perdite

Come iniziare a guadagnare con il Forex Trading

Lunedì, Marzo 28th, 2011

Quando si parla di Forex e di Trading in generale la persona media si immagina quegli individui che si vedono nei film che lavorano a Wall Street, che devono prendere decisioni importantissime in mezzo al caos nel giro di pochi secondi.

Un lavoro tutto adrenalina e stress in cui non ci si può staccare dallo schermo per più di due secondi. Ecco perché solitamente vengono attratti dal trading individui amanti del rischio e in cerca di emozioni forti.

In realtà il trading fatto come privato è l’esatto opposto e solitamente le persone più misurate e dotate di controllo delle proprie azioni ed emozioni hanno successo.

Inoltre ci sono molti stili di trading e non necessariamente bisogna fare trading intraday aprendo e chiudendo operazioni molto velocemente. Certamente è possibile, ma non è l’unica via, anzi non è assolutamente consigliata per i principianti e per chi non ha il tempo di fare trading full time.

Realisticamente la situazione classica di una persona è quella di avere un lavoro che porta via tempo. Mollare il lavoro e fare trading a tempo pieno immediatamente richiede una disponibilità di capitale che non tutti hanno perché verrebbe a mancare il reddito fisso proveniente dal lavoro che ti permette di far fronte alle spese quotidiane e di destinare una parte del tuo capitale al trading.

Inoltre la pressione psicologica di dover guadagnare per forza con il trading perché è l’unica fonte di reddito è un grosso peso da sopportare, che può causare errori e perdite.

Come fare allora? Inizialmente ci si può specializzare in tecniche di lungo periodo che richiedono un’analisi dei grafici del prezzo solo per qualche dozzina di minuti la sera.

Questo tipo di strategie permettono a tutti di iniziare a fare trading e hanno una percentuale di vincita molto alta perché non si è soggetti al rumore di mercato, cioè ai movimenti erratici del prezzo di breve periodo.

Questo è un modo intelligente e responsabile di avvicinarsi al trading con la potenzialità di crearsi una rendita aggiuntiva anche importante. Quando poi si diventa più bravi e i profitti del trading cominciano ad accumularsi si può pensare di fare il grande passo, mollare il lavoro e vivere di trading.

Ma questo è un passo solo successivo. Per tutti quelli che vogliono iniziare la scelta più saggia è quella di iniziare con il trading di lungo periodo.

A cura di Davide Colonnello
Autore di Le Basi del Forex Trading

Come determinare il punto di pareggio economico

Domenica, Marzo 6th, 2011

Qualunque imprenditore dovrebbe chiedersi qual è il volume di ricavi della propria azienda che consente di coprire tutti i costi. In altri termini qual è il volume di ricavi in grado di annullare le perdite e da quel momento in poi iniziare a produrre utili.

Non solo: occorre avere ben presente a quanto ammontano le perdite o gli utili in corrispondenza dei volumi di ricavi conseguiti. Questa è la break even analysis.

Ogni azienda sostiene una serie di costi fissi: si tratta in sostanza di costi che non variano in funzione delle quantità di beni o servizi prodotti e venduti. Anche se le vendite sono nulle ed i ricavi di conseguenza sono pari a zero, l’impresa deve comunque sostenere questi costi fissi. La conseguenza è che in assenza di ricavi la perdita sarà uguale ai costi fissi.

Oltre ai costi fissi vi è anche una serie di altri costi detti variabili. Si tratta di costi che si sostengono solamente se l’impresa produce e vende i beni e i servizi. Ovvio che i prezzi di vendita unitari debbano quindi essere maggiori dei costi variabili unitari.

La differenza tra il prezzo di vendita unitario del bene o del servizio ed il relativo costo variabile unitario si chiama margine unitario di contribuzione. Il margine unitario di contribuzione viene destinato alla copertura dei costi fissi.

Quando tutti i costi fissi sono stati coperti si raggiunge il punto di pareggio, Break Even Point (B.E.P.) e da quel momento in avanti ogni margine unitario di contribuzione diventa utile.

La conseguenza di ciò è che l’azienda ha una perdita massima pari ai costi fissi. La perdita si riduce progressivamente fino ad annullarsi quando si raggiunge il BEP. Una volta raggiunto il punto di pareggio si inizia a conseguire un utile che raggiunge il suo massimo alla capacità produttiva massima dell’impresa.

Come affermavo all’inizio, ogni imprenditore dovrebbe conoscere il punto di pareggio e dovrebbe essere in grado altresì di stabilire il livello di utili o di perdite in relazione ai diversi livelli di ricavi.

La conoscenza di questi dati diventa particolarmente interessante quando ci si trova a prendere decisioni quali acquisizioni di nuovi ordini a prezzi determinati oppure quando ci si trova a valutare se svolgere internamente o affidare all’esterno la produzione connessa ai nuovi ordini.

A Cura di Antonio Schirripa
Autore di Il Check Up Aziendale

Come investire in prodotti finanziari

Martedì, Luglio 6th, 2010

Fausto SaldiIn queste settimane stiamo vivendo un nuovo periodo di instabilità sui principali mercati finanziari, con le quotazioni in rapido peggioramento. Non è la prima volta che viviamo una situazione simile negli ultimi anni. Anzi, per un insieme di ragioni economiche generali la ‘telluricità’ dei corsi azionari, e non solo, sembra diventata la regola.

In realtà l’economia, inclusa la sua derivazione finanziaria, è instabile per definizione.

Nessuna impresa o attività economica va a gonfie vele eternamente, nessun settore è in perenne boom. Le svolte negative (o positive) sono sempre in agguato e spesso avvengono quando meno ce le si aspetta e magari quando la maggioranza degli esperti delle varie discipline economiche vaticina in direzione ad esse opposta.

Com’è possibile quindi per un normale risparmiatore orientare i propri investimenti finanziari in un quadro tanto aleatorio?
A mio avviso e sulla base della mia esperienza, le armi segrete con cui affrontare i mercati finanziari con maggiori possibilità di successo sono due.

La prima ‘arma segreta’ è costituita dal metodo.
‘Metodo’ significa acquistare un prodotto finanziario di una certa tipologia solo al verificarsi di determinate condizioni teoricamente favorevoli e preliminarmente stabilite come parti essenziali del metodo. Significa anche poi vendere quello stesso prodotto all’occorrenza di altre situazioni speculari prefissate.

Di strategie di posizionamento e uscita dai prodotti finanziari ne sono state nel tempo sviluppate in numero altissimo e ciascuna contiene punti di forza e di debolezza.

L’importante è che il metodo adottato sappia fornire nel tempo un maggior numero di operazioni con esito positivo (o di maggior valore positivo) rispetto a quelle con esito negativo.

Nessun ‘metodo’, per quanto ben studiato e congegnato, è infallibile. Sicuramente potranno crearsi situazioni in cui seguirlo causa comunque una perdita, sulla singola operazione o anche su più d’una.

Generalmente, un metodo di trading si basa sul principio di ‘tagliare le perdite e lasciar correre i profitti‘. Così detta, sembra la cosa più semplice del mondo, ma… c’è un ma!

Quel ‘ma’ siamo noi, o, per meglio dire, la nostra intrinseca incapacità di continuare a seguire e applicare il ‘metodo’ qualora si produca, o pare si stia per produrre, una perdita.

In tale evenienza, infatti, può ben avvenire di essere colti dal panico del ’si salvi chi può’ gettandosi dalla nave senza attendere che vengano calate le scialuppe.

Finanziariamente parlando, l’abbandono improvviso e casuale del ‘metodo’ può ben portare al rovesciamento del principio sopra espresso del ‘tagliare le perdite e lasciar correri i profitti’ tramutandolo a livello pratico in quello suicida di ‘tagliare i profitti e lasciar correre le perdite’.

Da questa considerazione si origina l’individuazione della seconda ‘arma segreta’ da utilizzare negli investimenti finanziari, ossia l’auto-disciplina (col suo corollario di ‘santa’ pazienza), intesa come nostra capacità di applicare veramente il ‘metodo’ senza cedere all’emotività psicologica: atteggiamento di coerenza certo non facile, ma sicuramente essenziale, se si desidera operare con maggiori chance di successo in ambito finanziario.

A cura di Fausto Saldi
Autore di Fondi Comuni d’Investimento