Come comprendere piani aziendali e strategie d’impresa
I piani aziendali costituiscono importanti strumenti di gestione.
Si tratta di veri e propri programmi, espressione della politica e delle strategie d’impresa.
Si compongono, solitamente, di una parte più descrittiva e di un’altra, sostanzialmente numerica, che costituisce un budget aziendale, un bilancio anticipato, in cui si indicano le stime inerenti ai futuri conti aziendali, dopo aver delineato una politica che prevede obiettivi di breve, medio e lungo termine.
Talora, si basano su ipotesi conservative, e le conseguenti stime numeriche sono, più che altro, desunte da percentuali di crescita media di una determinata componente, come ricavata dai bilanci degli ultimi esercizi, ad esempio il fatturato, o da valori che indicano, in media, taluni valori di bilancio in rapporto percentuale con altri, ad esempio i costi operativi in rapporto al fatturato.
Ma spesso non si tratta di una semplice estrapolazione di valori medi o di crescita percentuale media, desumibili dall’analisi dei bilanci passati, ma di progetti di sviluppo.
Si può, ad esempio, decidere di estendere la propria penetrazione commerciale in segmenti di mercato nuovi, con un ampliamento della propria linea di prodotti o di servizi, o con riferimento ad un’estensione quantitativa dell’area commerciale raggiunta dall’impresa, come un’azienda che a un certo punto decida di commercializzare in regioni non ancora raggiunte dalla propria rete vendita.
A fronte, quindi, delle diverse politiche e strategie, emergeranno anche possibili piani alternativi.
Ma domandiamoci ora: qual’ è il miglior piano aziendale?
In realtà, è difficile che un business plan sia migliore o peggiore di un altro, sotto tutti i punti di vista, da cui può essere esaminato. Più spesso, la realtà dimostra che taluni aspetti saranno preferibili, rispetto ad un piano alternativo, talora no. Considereremo, la prossima volta, sotto questo profilo, anche per la rilevanza della questione sul piano nazionale, il caso Alitalia.
Esamineremo come diverse società possano seguire politiche diverse, e con effetti diversi non solo sulla gestione aziendale, ma anche sul sistema economico complessivo.
A cura di Gian Piero Turletti
Autore di “Progetto azienda”.
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Novembre 14th alle 13:15 pm
Articolo interessante e stimolante come di consueto!
Un saluto e complimenti!
Novembre 14th alle 17:52 pm
Complimenti gian piero,ottimo articolo,
secondo il mio modesto parere il primo passo per creare un’azienda di successo è capire l’importanza degli operari,perchè come tutti sappiamo non possiamo fare tutto da soli.
Quando pianifichiamo il progetto di un azienda,secondo me non dobbiamo sperare che la nostra azienda abbia successo ma dobbiamo essere pianamente convinti che la nostra azienda avrà successo.
U’altra cosa che secondo me è importante,è che bisogna sempre continuare a formarsi per partire con un bagaglio di conoscenze,
perchè l’ambizione senza conoscenza è come una barca sulla terra ferma.
Leggo sempre con molto interesse i tuoi articoli…….a presto!!!
Novembre 14th alle 19:30 pm
Un saluto ad Antonio ed a Nicola.
Vi ringrazio sentitamente per i cortesi apprezzamenti.
Nicola, condivido pienamente le tue osservazioni.
Molti imprenditori, in effetti, non credono sino in fondo nei loro progetti, e sopratutto in Italia, particolarmente nell’ultimo periodo, si è troppo spesso sottovalutato il fondamentale ruolo della formazione.
Novembre 16th alle 12:47 pm
Ciao Gian Piero, come va?
I tuoi articoli sono sempre interessanti e ricchi di concetti. In effetti il vero segreto per ottenere successo è quello di continuare la propria formazione (chi si ferma è perduto).
Novembre 16th alle 14:59 pm
Ciao, Max.
Grazie per il tuo gentile apprezzamento.