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Come individuare i requisiti di un imprenditore franchisee

Ci eravamo lasciati con il nostro ultimo post dedicato a “perché divenire imprenditori nel franchising” con la promessa che ci saremmo riproposti, invece, con un articolo dedicato al come. Eccoci!

Per aderire ad una contratto franchising dobbiamo chiederci se possediamo le  caratteristiche dell’ imprenditore in franchising, se riusciremmo a cogliere i benefici di una formula di questo tipo.

Non è solo questione di capitali, vero è che chi li ha è certo un passo avanti, ma non è sufficiente: l’imprenditore deve riuscire a trasformare un’idea in un business; l’impresa deve riuscire ad autofinanziarsi e deve generare profitto, solo così possiamo consolidare il nostro patrimonio e svilupparci.

Ma su noi stessi, cosa possiamo dire? Siamo davvero compatibili con questa formula da punto di vista personale? Quali sono le nostre attitudini professionali? In che settore ci piacerebbe lavorare? Abbiamo un talento particolare? Quali sono i nostri interessi?Quali i nostri studi?

Perché vogliamo metterci in proprio? Che età abbiamo, quali obiettivi di vita vogliamo perseguire nei prossimi 5 anni, 10 anni? Dove vorremmo vivere? Quanto tempo della giornata siamo disposti a investire nella nuova attività? Ci fa fatica lavorare anche nei giorni festivi?

Il mix delle risposte è capace di definire un quadro differente del nostro profilo e delle nostre attese; suggeriamo di arricchire l’elenco delle domande, di metterle su carta e rispondere secondo una scala di giudizio, da uno a quattro, ove uno rappresenta il 25% e quattro il 100%.

Per ogni attività franchising che stiamo valutando, rispondiamo alle domande e diamoci un voto. Sempre e solo in relazione a quella attività, rispondiamo in maniera spontanea e senza indugiare: il totale ci darà una percentuale di compatibilità del nostro profilo rispetto al tipo di attività che stiamo valutando. In sintesi, la domanda principale alla quale dobbiamo rispondere, per avventurarci in un’impresa di questo tipo, è: “che tipo d’imprenditori siamo?”.

La figura dell’imprenditore autonomo è legata, sovente, a forte individualità, autonomia, iniziativa e leadership. In una formula franchising, per qualche aspetto della gestione, dovremo essere capaci di affidarci alla consulenza del franchisor, quando non sottoporci a veri e propri vincoli commerciali, normalmente e per mix diversi, pubblicità, merci, logistica, se non addirittura per i prezzi, poiché, qualche franchising impone anche questo tipo di leva.

Siamo, quindi, pronti a farci condurre e a rispettare tali vincoli pena, per alcuni franchising, anche la risoluzione del contratto? Non è irrilevante, per alcuni imprenditori; può capitare, per esempio, che alla firma del contratto accettiamo tali condizioni, forse anche distrattamente e, in seguito, ci paiano troppo vincolanti perché vorremmo fare da noi. Lavorare nel franchising significa fare il gioco di squadra, siamo pronti a confrontarci con il franchisor e ad affidarci all’esperienza dei professionisti del titolare del marchio?

Molti imprenditori lavorano d’impulso, agiscono intuitivamente e non ritengono necessario imporsi un metodo e delle scadenze operative. Siamo pronti ad accettare il metodo propostoci e a osservare scadenze, a partecipare a meeting, incontri programmati?

Il franchisor potrà proporvi sessioni d’incontro online, di condividere report, analisi e potrà pretendere un ritorno d’informazioni periodiche della nostra contabilità; alcune volte potrà chiederci di condividere software, database, informazioni sensibili, il fatturato giornaliero o settimanale, i nostri margini, i nostri bilanci, soprattutto quei franchisor che pretendono una royalty e che quindi ci forniscono il software di gestione pretendendo il collegamento in rete dei database e dei libri contabili. Siamo pronti ad essere osservati?

Siamo pronti a condividere questo genere di verifiche? In sintesi, siamo pronti ad essere parte di un network, di una rete di imprenditori e non solo piccoli imprenditori autonomi? Siamo pronti a rispettare termini, scadenze e qualche altra imposizione?

Un approccio destrutturato al commercio, l’improvvisazione e l’individualismo non sono elementi congruenti con il profilo d’imprenditore nel settore del franchising. Se non siamo in grado di mettere da parte alcune delle nostre idee, se non tolleriamo ingerenze, se non siamo per il gioco di squadra, se non siamo trasparenti e non siamo favorevoli alla partnership sincera, molto probabilmente non siamo la figura d’imprenditore idoneo ad avviare un business di questo tipo.


A cura di Sabrina Ferrari Singhi

Autrice di Gestire il Negozio e Potenziare le Vendite

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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