Come aumentare la propria sicurezza personale con il Triage
La sicurezza personale è sempre più un problema serio, sentito non solo dalle ragazze e dalle donne che si muovono da sole ma anche dagli uomini. Nelle grandi città (ma non solo!) accadono quotidianamente fatti di cronaca che ci fanno sentire sempre più indifesi e deboli di fronte non solo ai “professionisti” del crimine ma anche alla microdelinquenza occasionale. Di fronte a questa situazione cosa possiamo fare? Come possiamo difenderci? Dobbiamo tutti iscriverci a dei Corsi di Autodifesa e diventare come Bruce Lee o Chuck Norris? Potrebbe anche essere un’idea ma certamente non è alla portata di tutti e comunque non tutti avrebbero il tempo, la possibilità e …la voglia… di iscriversi ad una palestra di Arti Marziali.
La Sicurezza inizia con la Prevenzione che deve diventare uno “stile di vita”. Chi riesce a prevenire ed evitare le occasioni di pericolo, è già a buon punto.
Il primo passo per prevenire i rischi è quello di riuscire a riconoscerli e, una volta identificati, dare loro un “peso” in base alla loro “potenziale gravità”.
Su questo primo punto sono stati studiati vari metodi più o meno efficaci; personalmente quello che preferisco, e che ritengo il migliore, è chiamato TRIAGE. termine che viene utilizzato solitamente in ambiente ospedaliero. Quando un paziente si presenta al Pronto Soccorso, dopo una breve serie di domande e di rilevazioni visive e strumentali, l’infermiere dell’Accettazione gli assegna un Codice di Gravità (Bianco – Verde – Giallo – Rosso) e, in base a tale codice attribuito preliminarmente, tutto l’apparato ospedaliero si comporta di conseguenza.
Dal punto di vista della “condizione di Sicurezza Fisica”, ciascuno di noi, in ogni momento si trova in una delle seguenti situazioni:
BIANCO: sono e mi sento al sicuro. Mi trovo in un ambiente chiuso, protetto, dove il pericolo e il rischio di aggressione improvvisa è praticamente nullo. Un esempio classico è quando sono a casa, la sera, e la porta e le finestre sono sbarrate e ben chiuse. La possibilità che qualcuno tenti di forzarle e di entrare esiste sempre ma è molto remota e comunque avrei tutto il tempo per organizzarmi e telefonare al 113. Nella situazione “Bianca” l’attenzione è quindi minima.
VERDE: mi trovo in una condizione di serena tranquillità, anche se il rischio potenziale è più alto rispetta alla condizione precedente. Per esempio sto passeggiando lungo il marciapiede, in pieno giorno in una zona tranquilla e frequentata; il rischio che sbuchi qualcuno da un vicolo e che mi rubi la borsa o il portafoglio esiste sempre ma è abbastanza remoto. Nella condizione “Verde”, si deve mantenere una condizione di serena vigilanza ed è la situazione tipica di quando ci si trova in un luogo pubblico.
GIALLO: mi trovo in una situazione che mi crea un certo timore psicologico e una condizione di preallarme. Non è ancora successo nulla ma sento che potrei trovarmi in pericolo. Un esempio può essere quando mi trovo di sera in un luogo isolato, poco illuminato o di giorno in un sotterraneo da solo (per esempio un’autorimessa pubblica o privata), oppure se, anche di giorno mi trovo a passare per un quartiere poco conosciuto e poco raccomandabile oppure se con un pretesto qualsiasi vengo avvicinato da qualche persona con fare “sospetto”.
Quando ci si trova in questa situazione, dobbiamo aprire bene gli occhi e stare attenti (ma senza dimostrare paura o tensione), non lasciarci avvicinare troppo, tenere ben strette borse o oggetti personali ed eventualmente avere in mano un mazzo di chiavi, una penna biro, un ombrello o un oggetto con il quale potersi eventualmente difendere. Chi avesse in tasca la bomboletta spray al Peperoncino (vedi mio articolo già pubblicato qualche mese fa sul blog), è bene che la tenga già pronta in mano ma celata nella tasca o nella borsetta. Ovviamente bisogna affrettarsi a lasciare il prima possibile quella situazione e arrivare in un luogo più sicuro.
ROSSO: è la situazione peggiore, il pericolo è palese e siamo di fronte ad una reale situazione di aggressione verbale e fisica. In quasto caso bisogna cercare di mantenere la calma ed eventualmente reagire gridando, chiedendo aiuto, scappando. Se l’aggressore arrivasse alla collutazione (e qui si vede chi ha frequentato un corso di Autodifesa) si deve reagire colpendolo con le mani aperte, con i gomiti, con le ginocchia o con i piedi, a seconda della situazione e del caso. Se la situazione è molto grave, è il momento di estrarre dalla tasca la bomboletta spray al peperoncino ed usarla puntando lo spruzzo al viso dell’aggressore ed allontanandosi nella direzione opposta alla nuvola di gas creata per evitare di inalare il gas diretto all’avversario.
Un’ultima precisazione importante: la valutazione della situazione di rischio Bianca, Verde, Gialla o Rossa, dipende molto dal soggetto ed è quindi molto personale perché dipende dalle condizioni fisiche, psicologiche e mentali di chi la vive. A parità di situazione, per esempio trovandosi in un luogo isolato di notte, un giovane uomo che conosce la zona è in una condizione Verde mentre per una ragazza indifesa e sola che non conosce il posto può essere percepita come Gialla.
Capire in quale condizione di Triage ci si trova in ogni momento è fondamentale per poter vivere in condizioni di maggior sicurezza personale possibile; è da evitare (per quanto possibile) di trovarsi a lungo in situazioni Gialle e soprattutto, qualora dovessi fare determinate attività, dovrei organizzarmi in modo tale da “trasformare” le situazioni da Giallo a Verde. Nell’esempio di prima, a volte è sufficiente parcheggiare l’auto non nel sotterraneo del supermercato ma nel parcheggio in superficie (se ci fosse) oppure cercare la compagnia di una persona amica quando si è costretti a passare per “zone pericolose”.
Chi volesse approfondire questi aspetti sulla Prevenzione e sulla strategia difensiva, può trovare molti casi ed esempi pratici nel mio ebook “Difesa Personale” edito da Bruno Editore.
A Cura di Alberto Barbieri
Autore di “Difesa Personale” e “Battere la Crisi”



Novembre 6th, 2009 at 15:45 pm
In effetti, il modello triage, come dice l’ottimo articolo di Alberto, contiene già alcuni elementi, che possono servire a valutare la situazione.
Aggiungo che, ovviamente, molto dipende poi dal contesto.
Intendo dire che, a prescindere da valutazioni soggettive, certi ambiti possono essere oggettivamente più sicuri per taluni, che per altri.
Ad esempio, è chiaro che se uno fa il portavalori, l’interesse di terzi ostili contro di lui, indurrà questi ultimi ad affrontare anche situazioni, che invece gli stessi aggressori non sarebbero disponibili ad affrontare, in presenza di “interessi “differenti.
E questo vale proprioper l’incolumità fisica.
E’ chiaro che è molto più difficile essere aggrediti in un luogo pubblico, che in una privata dimora, ma certo, se uno svolge una certa professione, ad esempio anche solo quella di avvocato penalista, a conoscenza di certi segreti…, allora è evidente che ci potrebbe essere un interesse anche ad uccidere….
E questa, oggi, non è purtroppo solo un’impotesi da romanzo giallo.
E’ di qualche mese fa la notiza, ad esempio, di un’aggressione condotta nello studio di un legale di Ostia, in cui, se non ricordo male, persero la vita il medesimo ed un collega, mentre il figlio del legale venne ferito…..
Proprio per questo motivo, oggi mi pare opportuno discernere non solo le situazioni ambientali, ma anche quello che si rappresenta e che si fa, per comprendere se sussista una maggior o minor propensione degli altri ad attentare alla nostra incolumità.
Va da sè che, naturalmente, sopratutto chi svolge attività potenzialmente pericolose, che forse oggi sono molto più numerose di un tempo, farà bene ad assumere le sue precauzioni, non escludendo neppure qualche corso per l’utilizzo di armi.
Sarà anche un caso, ma da talune fonti risultano in aumento anche le richieste di porto d’armi e non solo.
Pare che anche i relativi rilasci siano decisamente aumentati, segno che le comptetenti autorità hanno riconosicuto la susssitenza, a norma di legge, di quei presupposti di rischio, che un tempo erano considerati presenti in un numero certo più limitato di casi.
Novembre 7th, 2009 at 12:15 pm
Ciao Alberto,
Tantissimi auguri per i tuoi ebook. Trattano un argomento sicuramente interessante…
Secondo me serve:
1) Aumentare e sviluppare l’educazione (diminuire la criminalità)
2) Poliziotti presenti nei punti critici, procedura che in Giappone è normale
3) LEGGE SEVERA e giusta
Abbiamo delle leggi che fanno acqua e questo lo sanno tutti. Non fanno altro che sviluppare il crimine…
Novembre 7th, 2009 at 14:24 pm
Ciao Alberto , l’articolo mi è piaciuto.
Non avevo mai pensato ad un effetto “TRIAGE” - Interessante perchè forse ti fa riflettere in anticipo .
Almeno a me ha fatto pensare quanto può essere importante la prevenzione anche in questi casi.
ciao Patrizio
Novembre 8th, 2009 at 15:13 pm
Grazie a tutti per i vostri preziosi commenti.
Purtroppo, quando si parla di Difesa Personale molti pensano subito alle tecniche da utilizzare in determinate circostanze e anche gli esperti, con i quali io ho più volte avuto modo di confrontarmi, sono estremamente focalizzati sul Sistema Difensivo e molto meno sul Sistema Preventivo. Il Triage fa riferimento sostanzialmente all’aspetto Preventivo e solo in seconda battuta associa le Tecniche da attuare.
Gian Piero ha sottolineato pienamente che tale sistema serve per poter correttamente valutare le situazioni anche in relazione a quello che si sta facendo e quindi va anche adattato alla persona e a chi fa che cosa (l’es. del Portavalori è significativo)
Grazie a Massimo per l’incoraggiamento per i miei ebook e sono d’accordo con te che servirebbero leggi a volte più giuste e coerenti; ma sono ancora più convinto che basterebbe almeno far rispettare da tutti le leggi attuali…sarebbe già un grande successo.
Hai ragione Patrizio quando scrivi che bisogna riflettere in anticipo. La Difesa Personale inizia molto prima che si verifichi il fatto criminoso, mettendo in essere tutta una serie di accorgimenti tali da poter evitare situazioni di pericolo. Nelle nostre case mettiamo le porte blindate o le serrature, per prevenire le visite di ladri; nello stesso modo, quando ci muoviamo, dobbiamo agire prevedendo, per quanto possibile, possibili atti ed aggressioni rivolte alla nostra persona.
Un saluto a tutti. Alberto Barbieri