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Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico

Robert T. Kiyosaki nella fortunata serie di libri dedicata all’insegnamento dell’intelligenza finanziaria, inaugurata con “Padre Ricco, Padre Povero”, ritorna molto spesso sulla differenza tra attivi e passivi.

A pag. 70 di Padre Ricco, Padre Povero, fornisce, in particolare, le due seguenti definizioni:
Un attivo è qualcosa che mi mette denaro in tasca.
Un passivo è una cosa che mi toglie denaro dalle tasche.

Anche Robert Shemin, nel suo “Perché quel cretino è ricco e io no? “sostiene un concetto molto simile a quello formulato da Kiyosaki.

Entrambi gli autori forniscono degli esempi, ovviamente, di quel che intendono per attivi e passivi.
In questa seconda categoria, inseriscono, tra l’altro, anche le automobili. L’automobile perde il 20% del proprio valore, non appena esce dall’autosalone di vendita. E dopo 12 mesi il deprezzamento è arrivato almeno al 30%.

Mi è capitato spesso, parlando con privati interessati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, di paragonare le conseguenze derivanti dall’acquisto di un’autovettura con gli effetti dell’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Nel primo caso, alla spesa iniziale, necessaria all’acquisto dell’autovettura, che, come abbiamo appena ricordato, è destinata a deprezzarsi velocemente, seguiranno negli anni una serie di spese ulteriori e continuative. E, soprattutto, inevitabili. Perché connesse al funzionamento dell’autovettura: il carburante, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, la copertura assicurativa, per limitarsi alle principali. Nel secondo caso, la spesa iniziale, finalizzata all’acquisto dell’impianto fotovoltaico, è seguita, sì, nel corso degli anni, da altri costi (manutenzione e copertura assicurativa ed eventuale sostituzione di componenti dell’impianto), ma crea anche le condizioni per la generazione di una duplice serie di ricavi.

Ricavi, che, come ben sappiamo, sono originati dalla produzione di energia elettrica da parte dell’impianto fotovoltaico.

Il risparmio sulle bollette di energia elettrica (o in alternativa, la vendita di quella stessa energia) per tutta la durata utile dell’impianto e l’incentivo del Nuovo Conto Energia per 20 anni. Tali ricavi attualmente consentono, grazie alla riduzione dei costi del fotovoltaico registrata nel 2009 ed alle elevate Tariffe Incentivanti del Nuovo Conto Energia (tra le più convenienti al mondo), di arrivare a tassi di redditività dell’investimento superiori al 10% annuo.

Ho parlato d’investimento.

Ed è proprio questa la differenza tra l’acquisto di un’autovettura e l’acquisto di un impianto fotovoltaico.
Se compro un’auto, spendo i miei soldi.

Se acquisto un impianto fotovoltaico, investo i miei soldi.

Chissà se nelle prossime edizioni dei loro bestsellers, Robert T. Kiyosaki e Robert Shemin non inseriscano nella colonna degli attivi anche l’acquisto di un impianto fotovoltaico.

A cura di Mario Delfino

Autore di “Investire nel fotovoltaico”


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10 risposte a Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico

  • Ivan De Mico scrive:

    Gran bell’articolo :) ed oltre che investire, ci si rende anche più autonomi e rispettosi dell’ambiente.. con un’ottimo impianto.

  • Mi ricordo che sulla concezione di attivo e passivo d Kiyosaki, pensai quanto segue.

    Da premettere che Kiyosaki è uno dei più noti esperti in crescita finanziaria, e non a caso fondò anche talune scuole, per la diffusione della culutra finanziaria.

    Il concetto di attivo e passivo, così formulata, riconduce a ciò che in termini di spesa o di entrata consente al soggetto, ma questo, per le imprese, potrebbe essere rappresentato un po’ diversasmente, proprio con riferimento all’impianto fotovoltaico.

    Infatti, nello stato patrimoniale di un bilancio aziendale, si iscrivono, invece, all’attivo tutti gli IMPIEGHI di risorse finanziarie, mentre al passivo vanno inserite tutte le FONTI, e quindi un impianto, in quanto immobilizzazione tecnica, fa parte dell’attivo, mentre le risorse utilizzate per pa sua realizzazione vanno nel passivo, tra cui finanziamenti, patrimonio sociale, riserve, ecc.

    La rendicontazione presisa di cosa renda, in termini di costi risparmiati e ri cavi da vendita di energia elettrica, un impianto, sarà invece oggetto di un preciso piano economico-finanziario, dove le entrate sono appunto quelle indicate, mentre le uscite riconducono, appunto, agli esborsi sostenuti, compresi rimborsi di capitale e oneri finanziari.
    Quanto risulta in termini di differenza tra ricavi e costi, rapportato all’investimento sostenuto, determinerà la redditività dell’iniziativa.

    Ovviamente, da precisdare che la voce, inerente a vendita di energia, è tipica sopratutto degli impianti industriali, mentre spesso quelli casalinghi sono finalizzati essenzialmente al risparmio.

  • giovanni garavello scrive:

    bellissimo articolo sono assolutamente d’accordo…….attivi, attivi

  • Marco Germani scrive:

    Ottima distizione, io aggiungerei anche che per l’acquisto di un impianto fotovoltaico entra anche io gioco una componente di protezione dell’ambiente, grazie all’utilizzo di energia “pulita”, che può generare benefici per il pianeta in cui tutti viviamo non direttamente esprimibili in termini monetari ma comunque di enorme importanza.

  • Mi trovo perfettamente d’accordo con quello scritto da Mario Delfino.

    Lavoro nel fotovoltaico anche io ed utilizzo spesso lo stesso termine di paragone quando spiego al potenziale cliente il perchè della convenienza dell’investimento nel fotovoltaico.

    Indipendenza energetica, rispetto per l’ambiente e crescita del capitale investito. Solo questi tre motivi basterebbero per decidersi ad investire.

    Complimenti a Mario come al solito per la spiegazione!

    Alessandra Adelfi

  • Massimo D'Amico scrive:

    Ciao Mario, grazie per l’articolo.
    Mi piacerebbe che lo leggesse mio zio che si occupa di pannelli solari da tanti anni…

  • Mario Delfino scrive:

    Grazie davvero per i commenti.
    @ Gian Piero – giustissima la tua precisazione. Consentimi, soltanto, di sottolineare come le entrate conseguenti alla realizzazione di un impianto fotovoltaico derivino principalmente dall’incentivo del Conto Energia, e non tanto dalla vendita di energia elettrica. Una seconda fonte di entrate è costituita quindi dal risparmio sulle bollette. E questo è vero sia per le aziende sia per i privati. La vendita di energia elettrica diventa una componente non trascurabile di entrate soprattutto per i grandi impianti realizzati a terra. Il delta tra le entrate, calcolate sulla base della vita utile dell’impianto (non meno di 25 anni) e le uscite è attualmente elevatissimo.
    @ Marco – pienamente d’accordo con te circa la necessità di salvaguardare la tutela ambientale. Anche per motivi economici. Il mancato rispetto dell’ambiente si traduce, nel tempo, in costi elevatissimi per l’intera società.
    @ Alessandra – come certamente avrai potuto verificare di persona, non tutti riescono ancora a comprendere le enormi potenzialità dell’investimento nel fotovoltaico, grazie alle vigenti tariffe incentivanti.
    @ Massimo – beh, spero che tuo zio, nel caso, ne ricavi una buona impressione.
    Grazie ancora a tutti.
    Ciao
    Mario

  • nicola divietro scrive:

    ciao mario,questo si che è un’argomento interessante.
    Secondo me bisogna investire sul fotovoltaico,perchè è un investimento sicuro,il potere delle energie rinnovabili ci darà la possibilità di non dover più affrontare una crisi come quella che stiamo vivendo.

    Ti vorrei chiedere solo una cosa,ma lo stato dà degli incentivi per istallare simili impianti?

  • Mario Delfino scrive:

    Ciao Nicola,
    certo che lo stato prevede degli incentivi per la realizzazione degli impianti fotovoltaici. Tratto diffusamente l’argomento nel mio ebook. Lo stato paga TUTTA l’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico per 20 anni. Ed in più, puoi autoconsumare quella stessa energia elettrica che produci.
    Più conveniente di così!!!
    Ciao
    Mario

  • Carlo scrive:

    Sarà un mio parere..ma la vendita dei pannelli fotovoltaici è come la vendita delle terne vincenti al lotto. Se si fanno cosi tanti soldi con quei numeri vincenti perchè li vendono a voi invece di giocarseli?
    Perchè le aziende vi vendono i pannelli invece di installarne a migliaia e diventare ricche??

    Poveri illusi…

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