Come imparare l’ottimismo: un argomento che affascina ed interessa un numero sempre maggiore di persone
Sono da poco trascorsi i mesi estivi che ci hanno regalato un periodo di eccezionale bel tempo di cui hanno beneficiato anche le nostre preziose vacanze. Parlando delle vacanze estive, ci torna di botto in mente il bel periodo di riposo, relax , divertimento, benessere e tutte le altre vicende benefiche e positive che hanno contraddistinto questo periodo, da poco passato.
Nel mese di Agosto, trascorso nella stupenda cornice delle montagne della Valle di Ayas in Valle d’Aosta, ho avuto la possibilità di tenere alcune serate formative libere in alcune località, più o meno conosciute, ad un pubblico particolarmente numeroso ed interessato all’argomento, dal titolo : “Imparare l’ottimismo”. In quest’occasione mi sono reso conto di quanto sia alto l’interesse da parte della gente verso gli argomenti concernenti il benessere psico-fisico e l’ottimismo. In particolar modo ho colto da queste serate l’interesse crescente in una moltitudine di persone per l’argomento “ottimismo”. Perciò desideravo riproporre alcuni quesiti che ci avvicinano a tale tema, soprattutto per quel che riguarda la possibilità di imparare a vivere in modo ottimistico, partendo da un nuovo modo di vedere vita, avvenimenti, avversità. Parlando di ottimismo nascono spesso e facilmente alcune domande :
Ottimisti (o pessimisti) si nasce o si diventa ?
Una persona pessimista può diventare ottimista ? e in che modo? Qual è il percorso da attuare?
Per un individuo ottimista la vita può essere migliore?
Quanto può influire un atteggiamento ottimista / pessimista sulla nostra esistenza?
E nella famiglia?
Nella vita affettiva, nell’amore? Con il partner?
Nella capacità di conseguire raggiungere traguardi nei più disparati ambiti di vita?
E nella scuola, nel lavoro, negli affari, nelle imprese, nei rapporti interpersonali e nella salute?
L’intenzione è semplicemente quella di rendere ulteriormente semplice ed approcciabile l’argomento, partendo dalle mirabili intuizioni(poi confermate scientificamente) da parte di eminenti personalità appartenenti a quella branchia della psicologia chiamata psicologia positiva, come il Prof. Martin Seligman, Aaron T. Beck, Buchanan, Teasdale, ecc.
Diventa ora prioritaria una domanda: Da dove nasce l’ottimismo? Per tentare di rispondere a tale domanda, dobbiamo riportare le nostre riflessioni e considerazioni sulle modalità di gestione dei pensieri, sulle credenze, quelle vere e quelle false, sul modo con il quale più in generale ciascuno di noi vede la vita, le risposte che ci diamo ed i criteri di valutazione attraverso i quali diamo spiegazione agli eventi ed alle avversità che incontriamo nella nostra vita.
Partendo da queste iniziali considerazioni, con l’essenziale aiuto che ci viene da Seligman , scopriamo che, semplificando per ovvi motivi di tempo e di spazio, considerando l’indeterminatezza della realtà con tutte le sue complessità, al nostro limitato grado di conoscenza delle vicende umane, dal nostro modo di vedere gli avvenimenti della nostra umana esistenza, le nostre valutazioni di fatti avvenimenti e circostanze, si esprimono generalmente attraverso due polarità, uguali e opposte tra di loro: Ottimismo e pessimismo. L’ottimismo su basa su una visione positiva della vita, il pessimismo al contrario su una visione negativa. E’ sempre Seligman che ci fornisce la chiave per capire la nascita di queste due propensioni, introducendo i termini di impotenza appresa e di stile esplicativo: Seligman ci spiega l’impotenza appresa come una reazione di rinuncia e una risposta di abbandono che segue al credere che ogni cosa che facciamo non sia importante, e lo stile esplicativo come il modo in cui abitualmente ciascuno di noi spiega a se stesso perché accadono gli eventi. La conseguente considerazione sempre secondo Seligman, è che uno stile esplicativo ottimistico interrompe lo stato di impotenza, e quindi ci permette di agire proattivamente, mentre uno stile esplicativo pessimistico lo diffonde e quindi il modo in cui ciascuno di noi spiega a sé stesso gli eventi ci può rendere impotente o invece dare forza e vigore di fronte ad un’avversita.
Con queste semplici ma efficaci considerazioni egli ci porta vicino ad una conclusione molto importante: L’ottimismo si può apprendere come tante altre discipline. Ecco perché ritengo possibile o meglio auspicabile la frequentazione di seminari o corsi d’aula o videoaudiocorsi basati sull’ottimismo appreso, come ci insegna M. Seligman, al fine di diffondere la cultura della psicologia positiva, del pensiero creativo e positivo, che permettano ad una moltitudine di persone, genitori ed insegnanti in primis, di acquisire i fondamentali di queste discipline.
Ecco infine delle semplici affermazioni che evidenziano le propensioni ottimistiche e pessimistiche
(P) “Non riuscirò mai a prendere la sufficienza in matematica”
(O) “Non sono ancora riuscito a prendere la sufficienza in matematica”
(P) “Gli autobus arrivano sempre in ritardo”
(O) Ultimamente alcuni autobus arrivano in ritardo
(P) “Non sono portato per vendere”
(O) Non conosco le tecniche e le abilità di vendita
(P) “Mi sento distrutto”
(O) Mi sento un po’ stanco
Da notare nelle espressioni pessimistiche la presenza dei termini “mai, sempre, tutto” seguiti da un giudizio poco lusinghiero su noi stessi(Personalizzazione). Una cosa curiosa è che se una persona a noi estranea ci giudica male, affermando per esempio che siamo dei poveri incapaci buoni a nulla, non gli crediamo, ma se tale pensiero si ingenera entro noi stessi ci crediamo, eccome, rischiando di far nascere in noi l’impotenza appresa e a determinare una non reazione di fronte ad un’avversità.
Per questo motivo ritengo sia veramente importante diffondere la cultura della psicologia positiva ed in primis quella dell’ottimismo, con tutti gli immensi benefici che esso determina su di noi, sulla nostra salute, sulla capacità di formulare e raggiungere obiettivi, nel lavoro, nella vita privata, affettiva e relazionale, nel tempo libero, ecc.
Un saluto a tutti!
A cura di Giovanni Raimondi
Autore di “Il potere dell’ottimismo”
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Ottobre 16th alle 9:35 am
L’affascinante tema della positività, dell’essere proattivi, è sempre stato analizzato sotto diversi profili, non solo psicologici, ma anche esistenziali e psicologici.
A temi universali, come il perchè succede quello che ci capita, si possono dare tante risposte, a partire dal socratico principio che il vero sapere è sapere di non sapere, al principio di indeterminatezza di Eisenberg, in base al quale anche solo il diverso modo di vedere la realtà impatta la realtà stessa.
Credo che il miglior approccio per superare le difficoltà, che necessariamente, prima o poi, s’incontrano sul proprio percorso, sia quello non tanto di interrogarsi sui perchè, domanda alla quale non sempre è possibile dare una risposta, ma sul come.
Può certo capitere che in qualche ambito esistenziale le cose “vadano storte”, ma è possibile conceetrarsi su quello che “gira per il verso giusto”, e forse, si può dire che magari qualcosa va storto, per dimostrarci che dobbiamo concentrarci su ciò che va meglio, su ciò in cui riusciamo ad ottenere i migliori risultati.
Ottobre 16th alle 10:10 am
Ottimi esempi, li stampo!
Ottobre 16th alle 12:51 pm
Ciao Giovanni,
Ottimo articolo, secondo me l’ottimismo è veramente un fattore di successo…
Ottobre 16th alle 17:51 pm
Ottimismo: la chiave per il successo e per raggiungere qualsiasi obiettivo!
E diffondere la psicologia positiva è un ottimo modo per insegnarlo!…
Ottobre 16th alle 20:14 pm
Concordo in pieno,essere ottimisti ti rende a volte invincibile e capace di realizzare cose che non pensavi di poter fare.
Essere ottimisti è nello stesso tempo difficile,specie in questi periodi di crisi economica,crisi lavorative e chi più ne ha più ne metta.
In poche parole,viva l’ottimismo,sorridi sempre,e rialzati subito non appena sei caduto.
Ottobre 16th alle 23:46 pm
Complimenti per questo ottimo articolo!
Il potere dell’ottimismo e del pensiero positivo è ormai scientificamente dimostrato, ma purtroppo non tutti ne sono consapevoli.
Ottobre 17th alle 9:57 am
Giovanni hai proprio ragione innnazitutto bisogna cambiare il linguaggio che abbiamo con noi stessi magari indebolendo le parole negative e rafforzando quelle positive.
Per me bisogna stare sintonizzati sulle belle cose che si hanno e che si capitano, apprezzare ciò che ci piace spesso e volentieri, cosi si mantiene un atteggiamento positivo.
A presto
Alberto
Ottobre 18th alle 8:49 am
Come diceva quello, è più facile cambiare l’invisibile che il visibile. Cioè, ci vuole meno a cambiare il nostro atteggiamento che “le cose come stanno”. Se mi prendo la responsabilità di avere pensieri costruttivi, è probabile che riuscirò a migliorare l’ambiente che mi circonda, o quantomeno a non peggiorarlo, che è già un risultato…
Ottobre 18th alle 9:26 am
[...] Se volete leggere l’articolo completo di Raimondi lo potete trovare a questo link. [...]
Ottobre 18th alle 18:24 pm
Ciunque vuole avere successo in qualsiasi settore deve essere ottimista,e mai arrendersi ai fallimenti,analizza i tuoi fallimenti e tienili presente per non commettere gli stessi errori,quando avrai i tuoi primi successi ti renderai conto che senza fallimenti non esistono successi!!!
Ottobre 19th alle 11:37 am
Giustissimo Nicola…
La PNL insegna che ogni sbaglio fatto è un ulteriore passo verso il successo, mentre invece non c’è niente di peggio che non tentare mai.