gianpiero turletti

Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (seconda parte)

Martedì, Agosto 24th, 2010

Gian Piero TurlettiNel precedente articolo, abbiamo visto il possibile diverso posizionamento del prodotto ebook reader nel mondo concertistico. Ma non si pensi che l’ebook reader conosca dei nuovi sviluppi solo in ambito prettamente culturale.

Basta considerare la diffusione dell’ebook reader come concreta risposta a esigenze di supporto tecnico del personale aziendale, così sviluppandosi un ulteriore, diverso posizionamento di questo prodotto.

In tal senso, in occasione della riparazione di un sistema d’allarme, si può talora notare che il tecnico non consulta manuali cartacei degli schemi elettronici e delle istruzioni degli antifurto, ma usa, ancora una volta, un ebook reader.

Il perché è presto detto.

Si sono immessi i manuali in formato pdf dei vari sistemi d’allarme in un unico ebook reader.
Una soluzione che agevola molto, considerando che un tecnico può aver necessità di verificare una serie di elementi tecnici anche per molti sistemi d’allarme diversi e, quindi, l’alternativa sarebbe quella di portarsi dietro non poca documentazione cartacea.

Certo, oggi molti sistemi antifurto sono programmati tramite il pc, su cui pure potrebbero essere archiviati documenti pdf, ma spesso sorge proprio la necessità di confrontare documenti di supporto, mentre si esegue la programmazione al computer e, quindi, un ebook reader agevola il compito, evitando l’incombenza di portarsi dietro due pc.

Ecco, quindi, come un diverso utilizzo dell’ebook reader può aprire nuove prospettive sul suo posizionamento e sui possibili contesti e mercati di riferimento.

Tali circostanze stanno peraltro favorendo un uso dell’ebook reader quotidiano, e questo, a sua volta, non potrà che favorire un’ulteriore diffusione anche della cultura dell’ebook.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda

Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte)

Mercoledì, Agosto 11th, 2010

Gian Piero TurlettiSolitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi.

Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia aziendale, non è sempre necessario.

Talora potrebbe bastare modificare il posizionamento di un prodotto, inteso come offerta di quel prodotto ad un certo segmento di mercato, e legato alla risposta a determinate esigenze. Infatti, non dimentichiamoci che marketing significa risposta alle esigenze del cliente/utente.

Ecco un esempio in tal senso, che riconduce al tema degli ebook reader.

Solitamente, si pensa all’ebook reader come a un utile strumento di lettura di ebook, alternativo al più tradizionale pc, ma si stanno diffondendo nuovi usi professionali prima impensati, che hanno consentito la possibilità, evidentemente, di sviluppare, non a caso, quelle che potremmo considerare nuove nicchie di mercato.

In pratica, cosa hanno pensato di fare alcune imprese?
Si sono rivolte ad un diverso contesto di riferimento, pensando a utilizzi dell’ebook reader, diversi dal solito.

Qualche tempo fa, ebbi modo di assistere ad un concerto di musica classica, e notai che il concertista non usava tradizionali spartiti cartacei, ma un ebook reader.

Il motivo è evidente: una serie di sicuri vantaggi, rispetto all’utilizzo degli spartiti su carta, che vanno dal non doversi portare dietro una montagna di spartiti soprattutto durante tours concertistici, all’evitare il rischio di perderli, oltre al fatto di evitare il tipico deterioramento della carta.

Evidentemente, il processo di digitalizzazione ha consentito il riferimento a una nicchia di mercato potenzialmente molto promettente, quella della pubblicazione digitale degli spartiti, così posizionando questo prodotto diversamente dal solito.

Si tratta, quindi, di una strategia di diversificazione dell’utilizzo di un prodotto, che apre nuove possibilità di mercato, tramite un suo diverso utilizzo, ma anche con riferimento a un possibile diverso posizionamento del prodotto rispetto alla domanda e al segmento di mercato, e in tal senso vedremo un’altra applicazione di questo strumento e di questa strategia nella seconda parte dell’articolo.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda

Come testare la vostra notorietà online

Venerdì, Giugno 18th, 2010

Gian Piero TurlettiTra i molteplici modi di usare i motori di ricerca, Google in primis, diverse funzioni consentono di realizzare interessanti verifiche, in chiave di marketing e di posizionamento online.

Vi siete mai domandati se il vostro nominativo (comprensivo di nome e cognome) è particolarmente diffuso in rete?

Qualcuno penserà che sia sufficiente digitare il proprio nome e cognome nella funzione di ricerca di un motore, come Google, per verificare il numero di pagine che, on line, vengono trovate.

Vero, ma questo non consente ancora di rispondere alla seguente domanda:
ma il mio nominativo, rispetto ad altri, quanto è diffuso?

Ovvio che la risposta a un tale test rappresenta una verifica importante, soprattutto per coloro che hanno, come obiettivo, un certo posizionamento del proprio nominativo, un certo brand, quindi, online.

La risposta è semplice: digitate il vostro nome (con l’avvertenza che, se avete un nome composto, dovete separarlo nelle sue componenti, ad esempio nel mio caso non digiterò gianpiero, ma gian piero) e fatelo seguire non dal vostro cognome, ma dalla sua iniziale.
(Nel mio caso, ad esempio, gian piero t).

La funzione di completamento automatico di Google elenca, quindi, i vari nominativi, mettendoli in ordine di maggior numero di pagine trovate. Se, quindi, digitando il vostro nome, seguito dall’iniziale del vostro cognome, figurate ai primi posti, allora avete un ottimo posizionamento.

Nel mio caso, ho fatto la piacevole scoperta di trovarmi al secondo posto, quello che mi pare un ottimo risultato, soprattutto se uno, come il sottoscritto, non ha mai avuto un proprio sito/blog, e colgo quindi l’occasione di ringraziare tutti coloro che mi hanno dedicato qualche pagina on line, a partire dagli affiliati della Bruno Editore.

Con l’occasione ricordo anche l’importate iniziativa “vota l’ebook”, ringraziando tutti coloro che hanno espresso, sino ad ora, un così lusinghiero voto sul mio ebook, Progetto Azienda, e sulle altre mie pubblicazioni, liberamente scaricabili dalla pagina free, e che ben volentieri ho reso disponibili, secondo la mia politica di offerta gratuita di contenuti online.

Ancora un grazie, di cuore, a tutti!

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda

Come acquisire dalla case history di un intermediario un insegnamento per imprese, professionisti e privati

Mercoledì, Marzo 10th, 2010

Gian Piero Turletti Qualche tempo fa, ho avuto occasione di occuparmi del caso di un intermediario, caso dal quale si possono trarre utili suggerimenti per imprese e professionisti, anche da un punto di vista personale.

Quest’intermediario si occupa di ricerca di linee di credito per le imprese, maturando delle provvigioni a fronte dei risultati ottenuti nei confronti delle imprese, ma, talora, anche nei confronti di enti finanziari con in quali abbia siglato una convenzione.

L’intermediario mi ha chiesto un consiglio su una questione, relativa al mancato riconoscimento, da parte di uno di questi enti, di talune provvigioni.

Nello specifico caso, era stato stipulato un contratto di factoring tra un suo cliente e una società finanziaria, che però non aveva riconosciuto quanto, secondo l’intermediario, gli sarebbe spettato.
Cos’era successo?

Detto molto semplicemente, e non dilungandomi in inutili tecnicismi, la società di factoring aveva sì stipulato con il suo cliente un contratto, ma questo contratto, per tutta una serie di ragioni, non rientrava nel cosiddetto domestic factoring, di cui si può parlare quando tutti i soggetti interessati hanno sede in Italia.

E, guarda caso, la convenzione tra la società di factoring e l’intermediario riconosceva a quest’ultimo delle provvigioni, ma limitatamente all’ipotesi di factoring cosiddetto domestico.

Feci notare questo all’intermediario, ma cos’era successo?

Molto semplicemente, l’intermediario, che aveva già in passato stipulato convenzioni con altre società di factoring, aveva erroneamente dato per scontato che tali atti fossero sempre uguali o analoghi.

Quale insegnamento si può trarre da tutto ciò?

Evidentemente che gli strumenti giuridici che servono a regolare i rapporti tra privati, ma anche tra imprese o tra professionisti, hanno un peso rilevante nella disciplina degli aspetti economici di tutti questi soggetti.

E’ quindi bene non dare mai nulla per scontato e analizzare attentamente diversi aspetti.

Se poi il contratto è troppo specialistico o complesso, può convenire la consulenza di un esperto.
Certo, si sostengono costi aggiuntivi, rispetto all’ipotesi di far tutto da soli, ma può senz’altro valerne la pena, soprattutto per evitare “brutte sorprese” successivamente alla stipulazione di atti e contratti.

E voi, cosa ne pensate?
Lasciatemi un commento sul blog, del quale vi ringrazio sin d’ora.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda