Una bugia nasconde spesso un disagio
Quante volte ti sei trovato ad interagire con una persona a cui vuoi bene e in quel momento hai capito che questa persona ti mentiva o ti nascondeva qualcosa?
Cosa hai provato? Delusione? Rabbia? Come hai gestito le tue emozioni? Hai mantenuto il controllo o ti sei lasciata andare all’ira?
Qual è il modo migliore per gestire una persona che ti sta mentendo? Oggi ti parlerò di questo e cioè di quale possa essere il modo migliore per gestire una persona nel momento in cui “pensi” che ti stia mentendo. Ho detto pensi perché ti consiglio di prendere le tue sensazioni sempre come un indizio e mai come una prova, altrimenti rischi di fare ancor più danno al rapporto.
Quando ci troviamo di fronte ad una persona che probabilmente mente i casi possono essere due: vogliamo bene a quella persona oppure ce ne importa poco o nulla.
E’ chiaro che nel secondo caso il fastidio che proviamo di fronte ad una bugia è più limitato che nel primo caso.
Proprio così. Quando a mentire è una persona a cui teniamo la cosa ci ferisce, ci offende.
A questo punto cosa succede di solito? La nostra comunicazione diventa più aggressiva, che lo vogliamo dare a vedere o meno.
Scatta in noi il desiderio di sentire il nostro interlocutore dire la verità, che confessi la sua bugia e che se ne scusi.
A questo punto ci troviamo di fronte alla scelta tra subire la sua bugia, tenendo dentro di noi la nostra frustrazione oppure incalzarlo allo scopo di condurlo ad ammettere la verità.
In ogni caso il nostro stato emotivo cambia e quasi certamente il nostro interlocutore lo percepirà. La comunicazione non verbale è qualcosa di molto difficile da controllare, anche per un esperto.
E se percepirà il sospetto in voi cosa pensate che farà? Confesserà? Difficilmente.
Molto probabilmente andrà sulla difensiva e si arroccherà ancora di più nella sua posizione a difesa della sua bugia. Comincerà a dare ulteriori giustificazioni e prove a sostegno della sua menzogna. Così facendo scaverà una buca sempre più profonda da cui sarà sempre più difficile uscire. Così come diventerà ancor più difficile la nostra impresa di indurlo verso la verità.
Se il vostro primo obiettivo non è quello di stanare il vostro interlocutore e di metterlo con le spalle al muro, ma quello di migliorare il vostro rapporto rendendolo più sincero, allora ci sono alcuni consigli da seguire.
Quello che vi do oggi è: trova il modo di non diventare aggressivo.
Attenzione, non ho detto nascondi la tua aggressività. Questo vuol dire che devi cercare di essere tranquillo e non di far finta di esserlo.
Questo aspetto è tutt’altro che semplice perché dipende dal nostro livello di intelligenza emotiva (cfr. Daniel Goleman). Goleman dice che se in alcuni momenti importanti della nostra vita vogliamo poter attingere al meglio alle nostre capacità razionali dobbiamo essere in grado di avere un miglior controllo delle nostre emozioni, dobbiamo essere in grado di evitare quello che lui chiama il “sequestro emozionale”. Con questo termine lui definisce quella serie di stati, che possono andare dallo scatto d’ira, alla crisi di panico, dalla gelosia incontrollata, allo scatto violento. Momenti in cui perdiamo il controllo e non siamo in grado di mettere in atto ciò che la nostra mente razionale ci suggerirebbe di fare.
La prima cosa che ti voglio insegnare oggi è come tenere a bada quello che io chiamo “il nostro animale”, la nostra parte più inconscia, più emotiva, più reattiva. E’ un concetto utilissimo specialmente in amore.
La tecnica più efficace di tenere a bada il tuo animale è quella di porti domande capaci di rompere lo schema. Un esempio?
Quando una persona ti aggredisce verbalmente, qual è la tua reazione immediata? Quasi sempre violenza richiama violenza. A meno che non riesci a spezzare il pattern, lo schema.
In quei casi prova a farti questa domanda: “Di cosa ha paura questa persona? Perché mi aggredisce?”
Cosa succede dentro di te nel momento in cui ti chiedi di cosa ha paura il tuo interlocutore? Cosa ne sarà secondo te della sua aggressività?
Prova a rispondere a queste domande. Il seguito in un prossimo articolo.
A Cura di Valter Romani,
Autore di “Scacco alle Bugie” e “Da Grande Sarò Ricco”
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Talora capita di trovarsi in situazioni, in cui pensi di aver ragione, o in cui ti senti preso in giro,nella quali è probabile scatti il rapimento emotivo.
Personalmente, penso che sia più facile affrontare le situazioni, se ci si pone in un’ottica il più possibile razionale.
Spesso l’emotività non è buona consigliera, neppure quando sembra parlarci trsaite l’intuito, tramite intuizioni.
Queste, potendo derivare dal nostro inconscio, possono talora farci agire giustamente, ma non sempre, a volte agiamo troppo d’impulso, tramite scelte che poi possiamo rimpiangere.
Meglio fermarsi a ragionare, e non fare la prima cosa che ci salta in mente.
Sono d’accordissimo.
Essere aggressivi/violenti non può che portare alla chiusura della comunicazione, quindi un risultato negativo che non porta lontano…
Nella mia opinione, si dovrebbe portare all’apertura del dialogo, cercando di capire bene ed in profondità il motivo della bugia. Spesso possono nascondersi motivazioni importanti che non si immaginava…
Concordo pienamente sul fatto di rompere lo schema aggressivo e sul fatto che una bugia seppur minima, è mancanza di comunicazione integra.
ma e’ così difficile stare al mondo? avere rapporti con i nostri SIMILI? ma perche’ facciamo sempre finta di non capirci? e dobbiamo stare attenti alla comunicazione verbale e non verbale, sto iniziando ora a studiare qualcosa sulla comunicazione…. mi da fastidio pensare di essere vittima quando non sono abbastanza sveglia o che qualcuno possa essere vittima a sua volta. continuero’ a cercare di capire ma voglio ad ogni costo essere onesta!