Come imparare a fidarsi degli altri
Una delle regole fondamentali per stringere amicizie positive è credere negli altri, perché la fiducia non solo ci rende persone migliori, più aperte, comprensive, responsabili, ma consolida anche le nostre relazioni. La diffidenza, al contrario, le distrugge.
Stare sulla difensiva perché, sulla base di esperienze passate, pensiamo che coloro che ci circondano vogliono essere nostri amici solo per interesse o per farci del male, può limitarci moltissimo sul piano umano, spingendoci ad accusare il mondo di tramare contro di noi. Chi si avvicina percepirà il timore o il sospetto d’inganno e reagirà di conseguenza, anche quando era animato dalle migliori intenzioni.
Naturalmente se da una parte confidare negli altri ci espone al rischio di essere traditi o delusi, dall’altra spinge queste persone ad agire correttamente per ricambiare la fiducia che gli abbiamo concesso. E’ una strada a doppio senso: l’essere affidabili induce gli altri a fidarsi, e contemporaneamente la fiducia ricevuta genera l’affidabilità.
La diffidenza crea una barriera alla comunicazione e, di conseguenza, all’instaurarsi di un rapporto d’amicizia. Chi non si fida degli altri non ha fiducia in se stesso, dunque non è in grado di coltivare delle amicizie gratificanti, basate sull’onestà e la sincerità, perché non si rende degno a sua volta della fiducia e del rispetto altrui.
A questo proposito può tornare utile un esercizio molto usato nei corsi di formazione, chiamato TRUST FALL. Si può praticare sia all’aperto come catalizzatore di fiducia, sia al chiuso per rompere il ghiaccio con chi ancora non si conosce bene. La procedura classica è mettersi a circa un metro di distanza, braccia aperte e gambe tese, pronunciare la frase “Pronti a cadere” mentre chi sorreggerà il compagno dirà “Pronto a ricevere”.
A quel punto ci si lascia cadere senza piegare le gambe, altrimenti si ricomincerà daccapo. Chi riceve infilerà le braccia tese sotto le ascelle e ammortizzerà la caduta con le proprie gambe. Si tratta di un esercizio efficace, che insegna a fidarsi degli altri, ma soprattutto di se stessi contribuendo a cambiare il proprio modo di rapportarsi agli altri.
A cura di Marina Roveda
Autore di “Le Regole dell’Amicizia”
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Ottobre 19th alle 14:14 pm
L’antinomia fiducia-sfiducia vs. gli altri credo esprima, spesso, buona parte del proprio vissuto esistenziale.
Chi ha ricevuto delusioni, che ha vissuto una certa esprienza negativa, teme possa ripetersi.
Ma questo è tipico del nostro modo di essere.
Istintivamente, l’uomo è portato a difendere se stesso, il proprio habitat e la propria realtà, dagli attacchi esterni.
Nei tempi antichi, questi attacchi potevano essere raèppresentati da belve, da nemici, e via dicendo.
Oggi, a parte le paure tipiche, come la paura della malattia, dei ladri, di perdere il lavoro, ci sono anche forme sociali di paura, come quella intrinseca ai rapporti tra persone.
Da ciò consegue un’ulteriore dicotomia tra amicizia vera e disinteressata e pseudo-amicizia, di cui si nutre lo sviluppo dei rapporti sociali.
Ottobre 19th alle 16:51 pm
La fiducia è molto importante,ma secondo me richiede tanti piccoli fattori.
Io per dare fiducia ad una persona,lo devo conoscere bene.
Una volta una persona parlando con un’altra in metrò disse”Ormai non ci sono più amicizie ma conoscenze”
Io personalmente credo che l’amicizia e naturalmente la fiducia deve nascere passo-passo.
Se al momento del bisogno ci sono delle persone che stanno vicino a te e ti ascoltono e in un certo modo ti aiutano….quella è amicizia e soprattutto quella è una persona di cui ti puoi fidare
Ottobre 19th alle 22:02 pm
Sul Venerdì di Repubblica ho letto un articolo relativo all’aumento della solitudine (dovuto anche ai crescenti rapporti “solo virtuali”).
E’ stato dimostrato scientificamente che l’isolamento indebolisce l’organismo e complica la vita (è un fenomeno che non riguarda solo la sfera delle emozioni).
La strategia ANTISOLITUDINE di John T. Cacioppo:
1 ESPANDERSI (cercare contatti diretti, faccia a faccia)
2 CONSAPEVOLEZZA (capire i danni che può fare la solitudine e passare all’azione)
3 SCEGLIERE BENE (cercare il contatto con chi ha i nostri stessi interessi) 4 ASPETTARSI IL MASSIMO (se pensiamo bene delle persone le aiutiamo a comportarsi meglio)
Ottobre 19th alle 22:31 pm
Molto interessante il tuo intervento, Raffaele. Approfondirò la strategia antisolitudine consigliata da John T. Cacioppo.
Ottobre 20th alle 11:07 am
Come sempre ottimo articolo Marina.
I punti sottolineati da Raffaele mi sembrano più che giusti!
Ottobre 20th alle 12:08 pm
Grazie Umberto.
Ottobre 20th alle 18:29 pm
Ciao Marina,
articolo interessante!
Mi piace molto che abbia citato l’esercizio TRUST FALL.
Durante esercizi di formazione di gruppo l’ho fatto anch’io: ci lasciavamo cadere all’indietro da un tavolo con quattro persone che avrebbero dovuto afferrarci…assolutamente da brivido cadere da quell’altezza pensando che coloro che ti dovranno letteralmente “acchiappare” riusciranno a farlo.
La sensazione è straordinaria e di grande potenza.
La fiducia è proprio come dici tu: “a doppio senso”
Mi viene in mente una bellissima frase di Gandhi che trovo appropriata all’argomento:
“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.
A presto e buon lavoro!
Ottobre 20th alle 20:32 pm
Ciao Francesco, bella la frase di Gandhi che hai citato. A presto e buon lavoro anche a te!
Ottobre 21st alle 1:03 am
cio marina mi interessano molto i tuoi articoli,giustamente tu dici di imparare a fidarsi degli altri o di chi ci circonda.
sai per molti è difficile fidarsi degli altri dopo tanti amici che lo anno tradito,lo so che per 3 o 4 persone che si sono comportate male non possono pagare tutti i loro sbagli,è anche vero che chi ha avuto questo tipo di esperienza è come se rimane qualcosa nell’inconscio;
ti faccio un esempio se ho appena conosciuto una persona nuova non riesco a fidarmi dopo pochi minuti,deve passare un pò di tempo e non raggiungo mai il 100% di fiducia,c’è sempre qualche dubbio.
Tu dirai quindi a te ti è capitata una esperinza negativa?infatti mi è capitata.
comunque continua cosi si vede che scrivi i tuoi articoli con passione!!!
Ottobre 21st alle 10:50 am
Bell’articolo Marina,
Credo che l’amicizia sia un argomento vasto e fatto di tanti aspetti messi insieme…
Personalmente faccio amicizia velocemente, ma poi devo approfondire le informazioni che ho di quella determinata persona.
Ottobre 21st alle 16:23 pm
Per Nicola: io credo che a tutti siano capitate delle esperienze negative nel campo delle amicizie. L’importante è non fare di ogni erba un fascio, e imparare dagli errori commessi. Se un amico o due ti deludono può anche essere normale, ma se il numero cresce giorno dopo giorno, forse è il caso di fare un pò di sana autocritica, non credi? Poi è chiaro che non ti puoi fidare subito di una persona che hai appena conosciuto, e che occorre del tempo prima di aprire il tuo cuore e lasciarti andare…grazie comunque del tuo complimento.
Per Massimo: hai ragione, l’amicizia rappresenta un argomento molto vasto e ricco di sfaccettature…ma proprio per questo è così appassionante!
Ottobre 21st alle 16:41 pm
Nicola io ritengo che le delusioni arrivino tipicamente dagli amici casuali che sono il frutto di una simpatia di un periodo specifico o delle circostanze (colleghi in comune, compagnie in comune). In questi casi il termine amico è abusato rispetto al “vero” amico cioè quello con cui si è stabilito un rapporto continuativo e sinceramente reciproco.
Infatti ultimamente si sente molto usare il termine “socio”. Un socio è proprio questo : un amico casuale frutto delle simpatie di un periodo specifico o delle circostanze. Da un socio è naturale che possano arrivare delle delusioni , ma io li chiamerei inconvenienti