Come perfezionarsi al Texas Hold’em

Ho iniziato a giocare a Poker sin dai tempi dell’università quando io e i miei più cari amici passavamo alcune delle nostre serate più divertenti davanti a litri di caffè, con in mano fiches e carte da poker fino al mattino.

Credetemi, chi non ha mai provato il brivido di una bella mano di poker si è sicuramente perso qualcosa.

Ovviamente per noi il poker è sempre stato un puro divertimento, viste le puntate assolutamente in linea con le nostre non elevate disponibilità economiche. Anche nelle nottate più sfortunate nessuno ha mai perso cifre rilevanti.

Ho sempre inteso il poker come un divertimento e consiglio a tutti di evitare che possa diventare un problema ma questo non vale solo per il poker: provo una pena infinita nel vedere quelle persone che in un retrobottega di un bar continuano a mettere montagne di monete nelle macchinette senza riuscire a fermarsi come se fossero drogati. Il poker è come il buon vino, va assaporato con moderazione.

Sono passati tanti anni da allora, ho smesso di fumare ma non di giocare a poker. Nel tempo mi sono appassionato alla versione di poker più giocata al mondo, quella che oggi è diventata la protagonista assoluta di tante trasmissioni televisive e cioè il Texas Hold’em. Ho cominciato a studiarla meglio scoprendo che per vincere nel Texas Hold’em non serve la fortuna ma la conoscenza di matematica e psicologia. Per un ingegnere con la passione della psicologia (nel catalogo della Bruno Editore trovate il mio libro “Le 7 regole della Felicità” dedicato alla gestione delle emozioni) il richiamo di questo gioco è stato irresistibile.

Dalla grande difficoltà nel trovare testi dedicati al Texas Hold’em, soprattutto in italiano, è nata l’idea di scrivere un ebook che possa insegnare anche a un principiante come si gioca a poker in maniera vincente. Alcuni spunti li trovate anche nel blog che ho dedicato al Texas Hold’em e nella relativa pagina facebook. Poker Vincente è un vero e proprio percorso che parte dalle basi (le regole delle più importanti versioni di poker) e passando per i 5 pilastri del poker vi porta fino alle strategie più efficaci del Texas Hold’em. Solo così potrete affrontare una partita di poker in maniera da avere discrete possibilità di vittoria.

A cura di Massimo Di Renzo
Autore di “Poker Vincente” e “Le 7 Regole della Felicità”

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7 Commenti a “Come perfezionarsi al Texas Hold’em”

  1. Gian Piero Turletti

    Effettivamente, ci sono tutti questi aspetti, nei giochi indicati nel’articolo.
    Il gioco come momento ludico, che in taluni soggetti, psicologicamente predisposti, può trasfornarsi in dipendenza, cosa che non dovrebbe mai verificarsi.

    Ritornando al discorso del gioco quale espressione purmante ludica, molti ritenogono, erroneamente, che il vincere sia sopratutto questione di fortuna, ma non è così.
    La psicolgia, finalizzata sopratutto a studiare, a sondare l’avversario, sempre unita alla matematica, ed alla capacità di memorizzazione delle carte uscite, nel poker, come in altri giochi, può fare …la differenza.

    In fondo, come, se non ricordo male, si usa proprio dire in Texas, la differenza tra un dilettante, un bravo giocatore ed un professionista (attenzione, dico professionista, non dipendente dal gioco) consisterebbe in questo:
    il dilettante può aver la classica fortuna, ma non ricorda,
    il bravo giocatore ricorda, ed anche per questo vince, ma non sempre riesce ad elaborare e praticare la strategia migliore, basata sul ricordo, mentre…
    il professionista (come coloro che si sicrivono alle gare) ricorda, elabora e…..sa quando lasciare.

  2. Massimo Di Renzo

    Bravissimo Gian Piero,
    uno degli errori più grandi dei dilettanti del poker è pensare che per vincere bisogna per forza puntare e continuano a giocare con qualsiasi tipo di carte. A furia di entrare in ogni piatto qualcuno lo vincono pure ma alla lunga sono le prede preferite dei giocatori più esperti. Bisogna saper riconoscere qual’è la forza delle tue carte e sapere come giocarle

    A pag 40 di Poker Vincente il segreto n°13 dice:
    “bisogna imparare a giocare bene sia le mani vincenti che quelle perdenti, riuscire a massimizzare i piatti vincenti e minimizzare quelli perdenti.”

  3. Mario Delfino

    Il poker come palestra di vita.
    E’ una delle frasi che ricorrono con maggior frequenza sul gioco delle carte.
    Ho giocato per anni.
    Ecco perché posso condividere pienamente l’osservazione di Massimo circa il paragone tra il poker ed un buon vino.
    E’ esattamente così: il poker è un piacere.
    Erroneamente, si crede che la fortuna sia un elemento fondamentale al tavolo verde, ma non è così.
    L’aspetto sicuramente più affascinante, ma probabilmente più trascurato del poker, è, per l’appunto, lo studio psicologico degli altri giocatori.
    Ecco perché il poker è palestra di vita.
    Ciao
    Mario

  4. Massimo Di Renzo

    Ciao Mario,
    vedo che conosci bene l’argomento. Lo studio dell’avversario è il livello dove i campioni fanno la differenza. Se padroneggi questo aspetto significa che ormai le tue carte sono meno importanti e riesci a vincere tanti piatti anche con punti non eccezionali perchè riesci a battere il tuo avversario sul piano mentale sfruttando le sue insicurezze o la sua spavalderia.

    Ma tu che giocatre sei? tight o loose?

  5. Mario Delfino

    Ciao Massimo,
    dipendeva dagli altri giocatori, dalle loro caratteristiche, dal mio grado di conoscenza del loro modo di giocare e dal “feeling” con le carte della serata (la componente che la stragrande maggioranza delle persone definisce superficialmente “fortuna”).
    E dipendeva anche, ovviamente, dalla mia capacità di concentrazione.
    Cercavo davvero di adattare il mio gioco a quello degli altri giocatori.
    In bocca al lupo per l’ebook!
    Ciao
    Mario

  6. Piero Essenza

    Ciao Massimo,
    son d’accordo con te nel non mettere il poker a livello delle macchinette nei bar. Il poker è un gioco di abilità mentre nelle macchinette si tratta di pura fortuna. Come al solito però il problema non è il fatto di giocare qualche volta a una slot machine, il problema è l’attaccamento che porta poi all’assuefazione e purtroppo a volte alla disperazione per la perdita di ingenti somme di denaro. Molte persone si sono davvero rovinate. Giocate con moderazione e intelligenza.

  7. Marco

    Di sicuro Texas Holdem non è facile, comunque, come dici tu, basta provare, provare, provare (per ricordare un film bello!)

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