Come nasce un conflitto tra individui



Sapere come gestire i conflitti è una capacità difficile da apprendere e da mettere in pratica, ma è molto importante cercare di svilupparla, poiché essa incide sulla autostima degli individui. Risultare spesso o sempre perdenti, quando si deve fronteggiare un conflitto, deprime la stima che abbiamo di noi stessi, innescando un circolo vizioso che ci porta a vedere il prossimo come un nemico.

Il primo passo per riuscire a sviluppare una buona capacità di gestione dei conflitti è capire esattamente cosa è un conflitto e perché nasce; per conflitto s’intende una condizione nella quale, durante un confronto, uno od entrambi gli interlocutori, nel tentativo di raggiungere i propri obiettivi e di influenzare la controparte, volontariamente o per incapacità, non tengono conto del deteriorarsi dei rapporti interpersonali.

La gestione dei conflitti, di conseguenza, richiede la capacità di mettere in atto accorgimenti, che permettano di raggiungere totalmente o parzialmente i propri obiettivi, senza mettere a rischio le relazioni interpersonali.

La parola conflitto ha, nella nostra cultura, una connotazione negativa, poiché richiama alla mente la guerra, la violenza, i comportamenti aggressivi; è, per contro, possibile con particolari accorgimenti, mantenere buone relazioni personali, anche a fronte di divergenze nelle opinioni, convinzioni, sentimenti e valori del nostro interlocutore, ottenendo, contemporaneamente, rispetto per le nostre idee. Le tecniche di comunicazione, quelle di negoziazione e persuasione aiutano moltissimo ad affrontare le situazioni conflittuali, ma non è sufficiente la volontà di apprendere queste tecniche; occorre anche la determinazione di agire sulla propria personalità al fine di rendere naturale accettare le divergenze come momenti positivi e non come minacce, cioè mettere in atto comportamenti così detti assertivi.

A Cura di Pier Paolo Sposato
Autore di “Come Gestire i Conflitti” e “Capi non si Nasce”





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9 Commenti

  • Bel Articolo,
    penso che tu abbia proprio ragione, per prevenire i conflitti molto spesso basterebbe sapere i valori e le regole che li soddisfano per evitare conflitti tra persone.
    Molti non capiscono che il proprio modo di vedere non è quello di tutti e che una cosa per me “normale” o giusta non potrebbe esserlo per altri.

    ricordiamoci La mappa non è il territorio.

    A presto

    Alberto

  • Ciao Pier Paolo,
    Grazie per l’articolo molto interessante… 😉

  • Ciao Pier Paolo,
    bellissimo argomento a cui tengo particolarmente.

    Spesso purtroppo al confronto divergente su contenuti c’è un parallelo confronto tra personalità e se questo confronto non è equilibrato quello tra contenuti passa in secondo piano.

    Proprio come dici tu le persone dovrebbero sviluppare tecniche di negoziazione e percorsi di crescita personale individuale.

    Secondo me queste modalità dovrebbero far parte del nostro background professionale, anzi dovrebbero apparire nei nostri curriculum vitae come indispensabili per ottenere posti chiave nelle organizzazioni, oltre al fatto che secondo me dovrebbero possederle tutti.

    Complimenti per l’articolo!

  • Articolo molto bello ed interessante.
    Io sono convinto che la base per poter realmente gestire i veri conflitti, sia un minimo di “volontà” a volerli gestire e superare; ovviamente la volontà deve esserci da entrambe le parti e non a senso unico.
    In certe aziende, ho l’impressione che alcuni “conflitti” vengano “creati ad arte” per alcune categorie di dipendenti per poter rendere più competitive e produttive le persone; questo sistema lo ritengo un’arma doppio taglio anche perché mi piacerebbe sapere quanto “costa all’azienda” la gestione dei conflitti tra i dipendenti.
    La conoscenza delle giuste tecniche di negoziazione e di persuasione aiuta certamente a risolvere i conflitti ma anche e soprattutto a migliorare il dialogo e quindi anche a “prevenire” in qualche misura i conflitti stessi.
    Sono sicuro che il nuovo ebook “Come gestire i conflitti” in uscita tra qualche giorno sarà ricco di interessanti consigli e suggerimenti su come fare.
    In bocca al lupo!

  • Quest’ottimo articolo evidenzia la genesi del conflitto, sopratutto su base psicologica, componente che indubbiamente rischia, in qualche misura, di mettere a rischio la sopravvivnenza di buoni rapporti personali.

    A mio avviso, molto dipende dal contesto.

    In ambito azinedale esistono, efettivmente, diverse tecniche e strategie, cosidette di superamento del conflittto, che intanto dovrebbe essere visto come un momento di confronto tra opinioni diverse, e non come una guerra di tutti contro tutti.
    Del resto, quando ci si trova a confrontarsi in determinati ambiti, ad esempio nelle aule di giustizia, ci sono appunto operatori abituati, per la natura stessa del loro ruolo, alla dialettica delle reciproche posizioni, separando nettamente queste dai rapporti personali.

    Non è poi così raro, ad esempio, vedere principi del foro che si sono affrontati in tribunale, andare poi a pranzo insieme….

    In molte imprese, purtroppo, il problema è riconducibile ad una sostanziale dimensione puramente fattuale del conflitto, cioè ad una sorta di insufficiente formalizzazione dello stesso.
    Questo implica anche, per certi versi, il lasciare che i conflitto, almeno in una certa fase iniziale, si sviluppi come tale, senza essere appositamente gestito.
    Lo si accetta quasi come un evneto naturale e non gestibile…..

    Molto utili, quindi, risorse finalizzate alla comprensione e gestione del conflitto, in imprese, enti ed ambiti vari, tra cui quello familiare.

  • Ringrazio tutti per l’apprezzamento che avete espresso sulle intenzioni che si pone il mio Ebook: i vostri commenti mi hanno fornito degli spunti per alcuni prossimi post sul blog. Prendo l’impegno, in particolare, d’intervenire sul problema sollevato da Francesco, relativamente al ruolo che hanno le personalità e i profili psicologici individuali sulla capacità di gestione dei conflitti.
    Saluti a tutti Pier Paolo

  • Secondo la mia opinione (è stato affermato anche in vari articoli) meno conflitti rendono un clima lavorativo più sereno e produttivo.

    Del resto parlando con le persone ai miei coaching emerge questo fatto: un brutto clima porta ad attriti e quindi decremento della produttività.

  • complimenti per l’ottimo articolo,

    secondo me chi studia pnl non ha scuse per litigare con altre persone,perchè come ci insegna la pnl noi siamo responsabili della nostra comunicazione,e se impariamo a gestire le obiezioni,a controllare le nostre emozioni e impariamo a restare calmi in situazioni di stress diventerebbe un mondo migliore,anzi con gente migliore.

    la prima cosa che bisogna fare e dissociarsi dalle emozioni negative quando si è in situazioni di stress.

    secondo me se tutti studiassero pnl diventerebbe un mondo fantastico!!!
    ma purtroppo non tutti la possiamo pensare allo stesso modo.

  • La gestione dei conflitti porta a piu complicita e meglio approciarsi anche con chi lavori , perche non potrai mai essere imprenditore senza sapere gestire i rapporti con le persone che lavorano con te o per te

    Trovato qlk qui

    https://wellness-finanziario-denaro.blogspot.com/2009/05/gestire-i-conflitti.html

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