Violenza alle donne: un problema reale!
ROMA - Non fa in tempo a smorzarsi lo sdegno per uno stupro che la cronaca ne registra un altro. Nelle ultime settimane si sono susseguiti, a un ritmo preoccupante, i casi di violenza sessuale sulle donne: tre a Roma e dintorni soltanto da Capodanno, e poi a Brescia, Genova, Napoli.
Mentre non si e’ ancora spenta l’eco dello ’stupro di Capodanno’ nella Capitale …… si sta stringendo il cerchio intorno ai cinque balordi che hanno aggredito una coppia di fidanzati a Guidonia, vicino a Roma, violentando la ragazza e picchiando il suo compagno: da alcune ore due cittadini romeni sono interrogati dai carabineri di Roma e Frascati.
A Brescia due romeni e un polacco sono stati arrestati con le accuse di violenza sessuale di gruppo, concorso in sequestro e rapina aggravata ai danni di una ragazza romena di 19 anni. La ragazza era sola nel suo appartamento, in un quartiere periferico, in attesa di un connazionale quando, verso le 21.30, hanno suonato alla porta. Nel momento in cui ha socchiuso il battente per vedere di chi si trattasse, tre uomini hanno fatto irruzione in casa e dopo averla picchiata l’hanno violentata a turno.
Altra violenza a Genova. Una trentenne ha denunciato alla polizia di essere stata aggredita, violentata e rapinata nel centro storico. Sulla vicenda, che presenta pero’ ancora molti lati oscuri, sono in corso indagini.
E si indaga pure su un presunto caso di violenza sessuale che si sarebbe verificato ieri sera nel centro di Napoli. Secondo quanto denunciato, una donna di 20 anni, ucraina, e’ stata aggredita da due uomini, probabilmente nord africani, in un vicolo di via Chiaia.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato che intende lanciare ”una vera e propria mobilitazione cittadina contro la violenza sessuale”.
(Dal sito: www.ansa.it dell’ANSA del 24 gennaio 2009)
A questi fatti sono da aggiungersi anche tutte le “semplici” aggressioni che avvengono nelle nostre città, specie di sera, fuori dai locali; ormai solo la stampa locale ne parla perchè sono talmente tante che se fossero tutte riprese dalla stampa nazionale non ci sarebbe quasi più spazio per le altre notizie….
Come arginare questa situazione che sta degenerando ogni giorno di più? A livello politico, piu’ di rafforzare la vigilanza e aggravare le pene, non si riesce a fare; qualche politico si è “lasciato scappare” questo commento: “Si scaricano i problemi della sicurezza sull’ imprevedibilita’. Insomma la colpa e’ di chi va in campagna, oggi i ragazzi di Guidonia, ieri i turisti aggrediti sulla Portuense. “In pratica: lo Stato fa quello che può, chi non sta attento lo fa a suo rischio e pericolo! Qualcuna ora, dopo aver subito violenza, minaccia di “farsi giustizia da sola”.
Secondo me la soluzione deve partire da ciascuno di noi; sappiamo ormai che ci sono delle situazioni potenzialmente a rischio e con queste dobbiamo purtroppo conviverci. Diventa quindi un obbligo dei singoli cittadini prevenire le situazioni di rischio ed evitare di “finire nei pericoli” anche inconsapevolmente.
L’autodifesa parte quindi dalla Prevenzione e dall’abituarsi ad avere sempre, di giorno e di notte, un comportamento attento alle situazioni e che ci renda meno vulnerabili. Quanti di noi sanno come bisogna comportarsi quando si frequentano vicoli bui ed isolati? E se ci accorgiamo che in un locale, o in discoteca, diventiamo “oggetto di interesse” di qualcuno, cosa dobbiamo fare? E di fronte alle minacce di un balordo o di un tossicodipendente che vuole soldi per comprarsi la dose quotidiana, cosa possiamo fare? Quale atteggiamento dobbiamo tenere? E di fronte ad un diverbio tra automobilisti, spesso per banalità che lo stress del traffico quotidiano trasformano in “affronti gravissimi”, cosa dobbiamo fare?
Nel manuale “Difesa Personale” ho affrontato nel dettaglio tutte queste situazioni e molte altre di potenziale pericolo in cui ci troviamo tutti i giorni , anche senza rendercene conto. L’Autodifesa inizia dalla prevenzione, dal capire le situazioni e, solo dopo, si arriva ad applicare le tecniche di difesa personale. Quando leggo certe notizie, e come si sono svolti i fatti, mi viene da pensare che se ci fosse piu’ informazione preventiva e “cultura dell’Autodifesa”, certe situazioni si sarebbero potute tranquillamente evitare…
A Cura di Alberto Barbieri,
Autore di “Difesa Personale”
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Gennaio 29th alle 9:20 am
Ciao Alberto, ho parlato dello stesso argomento ieri nel mio blog. Ho consigliato il tuo libro, anche se non l’ho letto, perchè leggendo i commenti di qualcuno, ne parlano bene.
Il consiglio che do io a tutte le donne è quello di fare un corso di autodifesa personale, perchè la situazione è insostenibile. Ma come mi diceva una collega, molto più grande di me, gli stupri non sono aumentati oggi, ci sono sempre stati, solamente che in passato vi era più vergogna nel denunciare tali aggressioni, perchè spesso la colpa veniva data alla donna che provocava. Cioè stiamo parlando di cose allucinanti, infatti la legge sulla violenza sessuale è stata cambiate una quindicina di anni fa. Prima era considerato reato contro la morale, ora contro la persona. Ti rendi conto, qual è la differenza? La donna non aveva nessun valore, è questa la cosa grava!!! fortunatamente ci sono state la lotta di donne che volevano che cambiasse questa legge deplorevole!
Un altro consiglio che do è quello di premunirsi con uno spray al peperoncino. In Italia non si potrebbe usare, poichè non è legale, neanche stuprare le donne sia legale….per cui ognuno si comportasse di conseguenza.
Altra cosa, ci sono stati striscioni di solidarietà a Fiumicino, verso quell’animale che ha stuprato una ragazza a capodanno. Sono rimasto allibito, il mondo sta andando al contrario. Perchè le gente non ha fatto casino come è successo per i 4 romeni che hanno violentato quella povera ragazza a Guidonia? A me sembra scandaloso differenziare il reato in base alla nazionalità di chi lo commette! bisogna fare qualcosa, perchè questo mondo sta diventando invivibile!
Gennaio 29th alle 10:15 am
Ciao Alberto ho 28anni e sono una giovane che vuole diventare adulta.
Nel 2005 ho, come tu scrivi, subito una “semplice” aggressione da chi ho frequentato come ottimo amico per un anno fino a quella sera.
Mi ha pestata e cercato di strangolare, infine mi ha abbandonata in uno dei parcheggi che affiancano l’università della Ns località.
Mi hanno soccorso le guardie che durante il cambio turno mi hanno vista (sarò riconoscente a vita sono 2 angeli per me).
A seguito ho denunciato questo essere e la sua pena è stata minore per via dell’indulto. In quei giorni ascoltavo dai TG le ragazze che sono state uccise …. e chi colpevole perchè strappato la vita (non ho un termine che mi soddisfa, in Italia gli assasini hanno Libertà e per me questi esseri non meritano tale dote) appare in TV e giornali come il nuovo super eroe.
Io da allora ho caratterialmente limitato il mio approccio con l’essere maschio perchè invasi dalle informazioni su violenza, aggressione ed omicidio, cerco di assopire questo evento negativo e mi reputo fortunatissima perchè non ho subito variazioni fisiche ma è più forte di me il non fidarmi del tutto !
Questa mia esperienza la racconto perchè sò che è necessaria a chi al contrario di me è debole e non riesce a parlare; non per questo mi sento forte al contrario mi sento impotente poichè accade tutti i giorni ed in cuor mio ho tanto rammarico e (scusa il termine) sono incaxxata nera.
Da allora fuori casa nel vedere coppie che litigano sto lì a fissarli aspettando il momento per chiedere a lei : “va tutto bene ? Hai bisogno di aiuto ?” Chi mi conosce dice che non dovrei intromettermi e io rispondo sempre : “non sarò io la persona che abbandona chi ha bisogno di aiuto o cerca aiuto” !
Nel parlare con sconosciute che raccontano di ragazze aggredite affermo sempre che queste devono avere tanto sostegno morale ed il colpevole non deve essere lasciato in pace.
Credo che siamo così abituati a sentire e giudicare determinate situazioni che nel momento in cui le viviamo sembrano essere “normali” e se succedono nessuno fà nulla … circondati da odio e follie non tutti sono capaci di fare la differenza sono all’ordine del giorno e nessuno fà niente per evitarle;
nell’era dell’intelligenza artificiale trionfano gli istinti primordiali …
non esistono più i buoni esempi e sono da imitare i predatori che annientano i deboli, non si potrebbe lasciare la giungla in Africa?
In alcuni momenti penso che in questa era solo le tecnologie hanno subito il progresso mentre l’uomo continua ad essere un animale travestito da persona per questo rileggo all’infinito “Utopia”, in questo modo il mio mondo cerco di accostarlo solo alle persone ed alle cose che veramente mi fanno sentire una persona dai buoni sentimenti, con i suoi tanti difetti, normali ancora sani.
Ti ringrazio Alberto per avermi concesso l’urlo nello spazio libero ed indipendente; lo reputo sfavorevole ma libera un pezzetto del mio animo.
Gennaio 29th alle 10:31 am
Egregio Maestro,
condivido appieno il suo post e la ringrazio per l’opera divulgativa del problema attraverso la prima chiave per apprendere l’autodifesa: la prevenzione, strettamente collegata al buon senso di ogni persona.
Come neo-istruttore di un metodo di Antiaggressione Femminile (DifesaDonna) sto cercndo di dare il mio piccolo grande contributo attraverso seminari e incontri a tema, sull’aspetto autodifesa mirato alle donne, purtroppo sempre più attuale e soprattutto sempre più grave.
Ritengo il suo eBook molto ben fatto e ben curato anche se in cuor mio gli addetti ai lavori come noi possono sì dare le giuste motivazioni, strategie efficaci e suggerire tecniche risolutive in caso di colluttazione, ma il primo grande passo spetta alle persone, uomini o donne che siano. La gente deve superare i propri limiti o -come si dice in PNL- convinzioni limitanti tipo “tanto non sono in grado!” o peggio ancora “ma io sto giò attento/a e a me non serve, tanto non mi capiterà mai…”
Buon lavoro collega!
Gennaio 29th alle 11:05 am
Purtroppo questi, eed altri ftti di cronaca, peraltro non necessariamente riguardanti violenze sessuali, rendono di sempre maggior attualità il tema dell’autodifesa.
Qualcosa, per la verità, sis tamuovendo anche a livello politico, ad esempio con lo studio di un emendamento, in tema di riforma della giustizia, che preveda il gratuito patrocinio per le vittime dei reati di violenza sessuale, riconducibili alle varie fattispecie enali, in cui si articola la normativa sul punto.
Ma il tema, evidentemente, è puttosto complicato.
Alcune volte può ance capitare che vi sia una simulazione di reato.
E’ stato il caspo di taluni docenti, nei cu confronti si era edciso di compiere una vendetta da parte delle relative allieve, per non parlare del caso, anche questo molto grve, di dissaporti tra unafiglia ed il padre, che enne aggiustamewnte accusato e sottoposto a miusara cautelare.
Se , quindi, vogliamao considerare una serie di riflessioni non scontate, direi che la prima riguarda, purtroppo, proprio coloro che professionalmente dovrebbero occuparsi del problema.
I magistrati tropp spesso sono insufficientemene preparaati per capire, a fondo, le dinamiche di certe tipologie di reato, e consewguentemente non è così raro trovare una precentale, anche significativa, di errori giudiziari proprio in tale tipo di procedimento.
Sull’ìautodifesa ci sarenìbbe molto da dire, ed a mio avviso non sarebbe male, visto che si è parlato anche di interventi eventualmente poltici, rivedere a fondo la normativa sulle cosidette scriminanti, cioè su quelle circostanze che escludono l’i mputabilità.
Troppo restrittive, ad avviso di molti penalisti, ed anche a mio modesto parere, sopratutto quelle sulla legittima difesa.
Per applicarne pienamente l’effetto srriminante, bisognerebbe essere non persone comuni, ma esperti che ben sann come comporarsi.
Questo aspetto si evidenzai sopratutto con riferimento alla necessaria proporzione tra offesa e difesa e questo, in realtà, dimostra ancora una volta una kmipope interpretzione della norma.
IL rapporto di proporxionalità va sempre ricondotto (così insegnano anche nelle aule della facoltà di legge) a quelle che sono le conoscenze e possibilità di reazione della parte aggredita, solitamente non esperta in particolari tecniche autodifensive.
Troppo spesso questo aspetto viene dimenticato e, quasi automaticamente, si ricorre all’imputazione per eccesso colposo per legittima difesa, consguenza a mio avviso aberante in molti casi concreti, che anche la quotidiana cronaca giudiziaria, purtroppo, mette in risalto.
In taluni casi, poi, il soggetto aggredito si trov a dover affrontare non uno, ma più aggressori, spesso anche armati, e alora anche con armi da fuoco.
Bisognerebbe, quindi, capire anche come affrontare tali situazioni, anche se, per dircel< tutta, la vera risposta, anche da parte di dirigenti della polizia o, comunque, di altre forze dell’ordine, anche se ammessa in via del tutto confidenziale, è che in casi come questi, dove cioè, ripeto, ci sono più aggressori, con uno o più dei medesimi che utilizzano anche la minaccia costituita da armi da fuoco, è che sarebbe necessaria una reazione armata.
Anche satatisticamente, e non mi riferisco solo ai casi di aggressioni fi natura sessuale, ma con riferimento ad altre tipologie di reato, si rileva che i casi in cui, effettivamente, l’ggtredito sotto minaccia di uno o più uomini armati, è riuscito a sventare l’aggressione stessa, salvaguardando, quindi, la propria ed eventualmente altrui incolumità fisica, oltre ai propri averi, ha rischieasto un certo uso delle armi da fuoco.
In realtà il legislatore, a partire anche dall’originaria formulazione del codice Rocco (guardasigilli, cioè ministro della giustizia dell’epoca fascista) aveva già ben compreso il problema, individuando nella specifica fattispecie della difesa putativa una validasriminante.
Al dilà del linguaggio tecnico, significa che una scriminante, come la legittima difesa, può trovare applicazione anche quando ragionevolmente si suppone l’esistenza i un certo pericolo,l pur non esistente in realtà.
E ecco il caso concreto:
un rapinatore s’introduce in una gioielleria , ma con una pistola giocattolo.
In realtà, quindi, a ben vedere le pesone non soo realmente minacciate nella loro incolumità fiica, da quella che è un’arma finta.
MA il gioiellire puà reagire con una propira rma da fuoco, uccidendo il rapinatore.
Esaminiam attentamente il caso:
1) nel momento dell’aggressione, il gioiellire non può sapere se quell’arma sia vera e finta, e quindi dovrebbe essere legittimato a ritenere che sussita un pericolo anche per la propria incolumità fisica.
2) la logica conseguenza dovrebbe essere che l’uccidere il rapinatore non dovrebbe essee considerato sproporzionato, ripsetto all’aggressione, ben potendo u rapinatore anche uccidere il gioiellire, o mettere comunque a rischio l’incolumità fisica del medesimo e di alti eventualmente presenti.
Eppure…molto spesso, in casi come questo, anzi quasi mai, viene in mente al magistrato, che pur dovrebbe conoscere e saper ragionevolmente applicare tutte le norme del codice penale, che potrebbe trovar applicazione la legittima difesa putativa.
Macchè.
Quasi sempre, si ricorre all’ecesso colposo per legittima difesa.
Ed allor, dico io, se non i ricorrer alla difesa putativ in una siotuazione di questo tipo, quandìè che dovrebbe trovare applicazione?
LA realtà del diritto insenga che spesso il diritto non viene correttamwnte applicato, e spesso anche il giudice si lascia influenzare piùda altre considerazioni, tipicamente dal’esigenza di non apparire troppo tenero.
A mio avviso, sono anche orientamenti di questo tipo, che non favoriscono una suffiiente possibilità di difesa per il cittadino.
PArtire,
Gennaio 29th alle 11:08 am
Scusate: è partito il mio precedente commento, senza aver potuto nè completarlo, nè rivederlo.
Aggiungo di seguito il completamento.
Dicevo…..partire, quindi, da una rivisitazione più precisa delle scriminanti, in primis della legitima difesa, sopratutto putativa, è uno dei primi passi da compiere per rendere effettiva l’autodifesa.
A cosa serve, infatti, acnhe saper usare armi da fuoco, se poi il cittadino viene sempre ed automaticamente indagato prima, ed imputato poi, per eccesso colposo, senza mai poter ricorrere alla legittima difesa, sia pur putativa?
Gennaio 29th alle 11:23 am
LA VIOLENZA SULLE DONNE E’ IL PIU’ SQUALLIDO ATTO DI VIOLENZA CHE SI POSSA FARE SU UNA DONNA ,IL TUO EBOOK E’ BEN STRUTTURATO MA NON LO CONSIGLIEREI SOLO ALLE DONNE TUTTI ABBIAMO BISOGNO DELLE TECNICHE MENZIONATE NEL TUO MANUALE
Gennaio 29th alle 11:24 am
Quello che volevo dire Alberto, è che ho trattato lo stesso tuo argomento ieri nel mio blog.
La cosa che mi lascia perplesso era, come mi diceva stamattina una mia collega molto più grande di me, che oggi questi reati non sono aumentati rispetto al passato, ma che prima c’era più timore nel denuciarli, perchè spesso la colpa veniva addossata alla donna perchè, si diceva, che era lei a provocare il suo aggressore.
Fortunatamente la legge sulla violenza sessuale è cambiata, prima era considerato reato contro la morale, oggi invece è , DEO GRATIAS, considerato reato contro la PERSONA! abbiamo raggiungo questo livello grazie anche alle lotte dei movimenti femministi. Grazie a queste donne che sono scese in piazza per far valere i loro diritti.
Gennaio 29th alle 11:27 am
Scusate. Come dicevo, il mio precedente commento è partito senza poterlo rivedere ed, essendo stato scritto in fretta, contiene diversi errori.
Lo riporto qui di seguito, riveduto e corretto:
Purtroppo questi, ed altri fatti di cronaca, peraltro non necessariamente riguardanti violenze sessuali, rendono di sempre maggior attualità il tema dell’autodifesa.
Qualcosa, per la verità, si sta muovendo anche a livello politico, ad esempio con lo studio di un emendamento, in tema di riforma della giustizia, che prevede il gratuito patrocinio per le vittime dei reati di violenza sessuale, riconducibili alle varie fattispecie penali, in cui si articola la normativa sul punto.
Ma il tema, evidentemente, è puttosto complicato.
Alcune volte può anche capitare che vi sia una simulazione di reato.
E’ stato il caso di taluni docenti, nei cui confronti si era deciso di compiere una vendetta da parte delle relative allieve, per non parlare del caso, anche questo molto grve, di dissapori tra una figlia ed il padre, che venne ingiustamente accusato e sottoposto a misura cautelare.
Se, quindi, vogliamo considerare una serie di riflessioni non scontate, direi che la prima riguarda, purtroppo, proprio coloro che professionalmente dovrebbero occuparsi del problema.
I magistrati troppo spesso sono insufficientemene preparati per capire, a fondo, le dinamiche di certe tipologie di reato, e conseguentemente non è così raro trovare una percentale, anche significativa, di errori giudiziari proprio in tale tipo di procedimento.
Sull’autodifesa ci sarebbe molto da dire, ed a mio avviso non sarebbe male, visto che si è parlato anche di interventi eventualmente politici, rivedere a fondo la normativa sulle cosiddette scriminanti, cioè su quelle circostanze che escludono l’imputabilità.
Troppo restrittive, ad avviso di molti penalisti, ed anche a mio modesto parere, sopratutto quelle sulla legittima difesa.
Per applicarne pienamente l’effetto scriminante, bisognerebbe essere non persone comuni, ma esperti che ben sanno come comportarsi.
Questo aspetto si evidenzia sopratutto con riferimento alla necessaria proporzione tra offesa e difesa e questo, in realtà, dimostra ancora una volta una miope interpretazione della norma.
Il rapporto di proporzionalità va sempre ricondotto (così insegnano anche nelle aule delle facoltà di legge) a quelle che sono le conoscenze e possibilità di reazione della parte aggredita, solitamente non esperta in particolari tecniche autodifensive.
Troppo spesso questo aspetto viene dimenticato e, quasi automaticamente, si ricorre all’imputazione per eccesso colposo per legittima difesa, conseguenza a mio avviso aberrante in molti casi concreti, che anche la quotidiana cronaca giudiziaria, purtroppo, mette in risalto.
In taluni casi, poi, il soggetto aggredito si trova a dover affrontare non uno, ma più aggressori, spesso anche armati, e talora anche con armi da fuoco.
Bisognerebbe, quindi, capire anche come affrontare tali situazioni, anche se, per dircela tutta, la vera risposta, anche da parte di dirigenti della polizia o, comunque, di altre forze dell’ordine, anche se ammessa in via del tutto confidenziale, è che in casi come questi, dove cioè, ripeto, ci sono più aggressori, con uno o più dei medesimi che utilizzano anche la minaccia costituita da armi da fuoco, è che sarebbe necessaria una reazione armata.
Anche statisticamente, e non mi riferisco solo ai casi di aggressioni di natura sessuale, ma con riferimento ad altre tipologie di reato, si rileva che i casi in cui, effettivamente, l’aggredito sotto minaccia di uno o più uomini armati, è riuscito a sventare l’aggressione stessa, salvaguardando, quindi, la propria ed eventualmente altrui incolumità fisica, oltre ai propri averi, ha richiesto un certo uso delle armi da fuoco.
In realtà il legislatore, a partire anche dall’originaria formulazione del codice Rocco (guardasigilli, cioè ministro della giustizia, dell’epoca fascista) aveva già ben compreso il problema, individuando nella specifica fattispecie della difesa putativa una valida scriminante.
Al di là del linguaggio tecnico, significa che una scriminante, come la legittima difesa, può trovare applicazione anche quando ragionevolmente si suppone l’esistenza di un certo pericolo, pur non esistente in realtà.
Ed ecco un caso concreto:
un rapinatore s’introduce in una gioielleria, ma con una pistola giocattolo.
In realtà, quindi, a ben vedere le persone non soo realmente minacciate nella loro incolumità fisica, da quella che è un’arma finta.
Ma il gioielliere può reagire con una propria arma da fuoco, uccidendo il rapinatore.
Esaminiamo attentamente il caso:
1) nel momento dell’aggressione, il gioielliere non può sapere se quell’arma sia vera e finta, e quindi dovrebbe essere legittimato a ritenere che sussista un pericolo anche per la propria incolumità fisica.
2) La logica conseguenza dovrebbe essere che l’uccidere il rapinatore non dovrebbe essere considerato sproporzionato, rispetto all’aggressione, ben potendo un rapinatore anche uccidere il gioiellire, o mettere comunque a rischio l’incolumità fisica del medesimo e di altri eventualmente presenti.
Eppure…, in casi come questo, quasi mai viene in mente al magistrato, che pur dovrebbe conoscere e saper ragionevolmente applicare tutte le norme del codice penale, che potrebbe trovare applicazione la legittima difesa putativa.
Macchè.
Quasi sempre, si ricorre all’eccesso colposo per legittima difesa.
Ed allora, dico io, se non si ricorre alla difesa putativa in una situazione di questo tipo, quand’è che dovrebbe trovare applicazione?
La realtà del diritto insegna che spesso il diritto non viene correttamente applicato, e spesso anche il giudice si lascia influenzare più da altre considerazioni, tipicamente dal’esigenza di non apparire troppo tenero.
A mio avviso, sono anche orientamenti di questo tipo, che non favoriscono una suffiiciente possibilità di difesa per il cittadino.
Partire, quindi, da una rivisitazione più precisa delle scriminanti, in primis della legittima difesa, sopratutto putativa, è uno dei primi passi da compiere per rendere effettiva l’autodifesa.
A cosa serve, infatti, anche saper usare armi da fuoco, se poi il cittadino viene sempre ed automaticamente indagato prima, ed imputato poi, per eccesso colposo, senza mai poter ricorrere alla legittima difesa, sia pur putativa?
Gennaio 29th alle 11:28 am
Aggiungo un’altra considerazione.
I miei consigli per le donne sono i seguenti:
1) Fare assolutamente un corso di autodifesa
2) Premunirsi di uno spray al peperoncino da spruzzare all’eventuale
aggressore, affinchè gli passi la voglia di fare la bestia, e chiamare
la polizia.
Concludo con un’altra notizia che mi ha veramente fatto vergognare e arrabbiare, oltre che a lasciarmi perplesso e sconsolatoci, ovvero che ci sono stati striscioni di solidarietà a Fiumicino, verso quell’animale che ha stuprato una ragazza a capodanno. Sono allibito, il mondo sta andando al contrario. Perchè le gente non ha fatto casino come è successo per i 4 romeni che hanno violentato quella povera ragazza a Guidonia? A me sembra scandaloso differenziare il reato in base alla nazionalità di chi lo commette! bisogna fare qualcosa, perchè questo mondo sta diventando invivibile!
Gennaio 29th alle 11:31 am
Aggiungo un’altra considerazione.
Il mio consiglio le donne è quello di fare assolutamente un corso di autodifesa e di premunirsi di uno spray al peporoncino. Così vediamo se a queste bestie gli passa la voglia di approfittarsi delle donne!
Gennaio 29th alle 11:34 am
Concludo con un’altra notizia che mi ha veramente fatto vergognare e arrabbiare. Ieri ci sono stati striscioni di solidarietà a Fiumicino, verso quella bestia che ha stuprato una ragazza a capodanno.
Sono allibito, il mondo sta andando al contrario.
Perchè queste persone non sono andate a protestare come è successo per i 4 romeni che hanno violentato quella povera ragazza a Guidonia? A me sembra scandaloso differenziare il reato in base alla nazionalità di chi lo commette! bisogna fare qualcosa, perchè questo mondo sta diventando invivibile!
Gennaio 29th alle 12:08 pm
Come rappresentante del mondo femminile, grazie al cielo non mi è mai capitato di subire una stupro, ma sono pienamente solidale con chi ne rimane vittima suo malgrado. Per quanto mi riguarda, non abbasso mai la guardia, e cerco sempre di adottare delle piccole precauzioni per evitare sgradevoli incidenti…come evitare le strade male illuminate, i luoghi isolati e gli scompartimenti del treno deserti se sono da sola. E poi non bevo mai quando sono in compagnia di persone che non conosco o conosco da poco, e mi faccio sempre riaccompagnare dentro al portone di casa se esco con amici. Certo non è bello vivere in questo modo, ma se è l’unico modo per difendersi benvenga.
Gennaio 30th alle 1:59 am
Grazie a tutti per i vostri preziosi e precisi commenti al mio articolo.
Non è semplice per me rispondere in modo ampio e dettagliato a tutti anche perché i temi e le considerazioni fatte avrebbero bisogno di molte pagine (e forse non sarebbero ancora sufficienti !) ma soprattutto di azioni che la politica e la società stessa dovrebbe innanzitutto dare.
Il mio primo pensiero va a Noemi che ha purtroppo vissuto e raccontato quella che è stata la sua dura esperienza. Mi dispiace molto per quello che ti è successo e la prima cosa che ti suggerisco (so che non è assolutamente facile!) è quella di pensare che non ci sono solo uomini e persone cattive ma di riconquistare un giusto equilibrio e di vedere anche gli aspetti della vita piu’ dolci e belli. Ammiro la tua determinazione nel voler intervenire e aiutare il prossimo in difficoltà; non sono in molti oggi che hanno il coraggio di farlo. Tieni pero’ presente che ci sono vari modi per intervenire e per essere di aiuto agli altri e il primo è proprio quello di salvaguardare la propria incolumità fisica. Se una persona viene aggredita, non è che la aiuti rimanendo coinvolta anche tu in prima persona! Cosi’ facendo potreste essere in due ad avere bisogno di aiuto! Tu puoi fare altre azioni importanti e preziose per portare aiuto al prossimo in difficoltà ma salvaguardando sempre la tua sicurezza. Io ti consiglio di trovare il tempo per iscriverti e frequentare con passione un Corso di Difesa Personale serio e che duri nel tempo (non quelli da 10 lezioni e via…) che sicuramente ti potrà dare maggior fiducia e sicurezza in te stessa e negli altri (e distinguere quelli che se lo meritano!!!) Prova! Te lo dico per esperienza (pluriennale) personale e vedrai che ti aiuterà moltissimo…
Ringrazio Francesco per la pubblicità e la fiducia che mi ha espresso nel suo Blog. Mi fa piacere che molti parlino bene del libro che ho scritto (ringrazio Giuseppe che lo ha letto e che lo consiglia a tutti, non solo alle donne! ) e spero che possa servire a molte persone per rendersi conto delle situazioni, capire dove si nascondono i potenziali pericoli, imparare ad avere fiducia in sè stesse e soprattutto a scegliere con intelligenza e cognizione di causa un corso di Autodifesa serio. Ci sono troppi REATI contro le PERSONE (e non solo contro la Morale come giustamente sottolinei!) In molte città si stanno organizzando ma proprio perché la richiesta si fa pressante, c’è la possibilità di trovare istruttori preparati ma anche insegnanti “improvvisati”. E’ importante sapere prima cosa si deve e si vuole imparare per evitare di sprecare tempo, denaro e motivazione.
Un sincero augurio al collega Sensei Stefano per la tua palestra e i tuoi corsi tradizionali e DifesaDonna. Oltre a ringraziarti per i complimenti sull’ebook (che sono sempre molto graditi specie se espressi da una persona esperta del settore delle Arti Marziali e della Difesa Personale), condivido pienamente il principio espresso che l’Autodifesa deve partire da una forte motivazione e convinzione personale che possiamo riuscire! La PNL può essere certamente di grande aiuto; l’insegnante ha il difficile compito di sbloccare (e qui sta la sua prima “bravura”!) l’allieva, deve stimolarla, darle sicurezza, a convincerla dimostrando che effettivamente con la volontà e l’intelligenza può riuscire a difendersi egregiamente e a tirare fuori energie, grinta e determinazione che nemmeno pensava di avere. Il metodo DifesaDonna ha inoltre questo grande pregio: dare sicurezza alle donne e le aiuta ad essere consapevoli dei propri limiti ma anche delle proprie potenzialità. Certamente è con l’assiduità e la pratica regolare e costante nel tempo che si potranno cogliere i frutti migliori.
Sullo spray al peperoncino, la legislazione italiana è un po’ controversa, anche se in questi giorni ho sentito che alcune cose stanno cambiando in favore. Io penso che possa essere anche questo un buon aiuto soprattutto psicologico, ma come tutte le cose, bisogna essere capaci di usarlo (e bene !!!) per evitare che si ritorca contro di noi. Io dico sempre ai miei corsi: “ Se per difendervi pensate di usare un coltello o un bastone e non lo sapete maneggiare con sicurezza, è meglio per voi che non lo prendiate affatto. Potrebbe peggiorare la vostra situazione ed essere usato contro di voi!” Questo vale anche per lo spray ma sono certo che molti altri esperti la pensano in modo differente dal mio…
Gian Piero sei veramente una fonte inesauribile di conoscenze e ogni volta che ti leggo imparo tantissime cose. Quello che tu scrivi sui problemi legali e giudiziari è purtroppo vero e i riferimenti alla Legittima Difesa o presunta tale sono un problema spinoso e ancora lungo da risolvere sia per la diversa sensibilità delle persone che dei giudici. Non voglio quindi entrare nuovamente nel merito perché è veramente difficile venirne a capo. Su un punto mi voglio pero’ soffermare: la difesa personale da arma da fuoco. Io nel mio ebook, di proposito, non ho voluto parlarne perché ritengo che, nonostante esistano molte tecniche di difesa a riguardo, la situazione è in quel caso talmente grave che solo una persona veramente esperta sia di tecniche marziali che di armi da sparo (e comunque prendendosi un grosso rischio!) puo’ pensare di affrontare un avversario armato di pistola con la necessaria freddezza, determinazione e speranza di successo. Lascerei quindi tali azioni solo “ai professionisti” e non alle persone normali. Io so sparare sufficientemente bene, conosco le armi e proprio per questo sono contrario ad uno stato da Far West; la difesa “con armi da fuoco” è un altro tema e un altro capitolo che ci porterebbe molto lontano con i discorsi.
Infine apprezzo molto la testimonianza di Marina che giustamente cerca di prevenire e ridurre i rischi, facendosi accompagnare a casa, evitando di bere quando si trova con persone che conosce poco, non frequentando luoghi isolati o scompartimenti del treno deserti. Capisco che puo’ essere a volte un limite fastidioso ma purtroppo è lo scotto, è il male minore che si deve pagare (uomini e donne!) per poter vivere in una societa dove ci sono i buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, le persone civili e le bestie.
Gennaio 30th alle 13:30 pm
Grazie per gli auguri che indubbiamente contraccambio.
Mi sono permesso di inserire un post sul mio blog per richiamare questo OTTIMO post sul tema delicato della violenza, riferito in particolare alle donne. Ho consigliato alle allieve dei miei corsi (anche maschietti) di acquistare il tuo eBook - ripeto molto ben realizzato - che mi ha permesso di approfondire le conoscenze nel campo della difesa in genere.
Voglio anche appoggiare appieno ciò che riporti il GIORNO 6, direi fondamentale per il progresso di ogni individuo in questo vastissimo campo, in particolare sulla parte relativa alla scelta del maestro e della palestra. In qualità di allievo “esperto” in più discipline marziali mi ritengo ancora tale nonostante gli anni di insegnamento e anche grazie al tuo strumento informatico oggi mi sento una persona migliore.
con stima,
Stefano
Gennaio 30th alle 22:31 pm
Un saluto a tutti, il Tema VIOLENZA SESSUALE sulle DONNE è un tema scottante che anche se in forma piu silenziosa ha sempre messo in discusione la sicurezza delle nostre donne, ma……….. io sono pienamente d’accordo a tutte le forme di addestramento per Autodifesa ecc….. Ma ci stiamo rendendo conto che tutto questo potrebbe scaturire da un comportamento, autogiustificato dalle donne, libero? Io sono un amante delle donne e ne sono convinto che sono il più bel capolavoro che la natura possa aver creato, ma al giorno d’oggi andare in giro mezze nude secondo me non vuol dire libertà, ma semplicemente provocazione……….. Allora una persona lucida, al massimo scatena a sua fantasia ammirando una donna succinta che passa per la strada, ma una persona sotto effetto di stupefacenti (purtroppo ne sono sempre di più) non resiste alla tentazione che gli si para davanti ed ecco fatto il danno……….. Con questo però non voglio giustificare i delinquenti che si macchiano di questo reato, ma semplicemente aprire gli occhi al gentil sesso ricordandole che non importa quanto siano vestite sono sempre un fiore all’occhiello del loro accompagnatore. Lo so che molti mi diranno che sono all’antica, sarà pure, ma datosi che ho due figlie e non ho nessuna intenzione di segregarle in casa per paura, sono stato costretto a rispolverare i metodi antichi per arginare il problema (risolverlo è impossibile). Chiedo scusa se il mio intervento è fuori luogo ma non ho resistito a dire la mia su un problema che mi tocca quasi da vicino.
Colgo l’occasione per fare gli auguri per l’ottimo e-Book ad Alberto Barbieri che ritengo sia indispensabile per ogni essere umano uomo o donna che sia perchè stiamo vivendo in un mondo, nostro malgrado, in preda alla confusione.
Mazzariello Vincenzino
Gennaio 31st alle 18:25 pm
Grazie Stefano per i complimenti e sono molto contento che tu condivida il contenuto del GIORNO 6. Ti assicuro che scriverlo mi è costato molta fatica ma soprattutto è servito molto anche a me perché mi ha obbligato a fare un vero e proprio “esame di coscienza” per rendermi realmente conto di cosa avevo fatto di buono e cosa invece avevo sbagliato. Oggi piu’ di ieri, ogni volta che salgo sul tatami, so quanto ancora devo lavorare e quanto c’è ancora da imparare dai miei maestri, dai miei compagni e dai miei allievi.
Capisco benissimo lo sfogo di Vicenzino e non lo considero fuori luogo; in effetti, tutto quello che dice alla fine rientra nell’ambito della prevenzione. E’ un sacrosanto diritto delle donne vestirsi e atteggiarsi (sempre ovviamente nei limiti del buon gusto e della decenza) come meglio credono; devono pero’ tenere presente che in giro possono trovare persone di vario tipo e quindi lo dovrebbero fare con intelligenza e soprattutto pensando a quello che potrebbe succedere.
Per fare un esempio: mia moglie ha il diritto di indossare qualche gioiello prezioso ma, per precauzione, decide di farlo solo quando esce con me e in occasioni di basso rischio. In questo caso io non vedo altre soluzioni…
Grazie per il tuo giudizio positivo sul mio ebook; ti consiglio di mettere in pratica i suggerimenti, di approfondire la tecniche di difesa e di contrattacco illustrate e ti auguro di non averne mai e poi mai di bisogno…