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Come gestire le obiezioni

Aziende

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Le Obiezioni forniscono indizi preziosi su cosa soddisfa o non il cliente e sono un segnale positivo di interesse da parte del cliente.Le Obiezioni possono essere pretestuose o reali. Si possono individuare attraverso tre punti di  riferimenti specifici per determinare la tipologia di obiezione che ci troviamo a gestire:

– il grado di precisione con cui vengono formulate

– il momento nel quale vengono formulate

– l’atteggiamento dell’interlocutore

Le Obiezioni Pretestuose sono:

  • costanti e cadenzate,
  • vengono formulate all’inizio del colloquio e prima dell’illustrazione del progetto,
  • il potenziale cliente ha un atteggiamento distratto e con sguardo sfuggente.

Le Obiezioni Reali, invece, sono:

  • lente con pause,
  • toni di voce bassa,
  • vengono formulate durante la presentazione della proposta,
  • il potenziale cliente ha un atteggiamento attento, concentrato ed un tono serio e riflessivo.

Tre Errori da evitare:

  1. Ritenere che l’obiezione sia diretta a noi personalmente
  2. Non prendere in considerare l’obiezione
  3. Colpevolizzare il Cliente

Nove Consigli utili:

  1. Far emergere le Obiezioni
  2. Imparare a cogliere il sorgere di un’obiezione da uno sguardo perplesso oppure da un gesto negativo
  3. Anticipare le Obiezioni per gestire la situazione al meglio
  4. Lasciare parlare, senza interrompere
  5. Riflettere sulla  risposta
  6. Evitare le discussioni
  7. Considerare l’obiezione come una domanda e nulla più
  8. Evitare espressioni  del tipo : “Non è vero”, “Lei si sbaglia”, “Lei  non ha capito”
  9. Mantenere la calma

Ricordarsi che:

LE OBIEZIONI SONO UN SEGNALE DI INTERESSE DA PARTE DEL CLIENTE…
QUINDI, SE IL CLIENTE NON MUOVE OBIEZIONI, NON SIGNIFICA CHE VA TUTTO BENE…

Concludo l’articolo ringraziando coloro che hanno apprezzato il mio e-book trovandolo utile nella propria attività, il che mi ha gratificato molto essendo proprio questo il mio intento.

A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

6 commenti

  1. Mi paiono ottimi suggerimenti, caro Cesare.

    In effetti, il cliente che non fa obiezioni spesso non è interessato, proprio perchè, comunque, non gli interessa perdere tempo ad informarsi su qualcosa, che comunque non intende acquisare a priori.
    Le obiezioni sono, in fondo, richieste di chiarimento, e proprio per questo dovrebbero essere apprezzate dal venditore.

    Una tecnica efficace nel gestirle consiste anche nel dare risposta alle medesime, concludendo poi con una domanda da parte del venditore, così da continuare a far ragionare il potenziale cliente e tenerne desta l’attenzione.

    Se, ad esempio, l’obiezione è sul prezzo troppo alto, si può interpretarla come una richiesta di informazioni sul rapporto tra qualità e prezzo. Quindi, il buon venditore non dovrà semplicemente replicare dicendo che il prezzo non è elevato, ma rilevando, ad esempio, che il prezzo è alto o basso in rapporto, ovviamente, a quello che si ottiene, in quantità e qualità, per quel prezzo.

    E la domanda, ad esempio, potrebbe vertere su argomentazioni di questo tipo:
    “Lei ritiene che questo prodotto sia di qualità?
    Pensa che questo prodotto, essendo di qualità, potrebbe essere seriamente offerto ad un prezzo inferiore?

    Oppure: pensa che, se questo prodotto fosse offerto ad un prezzo sostanzialmente inferiore, il prodotto sarebbe veramente di qualità?”.

  2. Ecco nel giro di due giorni due suggerimenti preziosi. E’ il mio periodo fortunato o io sono più recettiva ai suggerimenti???
    Immagino che l’ipotesi giusta sia la seconda.
    E comunque confermo. Da cliente, solo se il prodotto mi interessa … indago ulteriormente … a volte con un pizzico di malizia e voluta “sorridente e stuzzicante polemica”.
    A fare la differenza sarà poi l’atteggiamneto del venditore.
    Ecco un’altro suggerimento di cui a breve dovrò fare tesoro. Non me ne dimenticherò
    Enrica

  3. Caro Gian Piero, riporto una parte di un articolo riguardante l’obiezione del prezzo alto che pubblicai qualche mese fa :
    ” E’ comprensibile che l’obiezione del prezzo sia considerata un ostacolo: è indubbiamente frequente, un pò fastidiosa (anche per la sua ricorrenza) e può dare la sensazione di essere un ostacolo sulla conclusione della trattativa di vendita.
    Tuttavia, proprio perchè è ricorrente, chi esercita la professione della vendita, e magari ha partecipato a corsi formazione o seminari, dovrebbe avere trovato una modalità efficace per disinnescarla.
    E invece no, la maggior parte dei venditori e degli agenti di vendita ne soffre tuttora. Tuttavia, più che difendere il prezzo, suggerisco di parlare dei vantaggi correlati al prodotto / servizio. ”

    Ovviamente, senza togliere niente al tuo commento…sempre utili e preziosi anche per gli altri.

    Cara Maria Enrica,
    mi fa piacere che hai trovato utile il mio articolo.
    Nel blog si trovano articoli molto interessanti…anche degli altri.

    Saluti affettuosi.

    Cesare

  4. Ciao Cesare.
    Molto interessante l’articolo, concordo con il commento di Maria Enrica.

    Nel periodo che vendevo assicurazioni era fortemente sottolineata l’importanza delle “Obiezioni”. In vari casi il cliente che non faceva obiezioni non aderiva alla polizza oppure ti rispondeva con il classico “Ci devo pensare”.

    Buona giornata! 😉

  5. L’argomento è interessantissimo. Per ogni venditore è assai importante saper gestire le obiezioni. Spesso dietro le obiezioni ci sono richieste di informazione; un cliente che non fa obiezioni più o meno marcate è un cliente che non è motivato a comprare (concordo con Massimo).
    Una cosa, che io considero fondamentale per la gestione delle obiezioni, sono le domande. Il fare domande al cliente in modo da ristrutturare la sua obiezione in maniera positiva, aiuta non solo il cliente stesso a concentrarsi su quello che vuole e non su quello che non vuole, ma aiuta anche il venditore a capire ciò che il cliente sta realmente cercando. Con le domande si trasforma una obiezione in una opportunità di vendita!

I commenti sono chiusi.