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Effetto “ritardato” dei tassi di interesse

Borsa

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155La politica monetaria di un paese, o di una comunità di stati, è completamente gestita dalle banche centrali. Le banche centrali hanno due poteri fondamentali, poteri che possiedono un gran peso macroeconomico, e che influenzano le interazioni e le interdipendenze tra i mercati (intermarket analysis). I due poteri di cui le banche centrali dispongono sono: variare il tasso di riferimento e stampare nuova moneta. A questo punto siamo di fronte a dei parametri che sono in grado di influenzare l’intero apparato economico e finanziario di un sistema sociale.

Lo scopo delle politiche monetarie è raggiungere l’equilibrio tra la domanda e l’offerta di moneta. La domanda di moneta è influenzata dal reddito (y) degli operatori sociali, unico parametro non controllabile dalle banche centrali, e dai tassi di interesse (i), mentre l’offerta di moneta (m) dipende dalla quantità di nuovo denaro immessa nel mercato, infatti ogni qual volta si stampa nuovo denaro la banca lo inserisce nel sistema acquistando titoli nel mercato finanziario (al contrario il ritiro di denaro dal sistema lo si effettua liquidando gli stessi titoli che la banca centrale possiede in portafoglio). L’equilibrio si raggiunge perciò “giocando” correttamente con tassi e offerta monetaria. Un aumento dei tassi necessita una riduzione dell’offerta monetaria per avere l’equilibrio del sistema, mentre una diminuzione dei tassi necessità l’aumento dell’offerta monetaria.

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Su questo itinerario è semplice confondersi, ed intuire che un aumento dei tassi provochi deflazione, mentre una riduzione dei tassi provochi inflazione. In realtà non è proprio così, infatti è esattamente il contrario, e la spiegazione di ciò è che le politiche monetarie della banca centrale (causa) non si manifestano istantaneamente sul sistema, ma il loro effetto è riscontrabile solo retroattivamente ed in maniera del tutto ritardata. Infatti se ci pensate noi in questo momento ci troviamo in un periodo di deflazione profonda, ed i tassi sono ai minimi storici.

Ma l’effetto deflazione è stato provocato dalla politica delle banche dell’estate scorsa, quando i tassi erano alle stelle ed il ritiro di denaro è stato notevole. Ora per vedere gli effetti di questa nuova politica a tassi ridottissimi ci vorrà più o meno la fine del 2009. Mi trovo perciò perfettamente d’accordo con l’opinione del governatore federale della FED, Jaffrey Lacker, secondo cui il tramonto del 2009 segnerà la fine della recessione e l’inizio della ripresa. Anche se non condivido la bizzarra politica dei tassi, a mio avviso troppo ridotti, si parla di una riduzione eccessiva fino a 0-0,25%, e che affatica il mercato dei corporate bond e treasury bond (fonte di finanziamento primaria delle imprese pubbliche e private).

Comunque per approfondire l’argomento ho scritto un esaustivo articolo per trend-online.com (sito collaboratore di yahoo finanza) e vi invio il link, https://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=212480 . Si tratta di un’analisi macroeconomica che troverete di certo utile per farvi un buon quadro generale della situazione economica internazionale.

A Cura di Giovanni Romano,
Autore di “Il Professionista delle Opzioni”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

16 commenti

  1. Ciao Giovanni,
    ho letto il link di approfondimento, davvero molto esaustivo sulla situazione attuale.

    Grazie per la tua consulenza ..preziosa in questi tempi 😉

    Buon week end a te ed a tutti i lettori del sito.
    Gianapaolo Pavone

  2. Ottimo intervento, spiega con parole semplici la fase economica attuale; anche se, devo dire, non sono d’accordo che la crisi terminerà verso la fine del 2009. Secondo me serviranno ancora 5 o 6 mesi.

    Aggiungerei anche che le banche centrali sono organismi guidati da tecnici e burocrati che non rispondono del loro operato al potere politico, democraticamente eletto dai cittadini. A questo punto ci si domanda: e allora a chi rispondono?
    Che ognuno trovi la propria risposta.

    Comunque questa è un’altra storia, ma l’articolo di Giovanni m’ha dato lo spunto.

  3. Praticamente sempre, gli effetti delle varie politiche monetarie e fiscali, di competenza le une delle banche centrali, le altre dei governi, sono ritardati rispetto alla loro assunzione.
    La caratterisstica, sostanzialmente deflattiva, dell’attuale fase economica, è dovuta a vari fattori, riconducibili per un verso alla pregressa politica di tassi eleati in Europa, per altro verso alla fase recessiva in atto.
    Questo, al tempo stesso, dimostra come anche le analisi delle banche centrali possano essere erronee, o comunque sfasate temporalmente, e tali da non centrare gli obiettivi, previsti dai rispettivi statuti.

    In particolare, la banca centrale europea, e non solo per parola del suo presidente, ma anche di consiglieri dei singoli paesi, come per l’italia Bini Smaghi, ha incetrato gran parte delle sue analisi di qualche tempo fa su un ventilato rischio inlfazione, mentre era in corso sopratutto il trend riazista sul petrolio, indicando l’opportunità di una poltica di tassi al rialzo.
    Questa politica, per la verità, si è dimostrata sotanzialmente sbagliata, per diversi motivi.
    Innanzi tutto, occorre sottolineare come i tassi non influenzino certi fattori inflazionistici, ed il rischio inflazione, per l’Europa, era sostanzialmente dovuto al caro-petrolio, commodity i cui corsi certo sono anelastici, rispettto ai tassi d’interesse.
    Ma il grave errore della banca centrale europea è stato sopratutto quello di contribuire ad una natura sostazialmente deflattiva dell’attuale fase economica, non considerando, evidentemente, che la fase rialzista dei tassi non poteva che contribuire a sottrarre liquidità ad un sistema economico, già sofferente sotto questo profilo.

    Per la verità, come giustamente richiamato, sia pur sotto diversa angolazione, da Marco, un aspetto non secondario delle motivazioni, alla base di determinate decisioni, sta anche nel sistema giuridico, che sovrintende alla regolazione di tali isituti, ed a tale riguardo non si può non ricordare la netta dicotomia tra le due sponde dell’Atliantico.
    Se compito della Fed, infatti, è quello di contribuire al raggiungimento di un equilibrio economico, comprensivo anche della stabilità e dello sviluppo armonico del sitema economico complessivo, questo obiettivo non rientra, per statuto, nei compiti della BCE, tutta protesa, invece, ad affrontare esclusivamente possibili rischi d’inflazione, in un’ottica purrmente monetarista dellosviluppo economico.
    Questo spiega anche le diverse politiche, talora operate sui due versanti dell’Atlantico, e la sostanziale asimmetria che ne consegue.

    Quanto alle indicazioni di possibile svolta:
    vari indicatori confermano la tempistica prevista a livelo macroeconomico e questo, congiutamente ad altri fattori, fa ben pserare (in ottica rialzita) anche per i principali listini.
    Tanto per considerare anche qualche fattore di analisi tecnica, c’è chi interpreta l’intero movimento azionario, sulle principali borse mondiali, a partire dai massimi del 2.000, come un ABC di lungo termine, seguendo la metodologia di Elliott, ormai conclusosi e, conseguentemente, gli attuali prezzi come un’occasione di acquisto generazionale, cioè di quelle che, se va bene, capitano una volta nell’arco di una vita.

    Per rispondere ora al commento di Marco:
    istituizioni come le banche centrali non sono paragonabili al modello del princeps legibus solutus, proprio perchè specifiche norme regolano i diversi aspetti, che le riguardano.
    Per l’Italia, ad esempio, non dimentichamoci che l’ex governatore Fazio è stato anche indagato per certi suoi atti, ed è stato considerato, sotto questo profilo, un pubblico ufficiale a tutti gli effetti di legge.

    Quanto, invece, alla responsabilità non per atti illegali, ma semplicemente erronei, nell’ambito di valutazioni disfrezionali, compiuti dai presidenti o dai board delle banche centrali, in realtà una responsabilità c’è.

    Può variare da sistem a sitema.
    In Italia, almeno sino a qualche tempo fa (non mi risulta che la normativa sia cambiata), era prevista una nomina governativa per il presidente, e conseguentemente, si poteva parlare du una eventuale culpa in eligendo o in vigilando, se la scelta ricadeva su un soggetto non all’altezza della situazione.
    Di qui, la possibilità di trarre un ulteriore giudizio, rispetto al governo in carica, che risponde del proprio operato, in riferimento alla scelta politica degli elettori, che sotto questo profilo confiugra, quindi, anche un possibile giudizio indiretto sulle banca centrale.
    Un’evidente anomalia era, in Italia, la circostanza che il governatore, come in Italia avviene solo per il Pontefice, aveva una carica a vita, ma va dato atto al ministro Tremonti di aver messo, tra i primi, sul’avviso l’opinione pubblica sull’operato di Fazio, ed aver stimolato, in sede dottrrinale e politica, quel dibattito sulle norme, che ha riguardato anche la conseguente modifica della normativa su questo punto.

  4. ciao Giovanni , il tuo post mi è piaciuto , soprattutto quando hai spiegato l’effetto deflazione ed hai spiegato l’effetto che ha provocato i tassi alti.

    Sono fiducioso e spero che “il tramonto del 2009 segnerà la fine della recessione e l’inizio della ripresa”

  5. I veri problemi nacquero nel 1971 con l’accordo di Bretton Woods, quando Nixon svincolo’ il valore del denaro dal reale parametro di riferimento: l’oro. Cosi facendo s’illuse che potesse stampare tanta cartamoneta quanto gliene sarebbe servita per finanziare debito ed economia. Anche i non economisti capiscono che un bene ha un valore se non è inflazionato. Ossia se è limitato ( oro, uranio, platino ecc.ecc. ). Dal 1971, il dollaro ha cessato di esser moneta ed è diventata valuta. La differenza è che la valuta non avendo dei parametri oggettivi e reali di riferimento, assume il valore che convenzionalmente in un dato momento storico gli si attribuisce.
    Emettendo molta moneta, ovviamente il dollaro è diventata “carta straccia”.
    Gli americani sono da sempre furbi ma non intelligenti, tranne che su una cosa: la loro ricchezza deriva dal fatto che nel sottosuolo hanno qualsiasi minerale, pertanto sono dotati di riccheza vera. Che si tengono ben stretta. Infatti non utilizzano mai le loro riserve, ma acquistano all’estero quei beni di cui dispongono in grande quantità. Perchè nonostante avessero stampato tanta moneta sganciando il valore della medesima dall’oro, erano consapevoli che diventando valuta, nel tempo, avrebbe inevitabilmente perso potere. Ma, in quel momento, optarono per quella soluzione, perchè sono tattici e non strategici. Gli arabi possessori di petrolio si stanno rivelando intelligenti e lungimiranti: hanno tonnellate di monete e sapendo che è solo carta ( perchè il petrolio si vende in dollari ) stanno comprando beni e/o attività, nonchè partecipazioni nelle maggiori aziende mondiali. Ma gli americani sanno anche che i cinesi non consentiranno la caduta del dollaro, in quanto 3/4 dello stock del debito pubblico americano è nelle cassaforti cinesi, sotto forma di titoli di debito.
    Insomma, il problema è che le scemenze degli americani, rischiano di pagarle altri paesi non cosi ricchi di beni reali.
    Non è un caso che le distorture della finanza siano partite da li. Sono furbi, egoisti, egocentrici, ma poco intelligenti. Da sempre

  6. per patrizio gatti:
    patrizio, per chi fa affari, magari durasse questa situazione negativa. Acquisti a sconto, e, ad esempio, ieri con mutuo ho acquistato un monolocale….al tasso fisso del 2,5%. Il bello è che la rata d’affitto è di 500 euro, mentre quella del mutuo, è di 350…………….

  7. Perfettamente d’accordo con Manuel.

    Ho letto l’ebook “Il consulente finanziario” e messo subito in pratica le tue tecniche……. uno spettacolo!

  8. Per Marco,
    sono contento che tu abbia tratto un utile vantaggio dal frutto della mia esperienza. Il fondo è per quello che scrivo, per far si che la mia esperienza possa esser utile ad altri, come lo è stata per me, quella che mi hanno tramandato altri. Ti do’ un consiglio se mi è permesso. Finchè non fai tue e padroneggi alla perfezione le tecniche di comunicazione che hai appreso, non pensare di “adattarle” o di metterci del tuo. Fai cosi come è scritto, e solo quando ti verranno naturali, allora potrai se ritieni, integrarle, modificarle a seconda di quel che la TUA esperienza ti suggerirà. Ti ringrazio ancora per le tue parole.
    manuel

  9. SI Manuel, infatti adesso sto seguendo alla lettera ciò che hai scritto nell’ebook, poi verrà il momento di adattare e integrare.

    Purtroppo l’azienda finanziaria con cui ho lavorato mi aveva dato un’impronta che non era proprio vincente col cliente.

    A presto!

  10. c’è un motivo per questo: le aziende vogliono evitare che il cliente si fidelizzi al professionista, piuttosto che al marchio. Il perchè è semplice: c’è un grosso turn over dei professionisti scontenti. Se i clienti seguissero i professionisti, le aziende perderbbero denari. Sia pur nel rispetto delle tecniche che ho descritto, che ribadisco, servono per rendere efficiente ed efficace la comunicazione col cliente, cerca di instaurare sempre un rapporto sincero col cliente. Deve sentire che davvero vivi e condividi con lui i suoi obiettivi, le sue esigenze, i suoi sogni. Non avere mai paura di palesare eventuali errori che potresti commettere. Sei un essere umano proprio come il cliente, ed il massimo che puoi offrirgli, è il tuo totale impegno, onestà e sincerità. Se trasmetti questo, vedrai che non rileverà affatto per quale azienda lavori. Il cliente sposa te come persona, e ti seguirà ovunque. Il vero banco di prova per un professionista è proprio il cambio azienda: da li, vedi quanti clienti ti seguono. Forse qualcuno non ti seguirà. Se cio’ dovesse accadere, perso per perso, che almeno ti sia utile: chiedigli apertamente come mai non ti segue, e scusati con lui, perchè se non ti segue ( a parte i casi particolari di clienti strani ) la colpa è tua e non sua.
    Se hai bisogno di qualche altro confronto scrivimi pure sulla mia mail.
    In bocca al lupo
    Manuel

  11. Manuel hai sicuramente ragione , per chi ha i soldi questo è un momento buono per fare affari .

    Ultimamente però c’è sempre un 20% della gente che ha i soldi che giustamente cerca di guadagnare contro l’80% che spesso non sa come arrivare in fondo al mese .

    Nell’esempio che mi fai è un ottima scelta(mutuo inferiore a affitto) ma se hai preso un mutuo devi aver dimostrato la capacità di rimborso o hai le garanzie per farlo , ben per te o tutti coloro che possono.

    Io ho visto bocciare dei finanziamenti,mutui etc.. a chi purtroppo per qualche centinaia di euro non rientrava nel rapporto rata reddito e tu che sei tecnico sai cosa significa . Quindi chi ha applicato le regole della restrizione del credito ha penalizzato i più deboli .

    Quindi gente disperata vende la casa anzi la svende , a chi può permetterselo . Per quest’ultimo naturalmente è un affare .

  12. patrizio, da quel che dici, mi sembra di capire che sei nel settore bancario o finanziario. Allora saprai bene che spesso alla gente non danno mutui, perchè in CRIF appare che sono già pieni di rate per qualsiasi cosa, o che hanno ritardato o mancati pagamenti. Quando glielo dici, cascano dalle nuvole. Come sai, io sono stato promotore finanziario, quindi mi occupavo anche di mutui. Ebbene 3/4 delle persone, contrae prestiti per beni non indispensabili. Tutti hanno la tv al plasma, il cellulare ultimo modello, e quel che è peggio, contraggono finanziamenti per andare in vcacanza. Non credo affatto che l’80% delle persone sia in difficoltà e non arriva a fine mese- Come dice un mio amico, nei week end, sulle strade statali ed autostrade, non vedi posche o ferrari. Vedi macchine piccole e comuni, ma non di lusso. Questo non toglie che c’è chi è in difficoltà. Ma la cosa deriva dal fatto che la gente ha preso l’abitudine di acquistare a rate tutto, conducendo quindi un tenore di vita superiore alle effettive possibilità. Le pizzerie e i ristoranti sono sempre pieni, le strade anche, i locali pure. Vedo la gente comune con i jeans di armani, con l’i-phone ecc.ecc.
    T’assicuro che le persone che non arrivano a fine mese sono molte, ma molte di meno di quanto affermi. Nelle case popolari, paga l’affitto uno su 5 e chi paga, paga fra i 30 e i 100 euro. In Italia, tutti si lamentano, ma la verità è che tutti sbarcano il lunario anche col nero. Ripeto: ovviamente c’è chi non stà bene, ma per esperienza, la percentuale è molto inferiore a quanto non si dica in tv.
    Il mutuo: ovvio che devi saper trattare con la banca: la quale ti chiede la tua capacità reddituale se ci devi abitare. ma se tu dimostri che non erve loro il tuo cud, perchè non sari tu a pagare il mutuo, ma l’inquilino, allora la cosa cambia. La banca vuole vedere che tu o chi per te, siate in grado di pagare.
    La restrizione del credito, a mio avviso, ha un risvolto positivo: costringe la gente ad imparare a risparmiare e a buttare meno via i soldi in cazzate.
    E questo non è male. In Italia, la gente vive al di sopra delle proprie possibilità da anni. Pensa che ieri mi ha colpito il fatto che, dovendo acquistare una macchina per caffe Nespresso, se pagavo in contanti non avevo diritto allo sconto. Se acquistavo a rate invece si.
    Questa la dice lunga.
    Tornando agli investimenti, oggi e chi è senza soldi, puo’ contrarre un mutuo per investire in immobili. Resterà per un po’ ancora dai genitori, ma in 5 anni, se fa ruotare bene il capitale rivendendo gli immobili con il mutuo ( fa anche un favore a chi compra ) poi, la casa puo’ comprarsela tranquillamente. Ma la gente non ragiona cosi.

  13. ciao Manuel , questa tua risposta mi piace nel senso che hai chiarito secondo me meglio ciò che volevi dire e denoti senza ombra di dubbio la tua competenza .
    Hai ragione, è così moltissima gente attratta dalle rate facili si è indebitata e continua a non rinunciare alle cose superflue, vedi pizzerie,ristoranti,vacanze etc….

    Comunque Se le aziende, le persone , si sono indebitate in un momento che potevano cioè sino a qualche mese fa (mi riferisco a persone eticamente corrette ) se poi il mercato i fatturati sono dimezzati io dico che occorrerebbe essere un pò più elastici sugli indici perchè è vero che hai fatto errori in passato ma dovrebbe esserci la possibilità di rimediare con un consolidamento spostando in avanti il debito con rate più piccole.

    Per ciò che riguarda l’80/20 è una teoria che è sempre esistita e sicuramente vale anche adesso ,
    Io intendevo dire che ci sono 20 persone che crisi o non crisi sta bene uguale per vari motivi e ben per lui vuol dire che è stato in gamba o si è trovato dei capitali e 80 che per arrivare in fondo al mese devo fare i salti mortali.
    Naturalmente bisogna reinventarsi e pensare sempre in positivo .

    La mia analisi comunque si riferisce soprattutto a livello aziendale nel senso che più della metà delle pratiche presentate per finanziamenti trovano difficile riscontro in questo periodo col rischio che per decisioni passate errate o comunque al periodo eran normali ora si trovan in difficoltà e di conseguenza a rischio ci sono i dipendenti.

    Ciao comunque non vorrei andare troppo fuori tema
    Patrizio

  14. mi trovi perfettamente in linea con quanto hai scritto nell’ultimo post. Vedrai che questa crisi, fino alla prossima ovviamente, insegnerà qualcosa alla gente. Come diceva Wilde, la gente oggi, fa a meno di tutto tranne che del superfluo, e questo è sbagliato. Pero’ la paura è rimasta perchè non è una crisi di produttività, ma di sistema. Poi, è diventata di produttività.
    Mio nonno, diceva sempre che ogni tanto ci vorrebbe una guerra per far riacquistare alla gente i valori che oggi sembrano esser scomparsi, e il senso della misura nelle cose……cruda la cosa, ma forse tutti i torti non li ha!
    Ti saluto e ti faccio tanti auguri di buone feste!
    Manuel

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