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Come superare il blocco creativo: chatta con Te Stesso!

Ciò che ti propongo ti potrà apparire piuttosto curioso, ma ti posso assicurare che è molto utile.

Ci sono momenti nei quali paure, ansie, dubbi… imprigionano la creatività, fino a provocare dei veri e propri blocchi.

La creatività è fondamentale nella vita di tutti i giorni, nelle scelte che quotidianamente facciamo, nelle faccende che sbrighiamo, nelle problematiche che affrontiamo: ne abbiamo sempre bisogno.

Se poi siamo degli artisti (e ognuno di noi, nel proprio campo di competenza può esserlo), saremo ancora più esposti di altri al rischio di uno stallo della nostra creatività.

Generalmente, in questi casi, ciò che risulta veramente decisivo è cambiare il punto di osservazione.

Se continuo a guardare il problema dallo stesso punto, il risultato sarà inevitabilmente questo: gli stessi pensieri, le stesse immagini, le stesse sensazioni…, ergo, le stesse azioni, che non potranno mai produrre nulla di diverso da ciò che hanno prodotto sino a quel momento.

Pertanto, se voglio cambiare i risultati, devo necessariamente cambiare strategia, modi di pensare e agire.

Purtroppo questo mutamento può risultare tutt’altro che facile, anche perché possiamo incontrare una serie di resistenze interne: scarsa motivazione, poco coraggio, scoramento…

Ci serve un qualcosa che ci aiuti a creare un momento di distacco dal problema, per questo ciò che ti suggerisco è un espediente, un semplice esercizio che, senza sforzo, ti permette, metaforicamente parlando, di salire sul tavolo e guardare l’ambiente da una prospettiva diversa.

Prendi due sedie e mettile una di fronte all’altra. Poi (e poni molta attenzione a questa fase) identifica le due sedie, nel senso: su una ti siederai Tu, sull’altra di fronte, il tuo “creativity coach”… chi è il tuo “creativity coach”? Sei sempre TU!

È curioso, lo so, l’ho detto subito, ma non è poi così folle: noi dialoghiamo costantemente con noi stessi.

Pertanto siediti sulla sedia del TU “artista” e trova il coraggio di esprimere al tuo coach di fronte qual è la tua difficoltà; per esempio:

  • non riesco a scrivere l’ultimo pezzo del mio lavoro discografico
  • non riesco a terminare il libro che sto scrivendo
  • ho dei dubbi circa le mie capacità espressive
  • mi sento profondamente annoiato/a

Adesso siediti sulla sedia di fronte ed esercita il ruolo di coach. Prendiamo un esempio:

«Non riesco a terminare il libro che sto scrivendo».

«Cosa te lo impedisce?», torna immediatamente sulla sedia di fronte e rispondi alla domanda e così via…

Bada bene: l’obiettivo da tenere presente non è quello di sviscerare il problema: non si tratta di improvvisarsi psicologi! Bensì è quello di adottare delle strategie nuove e utili, oppure un cambiamento verso una direzione più funzionale rispetto agli obiettivi, o ancora, riprendere il percorso nella stessa direzione di prima con rinnovato vigore.

Per questo motivo, l’accorgimento da considerare con attenzione è che la domanda che il TU “coach” non deve mai porre al TU “artista” è: PERCHE’.

Perché è una domanda molto complessa, la cui risposta lo è ancor di più, il che potrebbe condurti in un viaggio introspettivo insidioso, che sarebbe forse meglio compiere con un’assistenza psicologica.

La bella notizia è che ai fini del risultato non hai bisogno di rispondere a questa domanda. Pertanto il tuo coach potrà chiederti: «Come ti senti?» e, subito dopo, «Cosa potresti fare per stare meglio?»; ma NON: «perché ti senti così?».

Segui questo semplice accorgimento e sono sicuro che troverai l’esperienza più che positiva ai fini del risultato.

Dai vita al tuo coach interiore e raccontami la tua esperienza.

A cura di Giuseppe Deliso
Autore di Essere Proattivi


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6 risposte a Come superare il blocco creativo: chatta con Te Stesso!

  • Penso che il buon coach non debba mai fare la domanda…perchè?, neppure nei propri stessi confronti, non servirebbe che a frenare.
    Personalmente, ho sempre un dilaogo inteeriore con me stesso, anche a prescindere dalle sedie…essendo sempre attento a mai accettare, acriticamente, nè l’opinione degli altri, nè la mia, ma ponderando attentamente pro e contro delle soluzioni ai vari problemi.
    A volte, uno sforzo di creatività in più fa risolvere….certi problemi, a volte no….
    dipende proprio anche da quali mezzi hai a disposizione per raggiungere un certo obiettivo…

  • Ciao Giuseppe,

    mettersi in terza persona, osservarsi dal punto di vista di un altro (da una meta-posizione) ed aspettare che sia il nostro inconscio a suggerirci una soluzione è sicuramente uno dei presupposti della genialità! In particolare ricordo d’aver fatto diversi esercizi di questo genere qualche anno fa quando frequentai un corso con Win Wenger sullo sviluppo del genio personale… la cosa che più mi stupì? Per quanto possa sembrare strano, questi esercizi funzionano! Provare per credere.

    Complimenti per il tuo articolo! :-)

    A presto,
    Stefano

  • Giuseppe Deliso scrive:

    … grazie!

    Stefano, tempo fa ho letto un e-book, tuo e Daniele Ficco, sul marketing online per musicisti, che ho scaricato da LuLu: mi è stato utile, grazie per averlo pubblicato

    ciao a tutti!

  • Massimo D'Amico scrive:

    Ciao Giuseppe, articolo intrigante ed interessante…
    Penso però che il metodo da te proposto sia da seguire tramite coaching perchè il “dialogo interno” con noi stessi non è proprio da tutti.

    Basta che rifletto sul piccolo mondo che mi circonda… e posso affermare che la maggior parte delle persone che conosco non pratica PNL, tecniche di comunicazione, pensiero positivo e/o altro. Semplicemente vive la propria giornata con tutte le gioie e problematiche che la vita porta.

  • Giuseppe, ti ringrazio per aver letto il mio libro e sono molto contento che ti sia piaciuto. Se in qualche modo ti posso essere d’aiuto, magari anche con una ripresa di un tuo comunicato od un’intervista riguardante la tua attività su http://www.marketingeditoriale.com, non esitare! ;-)

  • Bell articolo

    Ho trovato questi concetti distillati nel modellamento rispetto a Wal Disney ( le 2 sedie , per Wal disney erano le 3 personalita) e nel Refreaming (dal libro di A.Robbins “Come ottenere il meglio da se e dagli altri)

    Utile approfondimento

    passionalmente

    claudio : )

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