Come produrre utili senza scarseggiare di liquidità

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Nell’esercizio della mia professione di dottore commercialista mi capita spesso di incontrare imprenditori che non riescono a capacitarsi del fatto che la loro azienda presenta bilanci con utili brillanti ma la liquidità scarseggia. Questo capita frequentemente, più di quanto si possa immaginare.

Innanzitutto la cosa più difficile è fare comprendere all’imprenditore che in economia aziendale con il termine “utile” si intende la crescita del patrimonio e non la creazione di liquidità. In altri termini vi è una sostanziale differenza tra utile e liquidità.

 

Per farlo comprendere presento un prospetto in cui indico i valori di inizio e di fine esercizio di tutte le attività e passività, indico in una terza colonna le differenze con i relativi segni algebrici (+) o (-), sommo algebricamente le differenze ed il risultato finale è esattamente uguale all’utile.

A questo punto inizio a spiegare che il capitale può essere cresciuto perché sono aumentati i crediti che devono ancora essere incassati, oppure perché sono aumentate le rimanenze di magazzino che devono ancora essere vendute, oppure perché sono diminuiti i debiti che hanno sottratto liquidità e così via.

Solitamente l’imprenditore dopo l’analisi delle variazioni patrimoniali inizia a comprendere che vi può essere l’utile, a volte anche consistente, ma senza liquidità; viceversa vi può altresì essere una perdita (riduzione di patrimonio) con una leggera liquidità in aumento rispetto all’inizio dell’esercizio.

Dopo aver preso coscienza che esiste un aspetto economico, uno finanziario ed uno patrimoniale, risulta assai facile compiere il passo successivo: tutti e tre gli aspetti devono essere tenuti in debita considerazione e si influenzano a vicenda. Non basta produrre utili se poi viene a mancare la liquidità che consente all’azienda di muoversi.

Si può morire di fame ma anche di indigestione. Intendo dire che uno sviluppo rapido ed eccessivo dell’attività aziendale se non programmato ed analizzato in tutti i suoi aspetti può portare ad una crisi finanziaria dell’impresa. Occorre pertanto una programmazione dello sviluppo aziendale ed un costante controllo di quanto programmato.

A Cura di Antonio Schirripa,
Autore di “Il Check Up Aziendale”

Pubblicato il: 7 Settembre 2009