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Come produrre utili senza scarseggiare di liquidità

Aziende

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171Nell’esercizio della mia professione di dottore commercialista mi capita spesso di incontrare imprenditori che non riescono a capacitarsi del fatto che la loro azienda presenta bilanci con utili brillanti ma la liquidità scarseggia. Questo capita frequentemente, più di quanto si possa immaginare.

Innanzitutto la cosa più difficile è fare comprendere all’imprenditore che in economia aziendale con il termine “utile” si intende la crescita del patrimonio e non la creazione di liquidità. In altri termini vi è una sostanziale differenza tra utile e liquidità.

 

Per farlo comprendere presento un prospetto in cui indico i valori di inizio e di fine esercizio di tutte le attività e passività, indico in una terza colonna le differenze con i relativi segni algebrici (+) o (-), sommo algebricamente le differenze ed il risultato finale è esattamente uguale all’utile.

A questo punto inizio a spiegare che il capitale può essere cresciuto perché sono aumentati i crediti che devono ancora essere incassati, oppure perché sono aumentate le rimanenze di magazzino che devono ancora essere vendute, oppure perché sono diminuiti i debiti che hanno sottratto liquidità e così via.

Solitamente l’imprenditore dopo l’analisi delle variazioni patrimoniali inizia a comprendere che vi può essere l’utile, a volte anche consistente, ma senza liquidità; viceversa vi può altresì essere una perdita (riduzione di patrimonio) con una leggera liquidità in aumento rispetto all’inizio dell’esercizio.

Dopo aver preso coscienza che esiste un aspetto economico, uno finanziario ed uno patrimoniale, risulta assai facile compiere il passo successivo: tutti e tre gli aspetti devono essere tenuti in debita considerazione e si influenzano a vicenda. Non basta produrre utili se poi viene a mancare la liquidità che consente all’azienda di muoversi.

Si può morire di fame ma anche di indigestione. Intendo dire che uno sviluppo rapido ed eccessivo dell’attività aziendale se non programmato ed analizzato in tutti i suoi aspetti può portare ad una crisi finanziaria dell’impresa. Occorre pertanto una programmazione dello sviluppo aziendale ed un costante controllo di quanto programmato.

A Cura di Antonio Schirripa,
Autore di “Il Check Up Aziendale”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

3 commenti

  1. Utili e liquidità costituiscono un binomio essenziale che, unitamente ad altre componenti, consente una corretta ed equilibrata gestone aziendale.

    Un’impresa che non abbia redditività non ha alcun senso, anche solo partendo dalla dedinizione d’impresa, che si può desumere dal codice civile.
    Del resto, intraprendere, cioè gestire un’attività d’impresa significa, in primis, assumersi dei rischi, proprio a partire dal senso etimologico del termine e quindi l’utile è il giusto compenso per i rischi intrapresi, oltre che per il lavoro svolto.

    Ma l’utile, a sua volta, è strettamente correlato alla liquidità aziendale, costituendo il primo tassello di quel cash flow, che tanta importanza assume, a partire dalle quantificazioni del fair value, appunto basate sull’attualizzazione dei flussi di cass, o discount cash flow.

    Certo, una redditività anche elevata non significa, necessaraaimente, che l’impresa sia liquida, e basti pensare a tutte quelle aziende nelle quali l’esigenza, ad esempio, di rientrare dai propri debiti, mette a dura prova proprio la liquidità aziendale.

    Indubbiamente, non si può guardare solo alla redditività, proprio perchè la liquidità è come la benzina per l’automobile, senza di essa non si va da nessuna parte.

    Per tutti questi motivi, è quanto mai rilevante tenere sotto controllo i vari fattori, redditivirà, liquidità, flussi economici, finanziari, patrimoniali, con particolare attenzione alle metodologie di riclassificazione del bilancio, basate su criteri di cassa, e non di competenza.

    In quest’ultimo periodo, peraltro, è ovvio che il principale problema, per molte imprese, è stata proprio la iquidità, sopratutto a causa del deteriorarsi del rapporto banca-impresa, che ha messo in crisi una delle fonti essenziali, per molte aziende, proprio della liqudità.

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