Assegno non pagato –Grazie alla pianificazione finanziaria l’azienda ne soffre meno

Sono stato chiamato da una mia Cliente che ha una piccola impresa, estremamente attenta alla pianificazione finanziaria e alla correttezza in ogni senso.
Grazie anche a questa mentalità negli anni la ditta è riuscita a farsi affidare bene da più banche, creandosi inoltre un piccolo fondo di liquidità da utilizzare per le emergenze.
C’è da precisare che difficilmente l’azienda ha utilizzato l’extrafido, è sempre rimasta nei parametri ed ha una valutazione di rating buona.
La responsabile aziendale mi chiama poiché ha ricevuto un assegno insoluto di circa 30.000 euro e mi ha chiesto di accompagnarla in banca per richiedere la possibilità di un finanziamento temporaneo per scoperto di conto corrente sino allo sperato pagamento dell’Assegno dall’emittente, per evitare di andare a utilizzare fidi presso altre banche o utilizzare i propri fondi che in questi periodi possono veramente rappresentare una sicurezza.
L’assegno emesso dal debitore era ormai presso il notaio, e così come previsto dalla legge entro 60 giorni dall’emissione dovrebbe essere pagato altrimenti l’emittente sarà iscritto alla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) con la conseguenza di non poter emettere assegni per il periodo di 6 mesi oltre a scattare le conseguenze (sanzioni pecuniarie e revoca di sistema)
Poiché con quell’insoluto la ditta andava scoperta di conto in extrafido, la banca richiedeva il rientro anche per non penalizzare l’impresa che sarebbe segnalata in centrale rischi come sconfinata.
La piccola impresa aveva delle fatture da portare al SBF per pagare i debiti di fine mese.
Abbiamo chiesto quindi al gestore bancario se si poteva avere un fido temporaneo autorizzato in maniera da non pagare tassi esagerati e per non essere segnalati. Questo affidamento avrebbe permesso anche di pagare i debiti a fine mese senza “fatica”.
La risposta come già immaginavamo è stata – “Non si può. Ora dare gli scoperti di conto corrente diventa un problema, è fuori dalle nostre autonomie, eventualmente portate i documenti che vediamo se possiamo aumentare il fido per il salvo buon fine, ma sarà difficile per il fido di cassa.”
A quel punto mi sono alzato e ho detto al funzionario : “ok ci aspettavamo una risposta del genere, comunque ora che abbiamo bisogno, voi non ci aiutate, è inutile che Lei ci darà un fido ulteriore chissà tra quanto.”
La mia Cliente aggiunge: “Fortunatamente fidi di Salvo Buon Fine presso altre banche ne abbiamo e liberi da poter utilizzare. Il problema sarà che anticiperemo presso un’altra banca, copriremo il Vostro scoperto e purtroppo non pagheremo parte di altri fornitori nei tempi giusti – Grazie lo stesso “
In realtà, grazie alla attenta pianificazione dei flussi finanziari che nel tempo era stata fatta costantemente, l’impresa è riuscita a far fronte agli impegni con la copertura finanziaria data dai fidi presso le altre banche e parte di utilizzo dei fondi di autofinanziamento
“L’uomo riesce a fare qualcosa solo dopo aver compreso che deve contare solo su se stesso.”
Sartre
Purtroppo questi sono casi reali la correttezza in questi episodi conta sicuramente , ma quello che importa sono i capitali alle spalle o bisogna essere finanziati bene, e prevedere l’occorrente prima del bisogno, per non incorrere in momenti che hai necessità.
In questi momenti, chissà come mai, spesso non riesci a trovare l’aiuto che ti serve e soprattutto in tempi rapidi.
E tu cosa ne pensi?
A Cura di Patrizio Gatti,
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”
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Da circa 2 anni la BCE ha deciso di fabbricare meno denaro, e ciò si sta riperquotendo nei mercati azionari ed immobiliari nonché in quello del prestito.
Quando si decide di togliere denaro dalla circolazione la gente si ritroverà gradulamente con meno capitali nel conto, di conseguenza vende le azioni che precipitano. In un secondo tempo le banche richiedono i soldi dei mutui e dei prestiti indietro e non ne concedono altro facendo crollare il valore dell’immobiliare. Quando in un periodo di fabbricazione di denaro in surplus si richiede un prestito, un fido, un extrafido o un mutuo viene concesso immediatamente, quando invece si brucia denaro tutto questo non avviene.
Sarà sicuramente capitato a qualcuno che conosci di ritrovarsi a dover saltare una rata del mutuo (ad esempio), e se ciò avviene in un periodo di surplus le banche consigliano subbito di dilazionari il prestito, altrimenti, se avviene in un periodo di minus chiederanno l’immediato rientro seza concedere nulla. Il motivo per cui non vi hanno concesso l’extra fido sta solo in questa chiave di lettura.
Il miglior modo di superare queste avversità è di premunirsi in tempo di vacche grasse aprendo dei fondi di liquidità obbligazionari che possono essere impiegati come garanzia di un prestito o di un fido nel momento che le banche ti voltono le spalle. L’essere sempre corretti in genere (è soprattutto in Italia) non è mai stato un viatico per ottenere dei servizi successivi.
Nei tre anni che ho svolto il lavoro di consulenza è capitato di incontrare diversi capi di aziende e, i più lungimiranti hanno capito immediatamente cosa intendevo dire ed hanno stipulato dei contratti di risparmio obbligazionario a tale scopo (anche se in realtà non ne avevano bisogno). questi imprenditori che oggi dovessero incontrare delle difficoltà possono sicuramente usarli come garanzia senza neanche scambiarli, gli altri sono costretti a fare i salti mortali all’indietro.
Un ultima considerazione va fatta sui TFR. Gli imprenditori spesso non sanno che prima essi rappresentavano un margine di garanzie presso le banche (che emettevano anche prestito su garanzia di tali capitali), mentre dal 1° gennaio 2007 sono considerati debiti a tutti gli effetti ripercutendosi irrimediabilmente su eventuali richieste di fidi.