacità di stare con “i piedi per terra”.

    La capacità di essere realisti e ponderare se possiamo, o meno, avventurarci in certe cose. Se abbiamo le risorse, se abbiamo le capacità, se esiste un mercato, un potenziale target, ecc.

    Mi dispiace moltissimo per il Tuo amico e gli auguro quanto prima di riprendersi.

    Ma forse, se analizzassimo meglio la sua storia, potremmo scoprire che il suo errore non è stato tanto quello di provarci, ma proprio l’incapacità di stare con i piedi ancorati alla realtà e di fare un passo alla volta.

    Continuo a pensare che la paura di fallire, sia una delle cause più forti del fallimento di molte persone. Ma è altresì vero, che la scelleratezza e lo scarso senso di realtà, può causare altrettanti danni.

    Un grande abbraccio

  5. Cara Silvia,
    se fosse così facile, saremmo tutti degli “extraterrestri”. Purtroppo siamo solo degli esseri umani, con le nostre paure e le nostre certezze.

    Ma voglio che Tu sappia che Ti capisco, ci sono passato prima di Te. Come ho superato io le mie paure, sono certo riuscirai a farlo anche Tu, trasmettendo ai Tuoi figli, quella forza e quelle convinzioni positive che purtroppo, a Te, sono venute meno.

    Un grande, grandissimo abbraccio

  6. Cosa dirti, Alfredo…
    rispetto sempre il punto di vista degli altri, anche quando non collima con il mio.

    Leggendo il mio articolo, ogni persona può farsi la propria idea, il proprio punto di vista. Ogni persona, con la Sua personalissima “Mappa del Mondo”, può approvare o, come nel Tuo caso, dissentire.

    Del resto, il mondo è bello proprio perché è vario…

    Un grande abbraccio anche a Te

  7. Ciao Giancarlo
    bello il tuo articolo.
    Confesso che solo la parola “Fallimento” mi mette ansia!
    Mi ha sorpreso la naturalezza con cui tu affronti l’idea del fallimento.
    Quante volte non ho agito perché ero bloccata dalla paura di sbagliare? Tante.
    E’ anche vero che finché non si “fa”, non si può sapere come andrà a finire…
    A quando il prossimo articolo?

  8. Caro Giancarlo,
    condivido pienamente quello che scrivi a proposito del fallimento.
    Credo però che sia importante il fattore sostegno: se una persona si sente comunque amata x quello che è e che riesce a fare, è tutto molto più facile, quindi entra sempre in gioco il rapporto con gli altri che ti stanno intorno.

  9. Io suggerisco di eliminare DEFINITIVAMENTE dal vostro vocabolario la parola fallimento. Esiste una frase trita e ritrita della usatissima PNL che si trova ovunque su internet ” Non esistono fallimenti ma solo risultati “. E’ Una frase che usano tutti perchè è scenografica ma ritengo che sia stata formulata male sin dalla sua nascita…

    Come si può pensare che una persona possa fallire? Falliscono le società. La parola fallimento trasmette un significato completamento negativo e cioè un disastro totale senza niente di recuperabile. Insomma uno spreco definitivo di tempo ed energie.

    Le società falliscono, le persone sbagliano. Sbagliare significa solo commettere degli errori. Ad esempio posso sbagliare strada e arrivare con due ore di ritardo. Se invece fallissi la strada finirei con la macchina dentro in una palude salvandomi ma perdendo definitivamente la macchina.

    Le parole sono importanti e influenzano i nostri pensieri. Usiamo quelle giuste 😀

  10. Cara Laura,
    grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere ricevere.

    Forse, la “naturalezza” di cui parli, viene dalle mie esperienze dirette come coach, che ha lavorato, prima su se stesso e poi su molte altre persone, per ristrutturare quella brutta parola che ti mette anche un pò d’ansia.

    Concordo con Te: se non provi, non puoi sapere come andrà a finire! Provando si può anche sbagliare; non provandoci neppure, si sbaglia con matematica certezza.

    Il prossimo articolo? Presto, molto presto. Un abbraccione

  11. Cara Alessandra,
    lieto che Tu condivida il mio post.

    Di sicuro, l’amore e il sostegno della persona che abbiamo al nostro fianco, facilità l’affrontare e il superare le nostre paure. Gli altri, sono dunque importanti, anche se, è bene ricordare che la differenza, possiamo e dobbiamo farla noi.

    Un abbraccio e grazie per avermi letto

  12. Al buon Fabio,
    vorrei dire che purtroppo, la parola “fallimento” non è associata solo alle società intese come aziende, come sarebbe logico pensare.

    Nel mondo in cui viviamo, iper competittivo, la parola fallimento è sempre più spesso spalmata addosso alle persone.

    Basta essere povero, senza un bel lavoro, senza un bella casa, senza una bella macchina, senza alcun elemento di successo codificato dalla società, che molte persone si sentono dei falliti.

    Che molte persone sono additate come falliti.

    Falliti semplicemente perché non sono stati capaci di circondarsi dei simboli vincenti stabiliti dalla società in cui viviamo.

    A tutte queste persone, vorrei dire di smetterla di sentirsi dei falliti e di continuare a credere in se stessi, perché possono ancora giocarsela.

    Forse, sino ad oggi, hanno ottenuto dei risultati completamente diversi da quelli che volevano, ma se ci provano seriamente, se ci credono veramente, potrebbero scoprirsi più vincenti che mai.

    In fondo, per essere dei vincenti basta sentirsi bene con se stessi.

    Un abbraccio a Fabio e ad ognuna delle persone che almeno una volta, nel corso della propria vita, si è sentita fallita.

  13. Giancarlo ti cito ” rispetto sempre il punto di vista degli altri, anche quando non collima con il mio “.

    Ritengo che eliminare la parola fallimento sia già un enorme passo avanti nel rivalutare con più serenità le brutte esperienze 😀

  14. Mettiamola così: sarebbe bello poter eliminare questa parola funesta dal nostro linguaggio di ogni giorno, ma personalmente, e sottolineo, personalmente, penso che sia molto più facile da ristrutturarla…

    Ad ogni modo, caro Fabio, siamo entrambi in sintonia con una cosa: AL BANDO IL FALLIMENTO!

    Un abbraccione

  15. Troppe teorie e troppa parola PAURA ripetuta in frassi “anti-paura”, per un effetto autogenerativo: amplificano qs suono moltiplicando le tue (tristi) note infinitamente! La paura va AFFRONTATA. Fin da piccola mi chiesi : “cosa mi puo’ capitare di cosi’ brutto?” (..mentre elaboravo la mia paura di ragazzina..)..beh “nulla di grave”, mi auto-risposi.
    E senza troppe informazioni teoriche mi autoallenai ad affrontarla subito e a tagliar corto per distruggerla. Solo cosi’ la paura scappa “impaurita” dal coraggio di procedere SENZA di essa!

  16. Fallire ? invece di salire scendi, lo stress, il percorso, le ansie, le paure, si rispecchiano nel successo! Cio’ che rende il fallimento diverso dal successo sono le persone che incontri ! Pochi hanno l’onore di esser grandi solo per propria capacita’ meritoria, siamo uomini socievoli, ove le condizioni si creano per le azioni di tanti.
    Il vero fallimento e’ non credere piu’ non solo in noi stessi, ma soprattutto nell’appoggio degli altri. Il vero successo e’ saper ribaltare una simile realta’, saper raggiungere anche solo un piccolo risultato, ma averci creduto perche’ non siamo morti dentro!!!!
    Spero di leggere l’e-book il prima possibile!
    grazie

  17. Un ringraziamento di cuore a Giancarlo per aver trovato l’ispirazione di affrontare un argomento cosi’ tremendamente diffuso e poco considerato nelle sue sfumature.
    Vorrei dire a tutti coloro che subiscono la realta’ di un qualsiasi fallimento di non lasciarsi andare, mai!!!
    Grazie ancora, grazie a tutti voi

  18. Se il fallimento non ti fa paura,
    se pensi di non aver paura,
    se CREDI che la paura non sia un sentimento TUO,
    allora sei un INCOSCIENTE!
    Chi non ha PAURA di fallire?
    Ma se alla parola FALLIMENTO cambiamo significato
    cominciando dal suo nome, chiamandolo RISULTATO, allora chiedo,
    chi ha paura di un RISULTATO?
    Tanto più sono i RISULTATI ottenuti,
    tanto più vicino sei al SUCCESSO voluto e cercato.
    Quanti sono quei GENI che hanno pensato a qualcosa,
    ottenendolo al primo colpo? Nessuno!
    E facile pensare a T. Edison!
    Quante volte, ognuno di questi GENI, ha ottenuto dei RISULTATI
    che non risultavano essere quelli voluti?
    Come li avranno chiamati? Fallimenti o RISULTATI?
    certamente non quelli voluti, ma sempre RISULTATI sono stati,
    risultati da non ripetere e basta.
    D’altra parte se non vuoi avere fallimenti, basta non fare niente,
    non rischiare mai …
    Ma quando più avanti negli anni ti volterai indietro, ti chiederai …
    Cosa ho avuto nella mia vita?
    La tua risposta sarà…
    “NON HO AVUTO NESSUN … RISULTATO!”

  19. ..una serie di risultati diversi da quelli desiderati può non comportare conseguenze psicologiche in una macchina, ma in un essere umano può determinare effetti devastanti, come una depressione o un abbattimento della volontà. Pertanto è meglio non avventurarsi se si ha paura del fallimento, semmai sarebbe più opportuno analizzare la parola “fallimento” cercando il significato che assume nel proprio contesto di vita, nella propria storia, senza ristrutturarne l’accezione.

    1. si può fallire davvero in tanti contesti, secondo me quando ci si tira indietro si è già fallito, un po’ come quando a scuola, rifiutare un’interrogazione dava un impreparato, e cioè due, il voto minimo, meno di quanto si sarebbe preso affrontando un’interrogazione. Come del resto nei rapporti umani, si rifiuta qualcuno perchè non si è in grado di affrontarlo e ci si dichiara perdenti in partenza, e cioè incapaci di affrontare i rapporti. Alla fine, non siamo noi che ci dichiariamo falliti? il vero fallire non è l’errore in quanto tale, ma evitare di caderci

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