Ottimisti o pessimisti?

O siete un venditore pessimista, che ha in testa un “NO”, che pensa a ciò che non si può fare e che è sbagliato, che ritiene che ciò che accade dipenda dagli altri o dalle circostanze avverse, e che si arrende quindi con facilità di fronte ai problemi?
Se appartenete alla prima categoria, siete sicuramente sulla buona strada e dovete continuare a procedervi con impegno e convinzione.
Se, invece, appartenete al secondo tipo di venditori, allora dovete fare un grosso lavoro su voi stessi. Perché l’ottimismo è l’elemento essenziale del successo nella vendita: senza fiducia, entusiasmo, determinazione, positività e speranza non si possono ottenere risultati efficaci nella vendita.
Ma come si fa a essere ottimisti?
E’ una caratteristica innata, dipende dalla personalità?
Assolutamente no, è un’attitudine appresa, uno stile esplicativo che dipende dal nostro modo di interpretare gli eventi e di dare loro una spiegazione. Dipende dalle parole che usiamo nel dialogo interno e in quello esterno.
Chi è ottimista sa concentrarsi sulla sfida rappresentata dalle difficoltà e trova motivazione e stimoli vivificanti nella soluzione dei problemi, mentre chi è pessimista sa concentrasi solo sui problemi e renderli ancora più evidenti; chi è ottimista ha gusto per il proprio lavoro ed è felice, al contrario chi è pessimista lo subisce ed è infelice.
A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”




Vorrei integrare questo articolo, a mio avviso molto importante per chi si dedica ad attività di vendita, con un paio di considerazioni.
Un piccolo suggerimento, che mi sento di dare, a chi desideri apprendere l’arte dell’ottimismo, è il seguente.
Provate a svolgere la funzione di consulenti di amici, parenti e conoscenti, in relazione ai loro problemi.
Con una piccola, ma fondamentale avvertenza: non occupatevi di problemi, in cui voi siate interessati in prima persona.
Vi sorprenderete della quantità di soluzioni, che riuscirete a trovare, e vi sentirete gratificati delle risposte positive che otterrete.
Questo non potrà che farvi vedere la realtà sotto un particolare profilo, cioè come insieme di problematiche, che si possono risolvere.
Perchè vi dico di occuparvi di problematiche, in cui non siate direttamente coivolti?
Perchè l’osservatore esterno riesce spesso a vedere meglio, a meglio analizzare una situazione, rispetto a chi ne sia direttamente coinvolto.
Il passo successivo verrà naturale: se riuscite a capire che potete risolvere gli altrui problemi, comprenderete anche che saranno, da parte vostra, risolvibili molte situazioni, che invece vi riguardano direttamente, in ambito personale, così come nella vita professionale, o sotto l’aspetto finanziario.
Infine, vi invito ad avere una visione tipica dei cinesi.
Si è spesso parlato di crisi, anche sotto diversi profili, su questo blog.
Pensando alla crisi, verrebbe spontaneo essere pessimisti.
Ma nella lingua cinese, l’ideogramma che rappresenta la crisi significa anche……guarda caso…OPPORTUNITA’.
Gli orientali in genere, e non solo i cinesi, preferiscono spesso guardare all’apportunità, che la crisi rappresenta, piuttoato che alla crisi stessa.
E voi, cosa preferite?
Guardare alla crisi, o all’opportunità?