Altro che crisi: dal 2009 gli indici di Borsa sono in crescita esponenziale

Le Trappole dell'InvestitoreMentre le principali Borse mondiali stanno andando a gonfie vele, la percezione del comune risparmiatore è che, siccome c’è la crisi, è meglio stare alla larga dai mercati azionari, in quanto imprevedibili e rischiosi.

Ora, andiamo ad esaminare l’andamento di tre indici di borsa, tra i più importanti al mondo, nel periodo post crisi 2008:
Dow Jones Industrial Average;
Nikkei 225;
DAX.

Partiamo dal Dow Jones, l’indice basato sui trenta titoli più importanti della Borsa di New York. Nell’ottobre del 2007 il DJ aveva raggiunto il suo massimo storico a quota 14.164 punti. A seguito dello scoppio della crisi dei mutui sub-prime, l’indice è precipitato toccando il minimo a quota 6.547, il 9 marzo del 2009, con una perdita pari al 53,77%.

Da quel momento inizia, però, il recupero del listino con un rally straordinario che lo porta, a marzo del 2015, al nuovo record storico di 18.288 punti con un guadagno, dai minimi del 2009, pari al 178,31%.

Ora, chi ha avuto la competenza, la razionalità e il coraggio di investire dopo il crollo del 2008/2009, si è messo in tasca degli enormi guadagni. In soli sei anni (che sono pochi, se consideriamo che stiamo parlando di azioni) il mercato americano ha riservato ai propri investitori delle soddisfazioni incredibili!

A proposito di “credenze” che regnano tra il popolo dei risparmiatori, quanti secondo te sono coloro che ci hanno veramente creduto? Sicuramente una minima parte, perché il “gregge” solitamente si lascia guidare dalle emozioni e fa esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe, ossia vende ai minimi e compra ai massimi. Non segue, pertanto, le regole d’oro della finanza comportamentale.

Ma veniamo ora ad un caso particolare, quello del Nikkei 225, l’indice dei maggiori titoli quotati alla borsa valori di Tokio.

Dopo il boom economico degli anni ’80, a partire dal 1990 il Giappone è precipitato in una crisi economica senza precedenti. Un mix esplosivo di fattori congiunturali, quali il forte apprezzamento dello Yen sul dollaro, interventi di espansione monetaria e lo scoppio della bolla speculativa sull’immobiliare, hanno condotto il paese alla cosiddetta stagflazione, ossia una stagnazione economica accompagnata da inflazione monetaria.

Premesso che la Borsa giapponese non ha mai riconquistato il massimo storico raggiunto nel gennaio 1990 a 38.876 punti, bisogna comunque evidenziare come il crollo dell’ultima crisi finanziaria sia stato totalmente recuperato. Difatti, dal minimo storico toccato a 9.081 punti, oggi il Nikkei 225 ha raggiunto quota 19.905 punti, con un rialzo pari al 119,47%.

Complimenti a coloro che, negli ultimi anni, hanno dato fiducia al Sol Levante puntando sulla ripresa economico/finanziaria di questo paese.
Anche in questo caso, quindi, la razionalità ha avuto la meglio su chi, invece, crede che le Borse siano governate da strane leggi, quando, invece, è la psicologia a fare la differenza.

Infine diamo uno sguardo al DAX, l’indice della Borsa di Francoforte, che comprende le più affermate Blue Chips di tutta la Germania.
Dai massimi di luglio 2007 (8.053 punti) il listino tedesco è sceso a 3.886 punti, per poi risalire agli odierni 12.338 punti, con un rialzo del 217,62%.

In conclusione, non soltanto il DAX o il Dow Jones, ma anche molti altri indici mondiali (specialmente di paesi asiatici o emergenti) hanno messo a segno rialzi straordinari dal 2009 ad oggi, il tutto mentre si continua a parlare sempre e soltanto di crisi.

Quante opportunità hanno perso i risparmiatori che continuano a frequentare il “parco buoi”, mentre, là fuori, pochi brillanti investitori fanno affari d’oro…!
Sarà forse vero, come insegnano i guru della finanza, che in Borsa la storia si ripete sempre?

Lo sto dicendo da anni: più forti e violenti sono i ribassi dei mercati azionari, tanto maggiori e soddisfacenti sono i rialzi che ne conseguono. E’ sempre stato così…!

A cura di Antonio Vaccaro

Pubblicato il: 21 Aprile 2015