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3 Trucchi per fare del vostro fumetto un’opera d’arte

Giorgio Di VitaPuò capitare, di fronte a una pagina di fumetto, di percepire un che di non equilibrato. Zone eccessivamente piene ed altre vuote che creano confusione al primo impatto visivo. Un approccio che generi disagio può addirittura spingere il lettore (ma peggio è quando si tratta di un possibile editore) al disinteresse e al rifiuto. Bisogna ricordare che un fumetto, al contrario del testo di un romanzo, è fatto dall’equilibrio tra immagine e scrittura, e un bel disegno può essere rovinato da una storia mediocre, così come può avvenire il contrario. Poiché, però, il primo impatto è quello visivo, è indispensabile curare molto l’impostazione, l’impaginazione. Ecco, quindi, tre trucchi per iniziare nel modo migliore l’opera.


PRIMO TRUCCO. Disegnare uno schema della pagina, suddividendola in vignette e cercando di dare equilibrio ai riquadri. Tutti abbiamo in mente i dipinti essenziali del Mondrian più conosciuto, e se qualcuno ha un vuoto di memoria può digitare il nome del pittore su un motore di ricerca web. Le superfici sono suddivise in riquadri dai colori primari delimitati da linee nere nette e rigidamente perpendicolari. Bene, niente nelle opere di Piet Mondrian è affidato al caso o all’estro del momento, e così deve avvenire anche nelle vostre pagine di fumetto, fin dall’impostazione iniziale.


SECONDO TRUCCO. Così come avviene nelle aree colorate dei dipinti di Mondrian, in cui ciascun colore ha il suo peso specifico, ma anche una rilevanza nella relazione con gli altri colori, allo stesso modo, gli elementi che riempiranno la vostra pagina dovranno essere calibrati secondo il peso che essi avranno in relazione con gli altri elementi. Badate bene, non è importante che ciò che riempirà la vignetta sia un primo piano o un paesaggio, ma da quanti pieni e da quanti vuoti quell’immagine sarà composta. Un altro esempio dalla storia dell’arte: la foto di Philippe Halsman che ritrae Salvador Dalì e il teschio, in cui l’immagine accanto a Dalì è sia un cranio che una composizione di nudi; o il famoso disegno in cui il volto di Freud può essere visto anche come un nudo femminile; oppure, andando più indietro nella storia dell’arte, certi paesaggi tardo cinquecenteschi che, a ben vedere, si rivelano essere ritratti grotteschi. Queste immagini ci insegnano che non è importante COSA è rappresentato, ma COME gli elementi interagiscono tra loro in un insieme equilibrato di chiaroscuri e toni di colore.


TERZO TRUCCO. Tutto quanto detto sopra non deve bloccare la vostra mano e la vostra fantasia. La vignetta è una finestra e non una scatola in cui i personaggi e gli altri elementi sono impacchettati come un regalo che non ha speranza di essere scartato. Quando schizzate qualcosa, ricordate che non state disegnando dentro la vignetta, ma in un’area che comprende anche ciò che i limiti del riquadro non mostrano. Strabordate, quindi, cancellerete poi le linee non visibili.

A cura di Giorgio Di Vita

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Giacomo Bruno

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