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Come e perché definire una strategia

Aziende

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251Ai piccoli imprenditori del commercio, i titolari di piccoli negozi, sovente sfugge l’importanza di definire una strategia commerciale; sono attratti dalla propria idea imprenditoriale e tendono a fissarsi sugli elementi che ritengono vincenti di tale idea.

Sottovalutano i rischi connessi al business che stanno per intraprendere o che già conducono, con inevitabili conseguenze sull’esito dell’impresa.

Essi trascurano di elaborare un’analisi approfondita e articolata delle variabili del business: indicatori di mercato, concorrenza, aree di criticità e di sviluppo, investimenti, innovazione, analisi finanziaria, economica e patrimoniale dell’attività commerciale ecc.; in poche parole, non calcolano il proprio score di rischio in relazione al proprio profilo di imprenditore.

Sia che si tratti di avviare un’attività, sia che si tratti di sviluppare un business consolidato, raramente il commerciante è in grado, in autonomia, di proiettare sul lungo periodo gli effetti delle proprie scelte e/o di variabili esterne indipendenti dal proprio agire.

Perché definire una strategia? L’orientamento comune è quello di ritenere che una strategia sia prerogativa dei grandi gruppi, delle sole imprese a elevata capitalizzazione e, per contro, si è portati a pensare che il piccolo imprenditore possa esimersi dal definirne una; a torto, si crede che il peso delle risorse in gioco non giustifichi un tale sforzo di analisi e di pianificazione.

Definire una strategia aiuta a comprendere dove siamo, dove vogliamo andare e sovente perfino chi siamo. Definire una strategia ci aiuta a fissare degli obiettivi, a pianificare le azioni future e, soprattutto, a misurarne gli scostamenti.

Affrontereste un viaggio che si preannunci irto di difficoltà, senza pianificare tappe intermedie, senza segnare un percorso principale e/o percorsi alternativi, o ancora senza munirvi dei mezzi, senza stimare i costi ed eventuali prevedibili interferenze? Nella conduzione di un’attività commerciale, elaborare una strategia significa effettuare delle proiezioni, delle simulazioni su come potrebbe evolvere il nostro business, in ragione dei prevedibili eventi futuri, sia che si possa dominarli sia che non cadano nella nostra sfera di potere.

In altri termini e sfruttando ancora una metafora, una strategia altro non è che un piano di navigazione, il cockpit dell’imprenditore il quale ha previsto una rotta, un tempo, un certo consumo di risorse, le condizioni meteo, in sintesi tutti gli elementi che, se noti, tenderanno a garantire la sicurezza del viaggio, su tutto, la certezza di giungere a destino nel minor tempo e con il minor consumo di risorse.

Ma come definire una strategia? Tra i diversi strumenti uno è essenziale: la matrice SWOT, acronimo di Strengths (punti di forza) – Weaknesses (punti di debolezza) – Opportunities (opportunità) – Threats (minacce), uno strumento ancora attuale e potente che ci consente di schematizzare il quadro delle azioni strategiche e che anche un piccolo imprenditore può tracciare in maniera semplice.

Al prossimo post per appronfondire questo indispensabile strumento del marketing.

A cura di Sabrina Ferrari Singhi
Autrice di Gestire il Negozio e Potenziare le Vendite

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

9 commenti

  1. In oltre 20 anni di attività di consulenza aziendale e formativa \ motivazionale ho avuto a che fare con migliaia e miglia di Imprenditori che hanno adottato ogni strategia organizzativa ai più svariati livelli. Ho visto persone, uomini, Aziende imprenditori, “cadere nella cenere” o “consolidare successi davvero importanti”.

    Ritengo Sabrina, che ogni imprenditore di successo ha bisogno di un mix di elementi diversi per raggiungere il successo che cerca. E ‘importante avere una buona idea, una strategia di marketing efficace, una buona distribuzione, un ottimo know-how finanziario, prezzi competitivi ..e la lista continua. Se si hanno i fondi per assumere ottimi collaboratori, consulenti finanziari e specialisti di produzione si può “esternalizzare” la maggior parte di queste cose. Tuttavia, c’è una cosa che nessun aspirante imprenditore può “esternalizzare” ed è più importante di qualsiasi cosa e tutto il resto – Coraggio!

    Il coraggio è ciò che distingue coloro che pensano di iniziare un’attività in proprio da coloro che effettivamente fanno. L’ostacolo che impedisce alla maggior degli imprenditori di costruire il proprio business, il proprio “sogno imprenditoriale” è sempre interno, è sempre uno: La Paura, che come affermi giustamente tu Sabrina; con un ottima pianificazione può essere messa sotto controllo e gestita addirittura a nostro favore. Del resto ..non c’è coraggio senza paura! Tutti i più grandi successi di ogni uomo, ..credetemi, sono partiti da una SANA paura di rischiare.

    Concludo ..parafrasando un antico e saggissimo detto beduino:
    “ Nella natura selvaggia tu vali quanto il tuo coltello. ..Tienilo sempre affilato! “

    Un saluto ed un ringraziamento a te Sabrina e ..Buon Week end a tutti. 😉

    Gianpaolo Pavone
    PERSUASIONE STRATEGICA

  2. Grazie a te Gianpaolo,
    sono d’accordo, il coraggio è parte del talento di una persona, indubbiamente serve per poter vincere la paura insita in ognuno di noi, paura dell’ignoto, paura delle reazioni altrui, per ridurre questo elemento di indecisione e l’ansia collegata il metodo migliore, ho imparato anch’io negli anni, ritengo, è quello di ridurre l’ambito di incertezza e cercare di simulare gli scenari futuri, cercando di individuare gli elementi che potrebbero compromettere i nostri sogni. Certo è che insieme al coraggio penso che un’imprenditore debba avere altri talenti: creatività, amor proprio, senso della sfida, inziativa, autonomia, senso pratico ecc. D’altra parte quando si dice di una persona che è intraprendente, anche se non è imprenditore, intendiamo sottolineare tutte tra quelle qualità che riconsoceremmo ad un imprenditore.
    Grazie per aver scritto

    Buon WE a tutti.

    SF

  3. L’Analisi SWOT è una tecnica quali-quantitativa ottima di matching, vale a dire di comparazione fra l’assetto interno e le risorse aziendali e le change offerte dall’ambiente competitivo e generale esterno.

    Io stesso la uso con successo da anni durante le sessioni di lavoro con gli imprenditori.

  4. Mi fa piacere Antonio che trovi corridpondenze in ciò che scrivo.
    Effettivamente è uno strumento potente ed ancora attuale.
    Anche noi nello sviluppo dei nostri Business Plan la utilizziamo.

    Saluti
    SF

  5. Ciao Sabrina,
    Grazie per l’articolo.

    Qui al mio paese nascono nuove attività che muoiono nel giro di alcuni mesi, con uno spreco di migliaia e migliaia di euro. Evidentemente molti si credono imprenditori senza sapere nulla di imprenditoria, un fatto che lascia senza parole.

    Cosa dire? …Spero per tutti loro che si formino in futuro, altrimenti butteranno via solo soldi e basta. Nel mio piccolo ho già cercato di aprire la mente di molte persone, ma non è semplice.

  6. Ciao Massimo,
    è quello che constatiamo ogni giorno anche noi.
    Molti di noi sanno quanto è difficile vendere servizi di consulenza alle PMI.

    Grazie per gli interventi.

    Saluti

    SF

  7. Ciao Antonio,
    Sicuramente da noi è un problema culturale molto forte.

    Attività ne ho viste molte ma azioni pianificate di marketing davvero poche. Così di getto mi viene in mente una birreria, pensa che è l’unica che chiede l’indirizzo email per fare una lista dei clienti da contattare per il futuro (tramite email fanno sapere di concerti, occasioni speciali ed altro).

    Poter disporre del database dei propri clienti o almeno una parte di essi dovrebbe essere azione fondamentale di ogni azienda (compresi bar/birrerie/ristoranti), ma invece è pura fantasia.

  8. Ah! Ragazzi!
    Quella del direct marketing, argomento a cui vi riferite, è materia a cui sono, a volte, insensibili anche le aziende strutturate e capitalizzate. La Metro però fa scuola! Ho potuto osservare le potenzialità del marketing diretto ed è certo il tipo di approccio che consente di governare meglio le leve marketing con effetti sui risultati ottimi. La competizione domani sarà certo vinta dalle aziende che conosceranno i propri clienti, alcuni operatori presumono di conoscerli!

    Saluti

    SF

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