Come capire in che senso abbiamo tanti amici su facebook

Succede tutti i giorni. Accendiamo il computer, ci colleghiamo a Facebook, e scopriamo che Mario Rossi o Angela Bianchi ci hanno aggiunti come amici.

Si tratta spesso di relazioni annacquate, intrecciate con simpatizzanti, aspiranti corteggiatori, semplici conoscenti.

Persone che ci spingono a ridefinire il concetto di amicizia, che non è più un legame affettivo e leale tra affini che si frequentano nel quotidiano.

Sempre più spesso, ci troviamo invece davanti a un contatto collettivo labile, che fa condividere video di Obama, Lady Gaga e Luciana Littizzetto.

Non più incontri vis a vis costituiti da serate, discussioni, reciproche consolazioni. Casomai, un dialogo virtuale fatto di battute tra individui che, quando va bene, si sono visti un paio di volte, ai quali trasmettiamo aggiornamenti sulle nostre vite.

Alla fine però, in questa inflazione di facile cordialità, dove imperversano i BFF, Best Friends Forever, gli amici veri restano tesori anche in tempi di saldi web, proprio perché è la morfologia stessa del nostro cervello a impedirci di legare in profondità con troppe persone.

Secondo una ricerca compiuta da Robin Dunbar, antropologo a Oxford, sarebbero 148, arrotondato poi a 150, il numero massimo di relazioni che si possono ragionevolmente coltivare.

Ciò vuol dire che, nel caso di 50 friends, si familiarizzerà in maniera reciproca e sostenuta solo con 3 o 4 di loro. Nei gruppi di 150 si passerà a 5 o 7. Ma persino chi vanta un pallottoliere complessivo di 500 e oltre, alla fine avrà scambi con 10 o perlopiù 16.

Oltre, sarebbe un pasticcio, nonostante vi siano delle differenze “di genere”. Le donne, ad esempio, parlano di più e coltivano contatti regolari, mentre gli uomini rimandano a quando s’incontreranno al bar.

Viene allora spontaneo chiedersi: quando le amicizie sono ridotte alle dimensioni di un post in bacheca, conservano ancora qualche contenuto? Se abbiamo 700 “amici”, in che senso li abbiamo? Dopo che abbiamo rintracciato l’ex fidanzato, la compagna delle elementari o fatta “amicizia” con il cantante preferito, cosa resta di Facebook?

Poco, verrebbe da dire. O meglio: persone che non sentivi prima e che continui a non sentire dopo; presunti “amici” ai quali non hai mai mandato nemmeno un messaggio, ma che sono lì a mostrare a tutto il “Facebookmondo” che la tua rete sociale è ricchissima.

Il risultato è che sempre più utenti decidono di “suicidarsi”, come si dice in gergo, cancellando il proprio profilo dalla Rete. Altri, con migliaia di amici accettati e altrettanti in attesa di esserlo, sospendono l’attività.
Alla base c’è la convinzione di avere a che fare solo con una vetrina sociale di rapporti falsi, colpevole di far scomparire dalla nostra cultura l’immagine del vero amico, una sorta di anima gemella rara da trovare. In molti giudicano Facebook una fucina di tradimenti, divorzi e violenze, dove il furto di identità si sta diffondendo a una velocità preoccupante.

Di conseguenza, non bisogna stupirsi se i rapporti solidi, sinceri, disinteressati appaiono sempre più in calo. Lo stesso Omero sosteneva che: “Non è tanto difficile morire per un amico, ma trovare un amico per cui valga la pena farlo”.

E voi, siete d’accordo?

A cura di Marina Roveda

Autrice di “Le Regole dell’Amicizia”

11 Commenti a “Come capire in che senso abbiamo tanti amici su facebook”

  1. Ivan De Mico

    Bell’articolo, lo trovo molto giusto.

  2. FABIO GALETTO

    Ritengo che per la maggior parte delle persone Facebook sia il Grande Fratello dei Poveri. Una vetrina virtuale da cui urlare al mondo “Esisto anch’io!”

    Ed è per questa peculiarità che Facebook si è diffuso così rapidamente… :-D

  3. Daniele Zagami

    Verissimo!
    Io credo che facebook sia un mezzo di comunicazione molto efficente ed innovativo, un’invenzione bellissima, quasi come fu il telefono.
    Immaginate che tutti noi usassimo il telefono principalmente per fare pernacchie, non cominceremmo ad odiarlo un po’?
    Con facebook per ora stiamo facendo questo, stiamo dando il peggio di noi, e l’immagine che ne esce è quella di una umanità stupida ed annoiata. Ma in realtà non è colpa di facebook, e nemmeno di noi utenti, deve solo esaurirsi questa iniziale ondata di “entusiasmo stupidello” che porta molti utenti a continuare a pubblicare video che tutti già conoscono o ad esprimere le solite lamentele politiche, o peggio ancora raccontare la telecronaca di quello che succede in una giornata qualsiasi.
    Arriverà un punto in cui verrà usato per comunicare, ed a quel punto anche l’amicizia ne gioverà moltissimo.

  4. giovanni garavello

    ciao salve, a mio modesto avviso, è inutile cercare di essere moralisti nei confronti dei social netwok. Ritengo che non siano ne buoni e ne cattivi, dipende solo da noi. La mia esperienza è che è diventato anche un grande strumento di marcheting

  5. Massimo D'Amico

    Ciao Marina,
    Interessante articolo su uno dei social network più discussi…

    Personalmente non entro su Facebook alla mattina e non ho idee di usarlo come “Ricerca/contatto di amici virtuali”. Lo trovo interessante come mezzo di visibilità, per quanto riguarda il mio Brand. ;-)

  6. Francesco - benesserefisicoementale.com

    E sacrosanto quello che dici Marina.

    Personalmente proprio per evitare di avere “finti amici” utilizzo facebook solo con le persone sconosciute che però hanno i miei stessi interessi e passioni.

    Questa metodica mi piace molto perchè alla fine mi permette di conoscere e parlare con nuove persone che pur non essendo degli amici “veri” condividono i miei stessi interessi.

    Un saluto

  7. Gian Piero Turletti

    Se sono d’accordo?

    Assolutamente si, anche a costo di andare controccorrente, rispetto ai tanti sostenitori di Facebook e di social network in genere.

    Personalmente, non mi sono mai piaciuti, e non ho neppure mai visitato l’home page, tanto meno mi sono iscritto ad uno di questi.

    Del resto, credo che analisi sociologiche e via dicendo, già abbiano mostrato le varie sfaccettature di un fenomeno, che sotto molti profili lascia a desiderare.
    Certo, è utile in chiave di marketing, e si parla anche di social marketing, ma a scapito della riservatezza, e se uno tiene a questa, ad esempio…..

    Quanto all’utilizzo pratico, può essere utile, certo, per ricercare contatti del passato, ma quanto a parlare di amicizia…..
    E’ come quando si parla di amiciza anche tra persone con contatti off line: basta darsi del TU, per essere amici?
    Non credo proprio.

    Parimenti, non credo si possa definire amicizia quella su Facebook, e la terminologia che rmanda ai friends, è semplicemente invalsa perchè gli inventori di questa nuova tipologia di realtà virtuale ben sapevano, in chiave di marketing, che una delle “cose” più ricercate è proprio il contatto umano, l’amicizia, e così, giocando con semantiche e terminologie di vario tipo, l’hanno proposto appunto come un contenitore sociale, ma se l’utente diviene solo un po’ più attent, critico ed esigente, come lo sono i clienti di certe realtà commerciali………

  8. Vincenzo Iavazzo

    Ottimo articolo. Anche se sono iscritto a facebook lo utilizzo pochissimo. E penso che i social network distruggano i veri rapporti sociali. L’unico “gruppo” di facebook in cui credo veramente è il seguente:
    “Usiamo meno facebook e vediamoci di più”

  9. Pier Paolo Sposato

    Completamente d’accordo con Marina; io sono un “suicida” che, dopo aver tentato di creare un gruppo di discussione su un argomento serio, sono fuggito, avendo notato il grande successo di adesioni agli argomenti più stupidi di questo mondo.

  10. nicola divietro

    sono daccordo con te marina,io penso che facebook sia solo una vetrina che permette a tante persone di dire la propria opinione,secondo me amici veri se ne trovano pochi,la maggiorparte degli utenti di facebook ti contattano solo per proporti qualcosa,in pochissimi ti contattano perchè hanno un sincero interesse di conoscerti.

  11. David Di Luca

    Secondo me ogni mezzo va usato secondo le sue caratteristiche. Io sono iscritto, e mi serve per avere anche solo una possibilità di contatto con persone che altrimenti non saprei dove cercare. Devo dire che mi è stato utile anche per riprendere amicizie “sopite” da diverso tempo. Ho riscontrato che spesso anche con persone che non sentivo da anni era come se il tempo non fosse passato. E questo è notevole. Mi interessano soprattutto le “note”, dove spesso trovo degli spunti interessanti.

    Poi, è vero che c’è anche tanta rumenta. Ma è come quando si apre l’email: bisogna saper distinguere i messaggi significativi da quelli che non lo sono.

    Di certo, non sono di quelli che aggiorna il suo stato ogni due ore, come è capitato ad alcuni miei conoscenti.

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