Come non compromettere la liquidità aziendale



L’ultima settimana di ottobre 2010 sono stato contattato da un imprenditore del settore commercio  per esaminare la situazione finanziaria della sua impresa. L’azienda in effetti è indebitata soprattutto a breve termine con scoperti di conto corrente.

L’imprenditore mi dice che la sua ditta è arrivata a questa esagerazione di indebitamento per acquisti errati di magazzino, infatti per pagare tutti i fornitori aveva utilizzato gli scoperti di conto corrente bancario.
In ogni caso egli mi dice che una delle Banche presso la quale ha il conto corrente, circa 6 mesi fa, gli aveva consigliato un finanziamento a 5 anni trasformando una buona parte di debito a Breve in debito a rate.

Poiché l’azienda non aveva sufficienti garanzie, il funzionario Bancario ha proposto di affrontare il finanziamento anche con l’aiuto di un Consorzio fidi che gli rilasciasse una garanzia per il 50% del debito. Il Titolare dell’azienda da subito è d’accordo con la soluzione.

Successivamente l’Ente di Garanzia Fidi comunica all’imprenditore la spesa per l’operazione e, dopo l’istruttoria, il Consorzio approva la garanzia per il 50% dell’importo del finanziamento richiesto.
In seguito il Finanziamento viene approvato e deliberato anche dalla Banca. Quindi l’operazione sembra quasi fatta.

Ma ecco invece l’imprevisto!!!
L’imprenditore mi racconta che è stato consigliato poi da una persona di sua fiducia ed insieme a lui ha ritenuto che la spesa di istruttoria della Banca e le spese del Consorzio di Garanzia  fossero troppo alte, quindi per non sopportare i costi, ha mandato all’aria tutta l’operazione.

A questo punto cosa succede?

L’imprenditore mi racconta che attualmente ancora non è cambiato niente, l’indebitamento è rimasto, con l’aggravante che la Banca ha chiesto all’azienda la riduzione della metà del fido chiedendo di provvedere al rientro nel giro di qualche mese.

A  questo punto cosa ha fatto l’impresa?

Non avendo la disponibilità immediata per coprire la somma richiesta dalla banca, è dovuta andare in un’altra banca a chiedere un fido pari a quello tolto dalla sua “vecchia” banca .

E il Direttore della “nuova“ Banca cosa gli ha detto?

Di farsi garantire da un Consorzio Fidi altrimenti l’azienda senza garanzie, dal loro Istituto, non può ottenere niente.

Morale:

Come mi sono sempre raccomandato anche  nell’ebook “Amministrare l’Azienda”  che la parte finanziaria dovrebbe avere sempre una valutazione attenta, si dovrebbe sempre cercare di avere le spalle coperte, poiché senza la liquidità non si va avanti.

Quando hai difficoltà finanziaria e non hai la possibilità di avere garanzie, valuta bene se è il caso di fossilizzarti sui costi poiché nel caso in esame gli interessi risparmiati sul conto corrente avrebbero ben ripagato le spese per il Consorzio Fidi.

Inoltre, l’operazione rateale grazie al basso tasso previsto nell’operazione, permetteva di recuperare la spesa nel periodo del finanziamento.
A questo punto, dopo aver fatto capire all’imprenditore che il consiglio del funzionario bancario era giusto, egli aveva commesso una duplice “leggerezza” dapprima ad approvare l’operazione, poi a rinunciare alla stessa.

Bene…comunque ora, insieme all’imprenditore, mi rimbocco le maniche e provo a seguire la questione cercando insieme a lui di dare una svolta positiva alla faccenda.

Staremo a vedere…

E tu cosa faresti? Lasciami un tuo commento.

A cura di Patrizio Gatti
Autore di Amministrare l’Azienda





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commenti

7 Commenti

  • Ciao Patrizio!
    Bello il tuo articolo!
    E non dimentichiamo che tutte le spese per la pratica di concessione del fido e gli interessi passivi sono costi per l’azienda. A differenza del privato, in caso di necessità, all’azienda conviene indebitarsi, e magari usare capitali propri per incrementare il business!
    Ma tu sei sicuramente più esperto di me in questo campo!!

    Giustissima la tua considerazione sul magazzino, ne parliamo anche noi nel nostro manuale, a volte i negozianti “congelano” capitali anche considerevoli nelle scorte di magazzino che poi dimenticano e continuano a fare ordini. Un magazzino mal gestito è come un pozzo senza fondo e causa di continue spese.
    Ciao a presto
    Laura

  • Ciao Laura , grazie per il tuo commento .

    In effetti non l’ho detto nell’articolo ma è proprio così, i costi bancari possono essere portati in detrazione dal reddito aziendale , e in questo caso conveniva proprio indebitarsi a medio termine.

    Il problema del magazzino è uno degli scogli principali che si trovano ad avere molte attività , ma spesso i negozianti ,nonostante l’aumento dell’indebitamento, la contrazione dei consumi, continuano ad acquistare per avere la scelta degli articoli per offrire alla clientela.
    Questo è un punto difficile da superare.

    Ciao Patrizio

  • Hai perfettamente ragione,io non ho un’azienda ma avevo un buon lavoro che mi garantiva un buon stipendio. Poi ho incominciato a usare carte di credito e chiedere finanziamenti,all’inizio stavo bene perchè lavoravo e poi 6 mesi fa ho perso il lavoro e mi sono ritrovato in un mare di debiti e le banche mi stanno addosso,tu mi sapresti dare un consiglio per risolvere la mia situazione e non permettere che passino in via legale?

    Sò benissimo che ho commesso degli errori,e se riesco ad uscirne avrò imparato una lezione che cambierà per sempre il modo di gestire il denaro perchè voglio ho imparato a mie spese che non si può vivere al di sopra delle proprie possibilità. Comunque spero riesci a darmi un consiglio,grazie!!

  • Ciao Nicola , intanto ti ringrazio per il commento . Per darti un consiglio forse è bene saperne un pò di più se vuoi puoi scrivermi in privato .

    Comunque un consiglio potrebbe proprio essere quello che c’è scritto anche nell’articolo cioè cercare di spostare il tuo debito in avanti nel tempo diminuendo il più possibile la rata per permetterti di pagarla tranquillamente secondo le tue possibilità .

    Ciao ti auguro di sitemare al più presto le tue questioni.
    Patrizio

  • Ciao Nicola,
    purtroppo la tua situazione oggi è comune a molti.
    L’idea di perdere il lavoro, possibilità remota anche solo pochi anni fa, ora è diventata preoccupazione comune di molti che sono lavoratori dipendenti.
    Proprio in questi giorni Alessandro ed io stiamo ultimando un manuale che tratta proprio di questo tema “Perdere il lavoro come opportunità”. Vuole essere una prima traccia per lasciare il lavoro da dipendente e reinventarsi una nuova attività come liberi professionisti.
    In bocca al lupo.

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