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Come valutare la convenienza di un impianto fotovoltaico: il dimensionamento

Domenica, Maggio 23rd, 2010

Mario DelfinoAbbiamo già visto nei post precedenti che l’acquisto di un impianto fotovoltaico costituisce, a tutti gli effetti, un investimento. E abbiamo anche esaminato quali sono le caratteristiche tecniche dell’impianto da valutare, al fine di garantirci il massimo rendimento possibile dal nostro investimento.
Ma selezionare il miglior materiale disponibile sul mercato non basta ad assicurarci un buon investimento.

Facciamo un passo indietro. Prima di acquistare il materiale, e, quindi, prima di selezionare marche e modelli di moduli, di inverter, di strutture di sostegno, dobbiamo stabilire, infatti, quanto materiale ci occorre. Abbiamo bisogno, cioè, di stabilire la dimensione dell’impianto fotovoltaico.
Questa attività, il dimensionamento di un impianto fotovoltaico, deve essere svolta da un tecnico competente.

L’obiettivo dell’attività di dimensionamento è, per l’appunto, la definizione della dimensione e, quindi, della potenza ottimale dell’impianto. Nel corso di tale attività, si considerano, tra gli altri aspetti, la disponibilità fisica della superficie che ospiterà l’impianto e il fabbisogno di energia elettrica.

Al fine di ottimizzare l’investimento nel fotovoltaico, non conviene sovradimensionare l’impianto.
Perché? Perché non conviene raggiungere una potenza di impianto largamente superiore a quelle che sono le effettive esigenze dell’utenza?

Per rispondere a questa domanda, faccio ricorso ancora una volta a Robert T. Kiyosaki, l’autore della fortunata serie di best sellers sull’intelligenza finanziaria. Kiyosaki ci esorta a modificare il nostro comportamento nei confronti dei soldi: ci invita, cioè, a creare le condizioni perché siano i soldi a lavorare per noi e non il contrario. Ci invita a considerare i soldi come dei nostri dipendenti.
Più efficacemente lavoreranno per noi i nostri dipendenti (i nostri soldi) e più velocemente cresceranno le nostre rendite e la nostra libertà finanziaria.

Bene. Trasferiamo questo concetto nel fotovoltaico. Consideriamo i kWh prodotti dal nostro impianto fotovoltaico come dei nostri dipendenti. Essi lavorano per noi ben due volte, anche se ci sono costati una sola volta: la prima volta, ci fabbricheranno il risparmio sulla bolletta e la seconda, gli incentivi del Conto Energia.

Ora, poiché la quota di energia in eccesso rispetto a quella consumata viene ceduta gratuitamente alla rete elettrica (in regime di Scambio sul Posto), se noi sovradimensioniamo la capacità produttiva dell’impianto fotovoltaico, otteniamo, in sostanza, l’effetto di aumentare il numero dei nostri dipendenti che lavorano solo una volta per noi (Conto Energia), rispetto, al numero di dipendenti totali.

Se creiamo, invece, le condizioni, attraverso un corretto dimensionamento dell’impianto, di far lavorare il maggior numero possibile di nostri dipendenti (kWh) due volte, otterremo il massimo rendimento possibile dal nostro investimento nel fotovoltaico.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico

Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico 2

Venerdì, Febbraio 26th, 2010

Mario Delfino L’acquisto di un impianto fotovoltaico costituisce a tutti gli effetti un investimento.

Ne consegue che, ai fini della valutazione dei preventivi che ci vengono sottoposti, occorre analizzare la capacità dell’investimento proposto di generare reddito.

Invece, tendiamo a concentrarci, piuttosto, sul prezzo complessivo di realizzazione dell’impianto. Il criterio di selezione del preventivo, risulta, cioè, soltanto la valutazione del costo d’acquisto.

Un simile comportamento rischia di essere controproducente.
Perchè?

Se, come è vero, acquistare oggi un impianto fotovoltaico significa investire i nostri soldi, possiamo, allora, paragonare l’acquisto di un impianto fotovoltaico all’acquisto, ad esempio, di azioni. Cioè paragonare l’investimento nel fotovoltaico a un’altra forma più diffusa di investimento.

Ora, quando noi prendiamo in considerazione l’acquisto di azioni, le valutiamo unicamente sulla base del loro prezzo di acquisto? Vale a dire, acquistiamo le azioni che presentano il prezzo più basso?
Non mi pare.

Acquistiamo, piuttosto, le azioni che presentano il prezzo più basso rispetto a quello che dovrebbe essere il loro valore intrinseco. Cioè la loro capacità di generare reddito.

Un buon indicatore numerico a tal proposito è il Price Earnings Ratio (Rapporto Prezzo/ Utili). Generalmente, azioni con un valore non elevato di tale rapporto possono costituire un buon investimento.
In definitiva, valutiamo la qualità delle azioni.

Ed è quanto dovrebbe essere fatto anche nel caso dell’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Possiamo considerare, ad esempio, le caratteristiche tecniche dei materiali che ci vengono proposti (il valore di tolleranza dei moduli o il grado di rendimento dell’inverter) oppure, attraverso l’esame dei lavori eseguiti dalla società che ci contatta, verificare la sua capacità di gestire al meglio le problematiche che potrebbero insorgere nel corso della realizzazione dell’impianto.
La qualità costa. Anche nel fotovoltaico.

Ed è la qualità che ci garantisce la bontà dell’investimento che andiamo ad effettuare.

Ricordiamoci sempre che acquistando un impianto fotovoltaico, acquistiamo, attraverso l’acquisizione della titolarità di un bene, la possibilità di garantirci una rendita negli anni.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico