Evento: Martin Brofman per la prima volta a Roma!
Buongiorno a tutti! Questo intervento sul blog è legato a un’occasione davvero speciale, un evento imperdibile per chi è interessato al tema della crescita personale.
Voglio parlarvi del nuovo corso di sir Martin Brofman, che si terrà per la prima volta a Roma, dal 14 al 18 di aprile: il corso intensivo di primo livello del sistema di guarigione spirituale “Corpo Specchio”.
Io e Viviana abbiamo partecipato a un seminario di Brofman nel 2008, cinque giorni in cui questo guru dell’autoguarigione e dello sviluppo personale ci ha introdotto ai prodigi dell’energia psicofisica, dimostrandoci quanto potente può essere la nostra mente.
Da scettici quali eravamo (e vi assicuro che dubitavamo fortemente di questa disciplina), siamo diventati dei sostenitori convinti delle teorie e delle pratiche di Brofman, tanto che abbiamo deciso di sponsorizzare questo corso. Bruno Editore sponsor di Martin Brofman, per l’obiettivo comune del benessere e della crescita personale!
Il corso introduce in modo pratico al sistema di guarigione spirituale messo a punto da Brofman: il sistema ”Corpo Specchio”. Dal 1975, anno in cui si è autoguarito da un tumore terminale, Brofman si dedica con successo alla divulgazione del suo sistema per guarire sé stessi e gli altri.
Alla base di questa tecnica, c’è la convinzione che corpo e anima siano strettamente collegati, come recitano da secoli le filosofie orientali e, più recentemente, la psicologia occidentale.
Ogni patologia è dunque frutto di uno squilibrio energetico e, come tale, può essere guarita intervenendo sulla sua causa.
Il metodo “Corpo Specchio” ci insegna a riequilibrare questo flusso energetico, interpretando i sintomi della malattia come segnali che provengono dalla nostra psiche. Il nostro corpo è lo specchio della nostra vita. Comprendendo le cause delle nostre patologie, possiamo comprendere cosa nascondiamo a noi stessi e, intervenendo per ristabilire l’armonia, riuscire a trasformare la nostra vita.
L’uomo è fatto per vivere in uno stato naturale di salute e benessere, quando ciò non avviene c’è qualcosa nella nostra vita che non funziona. Brofman ci fornisce gli strumenti per intervenire efficacemente.
In conclusione, vi raccomandiamo il corso di Martin Brofman come un’esperienza illuminante ed emozionante, che spalancherà nuovi orizzonti alla vostra consapevolezza.
Il corso si terrà ad Ardea (Rm) nell’agriturismo Corte in Fiore. Per ulteriori informazioni, contattate Mauro Cristofanelli e Catenacci Cristina tel: 06/8551384 cell: 338/1503265 e-mail: primopianoroma@libero.it
Buona energia a tutti!
A cura di Giacomo Bruno & Viviana Grunert
Presidente e Direttore Generale di Bruno Editore






Marzo 7th, 2010 at 9:39 am
Dal primo evento, nel 2.008, di acqua ne è passata sotto i ponti.
Nonostante ciò, pare quindi riconfermata la valenza di quanto riconducibile agli studi ed all’esperienza di Brofman.
In tal senso, ho avuto modo, in questo intervallo di tempo, di trovare ulteriori conferme anche al mio post di allora, che quindi richiamo di seguito.
Da sempre si sono susseguite, nel corso dei secoli, concezioni diverse dell’uomo, dei suoi mali e, quindi, delle genesi delle malattie e delle possibili terapie.
L’interessante corso evidenzia alcune delle fondamentali concezioni, che da sempre, praticamente, hanno caratterizzato la cultura orientale e che, solo in parte, sono poi state recepite anche in quella occidentale.
Per la maggior parte delle filosofie e religioni orientali, l’uomo è, al tempo stesso, microcosmo e macrocosmo, e la medicina non può essere concepita come una disciplina autonoma.
Prevale, quindi, una concezione olistica, per cui si deve guardare all’essere umano nella sua totalità, ed anche le cosiddette patologie o malattie non sono che un segno della particolare situazione umana, che si esprime come disequilibrio energetico.
Pensiamo, ad esempio, alla medicina cinese, dove anche ufficialmente vengono richiamati i principi di yin e yang, le essenze energetiche maschile e femminile che si devono trovare in equilibrio, pena la patologia come espressione di mancato equilibrio.
Il concetto di nodo, peraltro, in oriente, non è inteso come nella cultura occidentale, cioè solo quale disturbo psicosomatico, di origine psicologica, con influenze dirette sul soma, sul corpo, ma quale vero e proprio disequilibrio energetico, o situazione esistenziale inerente al karma.
In tal senso, ad esempio, le teorie che credono nella reincarnazione fanno addirittura discendere da vite precedenti all’attuale nodi, definiti karmici, e l’attuale vita non sarebbe altro che un’occasione in più, che ci viene offerta, per riparare a qualche comportamento scorretto, tenuto in precedenti esistenze, al fine di avanzare verso la perfezione.
Ma l’implicazione di tali discipline non è da interpretare solo in senso energetico generico.
Soprattutto i chakra sono intesi quale centri di passaggio tra il fisico ed il metafisico, in tal modo coinvolgendo anche la concezione paranormale dell’essere umano, del resto già evidente quando pensiamo alla reincarnazione.
Di tali discipline, evidentemente, la medicina occidentale ha assimilato poco, più che altro riconducibile al concetto di disturbo psicosomatico.
Da questo punto di vista, si evidenzia certo come anche la psiche possa influire il soma, il corpo, ma più che altro nell’ambito di una concezione psicologica, cui ha attinto molto, tra le altre, la psicanalisi, evidenziando l’esigenza di far emergere esperienze negative rimosse.
Appunto, una concezione di evidente impronta psicologica.
Quando si parla di riequilibrio, quindi, possono distinguersi almeno due fondamentali correnti di pensiero, come vediamo.
Quella psicologica, che concepisce l’elemento energia soprattutto in termini di pensiero, o psicologia, e quella metapsicologica, dove l’energia è essa stessa elemento fisico, ma, al tempo stesso, anche paranormale.
Quale la verità?
Molti studi sono stati condotti su tali teorie, ad esempio anche nell’ambito dell’ipnosi regressiva, a dire della quale si dovrebbe portare il paziente non solo a rivivere precedenti esperienze della sua vita attuale ma, per alcune scuole di pensiero, anche di vite precedenti.
Probabilmente, c’è un po’ di vero in talune di queste discipline.
Alla luce dei più recenti studi medici, condotti con protocolli scientifici, possiamo certo affermare che, in molti casi, l’eziopatologia è riconducibile a diversi fattori che, quali concause, agiscono nel singolo caso, senza escludere, però, situazioni in cui alcune sono prevalenti o esclusive.
In tal senso, non si può neppure escludere una genesi psicopatologica in alcune patologie tumorali, ma da questo punto di vista parrebbe emergere soprattutto una causa materiale.
Il tumore, nella sua genesi, è sostanzialmente un fenomeno di ossidazione delle cellule, che degenera poi in vera e propria patologia, quando interferisce con il codice genetico.
Quest’ultimo, come un programma di computer attaccato da un virus, modifica i propri “ordini” genetici, imponendo alla cellula di replicarsi un numero infinito di volte.
Senza, quindi, escludere a priori l’apporto di qualsivoglia disciplina e scuola di pensiero, anche in considerazione della multigenesi di diverse patologie, non si possono sottacere i rilevanti risultati che alcuni tipi di trattamento hanno avuto, ad esempio di tipo energetico tradizionale.
In tal senso si è scoperta, ormai da tempo, non solo l’interferenza energetica (nel senso fisico del termine) tra alimenti e organismo umano, da cui l’influenza su diverse patologie, ma anche che taluni tipi di energia molto comuni, come il calore, possono avere benefici effetti.
Sempre in riferimento ai tumori, infatti, parrebbe che il calore possa far degenerare e morire le cellule tumorali, di qualsiasi tipo, senza però intaccare minimamente struttura e funzionalità di quelle sane.
E’ nata e si è sviluppata anche una cattedra, a livello europeo, di ipertermia, che ha proprio in alcuni esponenti italiani i suoi punti di riferimento per antonomasia.
Devo dire che, pur con qualche scetticismo iniziale, ebbi occasione di indicare possibilità in questo senso a familiari di diverse persone, affette da tale patologia ormai in stadio terminale e il risultato fu sorprendente, pur in situazioni, in cui tradizionali tipologie d’approccio non davano praticamente più alcuna speranza.
Per ovvi motivi, eviterò di indicare qui specifici centri, e chi desiderasse potrà fare una ricerca su internet alla voce “ipertermia”.
In altri casi, in effetti, posso anche dire che talune situazioni di grave patologia, anche tumorale, furono affrontate e risolte con sedute di ipnosi regressiva, che secondo l’operatore avrebbero riportato il paziente ad una situazione di riequilibrio, riportandolo ad una vita precedente, in cui si era generato il “nodo”.
Che dire?
A mio modesto avviso, ancora poco si è scoperto della totalità dell’essere umano e, forse, qualcosa era già noto, ma è stato seppellito da altri tipi di cultura.
Non si può, a mio avviso, escludere nulla a priori, ed anche grazie a questo atteggiamento di apertura, persone, cui la medicina più tradizionale non dava molta speranza, hanno avuto salva la vita.
In tal senso si è sviluppata anche una disciplina denominata radionica, che ha conosciuto applicazioni sia in ambito medico, sia di altro tipo.
La radionica è un vero e proprio ramo della medicina, anche se non ufficialmente riconosciuta, almeno in Italia, che si fonda ed applica, forse, più di qualsiasi altro, i concetti, fatti propri anche da altre discipline.
In radionica, si esegue, anche a distanza, un’analisi energetica e vibrazionale del soggetto (non è neppure necessaria la sua presenza, potendo bastare un “testimone”, come una goccia di sangue o una fotografia.).
Peraltro, colgo l’occasione per indicare che la radionica non si occupa solo dell’essere umano, ma anche delle piante e degli ambienti.
Per fare un esempio, secondo talune teorie sembrerebbe che anche gli ambienti abbiano una loro specifica vibrazione energetica, talora in disequilibrio.
Riportando il giusto equilibrio energetico in questi ultimi, è stato statisticamente dimostrato che migliorano molti aspetti, ad esempio nell’applicazione a certe scuole:
diminuzione del bullismo, miglior rapporto allievi-docenti, miglior resa nello studio, ecc..
Desidero anche sgombrare il campo da eventuali equivoci, ricordando che la radionica è iniziata, come disciplina, e si è successivamente sviluppata, sopratutto tramite gli studi di medici, e non di seguaci di religioni o altre discipline.
I primi studi in materia evidenziarono questo.
Un paziente affetto da tumore presenta certe reazioni magnetiche, se orientato verso un determinato punto cardinale, se non erro l’Ovest, che il sano non ha.
Non solo.
Portando parte del tessuto tumorale, estratto durante un’operazione, in prossimità della fronte di un soggetto pienamente sano, anche questo presenterà reazioni analoghe, a dimostrazione dell’influenza energetica del tessuto anche sul sano.
Sono anche stati elaborati strumenti per diagnosi a distanza.
Certo, al di là dei presupposti teorici, la radionica non è disciplina di facile applicazione, nè sotto il profilo diagnostico, nè sotto quello terapeutico, ed occorre essere non solo medici espertissimi nella fisiologia umana, ma anche specializzati in materia, se si vogliono ottenere risultati veramente validi.
Però, chi lo desidera potrebbe contattare la società italiana di radionica, che se non ricorso male è presieduta da una donna (basta cercare su internet), che dovrebbe, ancora una volta, essere un medico, e farsi indicare chi, nella propria zona, è specializzato in materia.
Marzo 7th, 2010 at 18:35 pm
Una bella iniziativa
Complimenti.
Marzo 8th, 2010 at 11:45 am
Mi ricordo, quando mi ero proposto come autore ed affiliato, di aver letto che la Bruno Editore non aveva tra i suoi interessi il settore della medicina; non nascondo che sono rimasto un poco perplesso quando ho letto la presentazione di Brofman, in particolare quando si afferma che sia riuscito ad auto guarirsi da un tumore terminale.
Faccio parte di una famiglia che ha avuto diversi membri colpiti da questa patologia e so perfettamente quanto male si può fare, illudendo tali persone sulla possibilità di guarigione con pratiche esoteriche. Sono stato, anche, per anni direttore della divisione scientifica di un’azienda farmaceutica e posso testimoniare su quante prove di laboratorio e test clinici sono richiesti, prima di avere un prodotto approvato dalle autorità saniterie, per le indicazioni oncologiche. Raccomando quindi molta cautela prima di dare per certi dei risultati che non hanno avuto gli stessi tipi di controlli. Penso che comprendiate lo sfogo di una persona che ha sofferto ed ha visto soffrire persone care.
Marzo 8th, 2010 at 13:31 pm
Per Pier Paolo.
Ciao Pier Paolo.
Ovviamente, per quanto mi riguarda, credo che il discorso in generale energetico possa essere oggetto di valutazioni diverse, secondi i diversi contesti, e da caso a caso.
Non è tutto uguale.
Invece, sul piano più propriamente medico ed epidemiologico, devo dire che ero piuttosto scettico circa talune terapie effettuate con procedure riconducibili all’ipertermia.
Eppure, mi sono interessato a tale ambito sin dai miei primi studi in medicina, e poi ho avuto tutta una serie di conferme…..
Certo, non dico che qualunque trattamento ipertermico serva, ma sopratutto con riferimento a quanto gestito da medici specialisti, se poi tali medici sono anche docenti universitari….
Comunque, in moltissimi casi di persone anche malate terminali, devo dire che , sulla base di precisi riscontri medico/diagnostici, è stata appurata una guarigione completa, cioè una remissione o una stabilizzazione.
In taluni casi, lo dico chiaramente, sono addirittura dei medici ad avvalersi di taluni soggetti, invece, per far riferimento ad un diverso ambito, che utilizzano certe metodiche eneeretiche, come la pranoterapia.
Mi ricordo, ad esempio, di un caso molto grave, all’epoca esaminato anche da mio padre (quando era ancora vivo, membro dell’albo d’oro dei medici italiani).
Questo caso finì per esere trattato da un personaggio, che secondo taluni medici pareva dotato di particolari poteri.
Sarà stata quella la causa, ecc., non sarà stata quella la causa, comunqe sta di fatto che il soggetto ebbe una remissione completa, quando oramai nessuna speranza gli era stata data da altri medici.
Del resto, questo non deve scandalizzare, considerando anche il preciso confine in cui si esercita la professione medica, fatta in scenza e coscienza.
In altri termini, il medico rimane libero, nella sua discrezionaltià, di avvalersi anche di trattamenti e di cure particolari, considerate una sorta di strumento a sua disposizione, e questo anche nel caso, ad esempio, di ricorso a pranoterapie.
Il medico è infatti, anche legalmente, responsabile, solo se , secondo la conoscenza (scienza) e valutazione tecnica e consapevolezza ch’egli ha dei diversi ambiti terapeutici, ha indicato dei trattamenti che sa che sono dannosi, o inutili, e così di seguito.
In molti casi, invece, non si tratta di ciò, ma di cure che possono, in taluni casi, produrre effetti.
In talune situazioni, probabilmente, se non si fossero tentate vie alternative….del resto, in molte di queste il medico sa benissimo che la medicina tradizionale, per così dire, non avrà comunque effetto, ed in diverse situazioni per il medico non si tratta di dire se il paziente si salverà o meno, ma quanto tempo gli rimane…
Almeno in tale ambito, non fare dei tentativi sarebbe come condannare a morte il paziente.
Devo dire che, all’nizio di certi studi, anch’io ero scettico, ma poi, quando anche il medico più scettico esamina certi referti, e può desumere considerazioni statistiche, da certi trattamenti…….tali da indurre a ritenere che ci siano stati effetti positivi….
Marzo 8th, 2010 at 18:01 pm
Il post è molto interessante ma affronta un tema molto delicato…
Bella la riflessione di Gian Piero (ricca di contenuti), la quale supporta il contenuto del post ed altri spunti importanti.
Marzo 8th, 2010 at 21:52 pm
Grazie per questa iniziativa e per l’articolo.
Personalmente sono una sostenitrice dell’autoguarigione e conosco il metodo corpo-specchio.
La cosa fantastica è che non appena ci si avvicina alle diverse discipline di autoguarigione ci si accorge che hanno tutte lo stesso punto di partenza e la stessa convinzione di base: il potere della mente dell’uomo e la sua capacità di costruire la sua vita e il suo benessere.
Conoscere a fondo se stessi è un’avventura faticosa, ma meravigliosa e ricca.
Grazie, un abbraccio,
Danila
Marzo 9th, 2010 at 13:21 pm
Sì il tema è molto delicato, per questo non pubblichiamo libri sulla medicina e la terapia. E’ una precisa scelta editoriale.
D’altra parte, avendo seguito il corso e avendo un contatto diretto con Martin Brofman mi sento di consigliarlo a tutti. Per il resto non ho bisogno di prove scientifiche e sinceramente mi interessa poco che lui sia autoguarito o meno. Per quanto riguarda la salute tendo a fidarmi solo di me stesso e delle mie esperienze.
Vi consiglio di fare altrettanto e ampliare le vostre scelte.
Marzo 9th, 2010 at 18:56 pm
Non conosco personalmente Martin Brofman e quello che ho letto su di lui non mi permette di esprimere un giudizio sulla sua persona e sulle sue teorie. Accetto l’invito di Giacomo ad ampliare la mia visuale, forse troppo concentrata sulle scienze esatte, ma faccio notare che fa una grande differenza sapere se é riuscito o meno ad autoguarisi da un tumore terminale. Nel primo caso avrebbe compiuto un miracolo, nel secondo sarebbe solamente un ciarlatano.
Marzo 10th, 2010 at 9:09 am
Desidero approfondire il concetto del mio ultimo commento perchè, come consulente sulla gestione delle risorse umane, sono sempre combattuto tra l’ammirazione di chi riesce ad affascinare i suoi interlocutori e lo scetticismo verso tutto ciò che é esoterico.
Il caso Brofman mi porta a chiedere a Gian Piero, Giacomo e Danila che cosa vi convince di questa persona perché, come dice Giacomo, non avete bisogno di prove scientifiche per ammirarlo.
Questo é un aspetto importantissimo nel campo della consulenza, poiché i clienti, se non riescono a riprodurre ciò che tu consigli, di norma li perdi.
Voglio raccontare, a questo proposito, un episodio della mia vita professionale; in azienda sorse la necessità di addestrare un discreto numero di neonominati ispettori di vendita e, in appoggio alla funzione risorse umane fu chiamata una nota società di consulenza.
Io partecipai, come uditore, ad una delle sessioni di addestramento; in aula il consulente dimostrò di avere una straordinaria abilità nell’interessare l’uditorio e stimolarne la partecipazione, ma ebbi l’impressione che gli sfuggissero gli obiettivi dell’addestramento. Alla fine del seminario fermai alcuni ispettori e chiesi loro di dirmi quale erano le tre quattro azioni più importanti che avrebbero dovuto metter in atto, una volta sul campo, ed ognuno mi dette risposte diverse.
Morale della favola; l’addestratore aveva riscosso un grande successo tra i partecipanti al corso, ma l’azienda non aveva raggiunto i suoi obiettivi. Ecco dunque che ritorno all’origine del problema, che é poi il problema di tutti coloro che fanno del coaching la loro professione; bisognerebbe sapere creare fiducia nella propria persona e nelle proprie teorie, ma queste devono dimostrarsi riproducibili da chi cerca di metterle in atto.
Marzo 11th, 2010 at 10:21 am
Risposta per Pier Paolo:
il mio invervento non verteva tanto su Brofman in quanto tale, di cui non ho una personale esperienza, ma piuttosto, in generale, su certi tipi di fenomeno energetico, che sono riconducibili anche all’esperienza di Brofman.
A fronte di tali fenomeni, non ho difficltà a ritenere possibile quanto dallo stesso Borfman asserito, almeno come possibilità generale; che poi Brofman abbia certe potenzialità più o meno accentuate, questo è un altro discorso.
Quando dicevo che “pare riconfermata la valenza” di quanto a lui riconducibile, mi riferivo appunto all’esperienza di Giacomo.
Personalmente devo dire, ripeto, che posso tranquillamente credere a fenomeni di questo tipo, per i seguenti motivi:
mi sono occupato di fenomeni energetici di vario tipo e, quanto alle applicazioni mediche, il discorso è questo.
Non dico che tutti coloro che si dichiarano tali siano guaritori, o pranoterapeuti dalle eccezionali qualità, ma dico che talora è la stessa medicina a far uso di tali risorse.
Questo, ovviamente, come indicazione terapeutica, quando il medico, in scienza e coscienza, ritiene che la cosa sia valida.
Quali sono le prove di cui si avvale un medico?
Ebbene, la propria valutazione dei casi terapeutici considerati.
Ad esempio: quando diversi soggetti sono definiti malati terminali a livello diagnostico, sulla base di vari tipi di riscontro (tac, risonanze magnetiche, esami di vario tipo, ecc.), questo è un dato di fatto.
Questo tipo di dato implica anche un elemento di prognosi sul decorso della situazione terapeutica del paziente.
E fin qui, credo di non dire nulla al di fuori di quanto anche la medicina più tradizionale asserisca.
Al tempo stesso, dopo una diagnosi di questo tipo, possono intervenire eventuali indicazioni terapeutiche di vario genere, che possono avere natura diversa.
Intanto quelle indicate dalla medicina più tradizionale, tipo chemioterapia, sia di sintesi, sia di altro tipo (come nel trattamento di alcuni linfomi e leucemie, per i quali si usano anche sostanze, ad esempio, tratte dalla pervinca del Madagascar, come vincristina e vinblastina).
Talora, ad esempio, si utilizzano anche cortisonici, in quanto si è scoperto che tali sostenze possono avere un qualche effetto su certi tipi di cellule degenerate.
Ma, ovviamente, la prognosi, come si dice tecnicamente, è infausta, nel senso che non ci si aspetta che il paziente guarisca.
Anzi, per dirla tutta, in un trattamento con vincristina e vinblastina, il paziente solitamente muore, non tanto a causa del tumore in quanto tale, ma per l’effetto di tali sostanze, che determinano un grave deficit nel sistema immunitario, per cui anche solo un banale raffreddore potrebbe uccidere il paziente, ed infatti i pazienti di questo tipo sono ricoverati in reparti dove si entra solo con certi tipi di precauzione, come la mascherina sul volto, ecc.
Questo per ricondurre il discorso al protocollo solitamente usato in casi di questo tipo.
Ma questo, appunto, non implica necessariamente che non vi sia un’alternativa.
Infatti, il medico può benissimo, come dicevo, proporre in scienza e coscienza protocolli alternativi.
Sulla base di cosa?
Ebbene, sulla base, in sostanza, della sua esperienza.
Di solito, un medico serio cosa fa?
Considera una serie di casi di pazienti gravemente malati, anche in fase cosiddetta terminale, e verifica quali siano stati, per così dire, trattati in un certo modo, ad esempio ricorrendo all’intervento di persone che paiono dotate di certi poteri.
Analizza, quindi, riscontri diagnostici successivi a tali trattamenti, del tipo…”remissione …..” come solitamente è scritto nei referti medici.
Questo, ovviamente, costituisce, nel suo complesso, una procedura, come dire.., probabilmente assai meno rigida sotto il profilo scientifico, rispetto ad esempio a tutto quello che è prescritto in materia farmaceutica, indubbiamente, ma questo si verifica per un motivo ben preciso.
In ogni caso, di solito si tratta di pazienti che non hanno particolari speranze, anzi, e quindi si studiano alternative, a fronte di un esito diagnostico già scontato.
In altri casi, invece, anche a prescindere da tali situazioni drammatiche, il medico comunque fornisce indicazioni di ricorso a protocolli o a strumenti alternativi a quelli tradizionali, proprio perchè, sempre in scienza e coscienza, ha riscontrato, sulla base di esiti diagnostici, un miglioramento o una remissione completa dalla patologia.
Un caso di questo tipo, ad esempio, si può verificare anche, come dicevo, per patologie diverse da quelle tumorali:
di solito, tanto per citare un caso comunque problematico, quello di certe patologie cardiache, nelle quali uno dei problemi abbastanza frequenti è inerente alla regolarità del battito cardiaco.
Esistono certi farmaci, che però non sempre danno l’esito sperato, sopratutto nei casi in cui vi sia stato anche scompenso cardiaco.
In questi casi, la terapia medica tradizionale consiglia due possibili protocolli:
la medicina più tradizionale opta per l’utilizzo della digitale, sostanza che però presenta anche possibili controindicazioni, mentre quella più recente è favorevole alla cardioversione, praticamente una sorta di scossa elettrica sul muscolo cardiaco, e non è che non ci siano rischi collegati, anzi.
In molti di questi casi, senza far nomi per motivi di privacy, posso ad esempio dire che un certo medico, specializzato proprio in cardiologia, consigliava il ricorso ad ua persona ch’egli riteneva dotata di particolari poteri.
Anche in casi, in cui altri consigliavano, per altre patologie, un intervento chirugico.
Ebbene, dagli esiti diagnostici, risultò che dopo il trattamento, la quasi totalità delle persone che soffrivano di aritmia non presentavano più questo disturbo, anche a notevole distanza di tempo dal trattamento, mentre molte di quelle che avrebbero dovuto sottoporsi ad intervento chirugico, parimenti, risultavano guarite dalla loro patologia.
Questi esiti erano confermati da precisi referti diagnostici, ed il medico si assumeva la responsabilità di far trattare tali pazienti, prima comunque di proporre cardioversioni, digitale o interventi chirurgici, assumendosi, così, una responsabilità non indifferente.
Il discorso su altri ambiti, come l’ipertermia, è già stato oggetto di un precedente intervento.
Con tutto questo, ripeto, tengo a precisare che non sempre, in tale ambito, possono aversi risultati positivi, ma diverse esperienze indicano che ciò è possibile.
Il mio pensiero era sopratutto questo:non ho difficoltà a ritenere possibili questi fenomeni, proprio in quanto, innanzi tutto, basati su riscontri diagnostici, mentre, ovviamente, diverso è il discorso sull’attendibilità delle singole situazioni.
Ma questo riguarda anche la medicina trdizionale:
c’è il medico più esperto e quello meno, c’è il farmaco più efficace e quello meno efficace.
Inoltre, comunque, non dimentichiamoci che il concetto di scienza esatta non si applica alla medicina.
il medico ritiene la sua attività un’arte, proprio a fronte della risposta soggettiva, individuale, ai trattamenti.
Quando un farmaco viene commercializzato, il medico che lo prescrive non è affatto sicuro di ottenere determinati risultati, ma può basarsi solo su rcerche che sono, comunque, per quanto precise e fondate, solo di tipo statistico.
Proprio questo genere di considerazione, è quella alla base del principio di “scienza e coscienza” che sta tuttora a fondamento della professione medica e delle varie scelte terapeutiche.
Questo, dal punto di vista del medico.
Non dimentichamoci, però, il paziente: chiaro che costui ha diritto di scelta terapeutica, stabilendo anche scelte terapeutiche personali, basate sui propri convincimenti e sulla propria personale esperienza.
A parte ciò, può anche, almeno in taluni casi, giovarsi anche di riscontri di tipo medico-diagnostico, a fronte dell’attività di taluni medici, che hanno approfondito scelte terapeutiche alternative rispetto a quelle più tradizionali.
Marzo 12th, 2010 at 14:44 pm
PierPaolo concordo assolutamente con te: ciò che conta sono i risultati.
Quindi a me non interessa fare uno studio scientifico sui risultati di Brofman ma esclusivamente sui MIEI. Lui mi ha insegnato delle tecniche, io le ho provate su me stesso e funzionano alla grande. Questa credo che sia la “riproducibilità” che cerchi. Da allora non c’è giorno che non le applico, fanno parte di me e del mio modo di pensare. Funzionano anche sugli altri a cui le ho insegnate.
La mia ammirazione è la stessa che ho per Bandler, per Robbins e pochi altri. Sono persone che mi hanno dato tanti strumenti per migliorare la mia vita e gliene sono grato.
Marzo 12th, 2010 at 15:06 pm
[...] Ti segnaliamo a questo proposito lo straordinario corso intensivo del sistema di guarigione spirituale “Corpo Specchio” di Martin Brofman, il guru internazionale del riequilibrio energetico. Martin Brofman per la prima volta a Roma [...]