Tornare ad amare? Certo che si può…
Esiste nulla di più bello che tornare ad amare qualcuno con passione dopo un momento brutto, una storia finita?
Credo proprio di no. Eppure, molte delle persone che hanno subito il trauma di un fallimento sentimentale si chiudono in se stesse e non permettono più a nessuno di entrare nella loro vita.
Come se l’esperienza negativa della precedente relazione bloccasse sul nascere ogni nuovo timido tentativo di tornare a vivere, ad amare.
Mi è spesso successo di fare coaching con donne che in amore avevano una sorta di “freno a mano tirato”. Avevano l’indipendenza economica, il riconoscimento sociale, una bella casa e magari anche dei figli meravigliosi nati dalla precedente relazione, ma quando mi parlavano dell’incontro con un nuovo partner, erano sempre sulla difensiva.
Il loro schema mentale impediva di “guardare oltre”, di gettarsi alle spalle la triste esperienza e ricominciare. Troppe volte il ricordo del passato, della precedente relazione, è forte, e domina la vita delle persone, nonché le relative scelte, sentimentali e no.
In Donne in Crisi, ho dedicato un intero capitolo al passato e so bene quanto possa essere limitativo. Vivere perennemente nel passato non aiuta a “riprendersi la propria vita” e anzi, può diventare un vero e proprio handicap.
Ecco perché consiglio sempre alle donne che fanno coaching con me o che incontro nelle mie conferenze sull’Autostima, di imparare a “gettarsi dietro le spalle il passato”, nonché di evitare di stare perennemente sulla difensiva.
Se la paura è ragionevole e il timore di commettere gli stessi errori del passato lecito, è altrettanto vero che non devi chiuderti a riccio e impedire ad altri uomini di entrare nella Tua vita.
Credimi, le probabilità che Tu incontri un uomo con le caratteristiche del Tuo ex, sono remote, e comunque, minori di quanto Tu possa pensare. Salvo che Tu non vada in giro con una calamita gigante che attira negatività da entrambi i poli, è molto probabile che Tu possa incontrare un uomo con caratteristiche e personalità diverse.
Magari non Ti piacerà ugualmente. Magari Ti darà la sensazione di essere vuoto e magari, non lo riterrai all’altezza di una nuova storia d’amore, ma mi chiedo: perché non provarci?
Fidati, lascia socchiusa la porta del Tuo cuore, tornare ad amare qualcuno è molto più di una semplice speranza. Tornare ad amare è una possibilità reale, che Tu devi solo alimentare continuamente, giorno dopo giorno.
Ricorda: non occorre vivere sulla difensiva, occorre… vivere.
Un abbraccio e lasciami un commento al post!
A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di “Donne in Crisi”
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Febbraio 22nd alle 10:01 am
Pur riguardando in modo specifico l’ambito delle relazioni sentimentali, direi che il tuo articolo, Giancarlo, è riconducibile, anche in chiave psicologica, all’impatto del passato sulla nostra vita, ed a tale proposito quasi non c’è stato indirizzo psicologico o filosofico, che non si sia occupato di questo rilevantissimo tema.
Sin dai miei primi studi di filosofia, alla scuola media, mi ricordo il tempo passato a soffermarmi su tale problematica.
Spesso, peraltro, le cose assumono dimensioni e rilevanza, che difficilmente avremmo ipotizzato quand’eravamo più giovani, ma poi, con lo sviluppo della nostra personalità in vari ambiti, ecco che le cose cambiano, e spesso cambiano profondamente.
A volte ci si trova a riflettere sul tempo, ed ancora a molti non è ben chiaro che cosa questo possa rappresentare, anche a fronte della circostanza che non è ben chiaro come funzioni e cosa realmente sia questa dimensione della realtà.
Quello che sicuramente possiamo dire è che l’uomo, al di là di tutte le implicazioni desunte dalla moderna fisica, quantistica e non, è fatto del suo presente, del suo passato, del suo futuro.
Queste tre principali componenti ne assorbono la valenza psicologica e comportamentale quasi totalmente.
L’uomo è passato, poichè questa dimensione lo condiziona pesantemente,
Ovviamente, quando parlo di uomo, mi riferisco all’essere umano, uomo o donna che sia.
Se il passato di una persona è fatto di obiettivi realizzati, di speranze non trasformatesi in delusioni, e via dicendo, sarà molto probabilmente una persona appagata, che vive soddisfatta e con speranza per il futuro.
Viceversa, le disillusioni, i traumi, le esperienze negative possono spesso essere non solo il passato, ma anche il presente ed il futuro di altre persone.
Questo proprio perchè il tempo non è vissuto, a livello psicologico, quale funzione della fisica, nel suo scorrere in un’unica direzione, ma realtà valevole al di là del tempo e dello spazio e, come tale, sicuramente tale da poter decidere il nostro presente ed il nostro futuro.
Anche a fronte di tale valenza psico-comportamentale, si sono sviluppati orientamenti di pensiero, davvero molto differenziati, su come sia più opportuno afffrontare tale problematica, e con non poche implicazioni anche di ordine etico, morale.
Per una parte rilevante del pensiero degli antichi greci, la miglior funzione da sviluppare era la catarsi, nel senso di purificazione ed, al tempo stesso, oblio rispetto al passato.
E, guarda caso, proprio anche le moderne scoperte scientifiche conducono in questa direzione, con l’invenzione della cosiddetta pillola dell’oblio.
Pare, infatti, che non solo siano state individuate le aree cerebrali, responsabili dei nostri ricordi negativi, ma sia anche stata trovata la molecola in grado di cancellare questi ricordi.
Ma è giusto, è lecito, è moralmente ammissibile?
Oppure si dovrebbe ritenere che del passato sia meglio mantenere i ricordi negativi, per imparare per il futuro, ed ancora una volta ritorna il rapporto tra le diverse dimensioni del tempo.
Non dimentichiamoci poi della psicanalisi.
Semplificando, uno dei maggiori messaggi provenienti da questo indirizzo di pensiero, riconduce al ritenere utili le esperienze negative, ed anzi negativa la loro rimomozione, tanto che gli psicanalisti più tradizionali svolgono tuttora una funzione, sostanzialmente finalizzata a far riemergere i ricordi negativi.
Ed in tale ambito muta profondamente il concetto stesso di catarsi, non più oblio, apppunto, ma rivisitazione critica
delle proprie esperiezne, così da saperle gestire con maggior padronanza e controllo delle stesse.
Come si vede, le esperienze negative del passato hanno rappresentato anche una diversa variabile culturale, storicamente e filosoficamente condizionata dai diversi ambiti di riferimento.
Il tutto muovendosi da due antagonisti punti di vista, tra i quali sono ricomprese posizioni intermedie, da un lato il passato come esperienza comunque positiva, da cui apprendere per il futuro, dall’altro lato il passato come esperienza eventualmente da negare, come alcuni medici vorrebbero oggi fare, con le famose pillole cancella-memoria.
Personalmente ritengo preferibile che la persona rimanga con il ricordo delle proprie esperienze negative.
E’ senz’altro vero che il ricordo di “essersi bruciati” può essere condizionante, ma forse meglio questo, piuttosto che non sapere cosa sia il fuoco, con il conseguente rischio di bruciarsi completamente, un domani.
Meglio sapere cos’è il dolore, piuttosto che non avere percezioni del medesimo, che poi non è altro che un segnale d’allarme, per evitarci ulteriori e più gravi conseguenze.
Febbraio 22nd alle 10:21 am
Credo che questa caratteristica che evidenzi, caro Giancarlo, ovvero quella relativa alla difficoltà di ritornare ad amare, non si una prerogativa solo femminile. Ho conosciuto tante persone, tra cui tanti uomini, che dopo una storia finita male, avevano difficoltà a rivivere una nuova storia. Tale difficoltà non era relativa a chissà quali paure, si indentificava meglio in un contento più ampio: “Ora sono libero, voglio godermi un pò la vita, ora non voglio impegnarm, voglio pensare a me stesso”. Poi mettici pure la sofferenza subito, altri affetti che hanno lasciato in disparte per la dedizione completa alla vita sentimentale.
Difficile è invece la situazione di chi esce da un fallimento matrimoniale, sopratutto per le quelle donne che hanno dei figli, che non devono scegliere l’uomo giusto solo per se stesse, ma un uomo che sia giusto anche per i loro figli, che li rispetti e si comporti con loro come se fossero i propri. Difficilmente una donna si lascia rubare il proprio cuore da un uome che non nutre attenzione per i suoi figli.
Cmq questo è un argomento molto interessante, ci sarebbe tanto da dire, mi fa piacere che ne hai dedicato una capitolo nel tuo nuovo ebook.
Buona Domenica!
Febbraio 22nd alle 11:18 am
Davvero un gran bel post Giancarlo, complimenti
( p.s. ti aspettiamo sul forum…
)
Febbraio 22nd alle 12:07 pm
il mitico Abbatantuono cita in un film : se ci provo so spudorato se non ci provo su co….. meglio spudorato che ……..one .
Bell’ articolo come sempre Giancarlo ! Complimenti !
Febbraio 22nd alle 14:15 pm
Molto interessante il tuo ebook. Spero che possa aiutare tante donne.
Febbraio 23rd alle 11:59 am
Lieto dei Vostri commenti, ragazzi e grazie anche per i complimenti…
Enrico, di quale forum parli?
Febbraio 24th alle 17:47 pm
Ciao Giancarlo e grazie per il contributo che ci hai regalato.
Mi sono permessa di riportarlo interamente nel post che uscirà domani mattina sul mio blog.
Per non togliere nulla ai miei lettori.
Grazie ancora e Buon lavoro
Alessandra
Febbraio 25th alle 22:35 pm
Grazie a te, Ale….
Ho visto il tuo blog, bello.
Un bacione
Aprile 8th alle 8:39 am
Caro Giancarlo,
quello che scrivi è confortante ma forse vale per donne giovani. Io ho 59 anni ed anche se ben portati la decade della sessantina è vicina. Ho appena interrotto una convivenza che credevo non finisse mai anche se i problemi non mancavano.Mi ritrovo da sola senza più genitori da poco scomparsi e con due sorelle terribili. Credimi è destabilizzante. Chi dopo aver visto un uomo tanto innamorato può credere ancora e chi può avvicinarsi a me, non più avvenente come prima, con tanta sofferenza dentro?
Grazie e se puoi dedicami una risposta.
Aprile 14th alle 16:28 pm
se non mi rispondete togliete il mio indirizzo mail per favore, trattasi di privacy
Aprile 15th alle 18:34 pm
Cara Paola,
per prima cosa perdona il ritardo con cui ti rispondo, ma ero fuori per lavoro ed ho notato il tuo commento solamente ora…
Amica mia, comprendo il tuo stato d’animo e ti sono vicino. Spesso la vita ci riserva delle prove difficili, prove che talvolta possono metterci in seria difficoltà. Eppure, io sono certo che anche una donna di 59 anni può tornare ad amare, può tornare ad avere una speranza…
Del resto, se eliminiamo anche la speranza, spesso non ci rimane nient’altro. Tu, invece, devi guardare avanti e provare a ricominciare.
Certo, non sarà facile, eppure io sono certo che piano piano, puoi tornare ad amare la vita, che è pur sempre bellissima e merita di essere vissuta intensamente.
Cara Paola, sono certo che da qualche parte, c’è già qualcuno pronto ad avvicinarsi a te, capace di apprezzarti per quello che sei. Tieni aperta la porta del tuo cuore, tieni aperta la speranza.
Un grande, grandissimo abbraccio
Gennaio 23rd alle 11:48 am
Ciao Giancarlo, ho letto attentamente il tuo post con i relativi commenti e direi che, come già asserito da Francesco Traccitto, questi problemi non sono solo ed esclusivamente una “prerogativa femminile” ed io ne sono l’esempio lampante. Io sono stato lasciato dalla mia ex la sera del 31 dicembre 2009. Si, proprio la sera della vigilia di capodanno mentre eravamo insieme agli amici. La batosta è stata più grossa di quanto avessi potuto mai immaginare, neanche nei miei incubi peggiori avrei mai potuto sognare di poter stare tanto male per una persona. I primi quattro mesi sono stati tremendi, non mangiavo (sono dimagrito 18 Kg), non dormivo e tutti gli annessi e connessi che non sto qui a specificare ma che riesci benissimo ad immaginare. Durante il corso dell’anno (2010) ho avuto un’altra “storiella” durata pochissimo, la classica “chiodo schiaccia chiodo” ma è finita appunto perchè il mio cuore e la mia mente, a distanza di oltre un anno, appartengono sempre ad una persona. I motivi sono dei più svariati e molto, molto, molto delicati. Ho preso a cuore degli impegni che avrei voluto portare a termine ma non me ne è stata data l’occasione. Quando il peggio sembrava essere passato, lei mi si è riproposta dicendomi che FORSE aveva intenzione di ritornare con me e, considerando che il mio cuore è sempre appartenuto a lei, non ho esitato a darle l’opportunità di ricucire il rapporto. Il tira e molla è durato circa un mesetto nel quale abbiamo parlato molto dei nostri trascorsi, degli errori commessi etc. ma un bel giorno, esattamente il 18 di dicembre se non erro, mi contatta dicendomi che la cosa non è fattibile a causa della (maledetta) distanza che ci separa per gran parte dell’anno dato che, pur essendo entrambi di Taranto, io studio a Torino e lei a Chieti. Per la seconda volta ho passato quello che non auguro neanche al mio peggior nemico e, tutt’ora nei momenti vuoti, non faccio altro che pensare a lei e se potrò di nuovo amare un’altra persona come ho amato e amo lei. Per me è difficile ricominciare da zero, è difficile intraprendere una nuova storia sapendo che è sempre lei al centro dei miei pensieri, mi risulta difficile buttarmi tutto alle spalle e cercare di legarmi ad un’altra persona. Vorrei, se possibile, avere un tuo parere perchè la clausura, soprattutto in piena sessione d’esame, mi distrugge. Grazie e buona domenica
Febbraio 15th alle 17:02 pm
Chiudersi a riccio è la cosa che più temo ma che più spesso accade. E’ la paura di soffrire di nuovo o meglio di credere in qualcuno come hai già fatto che poi, invece, non era quello che immaginavi. Io ho provato con un vecchio amico che casualmente è apparso all’orizzonte. Mi è piaciuto ma poi era sposato ed ho troncato perchè non volevo rovinare quel matrimonio. Ora però mi sembra di stare peggio, perchè ho provato cosa vuol dire a tornare a ridere, ad essere amata ed in qualche modo anche ad amare. Cose che avevo dimenticato. La mia femminilità nel mio rapporto era stata calpestata. Con l’altro, invece, mi sentivo stuzzicata nelle mie passioni ed è stato bello. Ma ora è come aver affrontato due addii. Mi sto chiudendo e non voglio che ciò accada. Ho una grande paura di uscire allo scoperto. Sento sempre la sensazione di essere stata abbandonata. In realtà sono molto sola ma io mi sento abbandonata ed è diverso. Ne uscirò? Quando? Come? per ora sembra impossibile. Spero di poterti scrivere al più presto per dirti “ce l’ho fatta!!”
Marzo 20th alle 20:09 pm
Qualcuno mi risponda vi prego, non riesco più a sopportare tutto il silenzio che c’è intorno a me. Grazie