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Come inseguire un sogno

Apprendimento

1977

197Confesso che, prima o poi, mi iscriverò al DAMS, ad indirizzo cinema e teatro.. E’ un sogno lo so, solo un sogno. Non ha alcuna attinenza col mio lavoro o con la mia formazione. Non mi dà alcuna nuova prospettiva. Ma mi piacerebbe.

Hai un lavoro che ti soddisfa e al quale non chiedi di più, e magari già una laurea, ma la tua passione è un’altra. Sei un avvocato che ha sempre avuto la vocazione dell’ingegnere? Un direttore di banca al quale è nata una passione per la psicologia? Un’insegnante elementare che divora il “Sole 24 ore”? Un fisioterapista al quale è nato il pallino per la regia teatrale? No problem.

Non pensare che oramai sei troppo impegnato, che le scelte “importanti” sono state già fatte, che tanto il tuo lavoro così è e così rimarrà … non è vero!!! Hai una passione: inseguila. Non limitarti a pensare come sarebbe bello se …  o a seguire qualche corso serale sull’argomento. Affronta il toro per le corna, iscriviti all’Università al corso che ti stimola di più, mettiti in campo, studiando e preparandoti seriamente per ciò che è la tua passione.

Confrontati con lo studio vero e vedrai che ciò ti scatenerà una scarica di adrenalina che ti sembrerà di “volare” in tutte le altre attività giornaliere. Seguire un’attitudine è il miglior regalo che tu ti possa fare.

Qualche tempo fa ho sentito uno psicologo che diceva: se non hai la possibilità di fare un periodo di vacanza fuori casa, dai almeno un po’ di riposo per il tuo cervello: occupati per 15 giorni di qualcosa che di solito non fai.

Non leggi mai? Inizia un libro.
Non fai mai lavori manuali? Comincia qualcosa, crea, dipingi ecc.
Non hai mai compilato i cruciverba? Non sai il tedesco?
Comincia in quei quindici giorni e lascia perdere le solite cose.

Alla fine del periodo sarai riposato e rigenerato nello spirito e avrai la sensazione di essere veramente stato in vacanza, perché la tua mente sarà stata “scollegata” altri interessi quotidiani e catapultata in un’altra dimensione.

Ora scappo, vado ad informarmi sui corsi del DAMS.

A cura di Raffaella Fenoglio
Autrice di Laurearsi a tutte le età

Libro bruno

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

8 commenti

  1. Raffaella,
    hai proprio ragione, io personalmente nella vita ho sempre fatto finanziamenti, però da molti anni pure sto portando avanti la mia passione per la crescita personale, frequendo quando possi corsi nel weekend, leggo un sacco di libri, ho il mio blog, e pensa vicino a casa mia ho scoperto pure che da poco fanno corsi di psicologia una sera alla settimana.

    fantastiche sono le opportunità che scopriamo quando diamo sfogo alle nostre passioni.

    a presto

    alberto

  2. Ciao Raffaella, concordo pienamente con le tue parole!

    Le proprie passioni sono ciò che rendono bella e speciale la vita di ogn’uno di noi… Io sono un gran appassionato di videogiochi e c’e la stò mettendo tutta per coltivare questa mia passione.

    Chissa che un giorno non diventi una voce importante e di peso del settore!! 😉

    Ciao e Complimenti Raffaella!!

  3. Tradizionalmente, si da spesso per scontata una sorta di dicotomia, di scelta nettamente alternativa tra scegliere le proprie passioni, e conseguenti studi e professioni, e scegliere, invece, quello che porta a risultati economici.

    La realà è diversa, intanto perchè le passioni possono anche riguardare settori che tradizioanlmente portano a certi risultati economici, ma non è così, a mio modesto avviso, neppure con riferimento ai settori che tradizionalmente sono riconnessi a certi risultati economici.
    Chi, infatti, sceglie una professione solo per denaro, spesso si trova a non avere una professione che piace, ma neppure un risultato economico significativo.

    In questi casi, non si deve mai dimenticare che il risultato economico è il corrispettivo di un’elevata professionalità nel settore prescelto e, conseguentemente, se non si è motivati da autentica passione per quella attività, certo è difficile eccellere, visto che solitamente c’è una certa concorrenza.

    Possiamo fare alcuni esempi, ma le cose non vanno diversamente in settori diversi.
    Parliamo, ad esempio, dell’ambito forense.
    Ambito civilistico: le cause realmente importanti, quelle con interessi economici realmente significativi, non sono affidatr ad un legale, perchè si fa pagare onorari contenuti, ma solitamente ad un legale “di grido”, che anzi applica parcelle “salate”.
    Quel che conta è infatti avere la maggior probabilità di conseguire un esito positivo da un ricorso, piuttosto che da una controversia di qualsivoglia genere, ed è evidente che , solitamente, è difficile conseguire un risultato di divenire un “principe del foro”, se non si è guidati da vera passione per le prolematiche giurìdiche.
    Ho conosciuto, tempo fa, un legale, figlio di un celebre avvocato, che aveva lasciato lo studio al figlio…ebbene, dopo unp o’ lo studio chiuse…proprio perchè la clientela si accorse che il figlio non era all’altezza del padre.

    E ciò, nonostante un ribasso generalizzato nelle tariffe degli onorari.
    Evidentemente, la clientela preferiva pagare parcelle decisamente più onerose, ma ricevere un’assistenza di livello qualitativo superiore.
    Le cose, a maggior ragione, vanno in tal senso nel penale, e via dicendo….

    Ma è la stessa cosa in campo medico.

    Preferiremmo essere operati, o anche solo curati, da un medico che mette vera passione in quello che fa, o da qualcuno che ha ritenuto di diventare tale, solo perchè qualche parente poteva introdurlo…..?

    Come si vede, anche per ottenere risultati economici di un qualche rilievo, non è sufficiente scegliere una di quelle professionalità che tradizionalmente portano a certi risultati, ma è altresì indispensabile che ci sia un autentico interesse per la professione svolta.

  4. Sono perfettamente d’accordo con te, inseguire i sogni fa parte della vita, siccome in questo periodo sono incasinatissimo con il lavoro e purtroppo non ho la possibilità di muovermi (per i miei impegni lavorativi), farò in modo di riposarmi con il tuo “metodo/consiglio” che a mio modesto parere reputo ottimo da ogni punto di vista. Se si vuole andare avanti vivendo bene, inseguire un sogno è considerato un obbligo. Complimenti per il post e complimenti per il blog.

  5. E’ giusto, bello e gratificante inseguire i propri sogni, specie quando si ha la possibilità di farlo senza creare grossi problemi a sè e a gli altri. Ma, specie nella vita famigliare o di coppia, i sogni (anche individuali) devono essere inseguiti in due altrimenti si rimane a correre da soli…..

    Molto utile il consiglio per “rigenerarsi”, dedicando 15 giorni di tempo a fare una cosa che non si è mai fatta o ad imparare qualcosa che avremmo voluto sapere e non abbiamo mai potuto farlo. E’ un modo semplice per staccare veramente dalla quotidianità e scoprire cose nuove.

    Complimenti per questo articolo e per il successo dell’ebook.

  6. Alberto, hai toccato un punto moooooolto delicato: la crescita in una coppia.
    Penso che sia il primo dei motivi che porti alle cosiddette “scappatelle” e al divorzio, soprattutto in chi si sposa molto giovane.
    La crescita “spirituale” raramente ha la stessa intensità e ritmo in entrambi i partner.
    La nostra sensibilità, il nostro bisogno di crescere segue impulsi molto personali.
    Ma se alla base c’è l’ “amore” e il “rispetto”, devo lasciare fare al mio partner il suo percorso, e viceversa.
    E’ vitale che ognuno dei partner goda di un proprio spazio individuale, perchè solo crescendo come “persona”, riesce a relazionarsi con l’altro e vivere bene la vita di coppia.
    Non posso rinunciare al corso di xxxx, perchè a mio marito non interessa, nè lui deve smettere di xxxxx, perchè a me non piace.
    E’ sano avere interessi diversi e coltivarli.
    Così quando troviamo spazi e interessi comuni è più bello ancora, è come essere di nuovo ragazzi, facciamo qualcosa insieme per il piacere di farlo, non per obbligo dettato da un anello al dito.
    Soprattutto quando gli anni di matrimonio sono parecchi.
    Ciao
    Raffaella

  7. Ciao Raffaella, bell’articolo… 😉

    Io sono fortunato perchè passo per passo ho realizzato il mio sogno lavorativo. Faccio coaching di web marketing ed E-commerce con tante persone interessanti e lavoro online sui medesimi argomenti… che sono la mia passione.

    Non c’è niente di più bello ed appagante, ed auguro a tutte le persone di poter raggiungere un giorno il loro traguardo lavorativo… 😉

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